“Carlo Acutis. Il giovane santo” documentario di Luca Salmaso: un dialogo continuo tra vita terrena e spirituale

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“Carlo è stato per me un incontro che è nato prima della canonizzazione. Poi è stata una riscoperta nel momento in cui è nato questo progetto, incontrando le persone che lo avevano conosciuto, i genitori, gli amici.”

Carlo Acutis Il giovane santo documentario di Luca Salmaso
Carlo Acutis Il giovane santo documentario di Luca Salmaso

Carlo Acutis. Il giovane santo, diretto da Luca Salmaso e distribuito da Nexo Studios (all’interno della rassegna I Misteri della Fede), è un documentario dedicato al ragazzo milanese scomparso nel 2006 e canonizzato nel settembre 2025 da Papa Leone XIV.

Prodotto da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e OUR FILMS, l’opera si propone il compito di raccontare la spiritualità di Carlo, senza cadere nell’iconografia tradizionale di cui gode il protagonista. Soltanto per presentare la sua figura in modo che sia il più autentico possibile, che è poi quella di un adolescente del XXI secolo.

I documentari d’arte e storici offerti da Nexo Studios sono ormai una tradizione di altissimo livello visivo, ed anche in questo caso, grazie alla commistione tra immagini d’archivio e riprese in alta definizione, la Nexo non si smentisce. Immagini che usufruiscono di un montaggio fluente, che mantiene alto il ritmo narrativo.

Il documentario Carlo Acutis. Il giovane santo segue un doppio binario dove la quotidianità di Carlo, con la sua passione per l’informatica, i videogiochi e il web, utilizzati come veicoli di comunione e condivisione, si intreccia con la sua straordinarietà. Concentrandosi su tutto ciò che ha fatto parte del suo vissuto: il rapporto con gli amici, con la famiglia, il suo senso dell’umorismo; in poche parole, sulla normalità sorprendente di un ragazzo che ha vissuto il proprio tempo con autentico candore. È una scelta particolarmente significativa questa, in un’epoca in cui la santità viene spesso percepita come qualcosa di lontano, e quindi irraggiungibile.

“L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo.”

È con un eccellente taglio registico che Luca Salmaso posa il suo sguardo sul giovanissimo, uno sguardo intimo e contemporaneo insieme. Un ritratto intimo, realizzato attraverso filmati privati inediti, fotografie di famiglia e i racconti della madre, Antonia Salzano, il quale fa emergere il ritratto di un bambino brillante e proteso verso Dio fin dalla più tenera età.

Ma il docufilm, che arriva nelle sale italiane dal 15 al 21 ottobre 2026, a vent’anni dalla scomparsa di Carlo Acutis, restituisce la sua dimensione umana prima che religiosa.

C’è un momento, nel documentario Carlo Acutis. Il giovane santo, in cui la voce di Carlo registrata, non una voce posticcia ma autentica, risuona alta parlando di Dio con la semplicità con cui si parla di un amico. Ed è proprio in quel momento, davanti allo schermo, che lo spettatore capisce perché milioni di persone in tutto il mondo si siano innamorate di lui.

“Nel film abbiamo utilizzato la voce di Carlo e dato spazio alle sue parole, inserendo anche foto e filmati familiari, che rendevano bene il suo amore per la vita.”

Ascoltare Carlo mentre parla della sua fede, delle sue passioni giovanili, del suo amore per l’Eucaristia, è un’esperienza che commuove. La sua voce, il suo tono, il suo modo di ridere e scherzare sono già un ritratto di per sé, senza che venga aggiunto altro.

“Carlo non è diventato santo in un giorno, ma camminando passo dopo passo sin da bambino. Una santità frutto di piccole scelte, sempre nella direzione del bene massimo possibile.” ‒ Monsignor Viganò

Le parole del Monsignore aggiungono al docufilm un tassello importante: a dimostrazione che la santità di Carlo è un fatto che continua a operare nel presente.  Una santità quella di Carlo fatta di scelte quotidiane, che sono alla portata di tutti.

“La tristezza è guardare se stessi; la felicità è guardare Dio.” 

Uno degli aspetti più affascinanti del documentario è il modo in cui si racconta del rapporto di Carlo con la tecnologia. In un’epoca in cui Internet viene spesso demonizzato, il giovane Acutis rappresenta una voce controcorrente. Il documentario mostra Carlo usare il computer per creare un sito web di volontariato per la parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, che realizza una mostra sui miracoli eucaristici, che naviga con curiosità e intelligenza. Non è un ragazzo che fugge dalla realtà attraverso lo schermo: è un ragazzo che usa lo schermo per entrare in relazione con il mondo.

“Carlo aveva colto il valore della condivisione, che nella vita è affascinante vivere con gli altri. E la tecnologia, per lui, era uno strumento di condivisione, non di isolamento.” ‒ Monsignor Viganò

Il documentario, che si sviluppa come un viaggio attraverso la vita di Carlo fino al percorso di canonizzazione, restituendo un dialogo continuo tra vita terrena e dimensione del trascendente. Collocandolo anche nel contesto più ampio della Chiesa contemporanea e del suo rapporto con i giovani.

“Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie.”

Il docufilm parte dal momento della canonizzazione, il 7 settembre 2025, presieduta da Papa Leone XIV in Piazza San Pietro, davanti a un ampio numero di fedeli, la quale è stata un evento storico: per la prima volta, un giovane del nuovo millennio diventava santo. E il fatto che sia stato canonizzato insieme a Pier Giorgio Frassati, un giovane laico del primo Novecento, dice qualcosa di importante: la Chiesa ha scelto di indicare ai giovani due modelli di santità laicale, quotidiana, accessibile.

Come ha detto Papa Leone XIV nella sua omelia: “San Pier Giorgio Frassati e San Carlo Acutis sono un invito a tutti noi, specialmente ai giovani, a non sprecare la nostra vita, ma a dirigerla verso l’alto e a farne un capolavoro. La formula semplice ma vincente della loro santità è accessibile a tutti e in ogni momento”.

Da quel momento, il racconto si snoda all’indietro, riavvolgendo il nastro dei ricordi e intrecciandoli con l’eredità spirituale di Carlo.

“Non io, ma Dio.”

Punti nodali, che sono un valore aggiunto del docufilm, sono le testimonianze, le parole di chi lo ha conosciuto, che si alternano alla voce narrante di Carlo, le quali forniscono un ritratto vivido e autentico del giovane Acutis.

I genitori, Andrea e Antonia, che raccontano la vita familiare, le piccole manie, i momenti di gioia e di preoccupazione. La nonna materna, Luana Pennino, che offre uno sguardo affettuoso e ironico sul nipote. Rajesh Mohur, il domestico mauriziano, la cui conversione al cattolicesimo è legata alla testimonianza di Carlo. La maestra delle elementari, Elisa Tattanelli, che ricorda il bambino curioso e brillante. Il parroco, Monsignor Gianfranco Poma, che lo ha accompagnato nella crescita spirituale. Gli amici d’infanzia, Mattia e Jacopo Pastorelli, che parlano di Carlo con tenerezza e incredulità, ancora stupiti che il loro amico sia diventato santo.

Tutto ciò grazie all’ottima regia di Luca Salmaso, che non mette in campo la beatificazione di Carlo; mostra, invece, un quindicenne normale che ama i computer, esce con gli amici e indossa scarpe da ginnastica come tutti i ragazzini della sua età.

La sua normalità è disarmante, tale da rendere la sua figura incredibilmente vicina e accessibile. C’è inoltre la testimonianza di Valeria Vargas Valverde, la studentessa costaricana protagonista del miracolo di guarigione legato alla canonizzazione di Carlo.

“Una spiritualità possibile per tutti.”

Infine, il film affronta con delicatezza il dramma della leucemia fulminante che lo ha strappato alla vita a soli 15 anni, per poi culminare con le storiche ed esclusive immagini della sua canonizzazione a Roma.

Grazie alla stretta collaborazione con l’Associazione Amici di Carlo Acutis, lo spettatore ha accesso a un archivio privato eccezionale. I video amatoriali, le vecchie clip in bassa risoluzione e gli audio originali colmano la distanza temporale, portando lo spettatore direttamente dentro casa Acutis.

Quelle che seguono sono parole semplici di Carlo, ma che nascondono una profondità sorprendente. Parole che il documentario fa risuonare, senza commentarle troppo e senza alcuna spiegazione. Perché Carlo non ha bisogno di interpreti: ha bisogno di essere ricordato.

“Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore per il Papa e per la Chiesa, per non fare il Purgatorio ed andare diritto in Paradiso.”

Le musiche originali firmate da Remo Anzovino rappresentano un importante filo conduttore emotivo del documentario. Il commento sonoro non è mai invadente o stucchevole, ma accompagna i momenti di riflessione e i passaggi più drammatici con una delicatezza che amplifica la forza delle immagini.

“Abbiamo portato il progetto del documentario a livello internazionale, ricevendo risposte incredibili. A oggi abbiamo una distribuzione in 30 Paesi.”

Il documentario non è solo un evento italiano. Verrà proiettato in Francia, in Germania, Austria, Polonia.  A partire da febbraio 2027 in America del Sud e del Nord, Australia e Corea del Sud. Ed è questo un segnale importante: la storia di Carlo Acutis parla al mondo intero, non solo all’Italia. La sua capacità di coniugare fede e modernità, spiritualità e tecnologia, lo rende un testimone credibile per generazione globale.

Carlo Acutis citazioni
Carlo Acutis citazioni

Carlo Acutis. Il giovane santo è un docufilm che commuove senza falsare la realtà dei fatti. Informa senza essere gravoso, raccontando una storia vera con rispetto e delicatezza. Ma non è un’agiografia, e neppure una lezione di catechismo. È il ritratto di un ragazzo che ha scelto di vivere la propria fede con gioia, e che per questo è diventato un punto di riferimento per milioni di persone.

In un’epoca di cinismo e di divisione, la storia di Carlo Acutis è una buona notizia. E il documentario di Luca Salmaso riesce a trasmettere proprio questo: la santità non è qualcosa di lontano, ma una possibilità concreta, quotidiana, accessibile a tutti. Basta avere il coraggio di guardare in alto, come faceva Carlo.

Carlo Acutis. Il giovane santo è un’opera preziosa, capace di scavalcare i confini del pubblico puramente cattolico. Riesce a parlare ai giovani usando il loro stesso linguaggio, affrontando tematiche universali come il senso della vita, il valore della tecnologia e il mistero della sofferenza.

Quello firmato da Luca Salmaso è un ritratto sincero che commuove senza cadere nel sentimentalismo eccessivo, consegnando alla storia del cinema documentario il volto pulito del primo Santo della generazione Millenial.

“Davanti a tante tragedie da cui siamo assaliti, Carlo è una buona notizia. Ci dimostra che è possibile la santità anche oggi, nonostante le non poche difficoltà e i pericoli diffusi.”

 

Written by Carolina Colombi

 

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