Donne contro il Femminicidio #41: le parole che cambiano il mondo con Francesca Cuzzocrea

Donne contro il Femminicidio #41: le parole che cambiano il mondo con Francesca Cuzzocrea

Feb 7, 2018

Le parole cambiano il mondo. Attraversano spazio e tempo, sedimentandosi e divenendo cemento sterile o campo arato e fertile.

 

Jakub Schikaneder, Omicidio in casa (1890) – Femminicidio

Per dare loro il massimo della potenza espressiva e comunicativa, ho scelto di contattare, per una serie di interviste, varie Donne che si sono distinte nella lotta contro la discriminazione e la violenza di genere e nella promozione della parità fra i sessi.

Ho chiesto loro, semplicemente, di commentare poche parole, che qui seguono, nel modo in cui, liberamente, ritenevano opportuno farlo. Non sono intervenuta chiedendo ulteriori specificazioni né offrendo un canovaccio.

Alcune hanno scritto molto, raccontando e raccontandosi; altre sono state sintetiche e precise; altre hanno cavalcato la pagina con piglio narrativo, creando un discorso senza soluzione di continuità.

Non tutte hanno espresso opinioni univochecontribuendo, così, in modo personale alla “ricerca sul campo”, ma tutti si sono dimostrati concordi nell’esigenza di un’educazione sentimentale e di una presa di coscienza in merito a un fenomeno orribile contro le donne, che necessita di un impegno collettivo.

Oggi è il turno per “Donne contro il Femminicidio” di Francesca Cuzzocrea, torinese, educatrice in area geriatrica. Ha pubblicato un romanzo sulla demenza senile, “Mi hanno fatto sedere qui”, e una fiaba sull’elaborazione del lutto, “Un incontro speciale”. Da sempre sensibile alle tematiche legate alla parità di genere, fa parte del Comitato “SeNonOraQuando?” di Grugliasco, di cui attualmente è la referente.

 

Femmina

Emma Fenu – Francesca Cuzzocrea

Amo questo termine. Femmina.

Femmina è il prodotto della nostra biologia, un’armonia perfetta di una doppia X.

È il corpo, l’odore che ci contraddistingue, l’istinto. È il nucleo su cui poi si strutturano i ruoli, come l’essere donna-madre o donna-moglie, che permettono un buon funzionamento dell’organizzazione sociale.

Per questo motivo non dovrebbe avere una connotazione negativa, come spesso accade. È semplicemente una parte di noi, che va accettata e amata.

 

Femminismo

È un movimento a cui dobbiamo moltissimo, seppur non condivida gli atteggiamenti di chi estremizza, arrivando a considerare, in alcuni casi, la donna superiore all’uomo. Credo che oggi siamo pronti ad un passo in più, il femminismo ha un limite che è sottolineato nel suo nome stesso: si pone come antagonista di maschilismo. Non si può parlare di parità dei generi quando alla base si ha ancora questa duologia. Sembra quasi il titolo di un incontro di lotta: maschilismo VS femminismo.

E invece no, la parità non si raggiunge facendo a gara a chi sbraita più forte “Io sono un uomo” o “Io sono una donna”. La parità di genere deve andare oltre al sesso di appartenenza, la parità di genere è “Io sono”.

 

Femminicidio

No, lo ripeto per l’ennesima volta. Il femminicidio non è una trovata pubblicitaria o di qualche esperto di marketing, nata per creare più “scena” durante la comunicazione di una notizia.

E no, lo ripeto, gli omicidi non sono tutti uguali, perché chi commette femminicidio sta uccidendo una donna per il suo essere tale. Perché se l’azione che ha scatenato la violenza nell’uomo fosse stata fatta da un altro uomo, non ci sarebbe stata nessuna vittima.

Ma finché ci saranno persone che neanche si rendono conto di quanto appena ribadito… signori miei… ne abbiamo di strada da percorrere.

 

Educazione sentimentale

Francesca Cuzzocrea

Da “addetta ai lavori” ho particolarmente a cuore questo tema, potrei discuterne per ore.

Cercherò di essere breve facendo un esempio reale: un bambino di 8 anni, figlio di una donna molto in gamba e sensibile alle tematiche di parità di genere, frequenta una scuola con maestre altrettanto attente. Eppure, nonostante sia seguito sia a casa che in classe in maniera impeccabile, mostra già strutture mentali in cui il ruolo della donna è inferiore a quello dell’uomo. Lo stesso richiamo verbale detto da uno o dall’altra ha due pesi diversi. Perché?

Qui emerge la complessità dell’argomento. L’educazione sentimentale non può essere intesa solo come materia scolastica e non può essere praticata solo in famiglia, deve essere un’azione continua di tutta la collettività. Sottolineo il fatto di aver utilizzato il termine azione. Le parole non bastano. Quando due persone comunicano tra di loro, il contenuto verbale è quello che ha meno peso e meno risonanza. È la cornice ad avere più significato: il modo in cui parliamo e in cui ci muoviamo.

L’azione che sta a supporto delle nostre parole può rafforzarle o annientarle nel significato, e questo vale sempre: possiamo dire ad un bambino che i maschietti e le femminucce sono uguali ma questa frase ha senso solo se anche le nostre azioni supportano la nostra tesi.

 

Written by Emma Fenu

 

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