Significato dei sogni #26: sogni chiaroveggenti di William Oliver Stevens
“La prima tendenza nelle ricerche psichiche fu quella di classificare questi sogni fra i casi telepatici, perché era possibile che qualcuno degli esseri viventi che agivano nella scena avesse inviato un messaggio telepatico al dormiente; ma talvolta sono state sognate scene completamente prive di persone, soltanto con oggetti inanimati, dai quali non si poteva certo trasmettere alcun pensiero od alcuna emozione.” ‒ William Oliver Stevens

Ventiseiesima puntata della rubrica “Significato dei sogni” nella quale si presenta un estratto del capitolo Sogni chiaroveggenti tratto da “Il mistero dei sogni” di William Oliver Stevens (Bompiani, 1953). Stevens (1878 – 1955) fu uno scrittore americano e professore per l’Accademia navale degli States. “Il mistero dei sogni” fu pubblicato nel 1949, penultimo libro prima della sua morte seguito da “Psychics and Common Sense” del 1953, non ancora tradotto in italiano.
Il volume qui in oggetto principia con una Introduzione ed è seguito da dieci capitoli (Il sogno nella letteratura; Il simbolismo nei sogni; Soluzione di problemi nel sogno; Sogni telepatici; Sogni chiaroveggenti; Sogni premonitori e profetici; Sogni di confine; Sogni concorrenti e reciproci); chiude la Conclusione.
Dall’Introduzione: “Fu opinione largamente diffusa che, durante il sonno, l’anima lasciasse il corpo e volasse come farfalla in un suo avventuroso mondo. I Birmani, ad esempio, usano ancora oggi questo simbolo per rappresentare il sogno mentre i Greci raffiguravano generalmente Psiche con le ali di farfalla.
Da questa abitudine di vagare dell’anima, nasceva anche la superstizione, molto diffusa, che fosse pericoloso svegliare all’improvviso una persona, perché poteva accadere che l’anima, trovandosi chissà dove, non potesse ritornare nel corpo: il che sarebbe stato fatale per il dormiente.
Herbert Spencer, il grande sacerdote del materialismo del XIX secolo, spiegò con le superstizioni dei popoli primitivi intorno ai sogni la credenza universale nel mondo degli spiriti e nella sopravvivenza della personalità umana dopo la morte. Egli dichiarò che questa credenza ha origine nei sogni; gli uomini credono nella vita dello spirito perché hanno una specie di doppia coscienza nel sonno. L’anima umana si riduceva, per lui, a questo!
I Padri della Chiesa accettarono molte idee sui sogni, sia dagli Ebrei, sia dalle tradizioni classiche, e li considerarono molto seriamente. Tertulliano, ad esempio, pensava che l’anima, nel sogno, si riposasse, così come il corpo si rinfranca dal sonno. Anch’egli credeva che i sogni potessero portare rivelazioni di carattere spirituale, indicare tesori nascosti o beni rubati, e persino predire il futuro. E ammetteva, allo stesso tempo, che i diavoli potessero suggerire sogni impuri e spiacevoli.
Con l’avvento della psicologia, la nuova scienza sorta da meno di un centinaio d’anni, il sogno fu strappato alla leggenda, alla superstizione, all’inganno e alle vecchie credenze e fu posto nella fredda luce dell’investigazione diretta: l’osservazione e l’esperimento. Molto si è scritto in materia, ma molto ancora sfugge ad una spiegazione. Un nuovo significato fu attribuito ai sogni da Sigmund Freud, da Carl Gustav Jung e da altri nel campo della psichiatria.”[1]
La rubrica “Significato dei sogni” presenta, oggi, un argomento che potrebbe invece ridestare l’interesse verso l’inconscio, i suoi modi “sensazionali” di comunicazione e rinnovare l’immaginario del mondo avventuroso della farfalla.
In questa ventiseiesima puntata William Oliver Stevens ci racconta dei sogni chiaroveggenti offrendo al lettore testimonianze che possono destare proficue riflessioni. Sottostante si potrà leggere un estratto dal capitolo “Sogni chiaroveggenti” ed un sogno intitolato “Il Titanic”; il capitolo è suddiviso in tre parti: Esempi insignificanti ma veri, Esempi di sogni indicanti decessi o pericoli (nei riguardi di persone estranee), Esempi di sogni indicanti decessi o pericoli (nei riguardi di amici o persone di famiglia).
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Estratto da Sogni chiaroveggenti tratto da “Il mistero dei sogni” di William Oliver Stevens
Come l’invenzione della radio ha reso più facile la spiegazione del mistero della telepatia, la nuovissima scoperta della televisione potrà rendere meno difficile il credere nella chiaroveggenza che è la sorella gemella di essa. Nella telepatia, i pensieri e le emozioni, che passano in una mente, vengono trasmesse ad un’altra lontana; nella chiaroveggenza, invece, scene ed avvenimenti, che hanno luogo in posti lontani, sono visti come se il soggetto fosse ad essi presente. In ambedue i fenomeni i soggetti riceventi provano le sensazioni loro trasmesse senza dover impiegare i loro sensi.
Persino Kant descrive un caso classico di chiaroveggenza raccontando come Emanuel Swedenborg, che nel 1759 viveva a Gottenburg, vedesse chiaramente un grande incendio che infuriava a Stoccolma, lontana circa trecento chilometri, e ne informasse gli amici, specificando anche il punto dove cominciò il primo focolaio e prevedendo quando si sarebbe domato l’incendio. Ogni dettaglio fu poi ampiamente verificato e trovato esatto.
Questa visione di Swedenborg si verificò in pieno giorno mentre il soggetto era completamente sveglio; ma talvolta la chiaroveggenza si manifesta nel sonno, anche inaspettata, e sotto forma di sogno. In questi casi il soggetto si trova presente ad una scena lontana e vede e riconosce persone, sentendo quello che dicono e osservando quello che fanno.
La prima tendenza nelle ricerche psichiche fu quella di classificare questi sogni fra i casi telepatici, perché era possibile che qualcuno degli esseri viventi che agivano nella scena avesse inviato un messaggio telepatico al dormiente; ma talvolta sono state sognate scene completamente prive di persone, soltanto con oggetti inanimati, dai quali non si poteva certo trasmettere alcun pensiero od alcuna emozione.
Naturalmente il mondo scientifico è ancora scettico in materia di telepatia e di chiaroveggenza; ma l’illustre Sr. Alexis Carrel, che è stato anche il vincitore di un premio Nobel, ha dichiarato nel suo libro L’uomo, questo sconosciuto che la telepatia e la chiaroveggenza sono «i dati fondamentali della osservazione scientifica»; e il Dr. J. B. Rhine dell’Università di Duke ha brillantemente confermato, con esperimenti recenti, tale dichiarazione di Carrel, che fu scritta parecchi anni or sono, dimostrando come queste forze misteriose di comunicazione esistano anche se sembri quasi impossibile fornire una spiegazione.
Gli esempi riportati nella seconda parte del terzo capitolo di questo libro[1] potrebbero essere benissimo tutti casi di chiaroveggenza, perché in essi i soggetti hanno sempre visto le cose proprio nella località dove si trovavano e difficilmente si potrebbe trovare un esempio più evidente di chiaroveggenza di quello della signora Titus, che, come si ricorderà, vide il posto esatto nel quale giaceva il corpo di Berta Huse e persino la sua esatta posizione.
Ad ogni modo bisogna tener presente che limiti e classificazioni hanno un valore relativo, tanto è vero che molti esempi di cui ci occuperemo in questo capitolo possono essere allo stesso tempo telepatici, chiaroveggenti e premonitori e, in uno stesso caso, si possono incontrare riuniti aspetti diversi. Il senso psichico o la facoltà psi sono un mistero che presenta tanti aspetti così diversi che si prova la sensazione di trovarsi dinanzi a una porta aperta solo per uno spiraglio, attraverso il quale stiamo ancora spiando nell’oscurità più profonda, assetati di sapere.
