Viaggiare in Italia: Assisi, un borgo ai confini del cielo
“Assisi è un sentimento che cammina, un luogo che conquista con la sua magia e la sua pace, che si respira ad ogni angolo.” ‒ San Francesco

Adagiata sulle pendici del Monte Subasio, Assisi è città-simbolo di un insieme armonico tra uomo, spiritualità e paesaggio.
Conosciuta in tutto il mondo come la città natale di San Francesco, la sua storia racconta un viaggio affascinante attraverso duemila anni di civiltà. Per assaporare la sua atmosfera senza tempo, è sufficiente passeggiare per i suoi vicoli in pietra, lasciandosi rapire dalle testimonianze artistiche che si possono toccare con mano, dove ogni scorcio è un affresco da conservare nella memoria.
Attraversare le viuzze di questo borgo medievale umbro, dove le stradine si intersecano tramite archi e scalinate, è fare un salto nel tempo. Mentre un silenzio surreale si stende su tutta la valle, e la pietra rosa del Monte Subasio accompagna ogni passo del viandante.
Nata come insediamento umbro con il nome di Asisium, le origini di Assisi risalgono a prima dell’era cristiana. In seguito, nel III secolo a.C., viene conquistata e quindi trasformata in un municipio romano. Il cuore pulsante dell’antica città romana era il foro, oggi Piazza del Comune, dove, molto ben conservato si erge il Tempio di Minerva. Dopo la caduta dell’Impero Romano, Assisi subisce le devastazioni delle invasioni barbariche. Ma, intorno all’anno Mille, conosce una rinascita, e divenendo un libero Comune vive un periodo di prosperità economica e demografica.
È in questo contesto di rinnovamento che nasce Francesco di Bernardone, il giovane figlio di un ricco mercante che avrebbe cambiato per sempre l’idea di spiritualità, oltre che la storia della sua città. Dopo una giovinezza spensierata e un’esperienza traumatica come prigioniero di guerra, Francesco vive una profonda conversione pregando davanti a un crocifisso, presso la chiesetta di San Damiano.
“Francesco, va’ e ripara la mia casa, che come vedi cade tutta in rovina.”
La chiamata, che non è soltanto un invito a restaurare le mura di pietra della sua città ma a rinnovare la Chiesa stessa, spinge Francesco a intraprendere un cammino spirituale non sempre facile. Che lo porterà ad abbracciare una vita di povertà assoluta e alla predicazione del Vangelo. Alla sua figura carismatica si unisce presto Chiara, una giovane nobile di Assisi, attratta dall’ideale di povertà del giovane. Francesco accoglie la vocazione di Chiara, fondando il Secondo Ordine Francescano delle Povere Dame, poi conosciute come Clarisse.
Da quel momento, insieme, Francesco e Chiara fanno di Assisi il cuore pulsante di un movimento spirituale che si sarebbe diffuso in tutto il mondo, trasmettendo un messaggio universale di pace e fratellanza. Nonché di amore per il creato.
“Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”, diceva San Francesco.
Il profondo legame con il francescanesimo ha fatto di Assisi un esempio unico di continuità urbana e culturale che dal Medioevo arriva fino ai nostri giorni. Lo dimostra il fatto che Assisi è considerata una città-santuario, inserita, insieme ad altri siti francescani, nel Patrimonio Unesco.
Capolavoro d’arte, camminando per il suo centro storico, la città umbra si svela passo dopo passo. La massiccia cinta muraria che la circonda è dominata dalla Rocca Maggiore. Un’imponente fortezza, che dall’alto offre una vista panoramica spettacolare sulla vallata sottostante.
Nella piana ai piedi della città, a circa quattro chilometri dal centro, si trova Santa Maria degli Angeli, un’imponente basilica costruita per proteggere la Porziuncola, la piccola chiesetta che Francesco restaurò con le sue mani e che divenne il centro spirituale del suo ordine. La cripta, semplice e raccolta, emblema del cuore vibrante della Basilica, è un luogo che invita al silenzio e alla riflessione.
“Ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza d’anima e di corpo.”
Illuminato da una lampada sempre accesa, in questo angolo di spiritualità si trovano le spoglie del santo, morto il 3 ottobre 1226, dopo aver scritto il celebre Cantico delle Creature.
