“Animals” album dei Pink Floyd: Roger Waters, i cani, i maiali e le pecore

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“Se non ti fossi curato di quello che mi accadeva/ Ed io non mi fossi curato di te/ Avremmo percorso a zig-zag la nostra strada/ attraverso la noia e il dolore.”estratto da “Pigs on the Wing”

Animals Pink Floyd
Animals Pink Floyd

Vi parliamo ‒ a pochi giorni di distanza dall’83esimo compleanno di Roger Water (6 settembre 2026) ‒ di “Animals” il decimo album in studio dei Pink Floyd, pubblicato nel gennaio del 1977.

“Animals” è un concept album che nasce dalla visione e reazione di Roger Waters alla situazione sociale e politica britannica della metà degli anni ’70, caratterizzata pesantemente da scioperi, inflazione, disoccupazione e crescente rabbia sociale, nello stesso periodo in cui in Inghilterra stava emergendo il punk rock e i movimenti derivati da esso.

Il concept è costruito attorno ad una metafora “animale” che divide la società in tre categorie, i cani, i maiali e le pecore. Waters riprese due composizioni che erano state pensate inizialmente per l’album “Wish you were here”, ovvero il brano “Raving and Drooling” che diventò “Sheep”, e il brano “You’ve Gotta be crazy” che diventò “Dogs”. I testi vengono riscritti dallo stesso Waters per inserirli nel nuovo concept.

La registrazione avvenne nei Britannia Row Studios di Islington, lo studio costruito dai Pink Floyd stessi dopo aver acquistato un edificio nel quartiere londinese. I lavori per “Animals” iniziarono nell’aprile del 1976.

Il concept e la stesura dei testi furono influenzati da George Orwell e la sua favola politicaAnimal Farm, La fattoria degli animali. Waters prende la metafora degli animali e la trasferisce alla società britannica degli anni ’70. C’è da dire che l’album non è però una trasposizione del libro, Orwell utilizzava “Animal Farm” come satira della Rivoluzione russa e dello stalinismo, mentre Waters invece trasforma la metafora in una pesante critica del capitalismo, del mondo aziendale, parlando del potere politico, del conformismo e del degrado morale della società industriale. Altra differenza importante è la rivolta delle pecore. Nel mondo di Orwell non c’è un riscatto degli oppressi, in “Animals” invece le pecore arrivano a ribellarsi contro i cani e li uccidono. Ma Waters rende ambigua anche questa vittoria, le pecore non diventano mai veramente libere, dopo la rivolta tornano nelle proprie case. Hanno eliminato un oppressore ma non hanno conquistato una vera autonomia.

“E dopo un po’/ potrai lavorare sui dettagli di stile/ Come la cravatta aziendale/ e una forte stretta di mano/ Un certo sguardo negli occhi/ e un sorriso tranquillo/ La gente che inganni/ deve fidarsi di te/ Così, quando ti voltano le spalle/ Avrai la possibilità di affondare il coltello.” estratto da “Dogs”

Ora analizziamo l’album e la sua struttura:
01 – Pigs on the Wing, Part 1 ‒ 1:25
02 ‒ Dogs ‒ 17:06
03 ‒ Pigs (Three Different Ones) ‒ 11:26
04 ‒ Sheep ‒ 10:17
05 ‒ Pigs on the Wing, Part 2 ‒ 1:33

La particolarità è che le tre composizioni centrali sono molto lunghe e articolate, mentre “Pigs on the Wing” funziona come una cornice acustica che apre e chiude il disco.

“Pigs on the Wing, Part 1”: è una canzone d’amore scritta da Roger Waters. Rispetto al resto dell’album è quasi uno shock! Apre con qualcosa di intimo e umano un concept dominato da cinismo, potere, sfruttamento e violenza. La canzone è legata alla sua relazione con la moglie di allora Carolyne Anne Christie, e il messaggio principale che vuole trasmettere è che l’affetto reciproco può rappresentare una protezione contro un mondo brutale. Musicalmente è il brano più semplice dell’album, e vede Waters suonare personalmente la chitarra acustica e cantare. È quasi una canzone da cantautore inserita all’interno di un disco progressive… ed è importantissimo perché crea il contrasto che governa tutto l’album.

