Filastrocche dell’autunno per celebrare la caduta delle foglie con i più piccoli

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“Arruffapelo il gatto,/ tondo come un pascià,/ nel gilet ormai più non ci sta,/ ma a dir la verità a due vongole,/ spaparanzato fra le gondole,/ dir di no non sa.// […]” ‒ “Il Gatto con il Gilet”

Filastrocche dell'Autunno
Filastrocche dell’Autunno

Quando si pensa all’Autunno la fantasia ‒ dei più piccoli e dei più grandi ‒ produce l’immagine di un manto di foglie gialle e marroni nelle quali passeggiare e saltellare così da sentire quegli adorabili scricchiolii del tappeto dorato.

L’Equinozio d’Autunno segna la fine dell’Estate e l’inizio del semestre oscuro in cui la luce ed il buio si equivalgono in attesa del Solstizio d’Inverno. Tanti sono i miti legati a questo periodo dell’anno, alcuni molto celebri ma, in questo articolo dedicato alle Filastrocche d’Autunno, si racconterà brevemente, prima di lasciarvi alla lettura dei simpatici versi, di un mito gallese sul rapimento di Mabon.

Letteralmente “giovane uomo” o “figlio divino” Mabon a soli tre giorni dopo la nascita fu rapito alla madre per poi essere imprigionato nel mondo sotterraneo Annwn, governato dal Dio Arawn. Come tutti i miti ciclici sul sole ‒ e non a caso Mabon è associato all’Apollo Maponus delle iscrizioni romano-britanniche ‒ dopo il rapimento c’è sempre anche la salvezza, infatti, il piccolo fu salvato dal cugino di re Artù, Culhwch. Però il soggiorno nell’oltretomba lo lasciò bambino per sempre; divenne così dio della giovinezza, della caccia, della vegetazione e dei raccolti. Ed infatti una tradizione del mondo pagano era proprio in questo periodo dell’anno passeggiare nei luoghi selvatici raccogliendo castagne e piante secche.

Il rimando al mito greco di Demetra e Persefone è essenziale per comprendere quanto ogni cultura abbia voluto dedicare un racconto specifico per celebrare l’equilibrio tra luce e buio (così come nei Solstizi) ed è certamente interessante notare che l’Equinozio d’Autunno coincide anche con l’ingresso del Sole nel segno della Bilancia, un periodo dell’anno in cui gli esseri umani devono pensare alle azioni compiute per fare un bilancio dei propri raccolti così da preparare la psiche all’oscurità dell’Inverno.

Giovanna Fracassi, che alla ciclicità pensa di frequente, nel 2024 ha pubblicato un simpaticissimo libro per bambini, intitolato “Le filastrocche del Regno della Fantasia”,[1] che presenta per ogni stagione una serie di filastrocche con una duplice funzione: avvicinare i più piccoli al mondo dell’immaginazione ed attivare gli adulti in un rapporto diretto ‒ e fisico, tramite le pagine del libro e dunque non solo con il digitale ‒ con i propri figli o scolari.

Le filastrocche dell’Autunno sottostanti sono solo una parte rispetto a quelle presenti nel volume e, per incuriosire il lettore, si è deciso di riportare i titoli: Pierina la peperina, Timidino, Mirtillo e Camillo, Ottobre, Il pranzetto, La maestra Tiramigiù, Gli gnomi del bosco “Non ti conosco”, Riccio sveltino, Il ragnetto Casimiro, La streghetta Zolfanella, Autunno nel bosco, Il folletto Martin del Fischio, Il gatto con il gilet, A piccoli passi, Halloween e Il pettirosso e il canarino.

Si augura buona lettura e ricordate: saltellare sulle foglie secche dopo aver imparato a memoria i versi delle filastrocche renderà il gioco dei più piccoli divertente ed istruttivo!

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Filastrocche dell’Autunno

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“Timidino”

Fra le rugiadose ragnatele,
dove regna un’infinita babele,
fra le casse di idromele
di quel panciuto dello zio Samuele,
la famiglia dei Rosicchiafiele
corre corre senza lamentele

ma il piccolo Timidino,
fra tutti è il più gracile topolino,
d’ogni cosa ha gran timore:
delle grosse more
come del pupazzo di un alligatore.

