Cinema 2017: da Zhang Yimou a Mel Gibson, ecco tutte le novità sui film in uscita nelle sale italiane #2

Cinema 2017: da Zhang Yimou a Mel Gibson, ecco tutte le novità sui film in uscita nelle sale italiane #2

Feb 1, 2017

Cinema 2017. Al sorgere di febbraio, eccoci cari amici e amanti del cinema puntuali al secondo appuntamento con la consueta panoramica sulle grandi e piccole produzioni che popoleranno le nostre sale nei prossimi 11 mesi: preparatevi a prenotare un bel numero di serate in nome di quest’intelligentissima attività culturale.

Cinema 2017 #2

Proponiamo la rosa completa (dichiarata al 30 gennaio 2017, e come tale senza improbabilità suscettibile di rettifica) delle programmazioni che abiteranno le prime settimane a venire; segue quindi mensilmente una coppia di titoli di spicco, selezionata fra i 186 resi noti ad oggi, giusto per stuzzicare la vostra cinefila curiosità.

Nel consigliarvi di tenere d’occhio gli aggiornamenti su questa e altre piattaforme, viste le numerose uscite pianificate senza largo preavviso fra un post e l’altro, vi introduciamo alla scoperta di ciò che potremo gustare a…

Febbraio

2 febbraio: “La battaglia di Hacksaw Ridge”, di Mel Gibson. Tornato sulla scena in gran forma a 10 anni di distanza da “Apocalypto” (2006) e pronto a nutrire la propria terza stagione registica con un “Berserker”, altro titolo a tematica bellica, il nostro Braveheart ci lancia nella mischia della Seconda Guerra Mondiale combattuta da americani e giapponesi; in mezzo alla carneficina c’è Desdemon Doss (Andrew Garfield), obiettore di coscienza che sostiene il proprio Paese senza imbracciare le armi, difendendosi solo con la propria forza di volontà. Conquistate 6 nomination agli Oscar (film, regia, Garfield, montaggio, sonoro e montaggio sonoro), potrebbe diventare il primo film di Gibson su cui la maggior parte della critica si ritrovi positivamente concorde; da non perdere.

2 febbraio: “Billy Lynn – Un giorno da eroe”, di Ang Lee. Il maestro di “Vita di Pi” (2012), “I segreti di Brokeback Mountain” (2005) e “La tigre e il dragone” (2000) racconta, attraverso il tour della vittoria che s’è meritato assieme ai suoi commilitoni, l’esperienza al fronte del soldato semplice Billy Lynn (Joe Alwyn), la quale mai potrebbe combaciare con il ritratto che la folla esultante proclama a gran voce. Nel cast anche Kristen Stewart, Vin Diesel e Steve Martin; da vedere, nonostante la non rosea accoglienza d’oltreoceano.

2 febbraio: “Ho amici in paradiso”, di Fabrizio Maria Cortese. Un uomo accusato di riciclare denaro per la mafia pugliese denuncia il boss con cui trattava e, condannato ad un anno di servizi sociali, viene posto accanto ad un prete che a Roma, teoricamente lontano dai crimini e dalle ritorsioni della malavita, si prende cura di un gruppo di persone disabili sia nel corpo che nella mente.

Life, Animated di Roger Ross Williams

2 febbraio: “Life, Animated”, di Roger Ross Williams. Al secondo lungo documentario per il cinema, il regista Premio Oscar torna in cinquina grazie a questo splendido ritratto di Owen, un uomo autistico che ha trovato nei classici Disney una via di fuga dalla sua incapacità di rapportarsi col mondo. Da vedere.

