Pubblicato il

Presentazione de In un grande giardino di Paola Froncillo presso il Bistrò del Tempo Ritrovato, 9 marzo, Milano

Sono nel giardino/ delle foglie per terra,/ le calpesto/ ed il loro suono/ mi riporta all’inverno/ passato./ I nuovi fiori spuntano,/ incerti,/ trai i rami dei ciliegi./ La natura,/ a fatica,/ rivela la sua anima./ Noi cogliamo/ solo/ il risveglio di primavera,/ Una eclissi di luna,/ Un soffio di vento/ tra le foglie,/ un sorriso di petali/ nuovi/ e nuove forme/ di vita.” – “Nella primavera”

In un grande giardino - presentazione

Mercoledì 9 marzo 2016, alle 18:30, presso il Bistrò del Tempo Ritrovato, situato nella zona centro ovest di Milano, avrà luogo la prima presentazione del nuovo libro di Paola Froncillo: “In un grande giardino”.

L’autrice lombarda conferma la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la seconda parte della vita di Vera Lida, protagonista del già conosciuto libro “Prima dell’anima.

In un grande giardino”, titolo evocativo che anticipa le aggraziate visioni dipinte nel testo, è un connubio tra prosa e poesia attraverso il quale Vera Lida racconta le sue emozioni portate da uno straordinario bisogno di ricerca di felicità.

Una felicità percepita nei paesaggi che incontra quasi come se fossero uno spazio tra la natura e l’umano. Una felicità sostenuta da pensieri filosofici sulla bellezza dell’esistenza e sulla possibilità di vivere in una dimensione artistica.

Un ciliegio e una quercia rovere spiccavano per vecchiaia, larghezza di tronco e possanza di fronda, facendo ombra alla zona più assolata a sud del terreno; mentre un maculato platano centenario, insieme al tiglio, ritmavano il finale di un percorso a filare composto da giovani ippocastani a sequenza serrata e che si concludeva con un piccolo pergolato, dove era bellissimo, alla sera, andare a scrivere o dipingere guardando a sud ovest il sole tramontare.”

Il 9 marzo, la Consigliera Comunale Specializzata nel Settore Cultura Paola Bocci accompagnerà l’autrice Paola Froncillo nella presentazione e reading di parti del libro “In un grande giardino”.

Paola Froncillo

Paola Froncillo si è laureata nel 1999 in Progettazione Architettonica e Urbana, nello stesso anno vince un concorso per l’ampliamento del Parco Comunale di Parona, in provincia di Pavia. Ma, come rivela in un’intervista del 2014 sul suo libro “Prima dell’anima” (Rupe Mutevole Edizioni), il 1999 segna anche un’altra conquista dell’autrice: diventare mamma. Ed è il connubio tra architettura, natura e famiglia che rende Paola Froncillo una donna che ogni giorno vive intense emozioni che trovano sfogo con l’arte.

Sarà possibile incontrare Paola Froncillo mercoledì 9 marzo 2016 presso il Bistrò del Tempo Ritrovato a Milano in via Foppa di fronte al Parco Solari (recentemente rinominato Parco Don Giussani).

La presentazione del libroIn un grande giardino” inizierà alle ore 18:30, l’ingresso è libero.

 

Written by Alessia Mocci

 

Info

Evento su Facebook

Facebook Paola Froncillo

Sito Bistrò del Tempo Ritrovato

ACQUISTA

Intervista Paola Froncillo (2014)

 

Pubblicato il

Vincitori e finalisti del Contest letterario “Visions”

Si è conclusa il 5 ottobre 2015 a mezzanotte la possibilità di partecipare al Contest Letterario di poesia e prosa “Visions” promosso da noi di Oubliette Magazine e dall’autore Roberto Lirussi.

Contest Visions

Una competizione a suon di parole e versi che ha visto più di 120 partecipanti nella sezione A (short story) e nella sezione B (poesia). La giuria (Alessia Mocci, Roberto Lirussi, Cristina Biolcati, Rebecca Mais, Irene Gianeselli, Francesca Luzzio e Katia Debora Melis) ha decretato i 14 finalisti, resi noti qualche giorno fa sulla Pagina Fan di Facebook di Oubliette Magazine.

Oggi, vi presentiamo i quattro vincitori  del contest che riceveranno a casa una copia del libro “Visions”, edito per la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Trasfigurazioni” in collaborazione con Oubliette Magazine.

Tutte le opere partecipanti possono essere lette cliccando QUI.

FINALISTI

SEZIONE A

Carlo Sorgia con “Il nonno e il nipotino”

Marco Bertoli con “Ultimo saluto”

Lodovico Ferrari con “Descrizioni di descrizioni”

Ines Zanotti con “Il cielo in una pozzanghera”

Maria Rosa Oneto con “Un’altra Eternità”

Carlo Mancosu con “Silenzio”

Alice Traforti con “C’era una volta”

SEZIONE B

Francesca Dono con “Geografia del torpore”

Caterina Zanelli con “Il volo del gabbiano”

Alessio Barettini con “Sono scariche le agende”

Luciana Esposito con “Mi sei nevicato”

Felice Serino con “Conosco le voci”

Angelica Laterza con “Il nostro amore”

Salvatore di Sante con “Miele di fiele”

VINCITORI

SEZIONE A

Marco Bertoli con “Ultimo saluto”

Le fiammelle che danzano in cima al ramo stretto dalle dita arcuate del tuo compagno riempiono più di ombre che di luce la piccola caverna ma non ti importa. Con delicatezza deponi in una nicchia della roccia dai colori del sangue il corpicino gelido che reggi tra le braccia, accomodandolo per quel sonno da cui non si sveglierà più.

Era la tua prima figlia. Naledi la avevi chiamata perché come una stella brillava nei tuoi occhi quando ti si attaccava al seno. Una fitta ti lacera il cuore. Lacrime scivolano sulla peluria che ti ricopre le gote. Avevi immaginato di insegnarle come trovare radici commestibili, avvertire la presenza di un leone in agguato, accendere il fuoco.

Sospiri tutta la sofferenza che ti grava nel petto.

Il tuo compagno mormora che non è bene trattenersi a lungo nella dimora degli spiriti.

Annuisci. Accarezzi Naledi una ultima volta augurandole di essere felice là dove è andata.

Ripercorri, procedendo carponi come un animale, il cunicolo tortuoso che conduce alla superficie.

Strizzi le palpebre quando sbuchi fuori, accolta dal riverbero torrido del sole del Pliocene.

Poco distante si alza un ruggito minaccioso. Tempo di andare.

Tenendovi per mano, sparite nella erba alta della savana.

 

Maria Rosa Oneto con “Un’altra Eternità”

L’anima è leggera quando vola via dal corpo in una notte d’estate.

La senti insinuarsi tra le costole, la pelle, fin quasi a frantumare con delicatezza le ossa, i tendini, i nervi pur di uscire libera allo scoperto. A paragone di una piuma, di un’ala d’angelo. Una sorta di aurea profumata di mentuccia. Di lavanda sbriciolata tra la biancheria e lasciata lì con la volontà di compiere una magia. Quale lucciola benevola, bastava intravederla, percepirla, scorgerla tra l’intrico del bosco, il mormorio del ruscello per restarne storditi e affascinati. “Un nonnulla era sufficiente a farti andare fuori di testa; quando la sera rientravi ubriaco, strafatto, pronto ad alzare le mani, a picchiare. Ti ho lasciato fare, scusa dopo scusa, sperando di riuscire a ricomporre il Tuo spirito o quello che di esso ne restava. Ho sorriso, pianto, pregato ripetendo: “Io Ti salverò!” E’ sparita così, in una sera d’agosto, la mia Anima femminile, sfinita da anni di calci, sputi, umiliazioni. La luna sorrideva da lontano come una vecchia amica. Il vento dell’estate, spingendomi in alto, consegnava al mio sentire un’altra Eternità e un amore vero da gustare, fatto di baci e carezze marine.”

 

SEZIONE B

Caterina Zanelli con “Il volo del gabbiano”

Gabbiano,

Vedi quel pesce?

È grande, buono

(Sembra).

Afferralo, gustalo

Già ne immagini il sapore.

Gioisci ora:

L’hai conquistato ormai.

Cacciatore marino,

Perché quel volto?

Il desiderio è soddisfatto,

Hai vinto.

O forse i tuoi occhi

Han visto male

Perché il sapore è amaro.

Forse hai sbagliato.

Vegliante del mare,

Perché piangi?

Hai visto bene,

I tuoi occhi non han mentito

E il tuo gusto neppure.

Senza il pasto in bocca

Ne hai scelto il sapore

Che t’illuse.

Bianco guardiano,

Perché t’affliggi?

Vola,

Segui il vento

E spiega le ali.

Non prevedere il finale

Ma vivi sognando

Senza una meta precisa.

Abbraccio del tramonto,

Vedi quel sole?

Inseguilo,

Vivi il tuo viaggio

Scrutando l’intero mondo

Coi tuoi piccoli verdi occhi.

Cogli ogni soffio di vento

Ogni soffio di vita.

Luciana Esposito con “Mi sei nevicato”

Al di là di cime oscure, sei arrivato tu,

quel sereno riverbero di luce negli occhi,

il sorriso fermo come lago di montagna,

il cappello ricolmo di favole antiche.

Mi sei nevicato

lasciando dentro sorpresa e bellezza

Ti sei acchiocciato

come gatto infreddolito tra cuore e costato

Non mi aspettavo nulla ,se non un respiro,

uno sguardo che parli di un inverno caldo

di travaglio e folgore in ansia di silenzio.

E tu

mi prometti di tornare come le Pleiadi e le cicale;

non sapevo che quando il vento spalanca le porte

una storia dura quanto un ceppo che brucia;

Voltai lo sguardo per cercarti e già non c’eri…

 

I vincitori saranno contattati via email per l’invio del premio.