S’aggira tutto intorno con passo senza ardore,
strozzato dal batticuore,
le zampette son gelatina di melassa,
paion rotelle senza molle e senza glassa
e la colazione con lattemiele,
di quella esperta di mamma Adele,
non è buona neppure per fare le candele.

Timidino è così triste
che finisce fra le bariste,
ma quelle femministe
si metton a gridare come calliste.

Allora il povero Timidino
raccoglie lesto il suo codino
e si rifugia nel suo angolino,
deciso a farsi un bel pisolino:
nel sonno arriverà Merlino
che di sicuro lo trasformerà in un bel leoncino!

 *

“Ottobre”

Ottobre ottobrino
in ogni casa si accende un lumino,
e lo gnomo ballerino
corre lieto con il suo nuovo vestitino
fatto di foglie colorate
dai rami più alti dal vento strappate,
ma ora sono contente
d’essere così importanti
e alla festa d’autunno essere invitate.
Dolci mele rosse in marmellate,
tante torte con la glassa,
tutti gli gnomi ne faran mam bassa
e nel bosco ci sarà lupo Aristide con la sua gran cassa,
da ogni dove arriveranno in massa
lupi, orsi, scoiattoli e leprotti
tutti insieme senza rimbrotti.

*

“La maestra Tiramigiù”

La maestra Tiramigiù
arriva a scuola sempre a testa in giù.

È amata da tutti i bambinelli
perché le sue dita sono magici pennelli
sempre intinti in dieci recipientelli:

uno per la fantasia
che non deve mai andare via

due per la poesia
perché senza viene la malinconia

tre per l’allegria
per colorare ogni via

quattro per la felicità
per ricordarsi pure della bontà

cinque per l’amicizia
perché senza è tutta una sporcizia

sei per i colori dell’arcobaleno
per dipingere il mondo di sereno

sette per le note
per poter cantare anche di notte

otto per i profumi del giardino
per ricordarsi di ogni bambino

nove per la sincerità
che deve inondare la città

dieci tutto ciò che vuoi tu
perché il mondo lo puoi vedere a testa in giù,
proprio come fa la maestra Tiramigiù.

 *

“Autunno nel bosco”

L’autunno nel bosco è ormai arrivato
e Pinco, lo scoiattolino, è molto indaffarato:
mamma e papà vuole aiutare
e noci e ghiande va a cercare.
Un bel bottino riesce a fare
e fiero a casa lo va a portare.
Com’è bello riempire assieme la dispensa!

Freddo e pioggia paura non faranno
e mamma e papà son così felici
che in un grande abbraccio lo stringono contenti.

 *

“Halloween”

Nella notte scura scura,
buia buia da far paura,
fantasmini, ragnetti
streghette, folletti
e intrepidi topolini scendon svelti giù dal tetto.

Ballano un po’ in cerchio
poi tutti si tuffano dentro al secchio,
mentre l’allegro scheletro
depone il suo scettro.

Ma che spavento,
ma che pazzerello
questo giorno del dolcetto o scherzetto!

Lecca lecca e sorbetto
dentro il sacchetto,
il dispetto è presto detto,
ma con un inchino ed un bacetto
tutto si porta via il vento.

***

Nota soprattutto come poetessa, scrittrice e saggista, Giovanna Fracassi ha pubblicato oltre a “Le filastrocche del Regno della Fantasia”  altri libri per l’infanzia come ad esempio: “Nel magico mondo di Nonna Amelia”[2] ed “Il Natale raccontato da Nonna Amelia”[3] (illustrati da Patricia Tessaro con in allegato un cd audio con una selezione di filastrocche).

Inoltre recentemente, a luglio 2026, è stato pubblicato un racconto lungo intitolato “Le bambine della filanda”[4] comprendente un intenso saggio critico sulla condizione delle donne nel primo Novecento; il racconto è consigliato anche per lettrici e lettori di giovane età e come contributo scolastico sull’importanza dell’alfabetizzazione e del diritto al lavoro della donna.

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Info

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Note

[1] Giovanna Fracassi, Le filastrocche del regno della Fantasia, Rupe Mutevole Edizioni, 2024
[2] Giovanna Fracassi, Nel magico mondo di Nonna Amelia, Rupe Mutevole Edizioni, 2021
[3] Giovanna Fracassi, Il Natale raccontato da Nonna Amelia, Rupe Mutevole Edizioni, 2023
[4] Giovanna Fracassi, Le bambine della filanda, Tomarchio Editore, 2026

 

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