2 febbraio: “The Ring 3”, di F. Javier Gutierrez. Otto anni dopo il suo primo film da regista, il cineasta spagnolo prende in mano la proficua saga horror con protagonista la demoniaca Samara regalandole il suo tredicesimo episodio in totale (considerando sia le saghe giapponesi che quelle americane, assieme all’episodio coreano): il racconto di come tutto ebbe inizio…

2 febbraio: “Sleepless – Il giustiziere”, di Baran Bo Odar. Il remake del francese “Notte bianca” (2011) è un thriller che vede Jamie Foxx nei panni di un poliziotto corrotto ed incastrato da un boss della droga a Las Vegas, costretto per salvare la vita al figlioletto rapito a recuperare una grossa partita che gli era capitata senza volerlo fra le mani. Da evitare.

2 febbraio: “Smetto quando voglio – Masterclass”, di Sydney Sibilia. Aspettando “Smetto quando voglio –Ad honorem” (nelle sale probabilmente per la fine del 2017 o l’inizio del 2018), il regista del primo capitolo ci offre la seconda avventura dei Ricercatori, ingaggiati in una missione ad alto rischio contro le nuove droghe in cambio di uno sconto di pena. Mentre conduce nell’operazione Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero Di Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia e Pietro Sermonti, il capo Edoardo Leo tenta goffamente di nascondere l’intera faccenda alla moglie incinta (Valeria Solarino). Nel cast di nuovo Neri Marcorè, affiancato dalle new entry Marco Bonini e Luigi Lo Cascio; da vedere.

2 febbraio: “La terra e il vento”, di Sebastian Maulucci. Al suo esordio nel cinema di finzione, il regista italiano presenta la storia di un giovane alpinista che, abbandonati gli studi inseguendo il sogno di viaggiare, sta per partire alla volta del Nepal; senonché il fratellastro lo trattiene per un’arruffata questione di eredità, fatto che consente al protagonista di allacciare un rapporto assai particolare con la sorellastra semi-sconosciuta.

2 febbraio: “A United Kingdom – L’amore che ha cambiato la storia”, di Amma Asante. Mentre sta filmando il suo quarto lungometraggio, nelle sale italiane giunge la fatica precedente della regista inglese, la quale racconta dell’amore travolgente, osteggiato dalle rispettive famiglie e nazioni a metà del secolo scorso, scoppiato fra l’erede al trono del Botswana (David Oyelowo) e un’impiegata londinese (Rosamund Pike), l’uno intenzionato a dare un futuro migliore al proprio regno, l’altra speranzosa di vincere la resistenza contro i diritti delle donne africane.

2 febbraio: “Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis”, di Mariangela Barbanente e Antonio Palumbo. Mediometraggio che, a metà fra ricostruzione storica e stilemi documentaristici, intende far luce sulla vicenda del primo barese dichiaratamente omosessuale.

3 febbraio: “Vista Mare”, di Andrea Castoldi. Al secondo tentativo, il regista italiano immagina una Puglia del 2020 militarmente occupata dal popolo italiano, che furioso vuole opporsi alla crisi con rivolte armate, non disdegnando l’emigrazione verso l’Albania, nella speranza di poter ricamare una nuova vita.

Incarnate – Non potrai nasconderti di Brad Peyton

8 febbraio: “Incarnate – Non potrai nasconderti”, di Brad Peyton. Il regista di “Viaggio nell’isola misteriosa” (2012) e del catastrofico “San Andreas” (2015) dirige un nuovo capitolo della multiforme, strabordante saga votata ai riti esorcistici, in cui spicca la figura di Aaron Eckhart. Un prodotto per i fan del genere che il resto del pubblico potrà abilmente evitare.

8 febbraio: “Un re allo sbando”, di Peter Brosen e Jessica Woodworth. La stabile coppia di registi attivi in Belgio propone una fantasiosa commedia al cui centro sta l’immaginario Nicola III, triste e grigio re del Belgio, che durante una visita di Stato a Istanbul viene raggiunto dalla notizia della secessione della Vallonia; intenzionato a tornare in patria per ristabilire l’ordine, dovrà percorrere un lungo tratto restando a terra a causa di una tempesta solare che interdice ogni volo aereo, in compagnia di un regista incaricato di rinverdire l’immagine monarchica attraverso le sue produzioni.

8 febbraio: “Le spie della porta accanto”, di Greg Mottola. Il regista di Long Island narra di una coppia che vive serena in un quartiere tranquillo, fino a quando non si accorge che i nuovi vicini sono degli agenti speciali sotto copertura. Come non farsi a questo punto gli affari degli altri?

9 febbraio: “150 milligrammi”, di Emmanuelle Bercot. Giunta al quinto film per il grande schermo, la regista francese si misura con una novella Erin Brockovich del 21esimo secolo (Irene Frachon, interpretata da Sidse Babett Knudsen), pneumologa della Bretagna che ha realmente allestito una battaglia contro un medicinale assassino prodotto da un colosso farmaceutico.

9 febbraio: “Cinquanta sfumature di nero”, di James Foley. A dirigere il primo (e anche il secondo) sequel del film più “scandaloso” del 2015 è stato chiamato il regista di “A distanza ravvicinata” (1986) e “Americani” (1992), oltre che di 12 episodi della serie “House of Cards” fra il 2013 e il 2015; nei panni dei ninfomani complessati Anastasia e Christian ritroviamo nuovamente Dakota Johnson e Jamie Dornan, i protagonisti nati dalla penna di E. L. James. Riusciranno i nostri eroi a non fare nuovamente incetta di Razzie Awards? Staremo a vedere…

9 febbraio: “Lego Batman – Il film”, di Chris McKay. Al suo secondo lungo per il cinema nel giro di 15 anni (ma il primo di indubbio rilievo), il regista americano abbraccia la causa degli esilaranti film che animano i miliardari mattoncini di plastica, qui condensati a formare uno spin-off esordiale che si concentra su un illustre personaggio già apparso in “The LEGO Movie” (2014), vale a dire il Cavaliere Oscuro, re indiscusso delle bat-tute. Da vedere.

Io, Claude Monet di Phil Grabsky

14 febbraio: “Io, Claude Monet”, di Phil Grabsky. Saltando nell’ultimo anno da Renoir a Matisse a Monet, il regista inglese porta il suo pubblico alla (ri)scoperta di uno dei maggiori maestro dell’impressionismo francese, indagato a partire dalla larghissima messe di epistole che fortunatamente ci ha lasciato. Al cinema solo il 14 e il 15 febbraio.

14 febbraio: “Mamma o papà?”, di Riccardo Milani. Il regista di “Scusate se esisto!” (2014) e “Benvenuto Presidente!” (2013) approda nelle sale italiane (a un mese di distanza dal potente “Dopo l’amore” di Joachim LaFosse) con un nuovo film in cui due genitori (Antonio Albanese e Paola Cortellesi) litigano sull’affidamento (o non-, in questo caso) dei figli.

16 febbraio: “Absolutely Fabulous: The Movie”, di Mandie Fletcher. Da una regista che negli anni ha fatto il callo alle serie tv, un film (in Italia costantemente posticipato) tratto da un’invenzione di successo, con le protagoniste di sempre (Joanna Lumley e Jennifer Saunders) sotto accusa per aver favorito un incidente ad un party e pure paparazzate da mezzo mondo: decideranno di fuggire da tutto e tutti.

16 febbraio: “Autobahn – Fuori controllo”, di Eran Creevy. Posticipato di circa un anno, poi retrodatato a piacimento, il terzo lungometraggio del regista inglese narra di Casey Stein (Nicholas Hoult), corriere per un cartello della droga lanciato ad altissima velocità sull’asfalto di un autostrada tedesca con una gang rivale alle costole, come se non bastasse col pensiero rivolto alla propria fidanzata (Felicity Jones) minacciata dai suoi acerrimi nemici (Anthony Hopkins e Ben Kingsley).

16 febbraio: “Ballerina”, di Éric Summer e Éric Warin. Lungometraggio d’esordio per i due registi francesi, questa vicenda animata mette in scena l’ascesa sul finire dell’Ottocento di un’orfana adolescente con la passione per la danza classica, la quale assieme ad un amico scappa dall’istituto in cui è ospitata per raggiungere la capitale e avvicinarsi così alla realizzazione dei suoi sogni.

