Fagioli con salsiccia: ricetta inedita del Far West
“Sai che potrei fare a meno del cucchiaio? Solo che mi piace mangiare con stile.” ‒ Terence Hill, mentre mangia la mitica padellata di fagioli ‒ da “Lo chiamavano Trinità”, 1970

In questa nuova puntata della rubrica “De Gustibus Marmillae” ‒ presi per mano con i giganti Bud Spencer e Terence Hill ‒ vi parleremo dei fagioli, delle caratteristiche, delle virtù e delle piccole verità che non ti diranno mai i cowboys, e vi daremo una ricetta degna dei migliori cacciatori di taglie… tenetevi forti, per questa puntata… “scoppiettante”!
I fagioli sono come quei personaggi secondari dei film western, sembrano poco importanti, ma senza di loro la scena crolla. Legumi sì, ma con un ego discreto, sanno essere energici, nutrienti, versatili e… socialmente rumorosi!
Chiedendo a un cowboy cosa gli potrebbe servire per attraversare una giornata difficile, probabilmente risponderebbe: “Una pistola, un cavallo… e una padella di fagioli con salsiccia”.
Nel Far West erano praticamente la colazione di default. Erano considerati oro commestibile perché economici, durevoli, nutrienti.
In Sardegna e nel Mediterraneo sono considerati cibo di sopravvivenza, il “piatto che ti salva la giornata”, e ancora oggi lo fanno egregiamente. Sono uno dei pochissimi alimenti che mettono d’accordo gourmet, salutisti, vegani, cowboys e… cacciatori di taglie!
“Di cosa ti lamenti fratello, anche gli angeli mangiano fagioli.” ‒ Bud Spencer & Terence Hill, tratto da “Anche gli angeli mangiano fagioli”
E considerando che anche gli angeli mangiano fagioli, ecco a voi una nostra ricetta dei Fagioli con Salsiccia del Far West, affinché possiate tutti “levitare” come angeli, per una notte di botte… e botti!
Da “De Gustibus Marmillae” consigliamo i fagioli Red Kidney, ma in alternativa ‒ non essendo facilissimi da reperire ‒ consigliamo i fagioli borlotti o i fagioli neri.
Ingredienti (per 4 persone):
400 g di fagioli Red Kidney (se usi quelli secchi dovrai ammollarli per 12 ore, oppure puoi utilizzare 2 lattine di fagioli già cotti)
600 g di salsiccia di maiale
1 cipolla grande olandese
1 carota
2 spicchi di aglio
400 g di polpa di pomodoro
1 cucchiaino di paprika affumicata o peperoncino in polvere (regola a piacere ‒ facoltativo)
1 cucchiaino di zucchero
2 foglie di alloro
Brodo di carne o vegetale q.b.
15 cl di birra
Olio extravergine d’oliva
Sale q.b.
Qualche goccia di salsa Worcestershire
Prezzemolo q.b.
Procedimento:
Preparare i fagioli: se usi fagioli secchi scolali dall’ammollo, sciacquali e lessali in acqua non salata finché teneri (circa 60-90 minuti). Se usi fagioli in lattina invece, scolali e risciacquali bene.
Preparare il soffritto: trita finemente cipolla, carota e aglio. In una casseruola capiente scalda 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva e fai soffriggere il trito a fuoco medio-basso finché diventa morbido e profumato. Aggiungi un pizzico di sale.
Rosolare la salsiccia: taglia a pezzi di circa 6 cm la girella di salsiccia e aggiungila nella casseruola. Alza leggermente la fiamma e falla rosolare bene finché prende colore. Sfuma con la birra e lascia evaporare l’alcol per qualche minuto.
Insaporire il sugo: aggiungi la polpa di pomodoro, lo zucchero, la paprika affumicata (o peperoncino ‒ entrambi facoltativi), le foglie di alloro e qualche goccia di salsa Worcestershire. Mescola bene.
È arrivato il momento di unire i fagioli: aggiungi i fagioli e mescola delicatamente. Copri con brodo caldo quanto basta per ottenere una consistenza cremosa ma non troppo liquida.
Cottura: lascia cuocere a fuoco basso per circa 35 minuti, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altro brodo se necessario. A fine cottura aggiusta di sale e elimina le foglie di alloro. Spegni il fuoco, lascia riposare 5 minuti e completa con prezzemolo tritato fresco.
Consigli: Ottimi serviti con fette di pane “Civraxiu” abbrustolito, pane rustico o crostini di polenta arrosto.
E se ne avanzano, non preoccupatevi, perché il giorno dopo i sapori si amalgamano meglio, e sono ancora più buoni!
Ma che bevanda abbinereste a questa ricetta di Fagioli con salsiccia?
Consiglio ‒ stavolta non enologico ‒ birrario: eh già, stavolta, con questo piatto decisamente strong, per i fagioli con salsiccia consigliamo una birra artigianale in stile APA o IPA moderata, perché il piatto è ricco, saporito e leggermente speziato.
Scelta consigliata: American Pale Ale (APA)
La luppolatura agrumata e resinosa, le note di pompelmo, agrumi e pino tipiche delle APA contrastano la grassezza della salsiccia, “pulendo” il palato a ogni sorso.
L’amaro è presente ma non aggressivo, bilancia il dolce naturale dei fagioli, della cipolla e della carota senza coprire il piatto.
Non è troppo alcolica né pesante, quindi accompagna bene uno stufato senza appesantire.
Alternativa più decisa: American IPA “West Coast”
Quando sceglierla? Se hai usato paprika affumicata, peperoncino e una salsiccia ben speziata. L’amaro è leggermente più netto e taglia grasso e untuosità. I profumi agrumati che reggono il confronto con il pomodoro e la speziatura. La gradazione alcolica è leggermente più elevata e sostiene l’intensità del piatto.
Meglio evitare IPA troppo torbide o dolci perché rischiano di risultare stucchevoli con i fagioli.
“Non lessi la prima estate, zappai fagioli” ‒ Henry David Thoreau (1817–1862)
E allora, dopo questa prelibata ricetta, che siate cowboys, cacciatori di taglie, pistoleri da cucina o semplici affamati in cerca di conforto, ricordatevi che una padella di fagioli con salsiccia non è solo una ricetta ma una dichiarazione di intenti. Provateli, cucinate e levitate, levitate e cucinate!
I fagioli non vogliono impressionarti, vogliono nutrirti, non cercano applausi, cercano padelle, e mangiatori!
Sanno essere eleganti o rustici a seconda della compagnia, un po’ come i nostri amati Bud Spencer e Terence Hill, che hanno reso celebri le padellate sul grande schermo.

In fondo, i fagioli sono così, semplici, sinceri, irresistibili, e chi li ama, raramente li tradisce.
Perché nel Far West come in Sardegna, tra un pugno e una carezza, tra una scazzottata e una birra ghiacciata, la verità è sempre la stessa, chi ha fagioli in dispensa, non è mai davvero disarmato.
Un saluto dalla rubrica, con queste due bellissime citazioni dei nostri eroi, tratte dal film “Lo chiamavano Trinità” del 1970.
“Quasi quasi me li cucino da solo i fagioli…” ‒ frase popolare legata alla scena in cui ruba i fagioli allo sguattero
“I fagioli comunque erano uno schifo!” ‒ da “Lo chiamavano Trinità”, 1970
Arrivederci alla prossima puntata della rubrica “De Gustibus Marmillae”!
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Written by Aldo Turnu
Info
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