“Il Canto della luna” di Paola Capriolo e Teresa Maresca: una sonata a quattro mani

CONDIVIDI... CUM GRANO SALIS

“Tutto comincia d’inverno, in una piovosa serata milanese, quando mio marito Michele Porzio mi propone di accompagnarlo a una sorta di festa poetica organizzata da Roberto Mussapi e Teresa Maresca nello studio di lei. Sono entrambi amici di vecchia data e colgo con piacere l’occasione di rivederli, senza sospettare minimamente quali frutti siano destinati a nascere da questa serata conviviale.
Non ricordo se già quella sera facessi parola con Teresa dell’idea che mi era balenata alla mente; se già allora o poco tempo dopo, tornando a trovarla in studio, le proponessi di “fare un libro insieme”. La parola “insieme” la intendevo però in senso forte: il rapporto tra il suo e il mio lavoro non doveva essere quello che l’illustrazione stabilisce con il testo, e d’altronde, pur avendo lavorato molto spesso su spunti letterari, Teresa mi sembrava tutto fuorché una semplice illustratrice. Era appunto una creatrice di mondi; in forme e con mezzi diversi, eppure segretamente paralleli, rispetto a quelli di cui si serve uno scrittore.”

Il Canto della luna di Paola Capriolo e Teresa Maresca
Il Canto della luna di Paola Capriolo e Teresa Maresca

È così, nel racconto di Paola Capriolo, che ha avuto inizio un sodalizio artistico, dove un vero, reciproco scambio di idee e materiali ha dato vita infine a una nuova, originale opera a quattro mani.

Paola Capriolo, scrittrice, sposata con un musicologo e poeta (e figlia di una pittrice); Teresa Maresca – a sua volta sposata con un poeta –  la cui produzione pittorica più di una volta ha tratto ispirazione dalla Letteratura. Entrambe artiste con un forte, elettivo legame emotivo con la cultura mitteleuropea.

Quasi naturale, allora, che dal loro incontro nascesse uno scambio, una collaborazione, e anche che questa prendesse spunto da una figura, il compositore Gustav Mahler, rappresentativa del periodo così amato da entrambe.

Paola Capriolo a Mahler aveva già dedicato un romanzo: Marie e il signor Mahler, uscito nel 2019. Ma qui invece, come fonte d’ispirazione, al Mahler del Lied von der Erde – il Canto della Terra: una “sinfonia” per contralto, tenore e orchestra in sei movimenti – si lega indissolubilmente anche la figura dell’autore dei testi messi in musica: il poeta cinese Li Po, vissuto nell’VIII secolo d.C. (nella traduzione in tedesco di Hans Bethge, in realtà basata su una precedente versione francese).

“Ma anche la figura di Li Po e certe leggende fiorite intorno a essa dovevano entrare nella trama: prima tra tutte quella secondo la quale, in preda all’ubriachezza, sarebbe morto annegato per aver cercato di afferrare nell’acqua il riflesso della luna.”

Da un lato, quindi, le suggestioni musicali della musica mahleriana, dall’altro una “riscrittura” ispirata ai testi del poeta cinese. E una sorta di “trama”: la notte, la luna, il suo riflesso sulle acque di un lago dove su una barca un io narrante, un poeta, dialogando con lei evoca ricordi e medita sulla vita e sul mondo. E poi dalla luna e il suo riflesso l’immagine del doppio e dello specchio, che in qualche modo allude anche alla collaborazione tra le due autrici:

“Dal mio punto di vista, l’aspetto più stimolante era che gli studi e i disegni che Teresa a mano a mano mi mostrava non erano mai, o quasi mai, in corrispondenza puntuale con un determinato passo del mio testo, al modo appunto dell’illustrazione; di ognuna delle sue parti (o “stanze” come lei le definisce) era piuttosto catturata l’anima, l’atmosfera, il carattere essenziale, in un rapporto che non era di equivalenza o riduzione, ma mirava piuttosto a una sorta di traduzione trasfigurante, non dissimile da quella che io stessa avevo tentato di compiere rispetto ai Lieder mahleriani dai quali ero partita. (…) Proprio dalla libertà con cui Teresa aveva interpretato il mio testo mi venivano ora spunti preziosi che mi suggerivano modifiche, arricchimenti.”

Il libro Il Canto della luna si struttura quindi in sei “stanze” ispirate ai movimenti della composizione mahleriana, precedute da una sorta di “preludio” e seguite da una conclusione: ogni sezione preziosamente introdotta dalle immagini di Teresa Maresca che ne suggeriscono il contesto e nello stesso tempo sembrano appunto influenzarne il contenuto…

“Eh sì: nulla è più seducente e al tempo stesso più sottilmente angoscioso di questo corrispondersi delle immagini, del loro inseguirsi, imitarsi, sdoppiarsi, come obbedendo a leggi proprie. L’uno che gioca a farsi due, i due che in segreto sono uno solo…”

In una postfazione (intitolata “Una sonata a quattro mani”) Teresa Maresca a sua volta sottolinea come “Le immagini del Lied sono riverberate per me nei boschi di Munch. La luna di Paola Capriolo sembra specchiarsi nei nove quadri della fiaba di Andersen, “Dialoghi con la luna”. (…) Ora il libro segue solo da lontano il testo di Mahler, ma rimangono il senso di solitudine, il tempo che passa, la natura notturna dei boschi, dei laghi, e anche quella di Paola, e la mia”.

Il volume Il Canto della luna si conclude infine con un’elegantissima traduzione dei testi della sinfonia mahleriana, a cura della stessa Paola Capriolo.

 

Titolo: Il Canto della luna

Autrici: Paola Capriolo, Teresa Maresca

Casa Editrice: Bibliotheka edizioni

Anno di pubblicazione: 2026

ISBN: 9791256940974

 

Written by Sandro Naglia

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *