Filastrocche dell’Estate per celebrare la stagione del sole con i più piccoli

CONDIVIDI... CUM GRANO SALIS

“[…] Tanti guai mi aspettai/ che dal letto fuori balzai/ così che la testa mi ammaccai.// La strega Lorena/ aiutarmi voleva,/ ma sbadata com’era/ mi trasformò in una insalatiera/ con un’enorme pancera.// […]” ‒ “La Strega pasticciona”

Filastrocche dell'Estate da imparare a memoria Giovanna Fracassi
Filastrocche dell’Estate da imparare a memoria Giovanna Fracassi

L’Estate è per antonomasia la stagione del sole e dell’immobilità accecante. Quale poeta non si è cimentato con la fatica del trovare una rima appropriata stremato dall’aria soffocante dell’Estate?

Uno fra tutti, il connazionale Eugenio Montale che, in una sua celebre poesia, cantava: “Meriggiare pallido e assorto/ presso un rovente muro d’orto,/ ascoltare tra i pruni e gli sterpi/ schiocchi di merli, frusci di serpi.// […] E andando nel sole che abbaglia/ sentire con triste meraviglia/ com’è tutta la vita e il suo travaglio/ in questo seguitare una muraglia/ che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia”.[1]

Ma l’estate non è rappresentata solo dalla siccità, dalla calura e dalla svogliata scrittura, infatti la porzione più rigogliosa della popolazione ‒ per circa nove mesi ‒ aspetta con trepidazione l’arrivo di questa stagione. Sì, si sta pensando proprio ai bambini che, ormai liberi dagli impegni scolastici ‒ ma ancora legati dal filo sottile dei compiti delle vacanze ‒, immaginano questi tre mesi dell’anno come un esaltante mix di svago e magia in cui tutto può accadere ed in cui, a dire il vero, tutto accade!

Per rafforzare questo mitico incantesimo si è pensato di selezionare qualche spiritosa filastrocca in cui nelle notti di luna piena si incontrano streghe maldestre che trasformano in insalatiere ed anche in amarene, oppure coccinelle che fan le civette con gli elefanti zelanti, ed ancora zanzare dispettose che si poggiano nella zuppiera e bambini che hanno paura del buio. Ma le filastrocche per la stagione che inizia con il Solstizio d’Estate e termina con l’Equinozio d’Autunno non sono finite qui, infatti nel volume Le filastrocche del Regno della Fantasia[2] di Giovanna Fracassi si potranno leggere (ed imparare a memoria!) le stravaganti storielle di Magrolina, di Nanetta, della gatta Bianca, dell’apina e della balena, di Isidoro il coniglietto, dello gnomo saggio, della settimana della famiglia Riderella e della formichina ed il dentino.

Nota soprattutto come poetessa, scrittrice e saggista, Giovanna Fracassi con “Le filastrocche del Regno della Fantasia” (illustrato da Patricia Tessaro con in allegato un cd audio con una selezione di filastrocche) e con altri libri per l’infanzia (ad esempio: “Nel magico mondo di Nonna Amelia[3] ed “Il Natale raccontato da Nonna Amelia”)[4] ha voluto sottolineare una grave mancanza di questa epoca: l’assenza della fantasia nel mondo dei più piccoli causata dalla visione di video di pochi secondi che compromette lo sviluppo di un eventuale potenziale creativo. La capacità di inventiva, oggi, è vittima silenziosa di un sistema educativo che consente di essere divorati da un prodotto digerito prima ancora di essere scartato.

Si augura, dunque, per il doveroso recupero dell’astrazione, buona lettura e buon divertimento con le filastrocche dell’Estate. Seguirà un estratto (per i più grandi) tratto dal saggio “Il Giardino come passaggio culturale”[5] legato al ricordo di una villa dal viale alberato.

***

Filastrocche dell’Estate

***

La Strega pasticciona

In una notte di luna piena
mi svegliai con una gran pena:
era arrivata la strega Lorena
con la sua gatta Cilena!

Tanti guai mi aspettai
che dal letto fuori balzai
così che la testa mi ammaccai.

La strega Lorena
aiutarmi voleva,
ma sbadata com’era
mi trasformò in una insalatiera
con un’enorme pancera.

