Cinema 2017: da Emir Kusturica a Walter Veltroni, ecco tutte le novità sui film in uscita nelle sale italiane

Cinema 2017: da Emir Kusturica a Walter Veltroni, ecco tutte le novità sui film in uscita nelle sale italiane

Mag 1, 2017

E siamo a maggio, mese che inizia col consueto appuntamento dedicato a illustrarvi, cari amici e amanti del cinema, le grandi e piccole produzioni che popoleranno le nostre sale nei prossimi 8 mesi: preparatevi a riservare una buona dose di serate in nome di quest’intelligentissima attività culturale.

Cinema maggio 2017

Proponiamo la rosa completa (dichiarata a quest’oggi stesso, e come tale senza improbabilità suscettibile di rettifica) delle programmazioni che abiteranno le prime settimane a venire; segue quindi mensilmente un quintetto di titoli di spicco, selezionato fra gli oltre 130 resi noti ad ora, giusto per stuzzicare la vostra cinefila curiosità.

Nel consigliarvi di tenere d’occhio gli aggiornamenti su questa e altre piattaforme, viste le numerose uscite pianificate senza largo preavviso fra un post e l’altro, vi introduciamo alla scoperta di ciò che potremo gustare a…

Maggio

1 maggio: “Maradonapoli”, di Alessio Maria Federici. Il director di “Stai lontana da me” (2013) si cimenta in un documentario sull’amore che lega il capoluogo partenopeo al gigante del calcio; raggiungerà le vette conquistate da Emir Kusturica nel 2008?

1 maggio: “Merci Patron”, di François Ruffin. Documentario d’esordio per un regista francese che ha realmente aiutato durante le riprese una famiglia colpita dalla delocalizzazione di alcune fabbriche in Bulgaria operata dal magnate Bernard Arnault.

2 maggio: “Bolshoi Babylon”, di Mark Franchetti e Nick Reed. Il documentario è il primo a penetrare in maniera così profonda all’interno del celeberrimo Teatro russo; lo fa in un periodo di transizione, a cavallo fra una direzione artistica e l’altra, ponendo in primo piano un cambiamento dettato dai recenti scandali che hanno coinvolto numerose personalità di spicco, fra attentati, licenziamenti e forti polemiche.

2 maggio: “Paura non abbiamo”, di Andrea Bacci. Documentario d’esordio che porta alla luce le storie di centinaia e centinaia di persone ingiustamente rimosse dai loro incarichi negli anni ’50 italiani a motivo dell’allora disdicevole affiliazione ai sindacati.

3 maggio: “East End”, di Luca Scanferla e Giuseppe Squillaci”. In arrivo un nuovo prodotto animato sotto il segno del tricolore, coproduzione italo-ispano-canadese diretta da due navigati tecnici degli effetti speciali, che assieme a Federico Moccia si sono inventati la storia di un gruppo di ragazzini che, in concomitanza con desiderio di assistere al derby Roma-Lazio, dirottano un satellite segreto mettendo in allarme le potenze mondiali sulle tracce di un pericolosissimo terrorista.

4 maggio: “Adorabile nemica”, di Mark Pellington. Una Shirley MacLaine dall’oltre sessantennale carriera regala al mondo un nuovo memorabile personaggio interpretando un ex pubblicitaria in pensione, allontanata dalla società e dai familiari, che si mette in testa di voler conoscere ad ogni costo cosa si dirà di lei nel suo necrologio. Spetterà ad Amanda Seyfried svelarle l’arcano. Da vedere, nonostante le non rosee critiche d’oltreoceano.

4 maggio: “Codice Unlocked – Londra sotto attacco”, di Michael Apted. Il regista inglese torna al genere action abbandonato ai tempi de “Il mondo non basta” (1999): sempre di spionaggio si tratta, dal momento che un gruppo di terroristi è riuscito a farsi trasmettere da un ignaro agente della CIA informazioni utili a progettare un attentato. La missione, sventare la catastrofe. Nel cast troveremo Noomi Rapace, Orlando Bloom, Michael Douglas, John Malkovich e Toni Collette.

4 maggio: “Una gita a Roma”, di Karin Proia. Esordio alla regia per l’attrice di Latina, che si misura col genere avventuroso narrando di due fratelli di 9 e 5 anni, Francesco e Maria, decisi a visitare la Cappella Sistina dopo lungo peregrinare per la capitale. Nel corso del loro viaggio incontreranno moltissimi imprevisti. Nel cast Claudia Cardinale, Philippe Leroy e, naturalmente, Karin Proia.

Gold – La grande truffa

4 maggio: “Gold – La grande truffa”, di Stephen Gaghan. Matthew McConaughey, Bryce Dallas Howard, Edgar Ramírez e Stacy Keach vincono agli Hollywood Film Awards come Ensemble dell’anno ricostruendo, sotto la direzione del regista di “Syriana” (2005), già strappato l’Oscar alla sceneggiatura con “Traffic” (2000), la vicenda che finì per mandare in bancarotta nel 1997 la Bre-X Minerals, attirata da un giacimento d’oro nel Borneo rivelatosi una bidonata colossale. Da vedere.

4 maggio: “Insospettabili sospetti”, di Zach Braff. Riuscito remake di “Vivere alla grande” di Martin Brest (1979) che vede nei panni di tre anzianotti alla ribalta decisi a rapinare la banca che li ha depauperati dei loro risparmi il trio composto da Alan Arkin, Michael Caine e Morgan Freeman. Da vedere.

4 maggio: “Mexico! Un cinema alla riscossa”, di Michele Rho. Il secondo lungometraggio interamente diretto dal regista milanese è tutto dedicato alla figura di Antonio Sancassani, storico proprietario di uno degli ultimi mono-sala del capoluogo della Lombardia. Un documentario curioso e prezioso: da vedere.

4 maggio: “Il mondo di mezzo”, di Massimo Scaglione. Al terzo film realizzato nel giro di 25 anni, il regista fa confluire verso gli intrighi di Mafia Capitale la vicenda del figlio di un ambizioso imprenditore dell’edilizia che da un giorno all’altro si trova costretto, defunto il padre, a gestirne l’ingombrante eredità.

4 maggio: “Monster Trucks”, di Chris Wedge. Dopo “L’era glaciale” (2002), “Robots” (2005) ed “Epic – Il mondo segreto” (2013), il regista americano prova il terreno del live action, sempre colorato nei toni (la vicenda narra di uno studente che per scappare dalla cittadina in cui vive costruisce, appunto, un gigantesco monster truck utilizzando gli scarti dello sfasciacarrozze), forse più debole dal punto di vista drammaturgico.

4 maggio: “Sasha e il Polo Nord”, di Rémi Chayé. Esordio alla regia per l’assistant director di “The Secret of Kells” (2009): un’avventura animata in cui la giovane protagonista, aristocratica russa sul finire dell’Ottocento, decide di sottrarsi alle deprecabili nozze per salpare alla ricerca del nonno esploratore scomparso fra i ghiacci nordici. Da vedere.

4 maggio: “Sole Cuore Amore”, di Daniele Vicari. Dal regista di “Diaz – Non pulire questo sangue” (2012), un nuovo dramma vicino ai problemi sociali ambientato nella Roma contemporanea, dove la giovane Eli (Isabella Ragonese) mantiene quattro figli e un marito che non riesce a trovare un’occupazione lavorando con più impegno di ogni altra ad un bar dove le tocca sopportare di tutto. La sua vicenda si intersecherà con quelle di altre esistenze flagellate dalla crisi economica.

4 maggio: “The Space Between”, di Ruth Borgobello. Love story esordiale tra un ex-chef addolorato e un’aitante ragazza australiana di stanza in Italia alla ricerca delle proprie origini. Nel cast anche Lino Guanciale, che più d’uno ricorderà in “Che Dio c’aiuti” e “Una grande famiglia”.

4 maggio: “Tanna”, di Martin Butler e Bentley Dean. Il primo lungometraggio australiano a risultare nominato come film in lingua straniera agli Academy Awards: da due documentaristi, la storia d’amore interdetto fra Dain, figlio del capo di un villaggio tribale, e Wawa, assieme alla quale fugge lontano da una guerra contro una comunità rivale. Da vedere.

Il giardino degli artisti – L’impressionismo americano

9 maggio: “Il giardino degli artisti – L’impressionismo americano”, di Phil Grabsky. Chi ha apprezzato “Matisse” (2014) e “Gli Impressionisti – E l’uomo che li ha creati” (2015), o i più recenti “Il curioso mondo di Hieronymus Bosch”, “Renoir: Oltraggio e seduzione” e “Io, Claude Monet” (2016), non potrà mancare all’appuntamento col nuovo evento cinematografico promosso da Nexo Digital all’insegna della pittura a cavallo fra Otto e Novecento; solo il 9 e il 10 maggio.

10 maggio: “King Arthur – Il potere della spada”, di Guy Ritchie. Dal regista dei due “Sherlock Holmes” con protagonista Robert Downey Jr., ennesima rivisitazione delle fantastiche vicende vissute da Re Artù (Charlie Hunnam), prima e dopo aver estratto la celeberrima lama, in cerca di vendetta per i suoi genitori assassinati dall’usurpatore del trono (Jude Law). Nel cast anche Eric Bana e la bellissima Astrid Bergès-Frisbey, che qualche buongustaio avrà apprezzato in “Alaska” al fianco di Elio Germano).

10 maggio: “Richard – Missione Africa”, di Toby Genkel e Reza Memari. Coproduzione animata fra Belgio, Germania, Lussemburgo e Norvegia, narra di un passero adottato da due cicogne, presto costrette a migrare lontano dal clima invernale; lui insiste nel seguirle, accompagnato nell’improbabile viaggio da un gufo e un pappagallino.