“Dogs”: è il brano più lungo ed è anche l’unica traccia dell’album accreditata a livello compositivo a Roger Waters e David Gilmour insieme. Deriva da “You’ve Got to Be Crazy”, brano che Waters aveva scritto e che era stato eseguito anche dal vivo. I cani sono persone che usano fascino, calcolo, manipolazione, ambizione e inganno per scalare la gerarchia sociale. Il loro comportamento è quello di un predatore, cercano la “carne facile”, individuano le persone vulnerabili e le sfruttano. La loro filosofia è che bisogna essere abbastanza intelligenti da conquistare la fiducia degli altri e abbastanza spietati da sfruttarli. Ma il successo dei cani ha un prezzo, essi vivono in isolamento morale, sono profondamente soli, convinti che gli altri siano sacrificabili. La loro vita è una continua competizione, ma alla fine vengono distrutti dal sistema che hanno contribuito a creare.

Musicalmente, uno degli aspetti più belli di “Dogs” è il contrasto tra chitarra acustica e ambienti elettrici. La chitarra acustica crea un’atmosfera inizialmente aperta, ma il brano viene progressivamente trasformato in qualcosa di oscuro e minaccioso. La batteria di Nick Mason contribuisce a dare al pezzo quella sensazione di marcia e inseguimento. Il basso di Waters mantiene una presenza ritmica molto importante e fondamentale nel tessuto musicale. Poi arriva David Gilmour… ed è qui che la sua chitarra attraversa completamente e fa venire i brividi! I suoi assoli (a parere mio tra i più belli ed espressivi in assoluto!) sono costruiti attraverso sustain molto lungo, bending, vibrato, straordinarie frasi melodiche, pause, note tenute, ma soprattutto un uso espressivo del registro acuto. Il risultato è un suono che sembra quasi ululare, ma sa anche emozionare, e tanto.

“Pigs (Three Different Ones)”: è il brano più esplicitamente satirico e aggressivo. I maiali rappresentano le persone che stanno in cima alla gerarchia, leader dispotici, politici, moralisti, persone che detengono il potere e figure che manipolano la società, e che utilizzano il potere per controllare gli altri. Il testo prende di mira l’élite economica, gli uomini d’affari che sfruttano il lavoro altrui per aumentare il proprio potere e la propria ricchezza. Prende di mira i politici.

Waters ‒ come sempre senza peli sulla lingua! ‒ identifica anche persone concrete della società britannica dell’epoca, tra queste c’è Mary Whitehouse, attivista moralista e sostenitrice di posizioni fortemente conservatrici sulla morale e sulla censura.

Hey you Whitehouse/ Ha ha, charade you are” ‒ “Hey tu, Whitehouse/ Ha ha, sei una farsa”!

Waters la vede come una figura moralista che tenta di controllare la società attraverso censura e repressione.

Uno degli elementi più importanti del disco è il “talk box”.[1] Durante la sezione centrale, Gilmour fa passare il suono della chitarra attraverso un talk box. Il dispositivo permette di convogliare il suono della chitarra verso la bocca del musicista, che può modificarlo attraverso la forma e la modulazione della cavità orale. Il risultato è un suono quasi “parlante”, che in questo caso viene utilizzato per far sembrare la chitarra una specie di “maiale elettronico”. Questo fu il primo utilizzo del talk box da parte dei Pink Floyd.

“Grande uomo, maiale/ Ha, ha, sei una farsa/ Tu, benestante pezzo grosso/ Ha, ha, sei una farsa/ e quando la tua mano è sul tuo cuore/ sei quasi divertente.”estratto da “Pigs (Three Different Ones)”

“Sheep”: rappresenta il gregge. Le pecore rappresentano la massa, all’inizio sono passive, facilmente manipolabili, poco consapevoli e disposte a seguire chi sta al potere, poi progressivamente qualcosa cambia. La paura e la manipolazione trasformano la loro passività in violenza e alla fine le pecore attaccano e uccidono i cani, ma poi tornano a casa. Non è una rivoluzione completamente emancipatrice, perché le pecore continuano a essere manipolabili. La loro rivolta è una frenesia guidata dalla paura.

Musicalmente l’inizio è stranissimo, sentiamo un ambiente quasi pastorale, acqua, atmosfera di aria aperta e suoni di pecore. Sotto, piano piano sorge il Fender Rhodes di Richard Wright… ha un suono morbido, elettrico e leggermente percussivo, che contribuisce a creare questa sensazione stranamente tranquilla. Poi il brano comincia a diventare più inquietante e la base ritmica prende forma. Durante la registrazione Waters abbandonò il basso per suonare la chitarra ritmica, lasciando a Gilmour la registrazione del basso.

Uno dei momenti più inaspettati di “Sheep” è la recitazione del Salmo 23,[2] [3] che normalmente è un testo religioso rassicurante, ma Waters lo trasforma completamente. La voce viene elaborata attraverso un vocoder, rendendola artificiale, robotica e quasi disumana, quella di una macchina, perfetta per il tema del brano, per far capire che il gregge è diventato parte di un sistema. La parte finale diventa progressivamente più aggressiva. La tensione cresce fino alla rivolta, e si percepisce! Le pecore attaccano i cani, ma dopo l’esplosione, il brano non termina con una celebrazione eroica… le pecore tornano semplicemente alle loro case. Musicalmente è molto interessante perché evita il classico finale “trionfale”, la ribellione non produce una vera liberazione sonora, il tema e il sistema rimangono intatti.

“Pigs on the Wing, Part 2”: è il brano di chiusura dell’album. La seconda parte riprende il tema della prima parte, ed è fondamentale per capire l’intero album. Dopo quasi quaranta minuti di violenza, capitalismo, manipolazione, solitudine, sfruttamento, conformismo, Waters torna alla persona amata. Il messaggio che vuole trasmettere è che la speranza in giorni migliori non è necessariamente politica ma individuale.

Due persone possono ancora prendersi cura l’una dell’altra. Waters identifica proprio questo come il “barlume di speranza” dell’album, la connessione umana diventa una difesa contro il mondo esterno. Musicalmente, come la Parte 1, è essenzialmente realizzata con voce e chitarra acustica di Waters, ed è proprio questa semplicità a renderla così importante, dopo l’enorme densità strumentale di “Dogs”, “Pigs” e “Sheep”.

“A che ti serve fingere/ che il pericolo non esista/ Mite e obbediente segui il tuo capo/ Giù per i corridoi battuti/ nella valle d’acciaio/ Che sorpresa!/ Uno sguardo scioccato nei tuoi occhi/ Ora le cose sono proprio quello che sembrano./ No, questo non è un brutto sogno.”estratto da “Sheep”

Una cosa che rischia di sfuggire ascoltando “Animals” è quanto sia importante Richard Wright e il suo contributo all’interno del concept. Rispetto a “The Dark Side of the Moon”, le sue tastiere sono meno evidenti ma sono fondamentali per creare l’ambiente. Wright utilizza organo Hammond, Fender Rhodes, Minimoog, ARP String Ensemble, Farfisa, Clavinet, pianoforte ed EMS VCS 3. Quindi “Animals” non è affatto un disco “senza tastiere”, come alcuni simpatici critici (di cosa?) hanno affermato. Semplicemente le tastiere sono perfettamente integrate nel tessuto sonoro, provate a toglierle e, forse vi accorgerete della loro importanza!

