“Un soffio al cuore dello Stato” di Giuliano Martufi e Giorgio Cecchetti: saggio storico sui proletari in divisa
Quando mi sono imbattuto in “Un soffio al cuore dello Stato” di Giuliano Martufi e Giorgio Cecchetti non ho potuto non comprarlo.

Mi ha riportato immediatamente alla mia giovinezza, segnata, nel bene e nel male, dall’esperienza della Leva militare. Ricordo ancora quando, in uno dei miei primi giorni in caserma alla cittadella militare della Cecchignola, a Roma, Settima Compagnia Trasmissioni, mi stavo recando alla mensa, a pranzo, quando mi fermarono due soldati di leva come me, forse un po’ più anziani, per spiegarmi che quel giorno era programmato uno sciopero del rancio. Non ricordo le motivazioni, ma mi sembrarono molto condivisibili. Lo sciopero consisteva solamente nel non prendere la frutta, vale dire una mela (non c’era molta scelta) alla fine del percorso del self-service. Un semplice atto dimostrativo. Ovviamente io, che venivo da anni di lotte nelle scuole superiori negli anni più caldi (primi settanta) non presi la mela. La sorpresa fu che appena più in là c’era un maresciallo che chiedeva nome e cognome a chi non aveva ritirato la mela. Fui quindi, almeno ai miei occhi, immediatamente schedato come “pericoloso sovversivo”. Non a caso, alla fine del corso della durata di circa quattro mesi fui trasferito a Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone, aggregato alla Divisione corazzata Ariete, operativa. Da allora fui sempre attivo nei “soldati democratici”. Ma veniamo al libro “Un soffio al cuore dello Stato”.
Questo volume, a cura di Giuliano Martufi e Giorgio Cecchetti raccoglie le testimonianze di chi, come me, si trovò a vivere quel periodo storico incrociando anche figure davvero significative come quelle di Alex Langer, Marco Boato, Pier Giorgio Bellocchio, Anna Bravo e Vincino, per fare qualche nome, ma incontrando specialmente tanti giovani, più o meno arrabbiati, più o meno coinvolti, ma sempre con tanta energia e vitalità.
Indubbiamente l’iniziativa dentro le caserme fu presa soprattutto, negli anni Settanta, dai PID (Proletari In Divisa – organizzazione nata nell’area di Lotta Continua) e in seconda istanza dal Movimento Democratico che, successivamente si diffuse anche tra i soldati e ufficiali di professione. Come giustamente fanno notare i curatori del volume questi movimenti di contestazione e di trasformazione sociale e politica sono tra i meno ricordati e raccontati del decennio degli anni ’70.
Nel libro si susseguono dunque le testimonianze di chi ha vissuto direttamente queste esperienze nelle varie caserme italiane distribuite più o meno su tutto il territorio nazionale.
Mi sono particolarmente riconosciuto nella testimonianza di Toni Capuozzo, allora militante di Lotta Continua e oggi affermato giornalista in Mediaset.
Ricorda Capuozzo: «e via con riunioni nascoste, volantinaggi che denunciavano soprusi e ruberie, carabinieri che denunciavano noi volantinatori, e quella onesta soddisfazione di vedere che la massa informe in divisa aveva parole e dialetti, storie e nomi, scuole e mestieri».
Non era uno scherzo, nemmeno un gioco, rischiavamo davvero di essere anche incarcerati nelle prigioni militari di Peschiera o Gaeta.
Argomenta ancora Capuozzo: «Il resto è storia semisconosciuta di quel movimento, gli scioperi del rancio e le manifestazioni con il volto nascosto, una generazione che apre le porte della caserma allo spirito del tempo, e un po’ anche ai diritti».
Un aspetto importante, oggi in gran parte rimosso dalla memoria di quegli anni, è che la mobilitazione dei soldati si sviluppò proprio mentre l’Italia era attraversata dalla stagione delle stragi e dalle minacce eversive che avrebbero coinvolto anche settori degli apparati dello Stato, come nel caso della cosiddetta Rosa dei Venti. I movimenti dei soldati svolsero anche una importante funzione di vigilanza democratica all’interno delle forze armate, contribuendo, tra l’altro, a far emergere informazioni riguardanti alcune deviazioni presenti ai vertici militari.
Nel volume “Un soffio al cuore dello Stato” sono inserite quattro schede, denominate Astrolabio, riguardo a temi quali il dissolversi delle minacce golpiste, al consolidarsi di alcuni diritti costituzionali nonché relativamente alla nascita del Sindacato di Polizia.
È un volume che contribuisce a restituire alla memoria una pagina importante e troppo poco conosciuta della storia italiana degli anni Settanta.
Per concludere voglio altresì riprendere il ringraziamento da parte dei due curatori, ai quali mi unisco, a: «le migliaia di soldati che hanno lottato e più di tutti a quelli che hanno pagato con il carcere questa lotta, che era la lotta di noi tutti».
Written by Algo Ferrari
Bibliografia
Giuliano Martufi, Giorgio Cecchetti, Un soffio al cuore dello Stato, ytali editore, Venezia, 2026