Accanto alla Porziuncola si trova il Roseto, legato a una tradizione che racconta che le rose abbiano perso le spine dopo il passaggio del Santo.
“Ricorda che quando lascerai questa terra, non puoi portare niente di ciò che hai ricevuto. Puoi portare solo ciò che hai dato.”
Visitare oggi Assisi significa immergersi in un luogo intriso di storia e spiritualità, di cui la Basilica di San Francesco è il sito di rilevanza religiosa e artistica più importante. Cuore spirituale della città, si tratta di un complesso formato da due chiese sovrapposte: quella Inferiore e quella Superiore.
La Basilica Superiore è famosa per il ciclo di affreschi attribuiti a Giotto, che raccontano la vita di San Francesco, mentre la Basilica Inferiore custodisce opere di Cimabue, Simone Martini e Pietro Lorenzetti. La cupola si presenta come un trionfo di affreschi, mentre al di sopra dell’altare maggiore campeggiano quattro grandi scene che raffigurano le virtù della regola francescana: povertà, obbedienza e castità.
Tra le scene più celebri, spicca quella dove San Francesco dona il mantello a un povero: un gesto di carità diventato simbolo di un’intera filosofia di vita.
“Donandosi si riceve, dimenticando se stessi ci si ritrova.”
La Basilica dedicata a Santa Chiara sorge nella parte bassa della città e custodisce il celebre Crocifisso di San Damiano, quello che rappresenta plasticamente il tramite della chiamata spirituale di Francesco.
La Cattedrale di San Rufino o Duomo di Assisi, dedicato al santo patrono della città, si presenta con un’imponente facciata romanica è uno dei massimi esempi dell’architettura romanica umbra.
L’Eremo delle Carceri, immerso nel bosco del Monte Subasio, è luogo di raccoglimento e rifugio dove Francesco e i suoi frati si ritiravano in preghiera.
“Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.”
Assisi è oggi meta di pellegrinaggi e luogo deputato a iniziative per la pace e il dialogo interreligioso, oltre che uno dei centri spirituali più visitati al mondo. Ma Assisi va anche oltre all’atmosfera di spiritualità che si respira in ogni suo anfratto.
Assisi è anche una città brillante, viva e pulsante, dall’immutato fascino senza tempo. La Piazza del Comune, fulcro politico e culturale e cuore della vita civile di Assisi, è il luogo ideale per una pausa: qui si affacciano il Palazzo dei Priori, il duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo e il Tempio di Minerva, testimonianza archeologica unica al mondo e perfettamente conservata.

Tra gli eventi da non perdere figura il Calendimaggio, una suggestiva rievocazione storica medievale, e la Festa del Perdono, legata all’indulgenza della Porziuncola.
Oltre alla sua anima religiosa, la città offre anche una ricca esperienza gastronomica, altro aspetto di pregio del luogo. Tra i piatti tipici da assaporare, la tradizione culinaria umbra propone la torta al testo (una focaccia farcita), gli strangozzi al tartufo nero, e i dolci legati alla tradizione francescana come i mostaccioli e il pane di San Francesco, che raccontano il legame profondo della città con il suo territorio. E poi i Baci di Assisi, croccanti di mandorle e miele, un dolce lievitato che profuma di storia e devozione.
Assisi, luogo mistico per eccellenza, con la sua bellezza austera e la sua spiritualità silenziosa, ha la capacità di restituire a chi lo visita qualcosa di più profondo di un semplice ricordo turistico.
Assisi è, dunque, non soltanto una città da visitare, ma un’esperienza da vivere: Assisi è una località dove la storia millenaria si fonde con la spiritualità più pura e con la bellezza del paesaggio. È una città che si visita con gli occhi, ma si comprende con il cuore. Che siano pellegrini in cerca di fede o viaggiatori che inseguono la bellezza, o semplicemente anime in cerca di pace, Assisi accoglie tutti a braccia aperte, con la pietra rosa del Subasio a fare da sfondo e il canto delle creature quale colonna sonora.
Per apprezzare la bellezza senza tempo della ‘perla dell’Umbria’ come merita, bisogna far tesoro delle parole di San Francesco che recitano: “Un solo raggio di sole è sufficiente per cancellare milioni di ombre”.
Written by Carolina Colombi