16 febbraio: “Manchester by the Sea”, di Kenneth Lonergan. Il terzo lungometraggio del regista e sceneggiatore newyorkese dalla rada produttività è senza dubbio il migliore e quello di maggior successo finora realizzato. Ambientato sulle coste del Massachusetts, osserva il ritorno di Lee (Casey Affleck) alla propria cittadina d’origine, dalla quale era fuggito nel tentativo di cominciare una nuova vita. Col funerale del fratello, scopre di essere stato nominato tutore del nipote Patrick (Lucas Hedges) e rientra in contatto con l’ex moglie Randi (Michelle Williams). 6 nomination agli Oscar (film, regia, Affleck, Hedges non protagonista, Williams non protagonista, sceneggiatura originale); da non perdere.

16 febbraio: “Moonlight”, di Barry Jenkins. Primo film di rilievo per il regista americano, è la storia di un ragazzo nero omosessuale ed emarginato, tripartita nelle sue diverse età e maturazioni. 8 le nomination agli Oscar per il nuovo titolo distribuito dalla prodigiosa A24 (“Amy”, “Ex Machina”, “Locke”, “Room”, “The Witch”…), e precisamente film, regia, Mahershala Ali non protagonista, Naomie Harris non protagonista, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio e colonna sonora; da non perdere.

16 febbraio: “Resident Evil: The Final Chapter”, di Paul. W. S. Anderson. Dal regista del primo (2002), quarto e quinto episodio (produttore comunque del secondo e terzo) della saga action/horror con protagonista Milla Jovovich, il capitolo conclusivo (per i redattori di Metacritic il migliore) di una saga che ha saputo ritagliarsi il proprio pubblico senza deludere le aspettative generali. Si torna a Racoon City, dove tutto ha preso avvio, si torna a combattere l’Umbrella Corporation, pronta a sferrare un attacco mostruoso di epiche dimensioni. Per gli appassionati del genere.

David Lynch - The Art Life

20 febbraio: “David Lynch: The Art Life”, di Rick Barnes, Olivia Neergaard-Holm e Jon Nguyen. Dopo “Pretty as a Picture: The Art of David Lynch” (1997), tre documentaristi esordienti permettono una nuova, aggiornata esplorazione del maestro dalla mente contorta amante delle menti contorte, il quale fra pochi mesi tornerà sui piccoli schermi con niente meno che la terza stagione di “Twin Peaks”.

21 febbraio: “Gimme Danger”, di Jim Jarmusch. 20 anni dopo aver seguito il tour di Neil Young e Crazy Horse, il maestro americano del cinema indipendente (suoi i recenti e meravigliosi “Paterson”, 2016, e “Solo gli amanti sopravvivono”, 2013) torna ad avvicinare un complesso iconico (nonché iconoclasta), i “The Stooges”, capitanati da Iggy Pop, quest’anno peraltro nominato ai Golden Globe. Solo il 21 e il 22 febbraio; da vedere.

23 febbraio: “Bandidos e Balentes – Il codice non scritto”, di Fabio Manuel Mulas. Un thriller italiano d’esordio che mette a fuoco una Sardegna degli anni ’50 brulicante di briganti, gli stessi che il grande Vittorio De Seta aveva illuminato nel dramma “Banditi a Orgosolo” (1961).

23 febbraio: “Barriere”, di Denzel Washington. Nel terzo e più intenso film da lui diretto, l’attore due volte Premio Oscar riveste i panni di un padre di famiglia che, in lotta coi figli e con le discriminazioni razziali degli anni ‘50, diviso fra la moglie (Viola Davis) e l’amante, avanza lentamente verso la fine. 4 le nomination agli Oscar (film, Washington, Davis non protagonista e sceneggiatura non originale del Premio Pulitzer August Wilson, morto nel 2005 con lo script bell’e pronto); da non perdere.

