“Diario di una sciamana” #5: finalmente in Sri Lanka

CONDIVIDI... CUM GRANO SALIS

L’amore esiste in infinite forme, tutte intelligentissime, perché la sola stupidità possibile è non amare. E in questo senso cominciavo a capire che gli alberi sono le creature più intelligenti del pianeta.[1] ‒ incipit del capitolo “Finalmente in Sri Lanka”

Diario di una sciamana Finalmente in Sri Lanka Selene Calloni Williams
Diario di una sciamana Finalmente in Sri Lanka Selene Calloni Williams

La rubrica “Diario di una sciamana” dedicata all’autobiografia di Selene Calloni Williams giunge alla quinta puntata e presenta il capitolo “Finalmente in Sri Lanka”.

Edito da Piemme nel settembre 2025, il volume è diventato un bestseller nel giro di un mese ricevendo riconoscimenti e posizionamenti importanti nelle vendite. Infatti, su Amazon è ai primi posti in classifica per le categorie Misticismo, magia e rituali e Biografie ed autobiografie. Non sbalordisce il successo di questa atipica biografia perché chi da tempo conosce e segue l’autrice, esperta di psicologia, buddhismo e sciamanesimo, sa bene quanto ogni suo libro sia stato attenzionato dal pubblico dei lettori.

In circa 350 pagine, Selene Calloni Williams esplora il suo passato rivelando gli eventi che hanno determinato la sua carriera e la sua vita privata. Dalla Brianza appena diciannovenne, infatti, si recò in Sri Lanka che, a quel tempo rispetto ad oggi, era una terra inesplorata e selvaggia. Il suo non fu un viaggio da turista ma una vera e propria iniziazione che portò la giovane a conoscere ed apprendere gli antichi insegnamenti sciamanici e buddhisti.

***

Estratto da “Diario di una sciamana”, capitolo 5 “Finalmente in Sri Lanka”

“In riva all’oceano, in una ex piantagione di palme da cocco, io ero vicepresidente della Hikkaduwa Resort Hotel Limited. Ero anche l’interprete di Alvaro, e lo rappresentavo in varie mansioni in sua assenza, come pagare gli stipendi dei collaboratori. Impiegavo quasi una giornata intera per andare a Colombo a prelevare il denaro in banca. La distanza non era molta, ma in quegli anni l’autostrada non era ancora stata costruita e la strada che costeggiava l’oceano era stretta e piena di imprevisti.

I telefonini non esistevano e per le chiamate interurbane si doveva ancora passare attraverso l’operatore; addirittura le intercontinentali dovevano essere prenotate con qualche giorno di anticipo al post office. Se mi fosse successo qualcosa lungo il tragitto da Hikkaduwa a Colombo l’avrebbero scoperto diversi giorni dopo.

In quegli anni era davvero possibile vivere lo spirito d’avventura, e io ne avevo molto. Ai lati della strada che percorrevo non era improbabile vedere sacchi di sabbia ammucchiati a formare delle barricate dietro alle quali i militari impugnavano i fucili.

Erano gli anni della guerra civile, in cui le Tigri Tamil, il gruppo separatista del nord, lottava per l’indipendenza e il governo reagiva con estrema ferocia. Alla violenza governativa si era aggiunta quella del Fronte di Liberazione Popolare che nell’87 aveva dato il via a un’insurrezione armata. La rivolta fu molto sanguinosa e durò diversi anni.”[2]

***

A.M.: Nella precedente puntata della rubrica “Diario di una sciamana” dal suggestivo titolo “Quando le cose accadono e non te ne accorgi” ti abbiamo lasciata alle prese con una gravidanza non programmata, frutto della relazione con Alvaro Felici. In questa nuova puntata intitolata “Finalmente in Sri Lanka”, invece, si compie uno dei primi passi importanti della tua vita che coincide anche con la fine della stessa relazione: l’arrivo a Hikkaduwa, vasta area nel sud-ovest dello Sri Lanka. Che cosa hai amato di quel luogo esotico e perché il rapporto con la natura è salvifico anche in casi di profonda depressione?