Complimenti ai vincitori, finalisti e partecipanti!

I nuovi Contest sono online nella Categoria Concorsi del Magazine.

 

Per gli autori, esordienti e non, se si è interessati a conoscere le modalità per accedere alla creazione di un contest su Oubliette Magazine contattateci su email: oubliettemagazine@hotmail.it scrivendo sull’oggetto: Info Contest Letterario.

 

Pubblicato il

Rupe Mutevole presenta il progetto Melancholy Collection: l’antologia delle storie e fiabe

“So perché sono triste, ma non saprei dire perché sono melanconico. Prolungandosi nel tempo senza mai raggiungere un’intensità particolare, gli stati melanconici cancellano dalla coscienza ogni motivo iniziale, presente invece nella tristezza.” Emil Cioran

Melancholy Collection Stories

Ieri, vi abbiamo presentato l’antologia “Melancholy Collection Poetry” ed, oggi, è la volta della seconda antologia “Melancholy Collection Stories and Fairy Tales”, entrambe edite dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, nella collana “Trasfigurazioni” in collaborazione con Oubliette Magazine.

Le due antologie saranno presentate in anteprima alla prestigiosa Fiera del Libro di Francoforte, che si terrà dal 14 al 18 ottobre a Francoforte.

Melancholy Collection Stories and Fairy Tales” presenta le storie di Mariateresa Frigerio, Antonio Ciavolino, Giovanni Albano, Marco Randisi, Pietro Raniero.

Un’anticipazione che vorrei condividere con voi è la prefazione di Irene Gianeselli. Buona lettura!

 “«È in ogni uomo di attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza. È ormai nel nostro mestiere, nel nostro compito. È fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione; o che un avverbio possa recuperare il segreto che si è sottratto ad ogni indagine » – Elio Vittorini

Perché scrivere storie? Viviamo in un momento storico di cruciali cambiamenti e di parabole culturali e sociali terribilmente inconcludenti: questa è una realtà ed è difficile credere, come invece molti sostengono, che i lettori di oggi siano tutti così integralmente assorbiti dalla questione economica da essere interessati ad acquistare un libricino, un tomo o una enciclopedia solo ed esclusivamente per il puro valore commerciale dell'”oggetto-libro” in sé o solo perché si fa in modo che i personaggi occhieggino dal foglio in una determinata maniera. Dunque perché scrivere storie? Perché i nostri sogni acquistino un valore commerciale, perché i nostri sogni e persino le nostre dolci illusioni vengano quotate in borsa?

«Madama Morte, Madama Morte…»  così la Moda apre il dialogo di quel caro giovane “poeticissimo”, quel Leopardi che scrive le “Operette Morali” e ricorda, nel “Dialogo della Moda e della Morte” per l’appunto, di chi sono figlie la Moda e la Morte, quale madre le rende sorelle: la Caducità, ecco la madre.

Ed è caduca ogni parola, ogni storia, ogni speranza, ogni desiderio ed ogni fede nella magia di cui parla Vittorini se lo scorrere fangoso o la felice intuizione di una “poeta”, di uno “scrittore” – e tuttavia entrambi, il fango e l’intuizione, possono essere necessari – saranno usati solo per puro scopo commerciale: ed allora, perché scrivere storie?

Dovremmo, piuttosto, limitarci a tenere presente la lezione di Calvino: «L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla».

Così leggero, coerente, Calvino risponde al nostro dubbio molto più rapidamente di quanto le nostre dita riescano ad impugnare una penna per tracciare un segno, per raccogliere un pensiero. Non si fa in tempo a porre la domanda, che Calvino ha già risposto: no, non dobbiamo “vendere” sogni, dobbiamo condividerli, non dobbiamo cercare sfibrandoci di “coinvolgere” il pubblico perché “compri” le nostre storie, dobbiamo cercare di “tirar fuori dal nulla che abbiamo compreso tutto il resto”. È immediato pensare alla tragedia greca: il coro non vende, né vuole essere comprato. Il coro “è”, nella dimensione più alta dell'”essere”. Certo, il teatro non racconta, vive una storia, ma come l’atto della scrittura è e non può non essere che una delle tante declinazioni del vivere.

Ecco, forse potremmo cominciare a pensare che un libro non è un prodotto, ché le emozioni non sono merce di scambio e, soprattutto, i “perché” sono interessanti quando non si può fornire una unica, esauriente risposta; ma tutto questo non basta: perché scrivere storie, oggi?

Oggi tutti possono scrivere. È un bene, è un male? È una terapia? È una esercitazione? Se però è una moda presto i più si stancheranno, forse.

La fisionomia dello scrittore è cambiata, questo è certo: chiunque può scrivere, attraverso i blog o i giornali, attraverso i concorsi letterari, attraverso qualsiasi mezzo. È una folla di racconti che entra nella rete, che riempie le pagine della carta stampata, che ridisegna l’immagine dello “scrittore” ai tempi di Internet, un privato cittadino che fa dell’immediatezza dell’espressione libera e soggettiva di sé il canone interpretativo per disvelare verità assolute e perciò universali: la pretesa di universalità tradisce la necessità di misurarsi con il senso della propria finitezza, con il limite della personale soggettività e l’illusione di parlare del Mondo.  Del mondo, se si presta attenzione, spesso i “nuovi scrittori” parlano invece solo a partire da sé, e del mondo forniscono l’unica interpretazione che conoscono, la loro. Non c’è problematicità. «Ho scritto questa storia perché mi piace scrivere», dicono. L’autoreferenzialità fagocita il piacere di raccontare.

Interessante in questa antologia di racconti di diverse autrici ed autori “Melancholy Collection, Stories and Fairy Tales è l’intenzione di una casa editrice, Rupe Mutevole, di dare voce a chi senta il desiderio di esprimersi e di essere ascoltato.

La raccolta appare piuttosto – e abbastanza felicemente – disomogenea. Non esiste un’immagine comune, un filo rosso che leghi queste piccole storie. O, meglio, il filo rosso è talmente sottile da apparire quasi invisibile: il filo rosso è il puro piacere di raccontare e raccontarsi.

C’è chi racconta fiabe scientifiche e spiritose – come Pietro Raniero con “Brutto Anatroccolo” -, chi cerca l’incanto – come Mariateresa Frigerio con “L’albero delle ciliegie gialle” -, chi asseconda una fantasia erotica e si spinge al limite tra la visione ed il sogno  – come Antonio Ciavolino con “Santa e il marinaio” – chi cerca risposte, ma anticipa ed ammette di non sapere nulla – come Marco Randisi con “Alone” – e c’è chi si confessa a se stesso – Giovanni Albano con “Sospesi tra le stelle” -.

Certo, il mondo cambia e la società si muove spinta dalla Moda e dalla Morte, ma pare essere – forse – immutato lo spirito con cui sono raccontate queste piccole vicende, queste piccole peregrinazioni di bambini e queste perversioni e previsioni: si cerca di trasformare la sostanza delle cose, si cerca di giocare con le parole, si fa alchimia.

Certo, cambia il modo di scrivere, lo stile, la tecnica vera e propria.

Flussi di narrazione, per così dire, sono quelli di Marco Randisi che ricordano un certo modo di accattivarsi il pubblico alla Baricco («avete presente, no?» quando Baricco finge che voi vogliate interromperlo e in realtà eravate lì, tutti immersi nella lettura e cercavate di non perdere il filo del discorso) – c’è dunque anche storytelling in questa antologia e si viene incontro ai gusti di tutti, gusti vari e molteplici -; semplici e leggere le parole che Mariateresa Frigerio sceglie per le sue deliziose storie, oscure e volutamente ricercate quelle di Antonio Ciavolino come pure ricercati sono i riferimenti di Giovanni Albano ad una certa musica e ad un certo filosofo d’Ippona.

Se la risposta al «Perché scrivere oggi? Chi sono gli scrittori di oggi e perché dovremmo fidarci di loro?» ci sfugge, possiamo almeno rispondere al perché leggere. «Qual è il compito di un lettore?». Pennac ci ha liberato dagli stereotipi (non dimentichiamo i suoi consigli): da lettori abbiamo solo molti diritti ed un unico dovere, essere sempre esigenti.

Prefazione di Irene Gianeselli

 

Written by Alessia Mocci

Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

 

Info

Sito Rupe Mutevole

Facebook Rupe Mutevole

ACQUISTA

 

Pubblicato il

Rupe Mutevole Edizioni presenta il progetto Melancholy Collection: l’antologia poetica

 “La malinconia è la gioia di essere tristi.” – Victor Hugo

 

Melancholy Collection Poetry

Se ne parla da marzo scorso e finalmente il progetto Melancholy Collection è pronto per sbarcare alla prestigiosa Fiera del Libro di Francoforte che si terrà dal 14 al 18 ottobre 2015.

 È il terzo anno consecutivo di partecipazione della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, che quest’anno ha voluto aderire, oltre che con tutte le sue novità editoriali, con due antologie che indagano sul mistero umano della malinconia, in collaborazione con Oubliette Magazine.

Oggi vi presentiamo la Melancholy Collection Poetry composta da quattordici raccolte poetiche e da quattordici autori Antonio Ciavolino, Sandra Ludovici, Caterina Muccitelli, Mariateresa Frigerio, Tania Scavolini, Giovanna Fracassi, Teresa Anna Rita De Salvatore, Maria Teresa Manta, Rita Stanzione, Alessandro Parisotto, Carlo Infante, Fiorella Fiorenzoni, Gemma Preite, Fabio Recchia.

Un’anticipazione che vorrei condividere con voi è la prefazione di Irene Gianeselli della Melancholy Collection Poetry. Buona lettura!

Melanconia. Alla memoria ritorna l’incisione di Albrecht Dürer o il volto della bevitrice d’assenzio in un caffé, il colore verde dell’assenzio stesso – le opere che colgono assorte avventrici fissare il vuoto sono di Degas e di Picasso, ciascuno con il proprio colore, ciascuno con le proprie intenzioni -.

Melanconia. Alla memoria ritornano i versi inimitabili e penetranti di Jules Laforgue.

La capacità di Laforgue di fuggire nei versi – come nella prosa – la noia e l’omologazione, il piattume è peculiare ed irripetibile: mancano i presupposti storici e culturali perché nascano oggi una poeta o un poeta beffardi, ironici e terribilmente seri allo stesso tempo, capaci di parodiare i dogmi delle letteratura mondiale e di tenersi stretti al petto i germi di una società moribonda lasciando suppurare le ferite della tristezza fino a rendere necessario un nuovo paradigma. Laforgue conosce la Melanconia a fondo, la conosce e le si arrampica sulla schiena e le cinge il collo, le cinge il ventre, vi si rannicchia dentro e vi si ribella anche più radicale di Baudelaire. Laforgue cataloga squallore, assorbe e rifiuta la marcescente epoca in cui vive.

Anche oggi, spesso, da persone comuni, ci scontriamo con lo squallore, ma non siamo capaci di catalogarlo e di rifiutarlo: ci limitiamo ad assorbirlo, fatalisti e inconcludenti.

La poesia, per quanto ci si possa sforzare di pretendere il contrario, è cosa assai complessa: perché le poetesse ed i poeti non sono altro che donne e uomini. Per quanto ci si possa affannare ad attribuire a questi “veggenti” qualità metafisiche, sono terribilmente mortali. Ed il primo a non vergognarsi di questa mortalità necessaria è, peraltro, proprio Laforgue quando ci presenta spudoratamente Amleto e, anzi, verrebbe da dire che egli è Amleto come nota Ivos Margoni quando aggiunge che “Laforgue è Amleto in reazione a Edipo” perché “il poeta deve spiare gli istinti come un cacciatore con la più grande assenza possibile di calcolo e di volontà, senza influenzarli”.

Dunque per cantare la Melanconia si deve prima accettare la propria mortalità e si deve narcisisticamente, sadicamente e autoironicamente spolpare cellula dopo cellula. Tentare di affrontare se stessi ed il proprio tempo con questo spirito non nuoce, per lo meno. “Je est un autre” scrive Rimbaud e a noi comuni mortali tremano i polsi: come, di fatto, un comune mortale riesca a sfidare la sua mortalità resterà mistero. Ci vuole coraggio, ma il coraggio di certo non basta, occorre un “quid” indescrivibile, inconoscibile.

Fatta questa dovuta premessa circa il poetare ed il poetare della Melanconia in particolare, occorre considerare sempre e comunque che i tempi cambiano. A ciascuno il suo tempo. A ciascuno la sua Nausea, a ciascuno il suo Controdesiderio. Con l’antologia “Melancholy Collection Poetry” chi legge si confronta con la odierna risposta di autrici ed autori di varia formazione alla crisi dell’essere nel tempo, allo spleen, e si confronta con la odierna risposta alla crisi del dover essere: del dover essere nell’erotismo, del dover essere rispetto alla Natura, del dover essere rispetto alla Morte. Chi legge oggi in questa antologia le parole degli autori di questo tempo vi troverà la concezione della Melanconia di questo tempo, di questi giorni.

I versi sciolti di Giovanna Fracassi sono un soffio leggero che solleva la “cipria del tempo” dai “passi perduti” e lascia che lo sguardo rovisti nella Vita che si “raggruma” e intanto l’io lirico invoca “l’essere in nessun luogo”, il “nusquama” e desidera perdersi. Tania Scavolini si lascia cullare e cerca di assopirsi, riscopre l’amore filiale, si incanta a scoprire la fioritura de “i gerani nell’inverno dell’esistenza” scegliendo parole capaci di evocare il fruscio dello struggimento mentre percorrono i “viali del ricordo”.

Alessandro Parisotto contempla. Contempla l’insoddisfazione e gli “allarmanti timori” come “un amante respinto dell’altrove”. Melanconia e rassegnazione, paiono stringersi fraternamente la mano e l’io poetico si interroga, scisso, sulla ragione del bene e del male.

La poesia di Teresa Anna Rita De Salvatore, invece, più concisa, più serrata si apre all’attesa, all’abbandono, si rivolge a chi “ha mangiato i frutti senza annaffiare la pianta”, non teme di confrontarsi con la “virilità” e spera nel domani.

“Porta chiusa” è la raccolta di Caterina Muccitelli: inquietudine, solitudine e un urlo in particolare nelle sue parole rapide, nelle avversative che rivelano la positività dell’intenzione.

I “Pensieri spezzati” sono di Gemma Preite che tesse rapida ed immediata le sue parole e attende. Ritroviamo anche nelle sue “parole già scritte” l’insoddisfazione, la consapevolezza del tempo che passa ed il tentativo di accostarsi all’altro, di ricordare.

Sandra Ludovici indaga la composizione della “Ruggine dell’anima”: sono ancora versi sciolti in cui viene riproposto un intenso rapporto con la natura – i papaveri rossi, la nebbia, la luce – e ancora ritorna la nostalgia della fanciullezza, dell’innocenza perduta.

Fabio Recchia con la raccolta “Universo” coglie la molteplicità dell’essere individuale nel suo rapporto con la molteplicità delle forme con cui la Natura si manifesta: dalla foglia che cade, un “germoglio mai nato/perduto nel gioco vitale”, ai boccioli, alla goccia che commemora un abbandono, ma è la Nostalgia a farsi spazio nei suoi versi insieme al rimpianto per i baci mai dati.

“Ci riabbracceremo!” è la raccolta proposta da Carlo Infante che dedica la sua parola agli amici e all’amare – che sia un illusione o un tripudio di baci -.

Rita Stanzione con “La riva “ racconta “il turno dell’assenza” sulla “nuda terra” tra “le voci minime dei sassi” ed i “riverberi di insostenibile”.

In “Terra di mezzo” Antonio Ciavolino presenta figure di donne (“Sara” e “Marta”) e la sospensione di un “Poi…” e di un “Tradimento”.

Mariateresa Frigerio offre la sua visione incantata in “Notte di Pasqua” e “Addio”, in “Vacanza dalla Nonna” un piccolo affresco di infanzia lombarda.

Nella raccolta “Sepolta viva” Maria Teresa Manta racconta il distacco e la sua visione della maternità prendendo in prestito dal lessico giovanile alcune espressioni per rendere più realistiche le sue poesie.

Fiorella Fiorenzoni rielabora il titolo di uno dei romanzi più complessi di M. Kundera “L’insostenibile leggerezza dell’essere” chiamando la sua raccolta “L’insostenibile malinconia dell’essere”: ecco un “Lamento del Poeta” ed una “Notte di pioggia” ed un “Vuoto d’amore”.

Colpisce in autrici ed autori tanto diversi tra loro una somiglianza di fondo nel modo  d’approcciarsi al tema della Malinconia: è ricorrente il rimando alla Nostalgia e all’ansia per il domani, tutti si confrontano con il rimpianto di amori perduti e con un senso di insoddisfazione ora più evidente, ora appena accennato. Anche stilisticamente si ravvisa una certa generale predilezione per il verso libero, per l’uso di espressioni ermetiche, nella necessità di concludere rapidamente il pensiero, di proporre immagini costruite nella forma del simbolo piuttosto che immediatamente impressioniste, per riprodurre una realtà evocata piuttosto che descritta.”

Prefazione di Irene Gianeselli

 

Written by Alessia Mocci

Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

 

Info

Sito Rupe Mutevole

Facebook Rupe Mutevole

ACQUISTA MELANCHOLY COLLECTION POETRY

 

Pubblicato il

Contest Letterario di poesia e prosa “Visions”

“Dispersione di energie/ Una piccolissima parte/ Dei nostri cervelli/ Ingaggia furibonde liti/ Con altri simili a loro./ Sono tutti inutili/ Ma si azzuffano alzando nugoli di polvere e oscurando/ il Miracolo in cui/ siamo immeritatamente/ stati inseriti.” – “Silenzio”

Contest Visions

Regolamento:

1. Il Contest letterario gratuita di prosa e poesia “Visions è promosso dalla web-magazine Oubliette Magazine e dall’autore Roberto Lirussi. Il  Contest letterario è riservata ai maggiori di 16 anni.

Il Contest è gratuito. Il tema è libero.

 

2. Articolato in 2 sezioni:

A. Short Story in 200 parole (un racconto breve avente come limite massimo di partecipazione 200 parole, e come limite minimo 30 parole)

B. Poesia (limite 80 versi)

 

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria opera sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con opere edite ed inedite. Per un facile conteggio delle parole consigliamo di scrivere la short story in un documento word e cliccare in alto Revisione, e Conteggio parole in alto a sinistra.

Per la sezione B si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

Le opere senza nome, cognome, e dichiarazione di  accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via email ma nel modo sopra indicato.

Ogni concorrente può partecipare in entrambe le sezioni e con una sola opera per sezione.

 

4. Premio:

N° 1 copia della raccolta “Visions”, di Roberto Lirussi, edita dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Trasfigurazioni” in collaborazione con Oubliette Magazine.

Saranno premiati i primi due classificati della sezione A, ed i primi due classificati della sezione B.

 

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il  5 ottobre 2015 a mezzanotte.

