Significato dei sogni #1: la letteratura scientifica sui problemi del sogno di Sigmund Freud

In origine “sonno” e “sogno” erano un tutt’uno e non venivano distinti, infatti, l’etimologia della parola “sogno” deriva da “somnium” che, in latino, significa “sonno”; così anche in greco ὕπνος (sonno) e prima ancora σ-ὕπνος.

Significato dei sogni #1 la letteratura scientifica sui problemi del sogno - Sigmund Freud
Significato dei sogni #1 la letteratura scientifica sui problemi del sogno – Sigmund Freud

Attualmente, invece, le due parole sono distinte ed il “sogno” è interpretato come una “parte” del “sonno”, quella relativa alla produzione ‒ da parte dell’inconscio ‒ di immagini relative a situazioni reali, irreali, del passato, del presente, del futuro, fantastiche, angosciose, sgradevoli, strane, meravigliose, et cetera.

La letteratura prodotta nel corso dei millenni sui fenomeni chiamati “sogni” è molto variegata, e si è pensato in questa rubrica “Significato dei sogni” di invitare alla lettura di alcuni testi scritti dai maggiori esponenti della stessa, augurando al lettore di trarne beneficio.

In questa prima puntata si presenta un estratto tratto dal primo capitolo “La letteratura scientifica sui problemi del sogno” del libro “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud.

 

Estratto da “La letteratura scientifica sui problemi del sogno”

“Dimostrerò nelle pagine seguenti che esiste una tecnica psicologica che consente di interpretare i sogni, e che, applicando questo metodo, ogni sogno si rivela come una formazione psichica densa di significato che va inserita in un punto determinabile dell’attività psichica della veglia. Tenterò inoltre di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l’oscurità del sogno e di dedurre la natura delle forse psichiche dalla cui cooperazione e dal cui contrasto il sogno trae origine. Interromperò allora la mia esposizione, perché sarò giunto al punto in cui il problema del sogno sfocia in problemi più vasti, che potranno essere risolti solo ponendo mano a un materiale d’altro genere.

Premetto una rassegna degli studi precedenti e un’esposizione dello stato attuale dei problemi del sogno nella scienza, poiché in seguito non avrò spesso occasione di tornare sull’argomento. La comprensione scientifica del sogno è infatti, nonostante i tentativi ormai millenari, progredita assai poco. Questo è ammesso all’unanimità da tutti gli autori, tanto che mi sembra superfluo ricorrere a singole citazioni. Negli scritti riportati in nota o nell’elenco alla fine di questo libro si trovano osservazioni stimolanti e molto materiale pieno d’interesse sul nostro tema, ma nulla o ben poco che tocchi l’essenza del sogno e risolva definitivamente qualcuno dei suoi enigmi. E meno ancora, naturalmente, è giunto a conoscenza dei profani colti.

La concezione del sogno presso i popoli primitivi, nei tempi primordiali dell’umanità, e la sua influenza sulla concezione del mondo e della psiche, costituiscono un tema di così alto interesse, che solo a malincuore lo escludo da questo lavoro. Rimando il lettore alle note pubblicazioni di Sir John Lubbok, Herbert Spencer, £. B. Tylor e altri; aggiungo solo che la rilevanza di questi problemi e di queste speculazioni ci riuscirà comprensibile solo dopo che avremo assolto il compito che ci siamo posti: l’interpretazione del sogno.

Nei popoli dell’antichità classica, la valutazione del sogno riecheggia chiaramente la concezione primordiale. Essi partivano dal presupposto che i sogni fossero in rapporto con il mondo degli esseri sovrumani nei quali credevano, e che recassero rivelazioni da parte degli dèi e dei dèmoni. Erano inoltre convinti che i sogni avessero per il sognatore un significato intenzionale, di solito quello di preannunciare il futuro. La straordinaria varietà dei contenuti e delle impressioni prodotte dal sogno rendeva tuttavia difficile una concezione unitaria e obbligava a molteplici distinzioni e raggruppamenti, secondo il valore dei sogni e la loro attendibilità, mentre la valutazione del sogno da parte dei singoli filosofi dell’antichità non poteva naturalmente non dipendere dalla posizione che essi attribuivano alla mantica in generale.

Nei due scritti di Aristotele sul sogno (De divinatione per somnium e De somniis), esso è già diventato oggetto della psicologia: non è inviato dalla divinità, e la sua natura non è divin, ma demoniaca, dato che la natura è demoniaca e non divina. In altre parole esso non proviene da una rivelazione soprannaturale, ma dalle leggi dello spirito umano, che è però affine alla divinità. Il sogno viene definito come l’attività psichica propria dell’uomo addormentato.

Aristotele è a conoscenza di alcune caratteristiche della vita onirica, per esempio il fatto che il sogno amplifica leggeri stimoli che insorgono durante il sonno (“ci sembra di attraversare un fuoco e di essere riscaldati, quando invece si verifica il riscaldamento del tutto insignificante di questo o quell’arto”) e ne deduce che i sogni potrebbero benissimo rivelare al medico i primi sintomi, inavvertiti durante il giorno, di un incipiente mutamento corporeo.

Prima di Aristotele gli antichi, com’è noto, ritenevano che il sogno non nascesse dalla psiche del sognatore ma da un’ispirazione di origine divina; e già allora esistevano le due correnti antitetiche che troveremo sempre presenti nella valutazione della vita onirica. Si distinguevano sogni veraci, preziosi, mandati al dormiente per metterlo in guardia o predirgli il futuro, e sogni vani, ingannevoli e futili, vòlti a confonderlo o a portarlo a perdizione.

Sigmund Freud
Sigmund Freud

Una classifica di questo tipo, secondo Macrobio e Artemidoro, è riportata da Gruppe: “I sogni erano divisi in due classi. La prima sembrava influenzata soltanto dal presente (o dal passato) e non rivelava nulla del futuro: comprendeva gli ενυπνία, insomnia, che riproducono direttamente una data rappresentazione o il suo contrario, per esempio la fame o il suo appagamento, e i φαντάσματα, che amplificano in modo fantastico la rappresentazione, per esempio l’incubo, Efialte. L’altra classe invece era considerata determinante per il futuro; a essa appartengono: la profezia diretta ricevuta in sogno (κρηματισμός, oracolum); la predizione di un avvenimento imminente (ὅραμα, visio); il sogno simbolico, richiedente un’interpretazione (ὄνειρος, somnium). Questa teoria si è conservata per molti secoli.”

Il compito di interpretare il sogno era connesso a questa variabile valutazione dei sogni.

[…]”

 

Per continuare la lettura in modo proficuo e con attenzione dell’argomento “La letteratura scientifica” si consiglia di distogliere gli occhi dal computer o dal cellulare e di recarsi nella propria libreria per cercare il libro tra gli scaffali impolverati; se non si possiede il volume in casa si consiglia di acquistarlo (rigorosamente in cartaceo).

Leggere è un compito importante, la carta è di grande ausilio rispetto al formato digitale non solo per la concentrazione necessaria all’atto della riflessione e comprensione ma anche per instaurare un rapporto fisico con l’oggetto-pozzo che conserva amorevolmente le considerazioni degli esseri umani del passato, in questo caso di Sigmund Freud.

Un ulteriore consiglio: un bel quaderno (cartaceo) con penna (o matita) posto sul comodino per annotare i sogni al risveglio (con data ed orario). È importante non perdere l’uso della scrittura sia per la manualità delle dita sia per la stimolazione del cervello astratto e creativo.

Inoltre, è possibile partecipare al nostro nuovo studio sulla casistica del sogno in contatto con la tecnologia dei social inviando un’e-mail ad oubliettemagazine@hotmail.it nella quale allegare un file .doc con un sogno connesso alla tecnologia (smartphone, internet, pc, social, et cetera). Il sogno raccontato sarà salvato in forma anonima e servirà per la compilazione di un testo in comparazione alla letteratura del passato.

 

Il mondo intero pende da questa continua catena:/ Il simile gode di ciò che è simile./ Così il Mercurio s’unisce al Mercurio, il fuoco/ Al fuoco, e questa è la meta dell’arte tua./ Vulcano conduca Mercurio, ma tu, o Cinzia,/ Sei liberata da pennuto Ermete e dal fratel tuo, Apollo.” – Atalanta fugiens

 

Bibliografia

Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni, Bollati Boringhieri

Michael Maier, Atalanta fugiens, Edizioni Mediterranee

 

 

Puntata #1 letteratura scientifica della rubrica Significato dei sogni

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