Selene Calloni Williams: Vorrei che prendessimo in considerazione l’incipit del capitolo “Finalmente in Sri Lanka” riportato anche in apertura della puntata della rubrica di oggi: “L’amore esiste in infinite forme, tutte intelligentissime, perché la sola stupidità possibile è non amare. E in questo senso cominciavo a capire che gli alberi sono le creature più intelligenti del pianeta.”. Al suo interno ci sono due concetti molto importanti: essere consapevoli ed appartenere all’amore universale, riuscire dunque a percepire l’amore in ogni sua manifestazione e la conseguente assimilazione dell’essenza degli alberi di cui tratto in modo esplicito non solo nei corsi online, nei vari festival a cui sono invitata come ad esempio il “Festival della Consapevolezza” di Padova, nei seminari di meditazione in presenza che alcune ed alcuni di voi conoscono come l’evento “Bagno di Natura” al Castello di Titignano, ma anche nei miei libri, ad esempio, per citarne uno: “Shinrin-Yoku ‒ l’immersione nei boschi”,[3] scritto a quattro mani con l’esperto di medicina e grande conoscitore dei boschi Noburu Okuda Dō.

Rispetto ad oggi, il mio avventuroso viaggio in Sri Lanka permetteva una maggiore interazione ed immedesimazione con la natura, infatti, non esistevano i telefonini e sappiamo tutti quanto questi oggetti, diventati indispensabili, siano fonte di grande distrazione per la ricerca interiore ma anche per l’osservazione di ciò che ci circonda.

Ripensando a quei primi giorni in quella terra lambita dall’oceano mi sono resa conto di quanto gli esseri umani portino con sé le strategie di sopravvivenza di quando vivevano una esistenza da primitivi. Quando si ha a che fare con una cultura totalmente sconosciuta in un territorio ancora più sconosciuto intervengono una serie di obblighi istintuali che io sono solita denominare “dèi”, cioè veri e propri istinti immortali che ci suggeriscono la via da intraprendere per la salvaguardia della nostra permanenza in questa vita.

Mi piaceva tutto dello Sri Lanka: gli odori dei tropici, l’etnia degli indigeni, la guerra, il pericolo, i fucili arrugginiti dei militari, i pescatori, le camionette dei soldati, le donne che sbattevano sulle pietre le fibre di cocco per farne delle corde, le albe e i tramonti infuocati, i pesci colorati e gli scimpanzé giganti e, naturalmente gli alberi, con cui parlavo: «Non sapete quanto siete luccicanti!»

Ma per stare bene non basta l’avventura, bisogna guarire le ferite che ci si porta dentro e io ero come una pianta con le radici avvelenate. Tutto è accaduto all’improvviso: più io mi lasciavo ammaliare dallo splendore di quel luccichio più mi rendevo conto delle mie radici avvelenate.

Sono stati tanti gli incontri in quel periodo e quando non erano presenti Alvaro ed il suo socio Enrico Ratti mi sentivo come una dea: le persone che lavoravano con me nel resort sono state molto gentili ed amabili, fors’anche perché vedevano la mia giovane età e percepivano la mia inesperienza verso i pericoli che potevano travolgermi.

Selene Calloni Williams citazioni Sri Lanka
Selene Calloni Williams citazioni Sri Lanka

Sono molto grata a queste persone ma soprattutto alla natura che mi ha salvata dalle tendenze suicide, perché come ho ammesso in “Diario di una sciamana” ho pensato spesso alla morte. Lo stesso allontanarmi da mia madre, dopo la morte di mio padre, e la violenza psicologica di quel forzato aborto mi avevano gettato in uno stato di confusione e depressione senza precedenti. Lo Sri Lanka con i suoi colori, animali e piante mi ha trasportata in una dimensione di “bellezza” che ha tamponato pian piano quella ferita aperta da cui l’anima perdeva sangue.