Gli esempi che seguono sono stati scelti da un ampio materiale, tutto autentico, e sembra che siano più numerosi di quelli riguardanti sogni che si possono definire semplicemente telepatici. […]
[Di seguito si potrà leggere il sogno intitolato “Il Titanic”]
Questo impressionante esempio di chiaroveggenza mi fu riferito dalla stessa persona che ebbe il sogno e riguarda l’orrenda sciagura navale del naufragio del Titanic, che ancora oggi rimane la più grande tragedia marittima che si possa ricordare. Come solo testimone possibile interrogai, a suo tempo, il marito della donna che mi raccontò il sogno, il quale mi confermò quanto essa mi aveva narrato.
La signora mi assicurò che il sogno fu di una tale limpidezza che la svegliò da un sonno profondissimo: aveva sentito come dovesse trattarsi di qualcosa di più di un semplice sogno, tanto che svegliò il marito per raccontarglielo.
«Ho visto», gli disse, «mia madre che si trovava su di una scialuppa di salvataggio affollatissima, sballottata sulle onde del mare e così carica di persone che sembrava doversi rovesciare da un momento all’altro!»
Il marito naturalmente si irritò d’esser stato svegliato per ascoltare quello che egli definì un incubo, ma, tuttavia, la tranquillizzò con le parole: «Perché vuoi agitarti per un semplice cattivo sogno? Sai benissimo che Mamma è al sicuro sulla terraferma in Inghilterra!»
«Ma questo non è stato solo un cattivo sogno… Era qualcosa di differente, di terribile e di molto reale!»
Naturalmente questo ragionamento non fece alcuna impressione sul marito, ma la donna non poté assolutamente riprendere sonno per tutto il resto della notte.
La mattina successiva, le prime pagine dei giornali erano tutte dedicate, con i titoli più terrificanti, alla disgrazia del Titanic e, quando fu pubblicato l’elenco dei passeggeri, la signora vide con orrore che vi era il nome di sua madre.
Per fortuna la vecchia signora si salvò e al suo arrivo a New York raccontò alla figlia di aver preso posto sul Titanic, senza avvertirla con qualsiasi dispaccio, perché le voleva fare una sorpresa e che proprio nel momento in cui lei aveva avuto il suo sogno, essa di trovava su di una lancia di salvataggio stracarica di persone che sembrava ad ogni momento dovesse rovesciarsi, mentre, per tutto il tempo, i suoi pensieri si erano concentrati sulla figlia, che proprio temeva di non rivedere più.
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Per continuare la lettura in modo proficuo e con attenzione si consiglia di distogliere gli occhi dal computer o dal cellulare e di recarsi nella propria libreria per cercare il libro tra gli scaffali impolverati; se non si possiede il volume in casa si consiglia di acquistarlo (rigorosamente in cartaceo).
Leggere è un compito importante, la carta è di grande ausilio rispetto al formato digitale non solo per la concentrazione necessaria all’atto della riflessione e comprensione ma anche per instaurare un rapporto fisico con l’oggetto-pozzo che conserva amorevolmente le considerazioni degli esseri umani del passato, in questo caso di William Oliver Stevens.
Un ulteriore consiglio: un bel quaderno (cartaceo) con penna o matita posto sul comodino per annotare i sogni al risveglio (con data ed orario). È importante non perdere l’uso della scrittura sia per la manualità delle dita sia per la stimolazione del cervello astratto e creativo.
