Significato dei sogni #28: attingere alle energie della mente inconscia di Diane Von Alten

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 “Alcuni individui conducono un’esistenza molto superficiale, come se tutto quello che capita loro fosse qualcosa di puramente esterno, che essi attraversano accogliendo le numerose esperienze offerte dal mondo. Queste persone non si accorgono che le esperienze, che vivono nella loro esistenza quotidiana, hanno anche un riflesso sull’interiorità, lasciandoci spesso tracce profondissime.” ‒ Diane Von Alten

Il grande libro dei sogni di Diane Von Alten energie della mente inconscia
Il grande libro dei sogni di Diane Von Alten energie della mente inconscia

Ventottesima puntata della rubrica “Significato dei sogni” nella quale si presenta un estratto del capitolo “Capacità di attingere alle energie della mente inconscia” tratto dal libro “Il grande libro dei Sogni ‒ Interpretazione e significato”[1] di Diane Von Alten.

Nel libro vengono illustrate le leggi fondamentali in base alle quali funziona quella che gli uomini chiamano comunemente “sorte” o “fortuna”. Sui giornali o alla radio si parla spesso di individui che, baciati da quella che viene definita ‘dea bendata’, sono diventati all’improvviso molto ricchi, avendo vinto somme astronomiche a uno dei numerosi giochi, come Lotto, Totocalcio, Totogol, Enalotto, Super Enalotto, Gratta e vinci, oggi così diffusi e famosi.

Meno raramente si viene a sapere, se non nel caso di fatto davvero eclatanti, di come questi individui abbiano dilapidato la propria vincita in breve tempo, dopo aver investito il denaro in maniera errata o aver assunto e mantenuto troppo a lungo un tenore di vita che, una volta esaurita la somma vinta, non sono più stati in grado di sostenere; per non parlare, poi, della tentazione del gioco d’azzardo, cui si sente spinto chi è stato fortunato una volta e che spesso porta alla rovina completa. Chiaramente queste persone, pur essendo state molto fortunate, si dimostrano prive di quella che, in campo psicologico, si definisce “mentalità del denaro”: esse non hanno compreso che il denaro ha le sue regole.

Così la “dea bendata” talvolta tanto bendata non si dimostra quando è proprio nel momento dell’onirico che sussurra ai futuri fortunati un numero, il giorno esatto nel quale acquistare un biglietto, un risultato calcistico.

In questa ventottesima puntata della rubrica “Significato dei sogni” Diane Von Alten presenta la sua visione di uno dei più straordinari eventi che accadono all’essere umano: il sogno. Di seguito si potrà leggere l’estratto tratto dal capitolo “Capacità di attingere alle energie della mente inconscia”.

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Estratto da Capacità di attingere alle energie della mente inconscia di Diane Vol Alten

Per poter spiegare che cos’è un sogno, è necessario porsi delle domande relativamente al modo in cui si conduce la propria vita e chiedersi se la si vive pienamente.

Alcuni individui conducono un’esistenza molto superficiale, come se tutto quello che capita loro fosse qualcosa di puramente esterno, che essi attraversano accogliendo le numerose esperienze offerte dal mondo.

Queste persone non si accorgono che le esperienze, che vivono nella loro esistenza quotidiana, hanno anche un riflesso sull’interiorità, lasciandoci spesso tracce profondissime.

Oltre a una realtà esterna all’essere umano ne esiste anche una interiore e queste due parti della psiche devono essere integrate, armonizzate, affinché un individuo possa assaporare la pienezza delle proprie possibilità nella vita di ogni giorno.

La psicoanalisi usa diversi termini per indicare questa “parte nascosta” dell’uomo, indicando anche delle divisioni al suo interno: subconscio, inconscio, anima, animus, ombra sono alcuni dei vocaboli utilizzati per dare un nome al mondo interiore, il cui studio costituisce, a detta degli scienziati, la “prossima nuova frontiera” dell’esplorazione umana.

Questa parte nascosta della psiche contiene i ricordi più lontani del tempo, dimenticati dalla mente conscia, ed è anche sede di ciò che non viene accettato: aspetti negativi della personalità o ricordi spiacevoli, che pur rimossi dalla mente conscia continuano a esistere, nonostante il tentativo di cancellarli. Per poter esistere in modo armonico è necessario che le due parti della psiche siano integrate e, perciò, lo spirito cerca costantemente di stabilire e mantenere un collegamento tra questi due mondi: l’individuo può identificare le parti della propria psiche che necessitano di essere “guarite”, con tecniche mediche, meditative o introspettive, individuate da psicoanalisti e psicologia.