10 maggio: “Song to Song”, di Terrence Malick. “La rabbia giovane” (1973), “I giorni del cielo” (1978), “La sottile linea rossa” (1998), “The New World” (2006), “The Tree of Life” (2011), “To the Wonder” (2012), “Knight of Cups” (2015), “Voyage of Time: Life’s Journey” (2016), e ora il nono lungometraggio per uno degli autori di punta del panorama contemporaneo: ossessioni e tradimenti sullo sfondo della Austin musicale, animati da un cast d’eccezione che comprende Ryan Gosling, Rooney Mara, Michael Fassbender, Natalie Portman, Cate Blanchett e Val Kilmer. Da vedere.

11 maggio: “Alien: Covenant”, di Ridley Scott. Il maestro riprende in mano la propria saga con l’intenzione di rimediare al per certi versi fallace prequel “Prometheus” (2012), lasciando così tuttavia mezzo mondo appeso all’amo in attesa di un quinto capitolo ufficiale che, affidato finora alle cure di Neill Blomkamp e con protagonista ancora una volta Sigourney Weaver, forse siamo destinati a non vedere mai sullo schermo, proprio a motivo di questo nuovo ingombrante capitolo. Per adesso ri-incontreremo Micheal Fassbender, Guy Pearce e Noomi Rapace, al fianco di James Franco e Katherine Waterston; da vedere.

11 maggio: “E se mi comprassi una sedia?”, di Pasquale Falcone. Dai toni drammatici di “Io non ci casco” (2008), il regista cavense vira verso la commedia parodistica che si fa beffe del cinema italiano, inventandosi una vicissitudine produttiva indipendente che faccia da contraltare a Checco Zalone.

On the Milky Road – Sulla Via Lattea

11 maggio: “On the Milky Road – Sulla Via Lattea”, di Emir Kusturica. Il maestro de “Il tempo dei gitani” (1989), “Underground” (1995) e “La vita è un miracolo” (2004) torna a dirigere se stesso al fianco stavolta di niente meno che Monica Bellucci, serbo-italiana ai tempi della guerra jugoslava, affascinante al punto da far innamorare un lattaio di cui è invaghita una ragazza dello stesso villaggio. Nomination al Leone d’oro, da vedere.

11 maggio: “Qualcosa di troppo”, di Audrey Dana. Alla seconda prova in veste da regista dopo “11 donne a Parigi” (2014), l’attrice interpreta il ruolo di una madre divorziata che da un giorno all’altro si ritrova, per l’appunto, “qualcosa di troppo”. Il titolo originale è più eloquente, “Si j’étais un homme”, ossia “se fossi un uomo”…

11 maggio: “Ritratto di famiglia con tempesta”, di Hirokazu Kore’eda. A breve distanza da “Father and Son” (2013) e “Little Sister” (2015) approda per la terza volta in Italia un altro gioiello del cineasta nipponico; trattasi di un nuovo dramma familiare, in cui uno scrittore di successo si trova improvvisamente con una moglie che gli chiede il divorzio, un figlio distante, un romanzo che non viene a galla. Nel frattempo Tokyo viene investita da un ciclone, i parenti si riuniscono a casa della nonna e… il resto è tutto da vedere.

11 maggio: “This Beautiful Fantastic”, di Simon Aboud. L’amicizia improbabile fra una donna giovane e sola che sogna di diventare autrice di libri per l’infanzia e un vedono scorbutico in una commedia fantasy ambientata a Londra.

11 maggio: “Tutto quello che vuoi”, di Francesco Bruni. Dall’acclamato sceneggiatore di “Scialla! (Stai sereno)” (2011) e “Noi 4” (2014), l’opera migliore della sua carriera da regista: l’amicizia che sboccia tra un giovane adulto di malaffare (Andrea Carpenzano) e un anziano poeta ormai caduto nell’oblio (Giuliano Montaldo), l’uno offertosi di accompagnare l’altro nelle sue passeggiate dense di ricordi. Una delle punte dell’attuale stagione cinematografica italiana: vale la pena non perderlo.

16 maggio: “Mobile Suit Gundam: Thunderbolt – December Sky”, di Kou Matsuo. Ecco l’ultimo film nato dalla serie cult sui robottoni giganti, ambientato stavolta in un settore spaziale desolante, denso dei detriti lasciati dagli scontri precedenti: dalle ceneri sta però sorgendo un nuovo esercito. Gli appassionati del genere non potranno perdere un simile evento; in sala solo il 16 e il 17 maggio.

18 maggio: “7 minuti dopo la mezzanotte”, di Juan Antonio Bayona. Dall’acclamato regista spagnolo di “The Orphanage” (2007) e “The Impossible” (2012), un fantasy incentrato sui mondi immaginati da un bimbo bullizzato (Lewis MacDougall) figlio di una madre malata (Felicity Jones). Nel cast anche una distinta Sigourney Weaver; vincitore di 9 Premi Goya (gli Oscar ispanici), da vedere.

18 maggio: “Alcolista”, di Lucas Pavetto. Dopo la discreta prova sperimentata nell’horror, il regista argentino passa al thriller narrando di un folle ubriacone che trascorre tutto il giorno a progettare l’assassinio del suo vicino di casa.

The Dinner di Oren Moverman

18 maggio: “The Dinner”, di Oren Moverman. Dopo “Gli Invisibili” (2014), il cineasta israeliano conferma il sodalizio con Richard Gere affidandogli la parte di un fratello, marito e padre che discute a cena con Rebecca Hall, Laura Lynney e Steve Coogan di quale provvedimento prendere per punire i figli colpevoli di un grave crimine. Forse un “Carnage” sotto mentite spoglie?

18 maggio: “Milano in the Cage – The Movie”, di Fabio Bastianello. Dall’ideatore del sorprendente “Secondo tempo” (2010), un nuovo lungo a tematica sportiva, in cui un 36enne di Milano tenta di uscire dalle tenaglie della crisi economica riscattando il proprio multiforme passato.

18 maggio: “My Italy”, di Bruno Colella. “Grande” ritorno per l’altrettanto “grande” regista italiano, giunto al quarto film in 24 anni, abbandonata la Pozzi, la Hunziker e pure se stesso in veste d’attore: in compenso ha trovato Frassica e la Grandi accanto a “quattro grandi artisti contemporanea” su cui girare, fra realtà cinematografica e realtà effettiva, un film tutto nuovo.

18 maggio: “La notte che mia madre ammazzò mio padre”, di Inés París. La cineasta spagnola s’inventa una cena di lavoro fra Isabel, suo marito Angel, la sua ex moglie e un noto attore argentino, quest’ultimo da convincere a prendere parte ad una nuova realizzazione dello stesso Angel. Tutto fila liscio finché non irrompe l’ex di Isabel…

18 maggio: “Orecchie”, di Alessandro Aronadio. Commedia curiosa che segue un uomo svegliatosi un mattino con un insolito disturbo uditivo e un post-it appiccicato al frigorifero dove lo si informa della morte di un amico del quale non ricorda assolutamente nulla. Il funerale si terrà la sera stessa: durante l’arco della giornata gli incontri straordinari non mancheranno.

18 maggio: “Paris Can Wait”, di Eleanor Coppola. La moglie del più noto fra i Coppola si cimenta nel suo primo lungometraggio, un road movie che copre la tratta Cannes-Parigi a bordo di un’auto in cui conversano amabilmente Diane Lane, consorte insoddisfatta del produttore cinematografico Alec Baldwin, e il fidato collega di lui Arnaud Viard.

18 maggio: “I peggiori”, di Vincenzo Alfieri. Un 31enne esordiente dirige se stesso in una commedia leggera dove veste i panni assieme a Lino Guanciale di una coppia di fratelli che s’inventano, pur di racimolare qualche soldo per mettere al sicuro il futuro della loro sorellina, di fare i mercenari al servizio di chi vuole vedere puniti i teppistelli del quartiere.

18 maggio: “Scappa – Get Out”, di Jordan Peele. È il fenomeno horror dell’anno: 4,5 milioni di budget, 150 quelli rastrellati nei soli USA. E per una volta sia da parte del pubblico che della critica l’accoglienza è stata entusiastica. L’esordio alla regia dell’attore comico narra del weekend che Chris, nero, trascorre con la fidanzata Rose, bianca, nella tenuta campestre dei futuri suoceri. Ne usciranno scoperte incredibili; da vedere.

18 maggio: “Una settimana e un giorno”, di Asaph Polonsky. Madre e padre osservano la settimana di lutto prevista dalla religione ebraica in occasione della morte del figlio. Il film osserva le differenti maniere (uso di sostanze stupefacenti compreso) con cui entrambi si rapportano alla perdita; nomination alla Caméra d’or al Festival di Cannes 2016.

18 maggio: “Taranta on the Road”, di Salvatore Allocca. Storia di due migranti tunisini estranei fra loro che in Italia, senza volerlo, si ritrovano scambiati per una coppia in dolce attesa, ricevendo di conseguenza aiuti generosi affinché, tra una sagra e un matrimonio da allietare con le loro doti musicali, possano raggiungere il territorio francese.

20 maggio: “Fortunata”, di Sergio Castellitto. Col sesto lungo da lui diretto (i precedenti erano “Nessuno si salva da solo”, “Venuto al mondo”, “La bellezza del somaro”, “Non ti muovere” e “Libero burro”), il celebre attore ritrova Jasmine Trinca, stavolta nei panni di una donna che sogna di lasciarsi alle spalle una vita deludente e aprire un negozio di parrucchiere tutto suo. Nel cast anche Stefano Accorsi e Alessandro Borghi; in concorso a Cannes nella sezione Un Certain Regard, da vedere.

Indizi di felicità di Walter Veltroni

22 maggio: “Indizi di felicità”, di Walter Veltroni. Terza opera documentaria interamente diretta dall’ex segretario nazionale del PD dopo “Quando c’era Berlinguer” (2014) e “I bambini sanno” (2015): “La felicità non è mai uno stato permanente. […] Nel film la narriamo attraverso le persone che possono raccontarci quei momenti unici nei quali si è sentita la pienezza delle possibilità della vita”. Solo il 22, il 23 e il 24 maggio.

24 maggio: “Cuori puri”, di Roberto De Paolis. Un’opera prima, presentata quest’anno alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, che narra del sentimento prorompente nato fra un 25enne manesco e dall’oscuro passato e una ragazza di 8 anni più giovane prossima a compiere un voto di castità perdurante fino al matrimonio.

24 maggio: “Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar”, di Joachim Rønning ed Espen Sandberg. Se qualcuno ricorda il norvegese “Kon-Tiki” (2012), ne elevi alla potenza la densità di scorribande: la coppia di registi ha infatti l’occasione di regalare al solido franchise un quinto emozionante capitolo (dopo i 6 anni di quiete che han seguito “Oltre i confini del mare”, 2011) in cui figureranno di nuovo Johnny Depp, Geoffrey Rush e Orlando Bloom, cui si affiancherà l’iconico Javier Bardem. Da vedere.

24 maggio: “Quando un padre”, di Mark Williams. Il lavoro d’esordio per il produttore di “The Accountant” mette in scena il percorso di redenzione vissuto da uno spietato cacciatore di teste per il quale il lavoro è sempre venuto prima della famiglia. Nel cast troveremo Allison Brie, Gerard Butler, Willem Dafoe e Alfred Molina.

25 maggio: “2Night”, di Ivan Silvestrini. Dal regista romano della web serie “Stuck – The Chronicles of David Rea” e di “Come non detto” (2012) e “Monolith” (2016), una love story sull’asfalto lunga una notte, ingaggiata da due trentenni entrambi coi propri segreti da nascondere. A quanto pare, una bella idea non debitamente approfondita.

25 maggio: “47 metri”, di Johannes Roberts. Da uno scarso autore di horror, la soffocante avventura di due sorelle intrappolate sul fondo dell’oceano con 60 minuti di tempo per risalire in superficie, prima cioè che l’ossigeno finisca e/o gli squali se le trangugino.

25 maggio: “Alamar”, di Pedro González-Rubio. Improvvisamente ecco comparire per la prima volta in Italia un lavoro del documentarista belga, presentato al TIFF nel lontano 2009. In equilibrio costante tra dramma di formazione e rappresentazione del reale, assistiamo all’approcciarsi del piccolo Natan, cresciuto in Italia e ora guidato dal padre Jorge, all’attività della pesca che suo nonno Matraca esercita da tempo immemore nel Golfo del Messico.

25 maggio: “Cloud”, di Stephen Langford. Commediola improbabile in cui un cane, affidato alle cure del suo giovane padroncino in missione a casa propria per dimostrare la propria responsabilità, finisce per rovesciarsi addosso la pozione dell’invisibilità che il vicino malefico aveva rubato con losche intenzioni. Evitabile.

29 maggio: “Bugs”, di Andreas Johnsen. Interessante documentario sulla cucina del futuro, ovvero quella a base di insetti. Guidati da uno chef e un ricercatore promotori dell’entomofagia, ne scopriremo gli aspetti più salutari e realizzabili nella nostra quotidianità di qui a pochi anni, per noi e per il nostro pianeta.

30 maggio: “The Beatles: SGT Pepper & Beyond”, di Alan G. Parker. I baronetti dopo “Eight Days A Week” visti dai loro fan. Solo dal 30 maggio al 2 giugno.

30 maggio: “Maurizio Cattelan: Be Right Back”, di Maura Axelrod. Documentario americano d’esordio che mette a fuoco la figura dell’artista contemporaneo nativo di Padova, provocante e sovversivo nonostante da almeno un lustro assente dalla scena pubblica. Una sorta di riscatto in salsa mediatica; solo il 30 e il 31 maggio.

31 maggio: “I figli della notte”, di Andrea De Sica. Il regista romano mette da parte corti, documentari e serie televisive per tentare la via del lungo di finzione: L’ambientazione è un collegio per giovani che ambiscono (in prima persona o i genitori per loro) alle alte cariche nella società: ma Giulio ed Edo, pur conoscendosi opposti per carattere e ambizioni, si oppongono ai rigidi schemi della scuola e vanno a prostitute.

31 maggio: “Quello che so di lei”, di Martin Provost. Dopo “Séraphine” (2008) e “Violette” (2013) giunge da noi un terzo film del cineasta francese, in cui due Catherine (Frot e Deneuve) interpretano rispettivamente un’ostetrica fedele alla sua professione e la compagna che ne ha tempo addietro convinto il padre ad abbandonare la famiglia. Le loro vite si incrociano nuovamente, e forse nuovo potrà essere il modo di entrare in relazione.

Giugno

Baywatch di Seth Gordon

1 giugno: “Baywatch”, di Seth Gordon. Al regista di “Come ammazzare il capo e vivere felici” (2011) il compito di portare alla ribalta le vicende dei bagnini più seducenti della storia della televisione, indimenticati protagonisti della serie omonima anni ’90. Nel cast spiccano Dwayne Johnson, Zac Efron e… Pamela Anderson.

1 giugno: “Sognare è vivere”, di Natalie Portman. Con sensibile ritardo approda in suolo italiano il non troppo apprezzato debutto alla regia nel lungo per la celeberrima attrice, presentato al Festival di Cannes ancora nel 2015. Adattando il noto romanzo autobiografico “Una storia di amore e di tenebra” di Amos Oz, fa sua l’infanzia vissuta dall’autore nella Gerusalemme fra gli ultimi anni del governatorato britannico in Palestina e i primi del neonato stato d’Israele. La Portman, israeliana naturalizzata statunitense, interpreta la madre dello scrittore; da vedere, anche solo per curiosità.

1 giugno: “Wonder Woman”, di Patty Jenkins. Scelta singolare affidare alla regista di “Monster” (2003) un nuovo impellente capitolo non meramente supereroistico, bensì imperniato sulla riflessione non scontata che Hollywood sta operando circa l’universo di risorse che deriva dall’accostarsi alla feconda sensibilità delle figure femminili coinvolte in immaginarie imprese epocali, in questo caso una guerra mondiale che potrebbe essere salvata dalla principessa delle Amazzoni in persona. Da vedere.

15 giugno: “Io danzerò”, di Stéphanie Di Giusto. In concorso al Festival di Cannes del 2016 nella sezione Un Certain Regard, questo biopic d’esordio conduce alla scoperta della carriera artistica della danzatrice Loïe Fuller, cresciuta col padre in America tirando al lazo, poi trasferitasi presso la madre bigotta che avrebbe voluto soggiogarla, quindi in Europa, dove il suo talento cominciò a fiorire nel pieno della sua grazia anticonvenzionale. Da vedere.

22 giugno: “Transformers – L’ultimo cavaliere”, di Michael Bay. Quinto capitolo della celebre saga miliardaria tutta del “mago dei blockbuster”, in cui Mark Wahlberg sfida nuove potenti minacce per il pianeta e Optimus Prime parte alla ricerca dei creatori della sua razza. Nel cast anche Anthony Hopkins, Stanley Tucci e John Turturro; da vedere.

Luglio

Spider-Man: Homecoming di Jon Watts

6 luglio: “Spider-Man: Homecoming”, di Jon Watts. Col suo terzo lungo per il cinema il regista americano al soldo della Marvel prende le redini della saga multiforme sull’Uomo Ragno precedentemente affidata a Sam Raimi, quindi a Drew Goddard. Sarà un reboot dai tratti marcatamente adolescenziali: confidiamo in una carica di nuove ispirate dinamiche. Da vedere.

7 luglio: “Revenge”, di Walter Hill. Il regista de “I guerrieri della notte” (1979), “48 ore” (1982) e “Danko” (1988) sostanzialmente sperpera il talento di Sigourney Weaver e Michelle Rodriguez, l’una chirurga plastica in cerca di vendetta per suo fratello, l’altra, colpevole dell’omicidio di quest’ultimo, vittima di un’operazione di mutazione sessuale… operata dalla prima. Sacrificabile.

13 luglio: “The War – Il pianeta delle scimmie”, di Matt Reeves. Dopo “Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie” (2014), il regista torna al mondo fantascientifico in cui umani e primati proprio non riescono a convivere. Nel cast ritroviamo il principe della motion capture Andy Serkis, accanto alle new entry Woody Harrelson e Judy Greer; da vedere.

20 luglio: “ChiPS”, di Dax Shepard. Due centauri a Los Angeles fautori del (dis)ordine pubblico (Shepard stesso e Michael Peña), dalla televisione al cinema: il risultato ha deluso l’America, farà altrettanto in terra italiana. Per questo motivo, evitabile.

27 luglio: “Crazy Night – Festa col morto”, di Lucia Aniello. Da una regista americana (ebbene sì) di serie televisive, una commedia tragicomica d’esordio in cui 5 amiche di vecchia data (Jillian Bell, Ilana Glazer, Scarlett Johansson, Zoë Kravitz e Kate McKinnon), lanciate in una notte da sballo a Miami, uccidono per sbaglio uno spogliarellista. Che fare del cadavere? Nel cast anche Demi Moore.

Agosto

Annabelle 2: Creation di David F. Sandberg

10 agosto: “Annabelle 2: Creation”, di David F. Sandberg. Il regista di “Lights Out – Terrore nel buio” (2016) dona un nuovo capitolo, corredato da un nuovo cast, alla saga dedicata alla bambola assassina ritratta in “L’evocazione – The Conjuring” (2013), da non confondere con quella riservata all’altrettanto nota Chucky (1988-2013).

10 agosto: “La torre nera”, di Nikolaj Arcel. Al regista danese dello splendido “Royal Affair” (2012) il compito di dare avvio ad un’attesa serie di prodotti pensati per grande e piccolo schermo sulla scia dei celebri romanzi di Stephen King pubblicati fra il 1982 e il 2012. Nel cast figureranno Idris Elba e Matthew McConaughey.

17 agosto: “Atomica bionda”, di David Leitch. Dal solido ex-stuntman collaboratore di Chad Stahelski (accanto al quale ha girato il primo scoppiettante “John Wick”, 2014), un nuovo intrigante action di spionaggio dove Charlize Theron, fiore all’occhiello dei Servizi Segreti di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, deve consegnare un prezioso dossier nei pressi di una Berlino poco sicura. Qualcosa andrà storto, ma potrà contare sul supporto dell’ufficiale governativo James McAvoy. Nel cast spiccano anche Sofia Boutella, Bill Skarsgård e John Goodman; da vedere.

24 agosto: “Cattivissimo Me 3”, di Kyle Balda, Pierre Coffin ed Eric Guillon. La Illumination Entertainment è in breve tempo diventata un esempio imprescindibile di ottimi affari a medio costo; sull’onda del successo del franchise con protagonista l’arcigno Gru, incastonato fra “Minions” (2015) e “Minions 2” (2020) giunge nelle sale di tutto il mondo il terzo capitolo ufficiale. Da vedere.

31 agosto: “Dunkirk”, di Christopher Nolan. Dopo averlo a più riprese accarezzato, il prestigiatore del cinema si tuffa nel cinema di guerra narrando, nel terzo film più rumoreggiato del 2016 secondo Indiewire, l’Operazione di evacuazione navale Dynamo attuata dagli Alleati all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Nel cast troveremo Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance, Harry Styles (ebbene sì) e Kenneth Branagh; da non perdere.

Settembre

Cars 3 di Brian Fee

14 settembre: “Cars 3”, di Brian Fee. Dato il crescente successo della saga, arrivata già ad incassare oltre il miliardo di dollari, la Pixar ha deciso (com’era prevedibile) di donare al suo beniamino Saetta McQueen un terzo capitolo, la cui vicenda è affidata (altra scelta immaginabile) ad un esordiente alla regia nel campo dell’animazione (come già successo per “Il viaggio di Arlo” e “Monsters University”, non a caso fra i lungometraggi meno ambiziosi della casa di produzione). Auspichiamo un po’ di lungimiranza nel miglior spirito dello Studio di Emeryville; comunque da non perdere.

14 settembre: “Gifted – Il dono del talento” di Marc Webb. Posticipato di circa 5 mesi, giungerà finalmente la nuova fatica firmata dal regista dei due “Amazing Spider-Man”: un dramma in cui Chris Evans padre putativo della graziosa e dotatissima nipotina McKenna Grace, rimasta orfana, tenta in ogni modo di farla accedere al percorso di studi cui è destinata.

21 settembre: “American Made”, di Doug Liman. Sotto la direzione del regista di “The Bourne Identity” (2002) ed “Edge of Tomorrow – Senza domani” (2014), Tom Cruise è il trafficante di armi da fuoco e droga Barry Seal, negli anni Ottanta al soldo della CIA. Nel cast troveremo anche Domhnall Gleeson.

21 settembre: “It”, di Andrés Muschietti. Il regista del controverso horror “La madre” (2013) è stato incaricato di far lievitare il best seller di Stephen King dallo status di miniserie televisiva (1990, con protagonista Tim Curry) a quello di lungometraggio per il grande schermo. I panni del clown Pennywise andranno stavolta a Bill Skarsgård. Da vedere.

28 settembre: “Emoji: Accendi le Emozioni”, di Anthony Leondis. Il secondo lungo dell’anno prodotto dalla Sony Animation eleva allo status di protagonisti niente meno che le “faccine” della messaggistica, naturalmente alla ricerca di un riscatto nella loro esistenza mono-emozionale: curiosa testimonianza di come simili linguaggi siano oramai diventati imprescindibili nel panorama contemporaneo.

Ottobre

Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve

5 ottobre: “Blade Runner 2049”, di Denis Villeneuve. Operazione tanto pericolosa quanto audace, nonché la più rumoreggiata del 2016 secondo Indiewire, il regista degli splendidi “Arrival” e “Sicario” (2015) dovrebbe avere le spalle abbastanza larghe da sostenere l’onere di dirigere il sequel di uno dei miti immortali della fantascienza, quell’iconico “Blade Runner” che nel 1982 Ridley Scott aveva portato alla luce. Il protagonista rimarrà lo stesso, il detective Deckart impersonato da Harrison Ford, naturalmente assai invecchiato dall’ultima avventura, al fianco di Ryan Gosling e Jared Leto. Da non perdere.

12 ottobre: “Lego Ninjago – Il film”, di Charlie Bean, Paul Fisher e Bob Logan. Dopo il successo di “The LEGO Movie” (2014) e quello preannunciato di “LEGO Batman – Il film”, la Warner Bros. Animation prepara una doppietta da giocarsi nel 2017, traendo ispirazione dalle culture sino-nipponiche per le avventure di agguerriti samurai lanciati all’assalto di draghi e uomini serpente.

19 ottobre: “The Mountain Between Us”, di Hany Abu-Assad. Dal regista di “Paradise Now” (2005), “Omar” (2013) e “The Idol” (2015), un film di amore e sopravvivenza in cui spiccano da protagonisti assoluti Kate Winslet, scrittrice in procinto di sposarsi, e Idris Elba, medico di ritorno da una conferenza, entrambi usciti vivi da un disastro aereo.

25 ottobre: “Thor: Ragnarok”, di Taika Waititi. Affidata ad un regista già nominato all’Oscar per un cortometraggio, la terza avventura dedicata al supereroe figlio di Odino interpretato da Chris Hemsworth rivestirà un ruolo di grande importanza nell’economia drammaturgica dell’universo Marvel: Thor dovrà niente meno che salvare il proprio regno dall’apocalisse. Da vedere.

26 ottobre: “Victoria and Abdul”, di Stephen Frears. L’acclamato regista di “Florence” (2016), “Philomena” (2013), “The Queen – La regina” (2006), “Alta fedeltà” (2000) e “Le relazioni pericolose” (1988) racconta la storia vera del confidente più intimo (Ali Fazal) della regina Vittoria (Judi Dench) negli ultimi anni di regno. Da vedere.

Novembre

Capitan Mutanda di David Soren

1 novembre: “Capitan Mutanda”, di David Soren. Posticipato di circa 5 mesi (da noi), il 35esimo film per il cinema della Dreamworks Animation segue a pochi mesi di distanza il 34esimo (“Baby Boss”, in arrivo ad aprile), dando vita sotto la guida del regista di “Turbo” (2013) al supereroe in brache nato dalla fantasia a fumetti di due amici dispettosi. Da vedere.

9 novembre: “Nut Job – Andiamo a comandare”, di Cal Brunker. Affidato al non eccessivamente apprezzato regista di “Fuga dal Pianeta Terra” (2013), arriva il sequel di “Nut Job – Operazione noccioline” (2014), dove lo scoiattolo Spocchia combatte assieme ai suoi amici per salvare il proprio parco dai piani del sindaco che lo vuole trasformare in un luna park. Inutile dire che il titolo italiano ha ben poco a che fare con quello originale…

17 novembre: “Justice League”, di Zack Snyder. Dal regista de “L’alba dei morti viventi” (2004), “300” (2006), “L’uomo d’acciaio” (2013) e “Batman V Superman: Dawn of Justice” (2016), ecco il capitolo supereroistico che lancia, alle spalle film corali come “The Avengers” e il suo sequel, i paladini della DC uniti contro le forze del male. Accanto ai volti noti di Henry Cavill/Superman, Ben Affleck/Batman, Gal Gadot/Wonder Woman, troveremo Amy Adams, J. K. Simmons, Willem Dafoe e Jeremy Irons. Da vedere.

22 novembre: “Let It Snow”, di Luke Snellin. Commedia che intreccia le vicende di diversi personaggi durante la vigilia di Natale: c’è chi rimane bloccato su un treno a causa di una tempesta di neve e festeggia assieme ad uno sconosciuto, chi scopre il vero amore in vecchie amicizie, chi riflette con malinconia sulla fine di una relazione coccolando il proprio maialino nano.

30 novembre: “Gli eroi del Natale”, di Timothy Reckart. Da un regista già nominato all’Oscar per un cortometraggio, ennesima avventura animata targata Sony che mette a fuoco la storia della Natività così come la videro gli animali di Betlemme.

Dicembre

Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh

13 dicembre: “Assassinio sull’Orient Express”, di Kenneth Branagh. Dopo il celebre adattamento del 1974 firmato per il grande schermo da Sidney Lumet, i panni dell’amatissimo investigatore passano dal pensionato Albert Finney a Branagh stesso, spalleggiato da Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer e Daisy Ridley: un cast a dir poco da urlo, che si dovrà necessariamente confrontare con quello capitanato 40 anni or sono da Lauren Bacall, Ingrid Bergman (premiata con l’Oscar), Jacqueline Bisset, Sean Connery, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave e Micheal York. Da non perdere.

13 dicembre: “Star Wars: Gli ultimi Jedi”, di Rian Johnson. Al regista di “Looper” (2012) l’arduo compito di mantenere sulla buona rotta gli incrociatori stellari e la figura prodigiosa di Rey, l’eroina in cui la Forza ha ripreso vita non più di un anno fa. Ovviamente da non perdere.

15 dicembre: “Paddington 2”, di Paul King. Lo stesso cineasta dell’acclamato primo capitolo prende le redini del secondo, raccontando le indagini del dolce orsetto londinese sulle tracce del ladro che gli ha rubato un bel libro acquistato presso un negozio di antiquariato per la centenaria zia Lucy. Evidentemente, il volume nasconde qualche segreto fra le sue pagine; da vedere.

21 dicembre: “Downsizing”, di Alexander Payne. Dal regista di “Nebraska” (2014), “Paradiso amaro” (2011) e “Sideways – In viaggio con Jack” (2004), una commedia con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin e Neil Patrick Harris sulla possibilità, in un futuro non troppo remoto, di rimpicciolire la propria statura corporea al fine di ridurre i consumi energetici del pianeta, senza per questo dover rinunciare al benessere personale.

21 dicembre: “Il toro Ferdinando”, di Carlos Saldanha. La Blue Sky (“L’era glaciale”, “Rio”) progetta col suo 12esimo lungometraggio un’espansione del corto “Ferdinando il toro” (1938), l’unico a vincere l’Oscar nella decade a non rientrare nelle “Silly Symphonies” disneyane. Il protagonista è il più grosso della mandria e quelli come lui non tardano a finire nell’arena… Da vedere.

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

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