23 febbraio: “Beata ignoranza”, di Massimiliano Bruno. Dopo “Gli ultimi saranno ultimi” (2015), il regista drammaturgo adatta per lo schermo un altro proprio divertente copione, scegliendo come protagonisti pezzi da novanta come Alessandro Gassman e Marco Giallini.

23 febbraio: “The Great Wall”, di Zhang Yimou. Il più celebre regista cinese della contemporaneità (suoi “La città proibita”, 2006, “La foresta dei pugnali volanti”, 2004, “Hero”, 2002, “Lanterne rosse”, 1991, “Sorgo rosso”, 1987) collabora con l’America per dar vita ad un kolossal di proporzioni inedite, ambientato in un XV secolo favoleggiante, in cui Matt Damon va alla ricerca della preziosissima polvere da sparo inventata dal popolo orientale. Un evento unico da non perdere, a prescindere dalle non rosee critiche d’oltreoceano.

23 febbraio: “Jackie”, di Pablo Larraín. Il maestro cileno de “Il club” (2015) e “Neruda” nel 2016 realizza una doppietta straordinaria, che purtroppo non gli ha portato alcuna nomination agli ostinati Academy Awards. In questo biopic, poetico e originalissimo come quello sull’indimenticato Nobel per la letteratura, ritrae la figura di una first lady straordinaria (Natalie Portman), la quale, attraverso l’intervista condotta da “Life” pochi giorni dopo l’attentato al marito, ricostruisce la propria versione sui fatti e sulla vita pubblica e privata. Nomination all’Oscar per la Portman, la colonna sonora e i costumi; da non perdere.

23 febbraio: “La marcia dei pinguini – Il richiamo”, di Luc Jacquet. 12 anni dopo il popolare documentario premiato con l’Oscar, il regista francese torna in Antartide per mostrarci il primo lungo viaggio di un cucciolo che dovrà superare un rigido inverno glaciale. Da vedere.

23 febbraio: “T2 Trainspotting”, di Danny Boyle. Sono trascorsi 21 anni dal primo leggendario capitolo, eppure sono ancora tutti in scena, il regista (lo stesso di “Steve Jobs”, 2015, “127 ore”, 2010, “The Millionaire”, 2008), Ewan McGregor e gli altri tossicodipendenti che hanno indelebilmente segnato gli anni ’90: gli artisti sono cresciuti nel frattempo, la loro estetica si è evoluta, ma ora, nella vita reale e nella finzione, tornano a (ri)conoscersi. Da non perdere, anche semplicemente nell’intenzione di attuare un raffronto culturale.

23 febbraio: “Vi presento Toni Erdmann”, di Maren Ade. Il principale favorito alla corsa alla statuetta dorata come film in lingua straniera, già vincitore dei 5 EFA più importanti, la lunga commedia tedesca ha come protagonista un insegnante di musica in pensione costantemente dedito agli scherzi, che una volta incrociata, dopo lunghi anni, la figlia ormai quarantenne, decide di tentare un nuovo approccio travestito, per l’appunto, da Toni Erdmann. Da non perdere.

Marzo

La legge della notte di Ben Affleck

2 marzo: “La legge della notte”, di Ben Affleck. Alla quarta regia (dopo “Gone Baby Gone”, 2007, “The Town”, 2010, e “Argo”, 2012), Affleck veste i panni di figlio del capo della polizia di Boston, che durante l’era del proibizionismo da noto veterano di guerra sguazza nello champagne finendo nelle trame della criminalità organizzata; quando si innamora della pupa di un boss inimicato (Sienna Miller), il suo atteggiamento insicuro verrà messo a dura prova. Nel cast anche Elle Fanning, Brendan Gleeson, Chris Messina e Zoe Saldana; da vedere.