L’inconscio e il subconscio non sono soltanto “depositi” di ricordi dimenticati o spiacevoli, ma costituiscono anche una sorta di memoria collettiva, che comprende l’esperienza evolutiva di tutta la razza umana e, secondo le teorie darwiniste, quella di ogni altra forma di vita presente sulla terra. In questo senso, l’inconscio è un serbatoio di energia che, opportunamente sollecitata e incanalata, può essere di aiuto a ciascuno per raggiungere i propri obiettivi.

Le tecniche di visualizzazione creativa e di autosuggestione cosciente, di training autogeno, di meditazione in ogni sua forma e quelle di Yoga-Nidra sono tutte basate sulla stessa convinzione: un “suggerimento”, parole, immagini o anche solo suoni, che riesca a superare la barriera della mente conscia e a penetrare nel regno dell’inconscio, troverà presto o tardi una sua piena manifestazione nella vita quotidiana.

Alcuni anni fa, il velocista Pietro Mennea stupì quanti lo ritenevano ormai troppo anziano per poter competere nelle gare a livello internazionale, qualificandosi per i giochi olimpici: interrogato sul segreto di quella sua seconda giovinezza, Mennea rispose di essersi dedicato a una tecnica mentale che, a suo dire, gli aveva permesso quei risultati, che i dati anagrafici avrebbero dovuto invece negargli. Descritta in modo più semplice, la tecnica impiegata dall’atleta italiano consisteva nel rilassare il più possibile il corpo, riducendo al minimo il lavoro della mente conscia, e nell’inviare delle “suggestioni” agli strati più nascosti della psiche, dimostrando così che davvero in certi casi la mente agisce sulla materia.

Dunque, l’inconscio è soprattutto un potentissimo alleato, il cui aiuto può essere estremamente utile in ogni circostanza della vita, dalle più quotidiane e concrete a quelle proprie della vita interiore.

Il collegamento tra la mente conscia e l’inconscio è spesso costituito dai sogni, che non sono quindi soltanto strascichi notturni di avvenimenti della giornata, ma rappresentano anche un ponte di contatto con un mondo dal potenziale infinito, con il regno degli archetipi condivisi da tutta la razza umana e, secondo le teorie esoteriche, con quella che viene definita “mente cosmica”, la fonte della vita di tutto l’universo.

Tale collegamento solitamente si realizza tramite le immagini con cui la mente traduce quello che vuole comunicare e viene facilitato se l’individuo è esperto nelle tecniche che permettono di rendere più acuta la facoltà dell’intuizione: si tratta di pratiche, diffuse sia nelle tradizioni orientali che in quelle occidentali, che consistono in esercizi di concentrazione e meditazione, finalizzati a facilitare il contatto con la parte più nascosta e ricca della persona.

Ma perché si sogna?

All’interrogativo riguardante il motivo per cui si sogna, psicologia, psichiatria e psicoanalisi hanno dato risposte diverse.

Sigmund Freud definì il sogno come un mezzo attraverso il quale la mente soddisfa in modo metaforico e simbolico un desiderio che la parte conscia ha rimosso.

Carl Gustav Jung cercò di spiegare il fenomeno onirico in base alla sua teoria degli archetipi, ricordi ancestrali risalenti ai primordi della vita umana su questo pianeta e presenti in modo più o meno latente nella psiche di ogni essere umano, come per esempio la figura paterna e quella materna, il fuoco, la guerra. Tali archetipi vengono utilizzati dalla mente nei sogni per comunicare attraverso un linguaggio simbolico e collettivo che cosa sta accadendo nel mondo interiore e inconscio della persona.

Al di là delle diversità teoriche, è generalmente ammesso che le cause dei sogni sono molteplici e a volte possono essere anche di natura fisica: per questo si deve evitare di cadere nella trappola dell’interpretazione letterale di un sogno che spesso ha una ragione molto più logica e concreta di quello che ci si aspetta.

Durante il sonno la mente è libera dalle attività che la tengono occupata durante la veglia, come quella di registrazione e trasmissione degli impulsi dal cervello agli arti o quella di interpretazione degli stimoli inviati dalla realtà attraverso i sensi. Essa si trova libera soprattutto dalle maschere, che l’individuo è spesso costretto a sovrapporre alla propria personalità per poter condurre una soddisfacente vita di relazione sociale; inizia quasi una specie di esistenza alternativa della mente, nel corso della quale essa può dare sfogo alle proprie tendenze e lasciar funzionare senza alcuna costrizione esteriore i propri meccanismi. A questo punto compaiono i sogni, che possono essere suddivisi in diverse categorie a seconda della loro causa scatenante.

1. Sogni che hanno origine da stimoli sensoriali interni al corpo di chi sogna. Sono spesso causati da una necessità fisica alla quale non è stata data soddisfazione e costituiscono un appagamento di bisogni fisici.

2. Sogni che hanno origine da stimoli sensoriali provenienti dall’esterno del corpo di chi sogna. Si tratta dei casi in cui si sogna un incendio, un allagamento o un assideramento e sono spesso provocati da semplici sensazioni di caldo o freddo.

3. Sogni che hanno origine da stimoli di natura patologica. Le indisposizioni del corpo e della mente, dalle più lievi alle più gravi, sono in grado di creare stimoli potentissimi, che l’inconscio maschera simbolicamente e invia alla mente come un preavviso: sono sogni solitamente tristi e penosi o estremamente strani e inconsueti.

4. Sogni che hanno origine da uno stimolo psichico. Sono causati da un turbamento o da una forte impressione psichica, che la mente ha conservato e che viene riproposta durante il sonno. Tra le svariate possibilità si devono ricordare in particolare gli spettacoli forti, le preoccupazioni professionali, gli impegni e gli sforzi profondi e prolungati. Per esempio non è raro il caso in cui si sogna continuamente di affrontare il proprio esame di maturità e, dopo aver guidato per lunghe distanze, di continuare a guidare l’auto all’infinito e di essere coinvolti in incidenti stradali.

5. Sogni premonitori o profetici. Si tratta di una categoria di sogni non riconosciuti dalla medicina ufficiale, ma ai fini del tema trattato in questo volume sono i più importanti, quelli che, correttamente interpretati, forniscono le più utili indicazioni per tentare la sorte.

Nonostante il rifiuto da parte della scienza di accettare questo e molti altri lati della psiche umana, si trova traccia di sogni premonitori o profetici in moltissime tradizioni religiose, sia occidentali che orientali: lo stesso Antico Testamento riporta molti casi di sogni profetici, spesso interpretati da personaggi importanti per la storia del popolo d’Israele, come Giuseppe, figlio di Giacobbe e Rachele, le cui interpretazioni permisero addirittura al faraone d’Egitto di premunirsi contro i devastanti effetti di una carestia.

I sogni premonitori possono essere suddivisi in due grandi categorie: sogni che non hanno un significato chiaro e sogni in cui una persona cara rivela quelli che poi risulteranno numeri fortunati.

La scienza non attribuisce alcun valore ai sogni di entrambe le categorie, ma esistono persone pronte a giurare di avere “azzeccato” vincite consistenti giocando i numeri rivelati loro esplicitamente, senza cioè bisogno di alcuna interpretazione, da un congiunto defunto.

La difficoltà, per i sogni premonitori della prima categoria, sta nello scegliere tra le possibili interpretazioni simboliche, a ciascuna delle quali corrisponde un diverso numero, quale è quella prevalente e quali, invece, rappresentano solo il contesto necessario al simbolo principale e, perciò, non vanno utilizzate per ricavarne i numeri fortunati.

Intervengono a questo punto le tecniche che verranno esposte in seguito, attraverso le quali chiunque potrà affinare la propria intuizione e così sarà in grado di comprendere quali, tra i vari simboli presenti in un sogno, devono essere presi veramente in considerazione.

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Per continuare la lettura in modo proficuo e con attenzione si consiglia di distogliere gli occhi dal computer o dal cellulare e di recarsi nella propria libreria per cercare il libro tra gli scaffali impolverati; se non si possiede il volume in casa si consiglia di acquistarlo (rigorosamente in cartaceo).

Leggere è un compito importante, la carta è di grande ausilio rispetto al formato digitale non solo per la concentrazione necessaria all’atto della riflessione e comprensione ma anche per instaurare un rapporto fisico con l’oggetto-pozzo che conserva amorevolmente le considerazioni degli esseri umani del passato, in questo caso di Diane Von Alten.

Un ulteriore consiglio: un bel quaderno (cartaceo) con penna o matita posto sul comodino per annotare i sogni al risveglio (con data ed orario). È importante non perdere l’uso della scrittura sia per la manualità delle dita sia per la stimolazione del cervello astratto e creativo.

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Nella prima puntata della rubrica si è presentato un estratto tratto dal primo capitolo “La letteratura scientifica sui problemi del sogno” del libro “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud; nella seconda un estratto tratto dal primo paragrafo intitolato “Il rapporto tra sogno e veglia” dello stesso capitolo; nella terza puntata si è presentato un estratto tratto dal secondo paragrafo intitolato “Il materiale onirico. La memoria nel sogno” dello stesso capitolo; nella quarta si è selezionato un estratto da “Relazione, imago e proiezione” del febbraio 1959, tratto dal capitolo “Attività medica e analitica” del libro “In dialogo con Carl Gustav Jung” di Aniela Jaffé, che mostra il sogno in rapporto con l’ex partner; nella quinta si è ripreso il discorso con Sigmund Freud con un estratto estratto tratto dal quarto paragrafo intitolato “Perché si dimentica il sogno dopo il risveglio” del primo capitolo “La letteratura scientifica sui problemi del sogno”; nella sesta si è selezionato un estratto dal primo capitolo intitolato “Sogni lucidi e la loro impostazione filosofica” del libro “Sogni lucidi” dalla parapsicologia e scrittrice britannica Celia Green; nella settima si è presentato un estratto tratto dal secondo capitolo “L’uomo e l’esperienza” del libro “Sogni, profezie e apparizioni” di Aniela Jaffé affrontando la tematica della precognizione della morte; nell’ottava si è ripreso il libro “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud con un estratto tratto dal terzo paragrafo intitolato “Stimoli e fonti del sogno” del primo capitolo “La letteratura scientifica sui problemi del sogno”; nella nona un estratto tratto dall’introduzione del libro “Alchimia” di Marie-Louise von Franz mettendo l’accento sulla trascrizione del sogno; nella decima si è presentato un estratto tratto dal libro “La schizofrenia” di Carl Gustav Jung; dal capitolo “Psicogenesi della schizofrenia”; nell’undicesima si sono mostrate “Le peculiarità psicologiche del sogno” tratto del libro “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud; nella dodicesima si è parlato del libro “Il codice dei sogni” di Charles Maillant finendo nel paragrafo Diventare ciechi; nella tredicesima il capitolo Anatomia di un sogno tratto dal libro “I sogni” di Edgar Cayce e Mark Thurston; nella quattordicesima si è presentato il tema della responsabilità ed inconscio dal libro “Elogio dell’inconscio” di Massimo Recalcati; nella quindicesima si è parlato dell’assenza di sonno trattata da Simon Monneret; nella sedicesima si è toccato il tema della maternità in carcere con Lella Ravasi Bellocchio; nella diciassettesima I sentimenti morali nel sogno espresso da Sigmund Freud; nella diciottesima Il simbolismo del cibo di Serena Foglia; nella diciannovesima Le discordanze della memoria di Igor Sibaldi; nella ventesima l’Incubo di Jorge Luis Borges; nella ventunesima Sognare di volare di Artemidoro; nella ventiduesima Sognare di morire di Artemidoro; nella ventitreesima Sognare di cambiare sesso di Charles Maillant; nella ventiquattresima il sogno in stato di veglia tratto da “Miti Sogni e Misteri” di Mircea Eliade; nella venticinquesima i sogni telepatici tratto da “Il mistero dei sogni” di William Oliver Stevens; nella ventiseiesima i sogni chiaroveggenti di William Oliver Stevens; nella ventisettesima le teorie oniriche e funzioni del sogno di Sigmund Freud.

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“Si narra che la serpe si divora la coda per assorbire la parte di sé mobile, velenosa e umida, sicché senza coda pare più voluminosa e lenta, avendo gran parte della sua agilità e speditezza origine nella coda. Tutti gli altri animali s’appoggiano sulle zampe, ma serpenti, draghi e vermi le rimpiazzano contraendo e svolgendo il loro corpo, e descrivono, come l’acqua che scorre, curve precise, piegandosi or da un lato or dall’altro nei fiumi che serpentinamente flettono il loro corso.” ‒ Atalanta fugiens

 

 

Bibliografia

Diane Von Alten, Il grande libro dei Sogni ‒ Interpretazione e significato, Giovanni De Vecchi Editore, 1998

Michael Maier, Atalanta fugiens, Edizioni Mediterranee, 1984

 

Note

[1] Diane Von Alten, Il grande libro dei Sogni ‒ Interpretazione e significato, Giovanni De Vecchi Editore, 1998

 

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