“Natale nella soffitta magica”: un racconto natalizio per i più piccoli
“Il Natale è poesia ma è anche una grande esperienza di precarietà, perché Gesù nasce in una situazione di assoluta precarietà. E in una società in cui questa condizione è una delle caratteristiche più forti, abbiamo bisogno del messaggio positivo che viene dal Natale precario di Gesù.” ‒ Giuseppe Betori

“Natale nella soffitta magica” è un racconto natalizio pensato per i più piccoli che potrà stupire anche i più grandi non solo per il forte messaggio che veicola ma anche perché potrà suggellare un momento importante con i propri figli ‒ oppure alunni se il racconto verrà letto in classe.
I due protagonisti del racconto scritto da Giovanna Fracassi e pubblicato nel volume “Il Natale raccontato da nonna Amelia” (Rupe Mutevole Edizioni, 2023) vede la nostra simpatica “vecchietta” Nonna Amelia riportare una delle avventure formidabili dei due gemelli Melany e Cristian e della simpatica coppia di topini, Tina e Toni.
Personaggio silente di grande rilievo è la Soffitta che per l’appunto è definita Magica, infatti, è dotata di straordinario potere e tramuta in realtà i desideri dei protagonisti.
Ma oltre non si vuole andare per non rovinare la sorpresa della storia… si augura buona lettura e buon divertimento con questa piccola avventura che dona anche un’importante riflessione di pace contro la guerra!
***
“Natale nella soffitta magica”[1]
Mancavano ormai pochi giorni alle vacanze di Natale e Melany e Cristian non stavano più nella pelle per la felicità. Era caduta molta neve e all’uscita da scuola si erano già cimentati in ardite battaglie a suon di palle di neve. In giardino avevano costruito un pupazzo di neve che era risultato un gran simpaticone e attirava gli sguardi ammirati dei loro amici.
Quel pomeriggio, dopo aver fatto i compiti, salirono nella Soffitta a cercare i loro amici topolini per raccontar loro le ultime novità.
Tina e Toni arrivarono appena sentirono aprirsi la botola della soffitta: avevano il fiatone e i loro bei baffetti erano sporchi di ragnatele sottili e argentate. Melany se ne accorse subito.
«Cosa vi è accaduto?»
«Stavamo cercando i vecchi addobbi di Natale per rallegrare la nostra Soffitta, sono tanti anni che nessuno più li va a prendere» disse Toni.
«Che bella idea!» esclamò Cristian «possiamo aiutarvi?»
I due topini furono subito felici di poter fare qualcosa di speciale con i loro amici. Fu così che, in mezzo a vecchi scatoloni pieni di polvere, tra festoni dorati e argentati, palline di vetro e fili di luci, videro una grande valigia di cuoio rigonfia, con delle borchie dorate e dorati erano pure i ganci che la tenevano chiusa.
I gemelli e i topolini si guardarono stupiti: cosa poteva mai esserci lì dentro?
Decisero di aprirla con tanta cautela e delicatezza; avevano tutti l’impressione che dovesse contenere qualcosa di fragile. Ed infatti fu proprio così. Quando l’aprirono videro che dentro c’era un bellissimo presepe in miniatura.
La valigia si apriva come un libro orizzontale e su entrambi i lati vi erano montagne, grotte, pastori e pecore, al centro la grotta con il bue, l’asinello, Maria, Giuseppe e Gesù sdraiato in una bellissima cesta imbottita di paglia lucente.
Su un bordo della valigia, c’era un pulsante rosso.
Cristian volle premerlo e… meraviglia!
Il presepe si illuminò, le statuine iniziarono a muoversi al suono di una dolcissima melodia. I quattro amici restarono a bocca aperta per lo stupore: non avevano mai visto nulla di così bello e particolare.
Melany esclamò estasiata: «Quanto mi piacerebbe essere così piccina da poter entrare in questo presepe!»
La Soffitta Magica volle esaudire il suo desiderio e, come al solito, sparse nell’aria una polverina azzurra e… ecco i nostri amici, diventati piccolissimi, dentro il presepe.
Ma ulteriore sorpresa: le statuine adesso erano persone in carne ed ossa!
Miei cari bambini, potete immaginare lo stupore dei quattro amici: camminarono per il sentiero che si arrampicava fino alla grotta di Gesù, passarono davanti alla grotta dove lavoravano i fabbri che, a colpi di martello, forgiavano i ferri per i cavalli. Cristian ne era così affascinato che Toni dovette tirarlo per la giacchettina perché si muovesse, poi passarono davanti alla bottega del fornaio e videro le grosse forme di pane, ancora fumanti, esposte su un bancone di legno per essere vendute; ancora più in là sentirono il profumo del latte appena munto e delle forme di caciotta già pronte.
Dovevano stare attenti perché in mezzo a loro passavano in continuazione delle pecore e alcuni asinelli che portavano nelle loro bisacce gli agnellini appena nati che non potevano ancora camminare.
