“Questo posto mi sta respingendo” di Andrea Martina: l’incertezza è finzione quotidiana?
Ne “Questo posto mi sta respingendo” Lucio Conversano lascia Crianza, un paese immaginario tra Brindisi e Lecce, per tornare a Torino con un pensiero ossessivo: da troppo tempo non riesce a superare un esame di Ingegneria. Fisica tecnica è diventata una condanna silenziosa, un fallimento che continua a nascondere ai genitori, proprietari di una piccola cartolibreria.

Ogni telefonata, ogni rientro a casa, ogni domanda innocente rischia di incrinare la menzogna con cui prova a difendere sé stesso dal giudizio degli altri ‒ “Come uscire da questa prigione di bugie in cui si è ficcato?”… e quella frase vergata nel cesso del Politecnico: “Se hai pensato di farla finita per colpa dell’università non sei solo” ‒.
Nel libro “Questo posto mi sta respingendo” siamo nel 2015, nei giorni successivi alla strage del Bataclan del 13 novembre 2015. Lucio avrebbe dovuto essere a quel concerto degli Eagles of Death Metal insieme a Nicholas.
Sono entrambi musicisti e suonano in una band, gli Spaghetti Incident, un gruppo che si esibisce nei locali di Torino suonando cover hard rock, con l’ambizione di organizzare un vero concerto per il definitivo salto di qualità. Lucio suona la batteria, idolatra John “Bonzo” Bonham, dei Led Zeppelin, il groove di “Good times Bad times” provato chissà quante volte, con le terzine sulla cassa battute con il pedale unico. Nicholas è il bassista: impulsivo e vitale, (“uno che si mangia la vita. Ciò che lui non ha il coraggio di essere”), è l’unica vera amicizia che sia riuscita a coltivare in città, una sessione ritmica di empatia che funziona. Nei tempi morti legge “Il conte di Montecristo”.
A Torino torna anche Atena Carparelli, amica d’infanzia e coinquilina di Lucio. Studentessa modello di Architettura, figlia del sindaco di Crianza, figura attorno a cui si addensano ombre e relazioni ambigue, specie ora, con le elezioni comunali alle porte, e il rischio di “rinunciare alla sua coscienza specchiata per diventare come quelli che combatte”.
Atena sembra avere un futuro già scritto: lavorare nello studio del padre Saverio. Ma sotto la sicurezza apparente cresce un’inquietudine che esplode quando la sua famiglia subisce un’intimidazione. Da quel momento, anche per lei diventa impossibile ignorare il peso delle aspettative, del potere e delle scelte.
Le vite di Lucio e Atena scorrono parallele, unite da un’amicizia nata lontano dalle logiche e dai confini del loro paese d’origine. Possono raggiungere Torino con mezzi diversi – lui “sul solito Intercity Notte, lei col volo che parte da Brindisi e arriva a Caselle nel pomeriggio”, le loro frequentazioni sono state sempre incompatibili, ma entrambi comprendono che “realizzarsi” può assumere significati diversi e che, forse, per diventare sé stessi bisogna prima imparare ad allontanarsi dal luogo in cui si è nati.
I continui richiami all’immaginario pop – dalla gigantografia de The Warriors alla suoneria di Gimme Some Lovin’ dei Blues Brothers, fino alle suggestioni musicali di Cult, Radiohead e Subsonica – non hanno soltanto funzione ornamentale: contribuiscono a costruire un paesaggio sentimentale fatto di cineforum, cinema di provincia e luoghi comunitari che appartengono ormai a un immaginario in via d’estinzione.
In equilibrio instabile tra desiderio di emancipazione e senso di inadeguatezza, tra la provincia da cui si tenta di fuggire e città che non riescono mai a colmare davvero il vuoto, Andrea Martina con “Questo posto mi sta respingendo” racconta una generazione abituata a trasformare l’incertezza in finzione quotidiana. Una generazione che ha imparato presto a nascondere le proprie crepe, fino a non distinguere più la verità dalla rappresentazione di sé.
Written by Maurizio Fierro
Bibliografia
Andrea Martina, Questo posto mi sta respingendo, 66thand2nd, 2026