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Nella prima puntata della rubrica si è presentato un estratto tratto dal primo capitolo “La letteratura scientifica sui problemi del sogno” del libro “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud; nella seconda un estratto tratto dal primo paragrafo intitolato “Il rapporto tra sogno e veglia” dello stesso capitolo; nella terza puntata si è presentato un estratto tratto dal secondo paragrafo intitolato “Il materiale onirico. La memoria nel sogno” dello stesso capitolo; nella quarta si è selezionato un estratto da “Relazione, imago e proiezione” del febbraio 1959, tratto dal capitolo “Attività medica e analitica” del libro “In dialogo con Carl Gustav Jung” di Aniela Jaffé, che mostra il sogno in rapporto con l’ex partner; nella quinta si è ripreso il discorso con Sigmund Freud con un estratto estratto tratto dal quarto paragrafo intitolato “Perché si dimentica il sogno dopo il risveglio” del primo capitolo “La letteratura scientifica sui problemi del sogno”; nella sesta si è selezionato un estratto dal primo capitolo intitolato “Sogni lucidi e la loro impostazione filosofica” del libro “Sogni lucidi” dalla parapsicologia e scrittrice britannica Celia Green; nella settima si è presentato un estratto tratto dal secondo capitolo “L’uomo e l’esperienza” del libro “Sogni, profezie e apparizioni” di Aniela Jaffé affrontando la tematica della precognizione della morte; nell’ottava si è ripreso il libro “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud con un estratto tratto dal terzo paragrafo intitolato “Stimoli e fonti del sogno” del primo capitolo “La letteratura scientifica sui problemi del sogno”; nella nona un estratto tratto dall’introduzione del libro “Alchimia” di Marie-Louise von Franz mettendo l’accento sulla trascrizione del sogno; nella decima si è presentato un estratto tratto dal libro “La schizofrenia” di Carl Gustav Jung; dal capitolo “Psicogenesi della schizofrenia”; nell’undicesima si sono mostrate “Le peculiarità psicologiche del sogno” tratto del libro “L’nterpretazione dei sogni” di Sigmund Freud; nella dodicesima si è parlato del libro “Il codice dei sogni” di Charles Maillant finendo nel paragrafo Diventare ciechi; nella tredicesima il capitolo Anatomia di un sogno tratto dal libro “I sogni” di Edgar Cayce e Mark Thurston; nella quattordicesima si è presentato il tema della responsabilità ed inconscio dal libro “Elogio dell’inconscio” di Massimo Recalcati; nella quindicesima si è parlato dell’assenza di sonno trattata da Simon Monneret; nella sedicesima si è toccato il tema della maternità in carcere con Lella Ravasi Bellocchio; nella diciassettesima I sentimenti morali nel sogno espresso da Sigmund Freud; nella diciottesima Il simbolismo del cibo di Serena Foglia; nella diciannovesima Le discordanze della memoria di Igor Sibaldi; nella ventesima l’Incubo di Jorge Luis Borges; nella ventunesima Sognare di volare di Artemidoro; nella ventiduesima Sognare di morire di Artemidoro; nella ventitreesima Sognare di cambiare sesso di Charles Maillant; nella ventiquattresima il sogno in stato di veglia tratto da “Miti Sogni e Misteri” di Mircea Eliade; nella venticinquesima i sogni telepatici tratto da “Il mistero dei sogni” di William Oliver Stevens.
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“Il maschio e la femmina divengano per te un cerchio/ Da cui sorga il quadrato dai lati uguali./ Trai da ciò un triangolo, che in ogni parte/ Si muti poi in una sfera: allora la Pietra nascerà./ Se cosa tanto facil non subito afferra la tua mente,/ Pensa alla dottrina del Geometra, e tutto saprai.” ‒ Atalanta fugiens
Bibliografia
William Oliver Stevens, Il mistero dei sogni, Bompiani, 1953
Michael Maier, Atalanta fugiens, Edizioni Mediterranee
Note
[1] Intitolato “Soluzioni dei problemi nei sogni”.
[1] William Oliver Stevens, Il mistero dei sogni, Bompiani, 1953, pp. 8-9
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