Ed ora per rispondere più esplicitamente alla domanda sul rapporto tra natura e depressione riporto uno studio[4] del 2013 dell’Università di Exeter, nel Regno Unito, che ha concluso che chi abita in aree verdeggianti è più felice. Il contatto con la natura favorisce anche la resilienza che è necessaria durante le fasi di convalescenza e recupero. Non solo, la natura favorisce inoltre la cura di malattie psicologiche come la depressione. Ci sono studi che indicano i suoi benefici persino su schizofrenia e altre gravi turbe del comportamento. Stare in contatto con la natura aiuta anche ad avere una memoria migliore e dà più resistenza contro l’invecchiamento fisico e mentale.

Mi viene in mente un detto tramandato dalla filosofia greca appartenente al grande filosofo di Efesto, Eraclito, che nel volume “Eraclito ‒ Dell’Origine”[5] curato da Angelo Tonelli è tradotto con “Nello stesso fiume non è possibile entrare due volte” intendendo qui l’identità radicale di stasi e mutamento nella quale Eraclito invita al ragionamento del nascere continuo degli oggetti dell’esperienza in un ininterrotto manifestarsi alla percezione.

Dunque tutto è immagine e tutte le immagini svaniscono prima che le si possa afferrare. Poiché in natura nulla viene sprecato, ma tutto ciò che svanisce diviene qualche altra cosa. La natura è manifestazione della capacità di darsi. Ed è difficile pensare a una ragione per la quale le immagini debbano darsi ad altre immagini continuamente che non sia l’amore. La natura è, dunque, la manifestazione dell’amore e, la bellezza è la forma sotto cui l’amore si rende visibile. Ecco che la contemplazione di essa svela i segreti della bellezza e dell’amore come io ho avuto modo di comprendere durante la mia permanenza in Sri Lanka con la contemplazione della natura e con gli incontri che il Destino aveva in programma per me.

***

Anticipazione: la sesta puntata della speciale rubrica “Diario di una sciamana” avrà come titolo: L’aborto.

***

Meditazione tratta da “1 minuto al giorno, meditazioni quotidiane

«Mama Ko Ling Samanta» Questo mantra ti seguirà durante il viaggio nell’underworld. L’eclissi è il momento della dolce tristezza, della fragilità, della debolezza: emozioni capaci di condurti nel mondo infero, dove energie, doti, talenti e possibilità sono nascosti. Accoglili e accetta la tua vulnerabilità, dove troverai inviolabilità e invincibilità.” ‒ Meditazione n° 138[6]

 

Info

Acquista “Diario di una sciamana” su Amazon
Acquista “Shinrin-Yoku” su Amazon
Forest Therapy Guide: scopri come diventare insegnante di Shinrin-Yoku
Acquista “Daimon ‒ Scopri il tuo spirito guida e guarisci con i miti” su Amazon
Acquista “1 minuto al giorno, meditazioni quotidiane” su Amazon
Sito Selene Calloni Williams ‒ segui tutte le novità
Partecipa gratuitamente al Contest “Solstizio d’Inverno con Selene Calloni Williams”
Segui le meditazioni giornaliere di Selene Calloni Williams sui social
Segui la rubrica “Diario di una sciamana”
Edizioni Mediterranee: libri di Selene Calloni Williams

 

Note

[1] Selene Calloni Williams, Diario di una sciamana, Piemme, 2025, p. 16

[2] Ibidem, pp. 17-18

[3] Selene Calloni Williams, Noburu Okuda Dō, Shinrin-Yoku ‒ l’immersione nei boschi, Edizioni Studio Tesi (Edizioni Mediterranee), 2018

[4] Ibidem, p. 12-15.

[5] Angelo Tonelli, Eraclito ‒ Dell’Origine, Feltrinelli, curato da Angelo Tonelli, 1993, p. 78

[6]  Selene Calloni Williams, 1 minuto al giorno, meditazioni quotidiane, Piemme, 2024, p. 80

 

Un pensiero su ““Diario di una sciamana” #5: finalmente in Sri Lanka

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *