“Il massacro” film di Cosimo Messeri: il fallimento come catarsi
Anche quest’anno la redazione di Oubliette Magazine ha la fortuna di vivere direttamente le Giornate degli autori 2026, nell’ambito della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ambientata nella magia della laguna al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026; ed in streaming su MyMoviesOne.

La biennale di Venezia e Le giornate degli autori continua a sbalordire con i suoi eventi e momenti speciali, tra pellicole incontri e tutto ciò che esprime creatività.
Tutto questo si evince anche dalla visione del docufilm “Il massacro” di Cosimo Messeri che per l’occasione diventa registra di se stesso in un viaggio introspettivo attraverso ricordi ed in particolare amori che conducono alla scoperta di ciò che caratterizza un uomo e il suo modo di amare o di amarsi, in un emergere di occasioni mancate che non si limitano solo a quelle sentimentali.
“Nessuna aspettativa hai detto, ma invano. Le risa vanno in pianto. Nessuna aspettativa. Ma si dovrebbe dire nessuna aspettativa, solo delusione… il cuore e la mente, quando ti rivedi nell’altro. Non dormo. Volevo troppo e alla fine sono rimasta delusa.”
Immagini che si susseguono, fotogrammi a cui sono associare le parole, le parole di donne segnate da ciò che è un ricordo di un amore che poteva essere ma non è stato, sequenze di fermo immagini come una sequenza di fotografie che catturano l’attenzione visiva centrando con l’immagine ciò che è stato, suscitando ricordi personali dislocati dalla narrazione personale del regista.
Una continua antitesi tra passato e presente in una città che li rappresenta: Roma, la città eterna, che si intrecciano con la visione straordinaria del cinema.
Tutto riaffiora in un momento di travolgente crisi emotiva e professionale che inducono il regista a ripercorrere una costruzione sincera di se stesso, della sua vita della sua professione.
Alla scoperta della città di ciò che è stato e ciò che potrebbe divenire, attraverso le foto in bianco e nero che evidenziano a bellezza della città in quegli scatti immortali che catturano l’attenzione e che catapultano in una dimensione che assume forme reali e illusorie al contempo, in questa continua alternanza degli opposti evidenziata ancor più dalla scelta del bianco e nero.
Un’interpretazione centrata sul senso degli opposti, come il bianco e il nero, lo yin e lo yang, una divisione assoluta ma complementare.
“Emozione totale alla scoperta della città. Romanticismo all’italiana. Che felicità unica, semplice e naturale è vivere il momento così intenso, così presente. La città ci appartiene, vuota, apre le braccia e ci accoglie di scoperta in scoperta. Dall’ammirazione al ridere senza fine. Questa notte non avrà fine nei nostri cuori, continuerà a vibrare per sempre. Roma ci hai regalato il tuo amore, le tue ricchezze, quale onore… Non ho le parole per descrivere una tale intensità, una tale emozione. Certe connessioni non si scrivono, si vivono.”
L’autore toscano così dona non solo se stesso ma un viaggio in una città fatto di ricordi e immagini che valorizzano ulteriormente quelle che sono le parole che accompagnano la pellicola che fuggono via come il tempo che al contrario resta scandito dalla bellezza dei luoghi e grazie a questa magia il meritato premio SIAE al Talento creativo 20026 per “Il massacro” per il valore del viaggio creativo che riemerge dal fallimento come un atto di speranza che si avvale della magia del cinema e del valore introspettivo che gli appartiene, simbolo di avventura e catarsi che non smetterà mai di stupire.
Written by Simona Trunzo
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