Anche Nick Mason ha un ruolo meno appariscente rispetto ad altri album, ma molto importante. La sua batteria non è virtuosistica ‒ e non lo è mai! ‒ nel senso tradizionale. È pesante, precisa, ipnotica e funzionale alla tensione. In “Pigs” compare anche la cowbell, quello strumento che noi comunemente chiamiamo “campanaccio”, mentre in “Sheep”, Mason contribuisce agli effetti su nastro. Il risultato è una batteria che costruisce la sensazione fisica di pressione che attraversa il disco.

“Animals” rappresenta anche un momento decisivo nella progressiva centralizzazione creativa di Roger Waters, che è responsabile dei testi e del concept dell’album (e non solo di questo album!).

La situazione è quindi più complessa di “Waters scrive e Gilmour suona”, entrambi sono musicalmente molto importanti, ma la visione concettuale dell’album appartiene a Waters. “Dogs” è l’eccezione più evidente, perché la composizione è accreditata a Waters e Gilmour.

“Lo sai che mi importa di quello che ti succede/ e lo so che anche tu ti interessi di me/ Così non mi sento solo/ o non sento il peso della pietra/ Adesso che ho trovato un posto sicuro/ dove seppellire le mie ossa/ E ogni scemo sa che un cane/ ha bisogno di una casa/ Un rifugio dai porci volanti.”estratto da “Pigs on the Wing”

Roger Waters citazioni Orwell
Roger Waters citazioni Orwell

Vi starete chiedendo, “ma non scrive niente sulla copertina dell’album e il famoso maiale Algie?” Ma certamente, rispondiamo, e vi raccontiamo anche un divertente episodio! La copertina mostra la Battersea Power Station di Londra con un enorme maiale gonfiabile che vola tra i suoi camini. Il maiale si chiama Algie ed era alto circa 12 metri. Durante il secondo giorno delle riprese, il 3 dicembre 1976, una forte raffica di vento strappò Algie dagli ormeggi. Il problema fu aggravato dal fatto che il tiratore scelto ‒ sì esatto, avete letto bene! ‒ che il giorno precedente era stato incaricato di abbattere il maiale in caso di fuga non era stato richiamato. Algie volò verso la traiettoria degli aerei diretti a Heathrow, e ci furono allarmi e disagi al traffico aereo. Alla fine il maiale atterrò nel Kent, in una fattoria. Il contadino era furioso perché l’animale gonfiabile aveva spaventato il bestiame!

Un’altra curiosità interessante da sapere è che la copertina è frutto di un fotomontaggio, infatti non è una singola fotografia scattata con il maiale realmente in quella posizione. Il primo giorno vennero fotografate la centrale e il cielo scuro. Il terzo giorno, dopo il recupero di Algie, il maiale venne fotografato sopra la centrale, ma il cielo era diventato troppo azzurro e luminoso. Il maiale venne quindi sovrapposto alla fotografia originale della centrale.

Alcuni critici musicali hanno definito “Animals” come uno dei lavori meno pregevoli dei Pink Floyd, ed invece noi lo consideriamo il migliore insieme ad “Atom Heart Mother”, due eccelsi capolavori. Altri critici (gli odiatori di Waters), l’hanno definito un disco “politico”.

Mi auguro che dopo l’ascolto e lo studio del concept, riusciate a capire che non è un semplice disco “politico”, ma che la politica è incorporata nella musica stessa. E soprattutto, dietro la rabbia di Waters, c’è ancora la sensibilità musicale di Gilmour, Wright e Mason. È proprio la combinazione tra testi feroci, chitarre espressive, tastiere atmosferiche e batteria ipnotica a rendere “Animals” così particolare e tremendamente meraviglioso!

Chiudo con un’ultima considerazione, ma che è più una riflessione: dal 1977 ad oggi, è cambiato qualcosa nella società oppure siamo ancora cani, maiali e pecore?

“Orwell? Non c’è bisogno di bruciare i libri, la gente non legge più.” ‒ Roger Waters

Buon ascolto e ricordate: leggete, perché è l’unico modo per liberarsi.

 

Written by Aldo Turnu  

 

Info

[1] Che cos’è il talk box?

[2] Salmo 23

[3] Testo e traduzione di “Sheep”

 

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