 

6.  Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:

Alessia Mocci (Dott.ssa in Lettere, redattrice e critico letterario)

Roberto Lirussi (Scrittore)

Rebecca Mais (Collaboratrice Oubliette)

Cristina Biolcati (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

Irene Gianeselli (Collaboratrice Oubliette)

Katia Debora Melis (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

Francesca Luzzio (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

 

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

 

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

 

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email: oubliettemagazine@hotmail.it  indicando nell’oggetto “Info Contest” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando), in alternativa all’email si può comunicare attraverso la pagina fan di Facebook:

https://www.facebook.com/OublietteMagazin

 

10. È possibile seguire l’andamento del contest ricevendo via email tutte le notifiche con le nuove poesie e racconti brevi partecipanti al Contest Letterario; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvisami via e-mail”.

 

11. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

 

BUONA PARTECIPAZIONE E BUONA LETTURA DELLE OPERE PARTECIPANTI!!!

Pubblicato il

Intervista di Alessia Mocci a Raffaela Millonig, autrice de “Coppia con gatti”

Non ho mai scritto volentieri un diario, ci ho provato più volte ma ho sempre interrotto il mio lavoro dopo pochi giorni. Con le pagine che seguono è stato diverso, le ho scritte tutte d’un fiato e sono il diario di otto anni passati affettuosamente con e per i nostri gatti. Per questo ho voluto raccontare i miei ricordi, cercando di catturare in queste pagine gli istanti di una vita passata insieme.

Raffaela Millonig

L’incipit dell’introduzione dell’esordio letterario di Raffaela Millonig è denso di sincerità. “Coppia con gatti”, infatti, è stato scritto nel 1999 ma solamente nell’aprile del 2015 viene stampato e distribuito nelle librerie online e fisiche in tutta Italia.

Negli anni che separano la stesura e la pubblicazione della stessa, l’autrice trascina il suo ipotetico diario libricino sino all’incontro con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, che vedendone subito le potenzialità decide di inserirlo nella collana editoriale “Trasfigurazioni”.

Per coloro che ospitano uno o più gatti in casa di sicuro sarà una lettura coinvolgente, ma ritengo che sia una lettura molto interessante anche per coloro che non amano gli adorati felini. Ma non c’è nulla di meglio di un’autrice che si racconta… dunque vi consiglio di curiosare per qualche minuto nella vita di Raffaela! Buona lettura!

 

A.M.: Ciao Raffaela, ti ringrazio per la disponibilità per questa intervista. Come prima domanda pensavo di conoscerci in modo più intimo con  un tuo ricordo speciale del passato. Vorresti condividerlo con noi?

Raffaela Millonig: L’oceano argentato visto dal finestrino di un aereo e la hostess che mi porta un gioco per farmi divertire, le fiammate di giallo, rosso e arancione che fanno avvampare in autunno le foreste di aceri attorno all’acqua cheta e limpidissima di una baia  ghiaiosa del lago Michigan, poi ancora acqua, quella ghiacciata del Charles River a Boston, la mia città natale. E poi la neve, altissima, ammassata davanti a case dai mattoni rossi e dalle cui finestre sorridono tante buffe zucche di Halloween. Quello che ho appena descritto sono i miei primi ricordi in assoluto, di quando a quattro anni sono tornata negli Stati Uniti con i miei genitori. Sono tanti ricordi, è vero, ma di fatto è uno solo ed il primo che gli occhi mi hanno indelebilmente scalpellato nella mente. La mia vita inizia con questi ricordi. Rievocano “le forze e gli elementi” che mi hanno plasmata per gli anni a venire: la natura, l’alternanza delle stagioni e dei suoi colori, l’acqua, l’amore per il bello e la necessità di costruire/vivere in equilibrio.

 

A.M.: Recentemente hai pubblicato  “Coppia con gatti”. Quando hai capito che questa tua ispirazione sarebbe diventata una realtà editoriale?

Coppia con gatti

Raffaela Millonig: Ho scritto “Coppia con Gatti” nel 1999, costretta a casa da una micidiale influenza. La febbre fu però accantonata dalla febbre dello scrivere e mentre scrivevo, mi rendevo conto che stava venendo bene. E questo nonostante fossi pure alle prime armi con l’allora odiatissimo computer! Feci leggere una parte a mia sorella che, per quanto non sia un’amante degli animali come il resto della mia famiglia (sono una pecora nera sotto tutti gli aspetti…), mi incoraggiò a terminarlo e pubblicarlo. I tempi non erano però ancora maturi, né io, né la sensibilità di un pubblico o di case editrici italiane. Così “Coppia con Gatti” rimase in formato elettronico, gelosamente salvato da un pc all’altro e qualche volta inviato ad amici per allietarli nei momenti bui della loro vita.  Perché “Coppia con Gatti” trasmette serenità e anche allegria! Così sono passati gli anni, molti anni, ma ho sempre preferito aspettare che non rischiare di “bruciare” l’occasione e il manoscritto stesso. All’improvviso si è concretizzato il momento giusto: in una finestra temporale mai dischiusa prima ho incontrato Cristina del Torchio e ho avuto una buona sensazione. Avere talento non basta, voler pubblicare un libro, il primo libro, ci vogliono le persone giuste! Adesso ci siamo!

 

A.M.: Nella prefazione, Marina Alberghini scrive: “voglio parlare di questo delizioso libro scritto di getto perché dettato dall’amore. Che non è solo un diario di come cambia in meglio la vita di una coppia quando accoglie un gatto, ma c’è in esso un gusto della scoperta nella quale ci accompagna quasi giorno per giorno, e che ci fa assistere in prima persona di come la vita di una coppia cambia per gradi vivendo con i gatti, e ogni volta di come Paolo e Raffaela si imbattono in una sorpresa nuova, mentre lentamente non sono i gatti a diventare umani come a spesso capita con i cani, ma saranno i due umani a diventare anch’essi gatti.”. Ti riconosci in questa descrizione?

Raffaela Millonig: Moltissimo! Inizialmente, alle prime pagine, scrissi Coppia con Gatti per me stessa, per non dimenticare quegli anni di vita e crescita comune e anche certi episodi. Andando avanti nello scrivere ma anche rileggendo anni dopo quanto avevo scritto, è maturato un desiderio parallelo: voler condividere la mia esperienza, soprattutto con chi si accinge ad accogliere in casa un gatto e pensa di non essere abbastanza esperto o di volerne sapere di più. Perché appunto, il “felino” o il “felinese” vanno imparati e per imparare la lingua dell’altro bisogna anche volersi immedesimare nell’altro. Rileggendo nei mesi scorsi Coppia con Gatti per preparalo alla sua versione cartacea, ho beneficiato dell’effetto “diario”: ho ritrovato ricordi ormai andati persi in certe stratificazioni della memoria e, a volte anche tra lacrime di commozione, lo scopo era quindi stato raggiunto. Quello che mi ha stupito è stato però l’osservare il mio percorso personale: di quanto sapessi e volessi già nel 1999 ma anche di quanto ho imparato, affinato, elaborato in questi anni. Un processo in continua evoluzione che mi fa osservare il presente e guardare con curiosità al futuro. Come un vero gatto!

 

A.M.: Fra tutti gli animali, devo ammettere che anche io adoro i felini, il gatto è un meraviglioso essere vivente che vive in simbiosi con noi umani. Quanto pensi sia forte la connessione emozionale fra il gatto e l’essere umano?

Raffaela Millonig

Raffaela Millonig: Ovviamente il mistero del fascino che è alla base del rapporto “gatto-essere umano” rimane una fonte inesauribile per mille riflessioni. Perché la magia, il mistero tali sono, se tali rimangono, offrendo al contempo mille congetture. È però ormai anche scientificamente innegabile che la connessione emozionale, nel bene e nel male, c’è e dipende dal rapporto tra singolo gatto e singolo essere umano. A seconda del tipo di rapporto si genera un legame che sicuramente non rappresenta sempre e solo il binomio “essere umano=croccantini” . I gatti sono speciali. Punto. La stessa cosa la pensano i gatti di alcuni esseri umani. Proprio perché, a modo loro, sono in grado di pensare, valutare, desiderare… di stare ora e in questo momento in grembo a me e non su di un comodissimo cuscino!

 

A.M.: Curiosità: qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

Raffaela Millonig: Domanda difficile: non leggo mai un libro per volta. Leggo in parallelo più cose: “I giorni del Quinto Sole” appassionante romanzo in cui l’Associazione da me ideata ha avuto l’onore di essere stata citata (Animalipersieritrovati.org). Non capita a tutti di avere un ruolo “cameo”, per giunta in un avvincente giallo!  Poi “La Gatta di Corfù” – una raccolta di poesie scritte dall’eclettico quanto gattofilissimo Nikos Dimou, tra cui anche “Dopo”, la mia poesia preferita, quella con cui ho concluso Coppia con Gatti.  Non manca nemmeno mai sul comodino l’ultima copia di “Vita in Campagna”. Sono un giardiniere in erba ma grazie a questa bellissima rivista ho imparato un sacco di cose, potendo sfogare così un’altra mia passione.  Per non fare torto a nessuno, ci sarebbero da citare anche i cataloghi e i manuali di piante acquatiche. Ai distratti non sembrano libri ma i cataloghi, invece, lo sono eccome! In ambito cinematografico non do soddisfazione perché non vado praticamente mai al cinema. Dopo Mary Poppins e Fantasia ho visto pochissimi film anche se uno in particolare l’ho trovato geniale e sempre molto attuale: “L’Avvocato del Diavolo” con Al Pacino, Keanu Reeves e Charlize Theron. Tremendamente attinente alla natura umana e sempre frutto di molte meditabonde riflessioni.

 

A.M.: Ad ottobre “Coppia con gatti” sarà proposto nelle giornate della prestigiosa Fiera del Libro di Francoforte. Sarai presente?