Gatta Cilena,
per lo spavento, s’infuriò come una iena
e mi saltò sulla schiena
ed allor la strega Lorena
cantò una cantilena
per calmar quell’aliena.

Finalmente stanca di tutta quella messa in scena,
liberar mi volle,
ma sbagliò a suonar un bemolle,
così divenni un’amarena
pronta per la cena.

Per sfuggir a tanta sfortuna,
saltai allor su un’altalena
quando, sul più bel, con una sirena,
mi svegliò mamma Filomena.

***

Il nonno e la zanzara

Rosso di sera
il nonno spera,
mentre borbotta la minestra,
di trovar la sua dentiera.
Eccola lì, dentro la cassettiera!
Ma una zanzara dispettosa, con la sua fusoliera
vuol posarsi sulla zuppiera,
allora il nonno lesto, lesto apre la tabacchiera
così la zanzara pestifera
scappa via come una bersagliera.

Finalmente il nonno si riposa,
nella sua poltrona rosa,
dà la buonanotte al suo micino
e chiude gli occhi per un sonnellino.

***

I bambini e le stelle

Quando la notte si fa buia, buia
tu nel tuo lettino non aver paura:
là nel bosco c’è una radura
dove danzano insieme le lucciole,
in fila indiana corrono le chiocciole
e le fate della notte
vegliano contente
sui sogni dei bambini,
che le farfalle dai mille colori
prendono sulle loro ali
per portarli a consolar le stelle
che lassù si senton delle poverelle.

***

La Coccinella e l’Elefante

Naso Lungo l’elefante
del gran ballo era adorante,
solo lui così zelante,
sempre in pista volteggiante,
dimostrava una bravura assai abbagliante.

Tra le sue fan v’era Antonietta,
una coccinella gran civetta,
per voler fare la bulletta
ogni volta arrivava con una birretta
finché un dì, per essere la sua prediletta,
gli portò una cotoletta.

Naso Lungo la mangiò,
ma dopo s’ammalò e il pancione gli scoppiò.

Antonietta, con gran dispiacere,
gli scavò un largo cratere
e lo adagiò dentro un bel forziere.

L’addolorata coccinella,
per non lasciarlo volle fargli da damigella
e della sera aspettò l’acquarella,
non senza un pizzico di tremarella
così prese una camomilla.

S’addormentò dentro una caravella
e sognò di ballar con lui la tarantella,
fino a quando il sol, con una scintilla,
di tutte le coccinelle la fece la più bella.

***

Filastrocche dell'Estate per i bambini
Filastrocche dell’Estate per i bambini

Così come anticipato, di seguito si potrà leggere un breve estratto tratto dal saggio Il Giardino come passaggio culturale che racconta le estati trascorse nella splendida villa ‒ ormai semidecadente ‒ con l’antico cancello, il viale alberato e le vecchie statue che sembrano fantasmi pietrificati.

Giovanna Fracassi, con questo volume di piacevole lettura, presenta ai lettori un intreccio di voci poetiche, filosofiche e narrative che svela un’immagine armonica della connessione tra l’essere umano ed il verde, inteso sia come giardino sia come bosco.

Estratto dal capitolo “Il Giardino abbandonato”[6]

“Quando il cancello si apre, con un sommesso cigolìo, si accede a un viale alberato, che conduce al giardino e alla villa, ogni passo è accompagnato dalla maestosa presenza degli alberi che lo fiancheggiano; sono acacie dalla caratteristica forma ad ombrello, i cui rami con una curvatura dolce e armoniosa, s’incontrano sopra il viale creando un tunnel naturale. In estate, quando il sole picchia forte, il viale diventa un’oasi di frescura e ombra perché la luce solare, filtrata da quel tetto verde, si trasforma in un gioco di luci e sottili raggi di sole danzano sulle pietre del viale, creando magici riflessi. Il fruscio delle foglie è l’unico suono che accompagna il cammino, mentre una leggera brezza si fa strada tra i rami, sollevando il profumo delle erbe e dei fiori che crescono lungo i bordi del viale. L’atmosfera è intima, quasi sacra, come se il viale fosse un passaggio segreto tra il mondo esterno e quello che il giardino custodisce. […] In estate, l’aiuola si trasforma in un’esplosione di colori più caldi. Rose e garofani dai toni intensi di rosso, arancio e rosa si intrecciano con la lavanda e la camomilla, creando un tripudio di sfumature che profumano l’aria di dolcezza. Sono incredula e piacevolmente stupita di come siano ancora vive le piantine che mia madre interrava a seconda delle stagioni e che si sono prese tutto lo spazio disponibile. Le api, indaffarate, ronzano tra i petali, mentre le farfalle si posano delicatamente su ogni fiore, aggiungendo un ulteriore tocco di magia a questo angolo del giardino. […] La villa che vi è nascosta, è ormai semicadente e si cela nell’ombra degli alberi secolari che la circondano. I vecchi cipressi, fermi come guardiani, svettano verso il cielo, le loro chiome scure si muovono al ritmo dei venti ed è come se l’aria stessa portasse con sé i ricordi dei miei famigliari e degli ospiti che nei pomeriggi d’estate trascorrevano ore piacevoli nel verde ristoratore. Attorno, i glicini intrecciano i loro rami sui vecchi pergolati, formando archi di vegetazione sotto i quali mi avventuro. Più in là, un cespuglio di rose rampicanti, così care a mia madre, riemerge con una forza misteriosa, sprigionando una fragranza dolceamara che si mescola con l’odore della terra umida e del muschio. Alla base erbe selvatiche e fiori spontanei fioriscono di una bellezza cruda e selvaggia. Là dove il giardino si apre in un piccolo prato, le vecchie statue della villa sembrano fantasmi pietrificati. Alcune, in parte ricoperte di edera, sono quasi irriconoscibili. Tra di loro, una vecchia fontana giace in silenzio, il suo zampillo, occasione per me bambina di un’allegra meraviglia, è da tempo spento ma il fondo di marmo è ancora fresco al tatto, come se, nonostante gli anni trascorsi, potesse rivivere in un istante. Nonostante l’aspetto decadente, c’è una strana bellezza che pervade il giardino. È come se il tempo vi si fosse fermato, come se ogni foglia e ogni fiore racchiudessero la memoria di un tempo lontano, un ricordo del mio passato, di quella mia casa che un tempo era splendida, ma che ora è solo un riflesso dei sogni di chi l’ha abitata. Un luogo che, sebbene dimenticato, ancora mi parla e mi emoziona. Qui la natura ha preso il suo spazio, diventando una presenza viva.”

***

Info

Acquista “Le Filastrocche del Regno della Fantasia” su Amazon
Sito web Giovanna Fracassi
Scheda autrice su Amazon
Leggi la speciale rubrica “Il Giardino come passaggio culturale”
Acquista “Il Giardino come passaggio culturale”
Recensioni ed interviste su e di Giovanna Fracassi
Acquista “Sono tornati i papaveri”
Acquista “La brace dei ricordi”
Acquista “Nel magico mondo di nonna Amelia”
Acquista “Lettere a Sofia”
Acquista “Il Natale raccontato da nonna Amelia” su Amazon
Acquista “Agenda letteraria” su Amazon
Acquista “Calendario della bellezza poetica” su Amazon
Acquista “Un battito d’ali tutt’intorno al cuore” su Amazon

 

Note

[1] Poesia dal titolo “Meriggiare pallido e assorto” edita nella raccolta “Ossi di seppia” (Piero Gobelli Editore, 1925)
[2] Giovanna Fracassi, Le filastrocche del regno della Fantasia, Rupe Mutevole Edizioni, 2024
[3] Giovanna Fracassi, Nel magico mondo di Nonna Amelia, Rupe Mutevole Edizioni, 2021
[4] Giovanna Fracassi, Il Natale raccontato da Nonna Amelia, Rupe Mutevole Edizioni, 2023
[5] Giovanna Fracassi, Il Giardino come passaggio culturale, Rupe Mutevole Edizioni, 2026
[6] Ibidem, p. 29 e ss.

 

Un pensiero su “Filastrocche dell’Estate per celebrare la stagione del sole con i più piccoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *