“Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson: la violenza è sempre figlia dell’ignoranza

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È un mistero della stanza chiusa a chiave allargato a un’intera isola.

Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson
Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson

“Uomini che odiano le donne” è il primo romanzo di una trilogia, chissà se avrebbe avuto un seguito dal momento che, dopo questi tre libri, Stieg Larsson è purtroppo mancato quando aveva appena concluso la sua opera.

Questo romanzo è stato un caso editoriale ed è diventato anche un film.

Mi ha intrigata il titolo ma, devo ammetterlo, le prime pagine non mi davano molti motivi per continuare a leggere. Ho insistito e, una volta preso l’abbrivio, la trama che all’inizio pareva ostica e poco comprensibile, è riuscita a coinvolgermi.

Siamo in Svezia, all’inizio di ogni parte in cui è suddiviso il libro, troviamo dei riferimenti ai crimini che vedono coinvolte le donne svedesi. Un terribile momento di cronaca che si interseca col romanzo d’invenzione.

La trama riguarda la famiglia Vanger, dove il capostipite Henrik, ormai anziano, decide di assumere un giornalista per fare luce sulla scomparsa di sua nipote Harriet, sparita quando era solo una ragazza. Ogni anno, da allora, l’omicida o chi per lui, si diverte a spedirgli per il suo compleanno un fiore bianco.

“Il mistero dei fiori non era mai stato reso pubblico, era noto solo a una cerchia ristretta di persone.”

Mikael Blomkvist, reduce da un brutto processo per diffamazione per un articolo che lui stesso ha scritto, viene assunto dal vecchio. Deve far credere di stare scrivendo una biografia della famiglia Vanger, ma in realtà rivedrà tutte le carte che l’uomo ha raccolto negli anni, con la speranza che possa scoprire cosa è accaduto alla giovane.

“La gente ha sempre dei segreti, si tratta solo di scoprire quali.”

Mikael si trasferisce sull’isola di Hedeby, dove vive la maggior parte della famiglia, attratto non solo dal grande compenso economico, ma soprattutto perché Henrik gli ha promesso di servirgli la testa di Wennerström, il suo diffamatore, su un piatto d’argento.

L’atmosfera è quella un poco cupa, fredda e umida della Svezia, un clima che si insinua anche nei rapporti fra la gente.

Mikael comincia le sue ricerche, cominciando a conoscere gli altri membri della famiglia, non tutti felici del fatto che lui scavi nei fatti loro.

“Mikael era consapevole che ogni famiglia ha qualche scheletro nell’armadio. La famiglia Vanger aveva un intero cimitero.”

Mentre lavora scopriamo qualcosa in più di Mikael… un uomo che non ha molte remore nel suo comportamento amoroso. Lo vediamo mentre ha una relazione sessuale con la sua socia del giornale, lei che è sposata con un altro, consapevole di quello strano menage a trois.

Mentre è sull’isola conosce Cecilia, figlia del fratello nazista di Henrik (bellissimo che inserisca informazioni sull’estrema destra per farne conoscere i meccanismi: “Non è affascinante che i nazisti riescano sempre a piazzare la parola libertà nella loro propaganda?”), inizia anche con lei una relazione sessuale. “Uomini che odiano le donne”… e che nemmeno ne hanno rispetto. Mikael è anche lui, a suo modo, uno di loro. Entra ed esce dai corpi altrui senza amore, riuscendo a separarsene senza farsi nessun problema.

Quando chiede aiuto a Lisbeth Salander, investigatrice, non si tira indietro nemmeno davanti alla sua giovane età, portando avanti anche con la ragazza una relazione dove non ci sono sentimenti, solo sesso.

E qui si apre un capitolo a parte: Lisbeth ha seri problemi ed è seguita da un tutore che, purtroppo, viene sostituito da un altro. Un uomo feroce che la violenta e la tortura, ricattandola. La ragazza subisce, fino a quando non decide di rivoltarglisi contro in modo assolutamente spietato.

È un’anima sola, dura, eppure ti verrebbe di abbracciarla e proteggerla, proprio perché nessuno nel libro è in grado di farlo.

Lei che è un’abile investigatrice e un’hacker e che sarà di grande aiuto a Mikael.

“Aveva la capacità di infilarsi sotto la pelle della persona su cui stava indagando.”

Comincia a delinearsi la possibilità che Harriet si sia imbattuta in un serial killer e che, lui o altri, l’abbia uccisa e fatta sparire proprio per questo.

Stieg Larsson citazioni Uomini che odiano le donne
Stieg Larsson citazioni Uomini che odiano le donne

E chi potrebbe essere? Si pensa a un parente, a uno della famiglia dal momento che, quel famoso giorno, l’isola era inaccessibile per via di un incidente che aveva bloccato l’entrata e, quindi, anche l’uscita.

Si indaga su tutti i presenti, mentre Mikael e Lisbeth riescono a fare dei miracolosi passi avanti nonostante siano passati anni.

E che ci si avvicini alla verità diventa ben chiaro quando trovano un gatto morto inchiodato alla porta e, non bastasse, qualcuno tenta di uccidere Mikael sparandogli addosso.

Alla fine, esce tutto quanto, anche se la verità verrà nuovamente seppellita, dandole respiro per poco tempo.

L’ultima parte Mikael la dedica alla sua vendetta contro il suo accusatore.

“Uomini che odiano le donne, come romanzo, è buono, ben fatto l’intrigo e quanto si va celando; forse se non ci fosse stato il caso  Wennerström, non necessario al resto del romanzo, lo avrei gradito di più.

 

© 2010 Marsilio Editori
ISBN  9788831793322
Pag. 676
€ 21,50

 

Written by Miriam Ballerini

 

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