Raffaela Millonig: Chissà?! La decisione spetta alla Casa Editrice! Se mi vorrà come interprete verrò volentieri: sia per presentare “Coppia con Gatti” che per aiutare a proporre altre opere, oltre a tre mie favole “animalier” inedite che, scritte inizialmente in tedesco, a matita e su carta a quadretti, stanno trovando in questi giorni la loro trasposizione in un libro magnificamente illustrato e scritto in italiano e tedesco. 

 

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Raffaela Millonig

Raffaela Millonig: Sono alla mia prima esperienza editoriale e quindi tutto in questo ambito mi è molto nuovo. Scrivere è una cosa, avere talento per scrivere è un’altra, saper trasformare dei manoscritti in libri, promuoverli e venderli è un’altra ancora: è un mestiere e non s’improvvisa! Proprio per questo motivo sono contenta che Rupe Mutevole Edizioni sia il mio “fil rouge” e spero possa continuare ad esserlo in futuro, sia per me che per gli amici di penna a cui vorrò consigliarla.

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

Raffaela Millonig:La religione di un uomo non vale molto se non ne traggono beneficio anche il suo cane e il suo gatto” – Abraham Lincoln

 

A.M.: Raffaela, ti ringrazio. Le tue risposte sono state di interessante lettura. Consiglio a tutti i lettori di incontrare “Coppia con gatti” e ricordo che per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni si può inviare un’e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione con l’inedito in allegato; se, invece, si vuol pubblicare nella collana “Trasfigurazioni” con la collaborazione di Oubliette Magazine si deve inviare alla mia casella di posta: alessia.mocci@hotmail.it.

 

Written by Alessia Mocci

Addetta stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

 

 

Info

Sito Rupe Mutevole

Facebook Rupe Mutevole

ACQUISTA “Coppia con gatti”

 

 

Pubblicato il

In uscita “Visions” la raccolta di Roberto Lirussi, Rupe Mutevole Edizioni

Pelle/ Seta/ Buio/ Brivido/ Abbandono/ Fuga/ Incrocio/ Fusione/ Laguna/ Bruma/ Ninfee/ Arcobaleno:/ prendetemi.” – “Darsi

 

Visions

È in uscita nelle librerie online e fisiche “Visions”, la prima raccolta poetica di Roberto Lirussi, edita per la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, nella collana editoriale “Trasfigurazioni” in collaborazione con Oubliette Magazine.

Roberto Lirussi (1964, Gemona del Friuli) ha alle spalle la pubblicazione del thriller storico “La Regalità calò dal Cielo“, edito da Segno, oltre al saggio “Dalla svastica alla Bibbia” in cui tratta di Mesopotamia dall’8.000 a.C ad Hammurabi, storia dell’ebraismo e formazione della Bibbia sin dalle origini, storia, storia ed archeologia dell’arte Islamica.

Visions” è una silloge di poesie e racconti brevi ed è da considerarsi come una piccola pausa editoriale dalle questioni religiose e storiche che appassionano Roberto.

Di seguito, come anticipazione della raccolta, vi lascio la splendida prefazione di Maila Daniela Tritto. Buona lettura!

«La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’anima», scriveva Carl Gustav Jung nella sua opera Ricordi, Sogni, Riflessioni pubblicato per la prima volta in Italia nel 1965 da Il Saggiatore, e poi ripresentato nel 1978 dai tipi di Rizzoli. Si tratta di un volume in parte autobiografico, che possiede un’analisi della psiche umana che Jung stesso definirà, poi, come autoanalisi.

Ecco, si potrebbe dire che il libro che state per leggere, Visions di Roberto Lirussi sia un volume nel quale l’autore combina la dimensione onirica con le sue riflessioni personali sul mondo e sull’universo intero. È questo, infatti, l’elemento ricorrente sia della prima parte caratterizzata dalle poesie, sia della seconda parte che è una raccolta di racconti brevi nei quali emerge un’opinione solo velatamente astratta della realtà che si distingue per la vita quotidiana e per quegli aspetti difficili che rappresentano la scienza, come avviene appunto con la meccanica quantistica del racconto Il Prof. Heinz, ma anche il mondo legato alla fantascienza che è, almeno in parte, rappresentato dal racconto Umani?, in cui comunque affiora la visione – per usare il termine che ha scelto Roberto Lirussi – dello scrittore che è alla ricerca di qualcosa, forse un evento, che sia in grado di illuminargli la strada della conoscenza. Ma andiamo con ordine.

Fin dalle prime pagine il libro ci trasporta in una dimensione onirica. Infatti, sullo sfondo c’è un universo che si potrebbe dire fantastico giacché l’autore è immerso nella natura, che tuttavia accoglie sia gli animali e le creature terrene sia gli esseri notoriamente associati alla fantasia dei più piccoli: le fate, con le quali lo scrittore recupera la sua infanzia poiché vuole ridere e giocare con loro e senza di loro avrebbe solo paura: «In un nugolo che potrebbe stare sul palmo di una mano fuggite, lasciando una scia con tutti i colori dell’Universo». È qui che appare per la prima volta la parola che unisce l’intera silloge poetica-romanzo breve, che si arricchisce ulteriormente dalle opere pittoriche di Sergio Simeoni, Cristina Conte e Giancarlo Caneva.

Roberto Lirussi

Eppure dalla dimensione fiabesca, Roberto Lirussi sta aspettando qualcosa che lo desti dal suo sogno, come avviene nella poesia Attesa: «Linee lunghissime aspettano solo di essere raggiunte», dalle quali in seguito si arriva fra le strade che, come scrive l’autore, «si incrociano, corrono parallele, a volte devono stare sempre con i piedi puntati perché altrimenti scivolerebbero, data la pendenza del terreno su cui scorrono».

Ci troviamo dunque in un viaggio durante il quale forse si conoscerà persino l’amore, che, come ha detto Dante nell’ultimo verso del Paradiso e della Divina Commedia: «L’amor che muove il mondo e l’altre stelle». Sì, perché l’amore è la forza propulsiva che dà vita agli antichi misteri dell’universo, che da sempre guida l’uomo alla ricerca incessante della sapienza, e forse con un po’ d’ingenuità, la raggiungerà proprio come se fosse un viaggiatore del mare che, dopo le intemperie, approda con il suo veliero su un’isola sconosciuta che aspetta solo di rivelare i suoi tesori.

Questo è l’humus fertile nel quale si concentra la visione di Roberto Lirussi, che alla fine prenderà delle Decisioni immanenti: «Nuvole altissime precipitano negli abissi ancestrali del Tempo». È un tempo sospeso questo, il Tempo di Sogno, in altre parole l’epoca antecedente alla creazione del mondo e dell’uomo con le sue diverse culture.

Un tempo che, come si racconta nella mitologia aborigena australiana, era abitato da esseri metafisici e totemici, solitamente rappresentati come creature gigantesche come lo squalo del racconto Umani? che si rivela una femmina, quasi che l’autore voglia riportarci indietro nel tempo, nella società tipicamente matriarcale.

Il tutto è avvalorato dalla poesia Otto marzo, con la quale lo scrittore vuole rendere omaggio alle donne coraggiose che nei secoli hanno lottato per rivendicare i loro diritti: «Voglio spiegarti che tutto quello che hai, e che dai per scontato, è segnato con il sangue di tante donne che hanno sacrificato la vita affinché tu oggi potessi essere libera», dice l’autore alla figlia. Questa è dunque la visione dell’universo di Roberto Lirussi. L’uomo, con la sua esperienza, sarà mai in grado di comprendere il senso della sua vita?

Prefazione di Maila Daniela Tritto

 

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un’e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana “Trasfigurazioni con la collaborazione diOubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

 

Written by Alessia Mocci

alessia.mocci@hotmail.it

 

Info

Sito Rupe Mutevole

Facebook Rupe Mutevole

ACQUISTA

 

Pubblicato il

Prima edizione del “Premio Letterario Donne di ieri – Luisa Ronconi” – scade il 10 settembre 2015

La donna di oggi è più consapevole, più colta, indipendente finanziariamente, padrona del proprio corpo e capace di programmare i figli che vuole far nascere. Tuttavia, non tutte le donne oggi riescono a farsi aiutare alla pari, nella famiglia, dai loro compagni, che cercano ancora  di mantenere  alcuni privilegi che avevano i maschi una volta. Le antiche abitudine sono dure a morire.” – Intervista a Luisa Ronconi

Premio Luisa Ronconi Donne di ieri

Luisa Ronconi (Forlì, 14 aprile 1947 – Bologna, 23 luglio 2014) è sempre stata una donna in costante ricerca della pace interiore, forte di un’educazione nella quale il nonno Luigi e la nonna Italia hanno avuto un ruolo fondamentale. Echeggiano nei suoi scritti i concetti fondamentali di onestà, liberà e coerenza che Luisa ha sempre cercato nella sua vita.

La sua passione artistica nasce da un sentimento di grande amore e rispetto per la natura e la sua incontaminata neutralità. Scrittura, pittura e musica hanno scavato il suo intimo e rasserenato il suo corpo affetto dal 2012 da una tremenda malattia dalla quale non si poteva guarire: tumore al polmone. Un calvario durato due anni con chemioterapia, ricoveri, day hospital, miglioramenti, speranze, illusioni e la gestazione dei tre libri  pubblicati con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni: “Le favole della sera”, “Storie vere di animali” e “Donne di ieri”.

La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni e le famiglie Salsi e Ronconi decidono di comune accordo di ricordare Luisa con un premio di narrativa con la tematica della donna, molto cara all’autrice. Nasce dunque la prima edizione del Concorso Nazionale “Premio Letterario Donne di ieri – Luisa Ronconi” di cui ora vi presentiamo il regolamento.