Attraversarono un’aia dove razzolavano galline, anatre e pavoni mentre, in un angolo recintato, dei coniglietti paffuti mangiavano avidamente del fieno e qualche carotina.
Giunsero poi nei pressi di un laghetto dove c’erano due cigni maestosi che li guardarono con curiosità.
Ma l’incontro più eccitante fu quello con tre zampognari che stavano dirigendosi alla grotta di Gesù suonando le loro zampogne: ecco da dove giungeva quella dolce e strana melodia che non avevano mai sentito!
Ad una svolta del sentiero, l’incontro più inatteso: due soldati che portavano al fianco delle spade lucentissime. Cristian non poté trattenersi e gli chiese: «Voi siete soldati e state andando da Gesù?»
«Ciao ragazzino certo siamo soldati e vogliamo andare dal Divino bambinello sperando che possa portare a tutti un messaggio di pace. Noi conosciamo la guerra ed è la cosa più brutta che ci possa essere. Non vorremmo mai più combattere e neppure che in nessun luogo della terra gli uomini fossero così stupidi da farsi del male ed uccidersi.»
Melany batté le manine in segno di approvazione e i soldati li salutarono e d’incamminarono a passo svelto.
Dopo un po’ arrivarono ad un ponticello di legno. Da lì, videro che nel fiume sottostante c’erano delle donne che lavavano i panni e cantavano serene, mentre in un’umile casetta di legno, davanti alla porta era seduta una nonnina che filava la lana con un arcolaio; dentro un’altra casetta s’intravedeva una donna giovane, con accanto un bambino che giocava seduto per terra mentre lei tesseva sorridendo.
Tina disse: «Che bello vedere tutte queste persone che svolgono il loro lavoro sorridendo e cantando: sembrano tutti così tranquilli e sereni!»
Toni intervenne: «Credo sia un messaggio per tutti gli uomini: far capire che ogni lavoro, anche quello più semplice e umile va fatto con amore e fiducia, perché ognuno di noi è importante e ha la propria dignità. Forse anche questo vuole dirci Gesù, venendo al mondo in una grotta invece che in una reggia».
Tutti lo ascoltarono con attenzione, di solito Toni era un topolino timido e silenzioso e talvolta addirittura balbettava un pochino per l’ansia di dire la sua. Invece questa volta aveva parlato con tanta serietà e convinzione che gli altri si dissero subito d’accordo con lui.
Proseguirono ed arrivarono a un’altra casetta interamente fatta di legno, nell’aria c’era un profumo di resina che quasi stordiva, guardarono dalla finestrella e videro che dentro, accanto a un bel camino con il fuoco scoppiettante, c’era un falegname che intagliava dei grossi rami di legno. Bussarono e chiesero il permesso di entrare. Il falegname li fece accomodare al caldo e gli offrì un po’ della sua zuppa per rifocillarli.
I quattro amici si sentivano così bene in quella stanza! Si guardarono intorno e videro, sistemati in bell’ordine su degli scaffali tantissimi oggetti di legno: personaggi del presepe, animali da cortile e poi quelli del bosco, delle casette in miniatura, con tutti i mobili, bamboline, palline, mattoncini colorati, piccole culle… insomma un mondo di giocattoli.
Cristian chiese: «Per chi sono tutti questi giochi? Mi sembra di essere in un laboratorio di Babbo Natale!»
Il falegname allora si voltò verso di lui e gli fece un bel sorriso e l’occhiolino. Fu a questo punto che la magia finì e i quattro amici si ritrovarono nella Soffitta Magica, seduti davanti a quella straordinaria valigia con dentro il presepe in miniatura.
«Caspita amici» disse Tina «che grandiosa avventura abbiamo fatto oggi!»
«Oh sì, è proprio vero!» esclamarono all’unisono Toni e i gemelli con gli occhi che brillavano per la felicità.
***

“Il Natale raccontato da nonna Amelia”, oltre Tina, Toni, Melany e Cristian, è costellato di personaggi davvero particolari come il gatto Orazio, la gioiosa cagnolina di razza golden retriever Emily, il drago Smoker, l’elfo birichino, la signora Adele, Toposaggio de’ Topibus, la piccola Clara ed il cane lupo Spartaco, et cetera… et cetera… et cetera…
Ma non è finita qui, infatti, il volume regala una serie di filastrocche divertentissime, due rivisitazioni di Cappuccetto Rosso e Biancaneve, una bella ricetta sui biscotti alle nocciole ed a chiudere una serie di disegni da colorare!
Nonna Amelia è una amica preziosa per i più piccoli e riuscirà a strappare un sorriso anche ai più grandi!
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Note
[1] Giovanna Fracassi, Il Natale raccontato da nonna Amelia, Rupe Mutevole, 2023, pp. 55-56-57-58-59