REGOLAMENTO

Art. 1: Il Premio Letterario Donne di ieri – Luisa Ronconi è promosso dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni e dalle famiglie Salsi e Ronconi.

 

Art. 2: Si partecipa inviando un solo racconto inedito in lingua italiana, ispirato alla seguente traccia (citazione dal libro “Donne di ieri”):

Noi Donne siamo stanche di essere considerate angeli del focolare, infermiere perfette, madri e sorelle esemplari. Ora siano compagni dei nostri uomini, non vogliamo stare né sopra, né sotto di loro, ma al loro fianco per costruire un mondo migliore”.

Gli autori partecipanti dovranno aver compiuto la maggiore età.

La lunghezza del racconto va da un minimo di 5 ad un massimo di 10 cartelle (per cartella si intende un testo della lunghezza di 1800 battute, spazi inclusi; il numero di caratteri andrà quindi da un minimo di 9000 ad un massimo di 18000 battute, spazi inclusi).

 

Art. 3: La partecipazione è gratuita. Sarà possibile partecipare entro la mezzanotte del 10 settembre 2015 e si hanno due modalità:

–          Online: si partecipa all’interno del sito Premioletterarioluisaronconi.com con l’apposito modulo di invio racconto;

–          Email: all’indirizzo partecipanti@premioletterarioluisaronconi.com con allegato in formato doc word. Oltre al file del racconto, nella stessa mail va allegato un file con una breve biografia, di massimo 1000 battute spazi inclusi. Verrà data conferma della corretta iscrizione al concorso entro 72 ore dalla ricezione della mail. La sostituzione del racconto inviato potrà avvenire entro 48 ore dall’avvenuta notifica di ricevimento da parte della segreteria del concorso. Nell’oggetto della mail dovranno essere indicati: nome dell’autore e titolo dell’opera (esempio: Mario Rossi – Ultima tazzina a Caracas). Nel corpo della mail dovranno essere indicati: generalità dell’autore (nome, cognome, data di nascita, indirizzo, recapito telefonico, e-mail); dichiarazione di paternità intellettuale e di autorizzazione al trattamento dei dati personali simile sulla base del seguente modello: “Il sottoscritto [inserire nome e cognome dell’autore] dichiara che il racconto [inserire nome dell’opera] è inedito. Dichiara inoltre di esserne l’autore, di non averne ceduto a terzi i diritti di distribuzione o altri diritti legati al copyright e di poterne disporre in piena e assoluta libertà. L’autore autorizza inoltre la Casa Editrice Rupe Mutevole al trattamento dei propri dati personali, ai sensi del D.L.196/2003 e successive modifiche e integrazioni, limitatamente agli scopi del concorso in oggetto.” All’interno del file contenente il racconto dovrà essere indicato solo il titolo dell’opera. L’impaginato deve avere le seguenti caratteristiche: carattere Times New Roman corpo 12, interlinea 1,5; testo giustificato; numero di pagine; evitare inoltre doppi spazi e doppi invii.

 

Premio Letterario Luisa Ronconi

Art. 4: I nomi dei componenti della giuria della Prima Edizione del Premio Letterario Donne di ieri – Luisa Ronconi saranno resi noti prima della scadenza del bando. Il giudizio della giuria è inappellabile.

Un comitato di lettura selezionerà tra tutti i racconti pervenuti quelli da inviare alla giuria che, secondo giudizio insindacabile, indicherà tra gli elaborati ricevuti: I racconti segnalati, I racconti finalisti (primi dieci racconti tra quelli segnalati); I racconti vincitori (primi tre classificati).

 

Art. 5: PREMIO

La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni e le famiglie Salsi e Ronconi hanno indetto un premio in denaro, che sarà erogato nel corso della giornata di premiazione nel rispetto della normativa fiscale vigente. Ad ognuno dei tre vincitori sarà consegnata inoltre, una targa a ricordo dell’evento. I primi tre racconti saranno così premiati:

1° classificato: € 800,00 ( euro ottocento/00)

2° classificato: € 300,00 ( euro trecento/00)

3° classificato: € 200,00 ( euro duecento/00)

 

Art. 6: La giornata di premiazione si svolgerà a Bologna presso la sala delle Feste del Circolo Ufficiali del Presidio di Bologna – Palazzo Grassi in Via Marsala 12,  in data 10 ottobre 2015 ( ore 16.30 – 19.00). Gli autori selezionati sono tenuti a presenziare alla serata di premiazione e a ritirare personalmente l’eventuale premio.

 

Art. 7: La partecipazione al concorso comporta la piena accettazione del presente regolamento. L’inosservanza di una qualsiasi delle norme costituisce motivo di esclusione. Non è ammessa l’assegnazione ex-aequo dei Premi.

 

PER PARTECIPARE ONLINE CLICCA QUI

 

 

Info

Sito Premio Letterario Luisa Ronconi

Sito Rupe Mutevole Edizioni

Facebook Rupe Mutevole Edizioni

Bando Completo

Partecipa Online

ACQUISTA DONNE DI IERI

 

 

Pubblicato il

Intervista di Alessia Mocci ad Akhenaton Reincarnato, autore del libro “Il Messaggio di R.D.I.”

Il mio Corpo Terrestre ora è abbastanza giovane, ma la mia anima ha all’attivo moltissime vite passate o parallele nel multi-verso. Durante il lungo viaggio delle esistenze, ho incarnato Corpi Fisici dotati di vibrazione densa o Fogge energetiche più eteriche visitando Questo ed altri Mondi.”

Akhenaton Reincarnato

Il Messaggio di R.D.I. – Il Risveglio della Divinità Interiore, edito nel 2015 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Oltre il confine”, è un libro di particolare fattura nel quale si propone un’interpretazione del divino corrisposto all’umano.

L’autore Akhenaton Reincarnato racconta la sua personalissima esperienza sin dai 19 anni, età fatidica nella quale si rende conto di un cambiamento psico-mentale che lo porterà a strutturare un testo improntano sulla rivelazione della vita.

Akhenaton, in questa intervista, racconta a noi lettori i vari passaggi della sua evoluzione e le caratteristiche della sua nuova pubblicazione. Buona lettura!

 

A.M.: Ciao Akhenaton, ti ringrazio in anticipo per questa intervista. Il tuo libro mi ha sin da subito incuriosito perché anche io, come te, amo profondamente il mondo egiziano. Una passione, quella per l’Egitto, che si mostra sin da subito caratterizzante della tua opera sin dalla scelta del tuo nominativo da autore. Ci racconti i primi legali con il mondo egiziano?

Akhenaton Reincarnato: Grazie a te per l’attenzione posta alla mia opera… Premessa necessaria è il dire che sono un sensitivo/medium dalla nascita e le mie facoltà paranormali si sono palesate circa 19 anni fa. Il contatto con il “mondo egiziano” (e non solo) non dipende, in senso stretto, da questa vita attuale bensì dai ricordi che riaffiorano dalle altre “precedenti”. Ad un certo punto mi sono accorto che riuscivo a fare cose fuori dall’ordinario e col tempo ho riscoperto/fatto completamente riemergere le conoscenze di Esoterismo Egizio del Faraone Akhenaton. Specifico inoltre che lo pseudonimo che ho utilizzato non è un artificio letterario, quindi uno pseudonimo nel termine classico, ma una realtà energetica che ho testato per lunghi anni attraverso regressioni spontanee o indotte (a vite passate), meditazioni personali, ricevendo altresì conferme da cartomanti – astrologi – altri sensitivi. Ci vorrebbero pagine e pagine per fornire una spiegazione esoterica completa ma in poche righe posso dire che l’essenza del Faraone Akhenaton era in me e la mia in lui, così anche in questa vita continua ad essere. (Infatti, nel Libro in “Risorgi Akhenaton” scrivo… “Sorgi dalle Sabbie o Radioso Akhenaton… Sorgi dalle Sabbie dei Secoli e fai divenire presente, il futuro che hai lanciato dal tuo passato per me… io ero Lui e Lui è ancora in me”).

 

A.M.: La tua ultima pubblicazione, “Il Messaggio di R.D.I. – Il Risveglio della Divinità Interiore”, presenta un titolo enigmatico che attira senza far capire esattamente le tematiche trattate. Mi sai dire che cosa si deve aspettare un lettore dal tuo libro?

Il messaggio di R.D.I.

Akhenaton Reincarnato: Con grande emozione nel cuore e nelle mani, ho presentato questo scritto per condividere le esperienze e le conoscenze maturate in oltre 19 anni di cammino. Umilmente ho offerto un “distillato esoterico” ottenuto tramite le comunicazioni / canalizzazioni intercorse con “la Fonte Divina” e i molti “Esseri di Luce” (Angeli, Arcangeli, Maestri Ascesi, Defunti, Entità abitanti altri pianeti), il mio Sé Superiore e “il Me” di altre vite. Un libro che scuote, un terremoto per l’anima, un libro che risveglia… costringe a guardare la vita nel mondo e i mondi nelle vite. Guardare Senza veli, senza schemi per andare oltre, oltre… Per ritrovare quella Divinità Interiore che è stata astutamente nascosta da dogmi e dal “così è perché è sempre stato”. Un libro che induce a farsi domande sulla vita, sulla società, sulle “dimensioni” ed aiuta a trovar risposte. Con coraggio ed umiltà ho raccontato la mia esperienza, a volte anche estrema, vissuta sulla pelle e con le lacrime, mi son messo a nudo ed offerto un autentico percorso spirituale… che è però percorribile. Questo cammino non è sempre stato facile, ma ho avuto forza e determinazione e una fede assoluta/travolgente/totale… nel padre/ dio e negli spiriti guida. anche nei momenti più duri, ”audacia” contro gli attacchi ricevuti e “mai abbandonar la strada”.  Il titolo è eloquente “Il Messaggio di R.DI. – Il Risveglio della Divinità Interiore” è il ricordo della presenza della scintilla di Dio dentro ogni persona. Tale ricordo però porta con sé delle conseguenze e delle Responsabilità, cioè il mantenere viva quella luce interiore costantemente e il vivere con dignità di Figli. Un messaggio sempre attuale, un messaggio che non ha tempo. Un messaggio per tutti che così possono e devono sentirsi chiamati ed investiti della responsabilità di operare per il bene, per produrre, un cambio di vita su più fronti e livelli. Il libro possiamo definirlo come un “manuale di risveglio” di utilità sociale che è davvero completo. Ho inserito infatti nella prima parte un’analisi chiara-precisa-sagace della situazione sociale attuale, una che descrive l’esoterismo nella sua globalità ma con semplicità espositiva per permettere la comprensione immediata. Nella parte centrale ho spiegato con logica sequenziale varie pratiche meditative atlantidee/ egizie/ faraoniche di Akhenaton/ aliene od olistiche nel senso più ampio che sono emerse dalla mia anima. Nell’ultima parte del Libro ho inserito disegni medianici/radionici tracciati in scrittura/ pittura automatica dalle Entità con check-list dedicate che spiegano nel dettaglio le caratteristiche e funzionalità di ogni composizione grafica. Sempre nell’ultima parte del libro ho riportato i messaggi ricevuti dalle Entità Celesti in questi lunghi anni di cammino e le molte riflessioni sull’esistere, terminando con un Commiato e un Appello. Il libro non è circoscritto a singole pratiche specifiche ma abbraccia molte tecniche esoteriche, facilmente applicabili e fruibili, in totale sicurezza dal lettore, anche se privo di conoscenze precedenti nell’ambito. L’ho ideato con cura e strutturato con coerenza, affinché ogni persona potesse attuare a scelta, certe pratiche e non altre secondo la sua sensibilità. Ho elencato molti “Consigli Generali” applicabili nel quotidiano da ciascuno per migliorare il proprio “ambiente energetico” (casa – ufficio – auto). Svariate sono le attività spiegate nel dettaglio per la promozione della “salute” intesa come equilibrio di corpo-mente-spirito. Ciascun lettore perciò vien condotto per mano ad ogni pagina.

 

A.M.: Recentemente, lo scorso 5 giugno, hai presentato il libro presso il Castello di Villalta a Fagagna. Com’è andata la serata? Puoi ritenerti soddisfatto?

Akhenaton Reincarnato

Akhenaton Reincarnato: Sì… la sala del castello dedicata alle conferenze era gremita, son giunte 150 persone. Come avevo promesso, ho accolto il pubblico creando un’atmosfera suggestiva con musiche dal vivo – video inediti – racconti e letture tratte dal mio scritto. Ci sono state molte sorprese con significati profondi e rimandi olistici alla spiritualità Egizia del Faraone Akhenaton. Un’atmosfera magica con la doppia cinta muraria, i camminamenti di ronda, il ponte levatoio, le torri di difesa, i pittoreschi e romantici cortili interni e non da ultima l’energia che è stata invocata/mossa tra i presenti durante vari momenti della serata. Molto Emozionante il passaggio dedicato alla lettura a coppia di estratti del libro con musica suonata tramite la tampura (o tambura) indiana da Irene Dolzani (Singer/Process Counselor/Sound&Vocal Coach/Counselor musicale). Toccante anche la meditazione finale di commiato e le dediche sul libri, acquistati in loco, personalizzate con un messaggio ricevuto dal cielo per ogni persona.

 

A.M.: È indispensabile conoscere bene la cultura egiziana per poter leggere il tuo libro? Lo consiglieresti anche ad un “principiante” di egittologia?

Akhenaton Reincarnato: Assolutamente non serve essere esperti di Egittologia. Io, infatti, non sono un docente di egittologia, né un archeologo ma un sensitivo che dopo tante gioie e sofferenze, ha risvegliato, molte consapevolezze interiori e le mette a disposizione. Ogni lettore basta che apra il cuore e si lasci trasportare dalle parole, son state, infatti, redatte come una poesia continua, aulica. L’energia emanata dalle frasi avvolge il lettore guidandolo, accompagnandolo, facendogli percepire l’energia divina / angelica pagina dopo pagina. I lettori (son certo) potranno percepire le emozioni che ho percepito io, ho scritto infatti… Quale fase strana è questa? Questa, nella quale sento un’enormità di emozioni che corrono fuori e dentro il cuore, m’avvolgono senza pace eppure riempiono così stranamente tutto il mio Essere, rapito e accompagnato dagli Esseri di luce. Avvolto senza fine, senza fine accompagnato, sorretto, raccolto e sostenuto, innalzato fino all’amore più alto. …E ancora… Musica dolce ascoltano i miei orecchi, e tutto parla di te… mi sento avvolto, al sicuro, spirito attorniato da altri spiriti incarnati e disincarnati, angeli, trapassati, entità d’ogni tipo, tutto questo in estrema fratellanza. Ciò mi dà giovialità, respiri profondi nel petto, ricordi di vite passate, flash di luci…

 

A.M.: Sei mai stato in Egitto?

Akhenaton Reincarnato

Akhenaton Reincarnato: No, in questa vita fisicamente mai, ma nelle “altre vite” molte volte. Anche se, a specifica, posso dire che durante alcune meditazioni o durante il sonno ho fatto dei “viaggi astrali” visitando le “Sale di Amenti”, le Piramidi e molte altre strutture fisiche o eteriche. Sicuramente, andarci fisicamente sarebbe in effetti “un tornarci” e porterebbe ancor di più a galla, le memorie.

 

A.M.: Comparando la cultura antica egiziana e quella latina sei approdato a delle similitudini che ti hanno destato interesse?

Akhenaton Reincarnato: Cara Alessia, la Mamma di tutte le mamme è stata Lemuria, Atlantide poi L’Egitto, il Tibet, l’America Latina… L’uomo in quei tempi, era veramente un Essere Divino. Poi decaduto e caduto nella materia densa. Mi è quindi difficile fare paragoni con le culture successive perché sono semplicemente imparagonabili e rozze, al confronto. Considera che vi era un immenso splendore… molte conoscenze esoteriche d’avanguardia, quando l’uomo era Uomo Eterno di Luce, solido nei suoi ideali, Eterno Essere Animico e potente nella sua forma informe. Ribadisco che io parlo dell’Egitto e dell’esoterismo Akhenatoniano perché è presente forte il ricordo nell’anima… anche se il lettore può trovare nel mio manoscritto molte altre “contaminazioni” afferenti ad altre correnti esoteriche anch’esse presenti nella mia anima.

 

A.M.: Estrai un ricordo dalla tua infanzia…

Akhenaton Reincarnato: Mi sovviene un racconto di papà che durante un mio periodo di malattia, mi raccontò la storia di un alieno che sarebbe saltato da un tetto all’altro fino a quello di casa nostra. Ebbene gli credetti totalmente e mi arrabbiai perché non era venuto a svegliarmi per poterlo vedere/incontrare. Guardavo alla TV i cartoni animati e i cartomanti, affascinato, l’occulto mi attirava come un magnete. Da bimbo, recandomi nei cimiteri per le diverse ricorrenze religiose, provavo ampio senso di serenità, il dialogo ingenuo e fanciullesco affiorava dal cuore rivolto a tutti i defunti (loro Spiriti). Annaffiando le piante sulle loro tombe sentivo di “amarli”, distribuivo equamente l’acqua passandola di vaso in vaso, senza temere nulla, li percepivo vicini e vivi. Quel Cristo sulla croce, incastonato in basso rilievo su di una facciata perimetrale del cimitero, rilasciava riverberi incantevoli, e il suo sguardo rapiva il mio… affascinandomi.

 

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Akhenaton Reincarnato: Sì, con la titolare Cristina del Torchio è nato da subito un “feeling” particolare. Una delle poche persone che mi ha capito “al volo” e ha compreso in pochi giorni il significato dell’opera che le avevo inviato. Ha mostrato ciò che aveva compreso e integrato interiormente in merito all’importanza dell’etica che gli Editori dovrebbero avere nel diffondere la conoscenza mettendo da parte le ragioni commerciali, scegliendo così i libri da pubblicare con cura e buon senso poiché investiti di una forte responsabilità sociale/educativa/evolutiva.

 

A.M.: Ci sono altre novità inerenti a “Il Messaggio di R.D.I. – Il Risveglio della Divinità Interiore”? Ci puoi anticipare qualcosa?

Akhenaton Reincarnato: Sì… ci saranno varie presentazioni in Italia ed interventi su piattaforme web/ radio online, per approfondire le diverse tematiche riportate nel manoscritto. Essendo un “manuale di risveglio” di utilità sociale, esso è applicativo e pratico e necessita di indicazioni e chiarimenti. Vi è l’intento anche di iniziare con un corso/percorso meditativo con sessioni giornaliere o nei week-end. Come dico di solito, in gergo… vediamo come si muoverà l’energia. Ho anche già visualizzato -durante una meditazione- la copertina del secondo Volume… il mio intento è quello di descrivere “ alcuni segreti ” con pratiche esoteriche avanzatissime. Questo primo volume contiene solo una frazione delle conoscenze che ho, abbinate alle esperienze maturate. Si è reso necessario impostarlo così per permettere alle persone di approcciarsi gradualmente ed efficacemente. Ci tengo inoltre a dire che, in questo progetto, nulla è stato lasciato al caso. Alle spalle c’è stato un lavoro di preparazione gigantesco, non ha riguardato solo la pura stesura dello scritto ma tutta la gestione organizzativa ed operativa correlata alla musica, alla grafica, alla creazione del booktrailer, video inediti e molto altro. “Alcune Sorprese” le ho mostrate alla presentazione nazionale il 5 giugno 2015 nella favolosa cornice del castello di Villalta di Fagagna (UD). Vi sono molti elementi simbolici nella copertina e all’interno del libro che meriterebbero molte spiegazioni. Questo libro, insomma, non è un semplice libro… è stato caricato energeticamente da me e dalle Entità che lo hanno voluto e permesso… nella fase di ideazione, nella sua stesura e ad ogni rilettura. Voglio ricordare che quando si crea qualcosa sulla Terra, si crea contemporaneamente, in altre dimensioni, un “fratello energetico” identico che è vivo ed operante anche se non fisico.

 Questo libro fa da talismano.

 Questo libro tenuto in casa protegge dalle Entità nere.

 Questo libro è un fuoco eterico sempre acceso che brucia le negatività.

 Questo libro crea colonne di luce che collegano alle altre dimensioni celesti.

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

Akhenaton Reincarnato: Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.” William Shakespeare, da “Amleto”.

Ti ringrazio ancora per l’attenzione ed invito i lettori a visitare la pagina web che ho creato www.ilmessaggiordi.it. C’è la possibilità di iscriversi alla newsletter per mantenere il contatto conoscendo aggiornamenti ed eventi.

 

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un’e-mail alla redazione (info@rupemutevole.it), se vuoi pubblicare nella collana “Trasfigurazioni” con la collaborazione di Oubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

 

Written by Alessia Mocci

Addetta stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

 

 

Info

Sito Rupe Mutevole Edizioni

Facebook Rupe Mutevole

Sito Il Messaggio di R.D.I.

ACQUISTA

akhenatonreincarnato@libero.it

 

Pubblicato il

Le novità editoriali di Rupe Mutevole Edizioni: tutti gli e-book pubblicati in primavera

Esistono due motivi per leggere un libro: uno perché vi piace, l’altro è che potrete vantarvi di averlo letto.” – Bertrand Russell

 

Novità Ebook Primavera

Fondamentalmente sono in accordo con il filosofo, matematico e saggista gallese Bertrand Russell, uomo dalla grandissima cultura che, come evidenzio nella citazione iniziale, amava la conoscenza in quanto tale.

Vivere secondo il principio del conoscere a priori è uno dei metodi che rende la vita di sicuro più pensante a livello umano/mentale ma che innalza, in gran parte, la coscienza umana rendendola più sapiente non solo nei confronti del passato della nostra civiltà ma soprattutto del presente.

Detto questo vorrei dare il benvenuto ad una nuova collana editoriale della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, con la quale Oubliette Magazine collabora da anni. L’esigenza della nuova collana è stata percepita per stare al passo con i tempi e, dunque, per entrare a far parte del macro cosmo multimediale dell’editoria. Vi presentiamo dunque cinque nuovi e-book editi dalla casa editrice durante la primavera.

Vi ricordo che le collane editoriali cartacee sono venti. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”, “Radici”, “Supernal Armony”.

 

Ed eccovi i nuovissimi e-book firmati Rupe Mutevole.

Autobiografia di un artista

“Autobiografia di un artista” di Mauro Salvi

C’è chi fa l’artista e chi è un artista. Dopo aver letto “Il buon vino si vede dal tappo” di Mauro Salvi, da uomo pieno di dubbi e infinite incertezze, ora una certezza ce l’ho: Mauro è un artista a tutto tondo. La sua autobiografia è un mondo. Dove il ricordo si fonde con l’infinito. Dove tutto si muove sui fogli di carta con frenetico realismo sognante e che fa sognare. Uno scrittore con un piede per terra e l’altro che prende a calci le nuvole. E le prende a calci con dolcezza. Da uomo che sa guardare se stesso senza bisogno di uno specchio. Questo libro è un viaggio che passa con disinvoltura da un tuareg, al letto della nonna che sa di lavanda e naftalina. Dalla campagna al mare.

Fino ad arrivare in una casa sperduta tra i boschi. Dalle passanti ad un amore iniziato da una sigaretta e catapultato nel per sempre. La vita di un artista è un viaggio interminabile. La memoria gli fa disegnare momenti e luoghi, reali o della mente, con lucidità e poesia. Mauro Salvi, nella sua autobiografia, ha spietatamente e dolcemente percorso i suoi anni con meticoloso amore. La sua è una navigazione a vista che passa nell’immenso. Questo libro sa di buono. Sa di arte. Sa di un uomo che fa l’uomo. Dalla prima all’ultima riga. Non amo paragonare uno scrittore ad un altro scrittore. E non lo farò. Soprattutto perché Salvi è unico nel suo modo di accarezzare e prendere a sberle i fogli di carta.

Prefazione di Enrico Nascimbeni

ACQUISTA

 

Al limite del buio

“Al limite del buio” di Aldo Boraschi

Una tiepida notte di maggio un insospettabile pensionato viene accoltellato vicino alla antica porta della cittadina di Lavagna. Giovanni Battista Bernabò, la vittima, ha un passato che non offre nessun indizio agli inquirenti che indagano sul caso. Solo due farfugliate parole, consegnate da Bernabò ad un Carabiniere prima di morire, permettono a Fabio Riccò, giornalista di una piccola emittente televisiva di Caperana, di svelare un mistero che risale ad un secolo prima. Un noir che lega – drammaticamente – uomini e donne, passato e presente, bene e male. La mano assassina si nasconde lì, dove è difficile trovarla. Proprio lì, al limite del buio…

“Il sole stava planando dolcemente verso Portofino. Fabio tacque. E allora gli fu subito chiaro lo sciabordìo delle onde, il loro frangersi contro i pennelli e infine la lenta risacca. Al largo, il mare era percorso da pallide vele. Avrebbe voluto guardarle, continuare la contemplazione, per un tempo decisamente più lungo di qualche attimo”.

ACQUISTA

 

Dalidà

“Dalidà” di Aldo Boraschi

Un treno, un percorso breve ma ricco di spunti di vita, di parole, di persone che giocano con la loro vita. E con quella degli altri.

Un barista, un uomo come tanti che vuole ricreare il suo piccolo angolo felice, donando piccoli tocchi di classe che la gente apprezza ancor di più, in un’epoca frenetica come la nostra.

Un caffè può addolcire la vita, può essere quel raggio di sole che filtra attraverso nubi dense e ci dona il sorriso tanto agognato.

Un caffè può avvelenare la vita, se fatto male, senza passione. Può persino arrivare a uccidere.

Se un uomo muore, si fa un po’ di confusione mediatica e poi si butta via tutto. E se muore un magistrato? Eh, in questo caso la faccenda è diversa, il primo indiziato verrà direttamente scaraventato nella bocca dello squalo mediatico e sputato in pasto a un pubblico ansimante di notizie fresche. False? E che se ne importa. A volte un’enfasi eccessiva porta a questo.

Tratto da uno scritto di Roberto Baldini

ACQUISTA

 

Anzol

Anzol” di Haria

“Tutti i sentieri non tracciati confluiscono ad Anzol, perché Anzol è il centro di un labirintico sogno non segnato sulla carta del Destino.”

Un incipit che non nasconde l’ombra di curioso mistero e di fatalità che ripercuote le pagine del lungo racconto della città di Anzol. Anzol è una piana limitata da rovi. Ne “La prima sorte” inizia la saga della città. Cena, la veggente, si nasconde nella piana per evitare il mondo degli uomini, un mondo crudele e governato dalla violenza e dall’ignoranza. Quando una coppia con una donna incinta entra nella piana, Cena decide di prendere con se la donna e di lasciar ai limiti della piana il suo compagno. Al momento della nascita Cena lascia la piana per altre erranti visioni ed i due restano ad Anzol con il loro bambino che sarebbe divenuto, per profezia di Cena, il fondatore della città. Così avvenne. La coppia ebbe anche altri figli e la vita scorreva ad Anzol libera dalle regole degli uomini. La natura è stata la padrona sino all’arrivo di altre persone che decisero di stanziarsi nella piana.

Tratto da una recensione di Alessia Mocci

ACQUISTA

 

La farfalla con le ali del tempo

“La farfalla con le ali del tempo” di Daniela Di Lembo

Sono qui, davanti al nostro grande camino, pronto ad intraprendere un nuovo viaggio. In tutti questi anni ho lasciato che questa fosse la mia ultima tappa prima di prendere i bagagli ed affidare alla lontananza la mia speranza di riuscire a sopportare meglio il nuovo corso degli eventi, per poi accorgermi sempre che la consapevolezza di ciò che era accaduto non si lasciava confinare dietro un portone. Questa stanza era ormai dentro di me, e del suo uscio spalancato avevo perso definitivamente la chiave. Non sarebbe bastato mettere delle distanze tra me ed i nostri luoghi quando la sofferenza era ormai tatuata nel mio cuore, e quel segno lo faceva pulsare al ritmo del dolore. Quel dolore che era sempre pronto ad urlare, ogni volta che non sembravo dargli soddisfazione. L’ho portato sempre con me, come un bagaglio invisibile ed intimo ma più ingombrante delle valigie che usavo. L’unico di cui non mi riuscissi a liberare, il solo che non poteva andare smarrito, perché ero io ad essermi ormai smarrito in esso.

ACQUISTA

 

Per pubblicare con Rupe Mutevole Edizioni invia un’e-mail (info@rupemutevole.it) alla redazione inviando il tuo inedito, se vuoi pubblicare nella collana “Trasfigurazioni con la collaborazione diOubliette Magazine invia ad: alessia.mocci@hotmail.it

 

Written by Alessia Mocci

Addetta stampa (alessia.mocci@hotmail.it)

 

 

Info

Sito Rupe Mutevole Edizioni

Facebook Rupe Mutevole Edizioni