16 marzo: “La bella e la bestia”, di Bill Condon. A soli tre anni dalla produzione francese con protagonisti Vincent Cassel e Léa Seydoux, la Disney procede nel suo piano di risurrezione dei più o meno vecchi classici del canone (e non solo) offrendo le parti principali a Dan Stevens ed Emma Watson, posti sotto la direzione del regista di “Dreamgirls” (2006). Il risultato saprà reggere al cospetto del capolavoro d’animazione del 1991? Staremo a vedere…

Aprile

20 aprile: “L’eccezione alla regola”, di Warren Beatty. Alden Ehrenreich uomo d’affari e Lily Collins aspirante attrice a Los Angeles (quest’ultima nominata al Golden Globe) si rivolgono al leggendario Warren Beatty in persona, che nella realtà non recitava e non dirigeva per il cinema rispettivamente da 15 e 18 anni. Un film evento, nonostante sia risultato meno convincente di quanto si potesse sperare: nel cast anche Matthew Broderick, Martin Sheen, Annette Bening, Ed Harris e Alec Baldwin. Comunque da vedere.

24 aprile: “La tenerezza”, di Gianni Amelio. Il maestro de “Il primo uomo” (2011), “Le chiavi di casa” (2004), “Così ridevano” (1997), “Lamerica” (1994), “Il ladro di bambini” (1992) e “Porte aperte” (1990) torna al cinema di finzione dopo 4 anni densi di documentari. Lo fa adattando “La tentazione di essere felice” di Lorenzo Marone e assoldando due astri come Elio Germano e Micaela Ramazzotti, protagonisti di una drammatica vicenda napoletana lontana dai disagi della periferia. Da non perdere.

Maggio

Alien - Covenant di Ridley Scott

11 maggio: “Alien: Covenant”, di Ridley Scott. Il maestro riprende in mano la propria saga con l’intenzione di rimediare al per certi versi fallace prequel “Prometheus” (2012), lasciando così tuttavia mezzo mondo appeso all’amo in attesa di un quinto capitolo ufficiale che, affidato finora alle cure di Neill Blomkamp e con protagonista ancora una volta Sigourney Weaver, forse siamo destinati a non vedere mai sullo schermo, proprio a motivo di questo nuovo ingombrante capitolo. Per adesso ri-incontreremo Micheal Fassbender, Guy Pearce e Noomi Rapace, al fianco di James Franco e Katherine Waterston; da vedere.

24 maggio: “Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar”, di Joachim Rønning ed Espen Sandberg. Se qualcuno ricorda il norvegese “Kon-Tiki” (2012), ne elevi alla potenza la densità di scorribande: la coppia di registi ha infatti l’occasione di regalare al solido franchise un quinto emozionante capitolo (dopo i 6 anni di quiete che han seguito “Oltre i confini del mare”, 2011) in cui figureranno di nuovo Johnny Depp, Geoffrey Rush e Orlando Bloom, cui si affiancherà l’iconico Javier Bardem. Da vedere.

Giugno

1 giugno: “Wonder Woman”, di Patty Jenkins. Scelta singolare affidare alla regista di “Monster” (2003) un nuovo impellente capitolo non meramente supereroistico, bensì imperniato sulla riflessione non scontata che Hollywood sta operando circa l’universo di risorse che deriva dall’accostarsi alla feconda sensibilità delle figure femminili coinvolte in immaginarie imprese epocali, in questo caso una guerra mondiale che potrebbe essere salvata dalla principessa delle Amazzoni in persona. Da vedere.

22 giugno: “Transformers – L’ultimo cavaliere”, di Michael Bay. Quinto capitolo della celebre saga miliardaria tutta del “mago dei blockbuster”, in cui Mark Wahlberg sfida nuove potenti minacce per il pianeta e Optimus Prime parte alla ricerca dei creatori della sua razza. Nel cast anche Anthony Hopkins, Stanley Tucci e John Turturro; da vedere.

Luglio

Spider-Man Homecoming di Jon Watts

6 luglio: “Spider-Man: Homecoming”, di Jon Watts. Col suo terzo lungo per il cinema il regista americano al soldo della Marvel prende le redini della saga multiforme sull’Uomo Ragno precedentemente affidata a Sam Raimi, quindi a Drew Goddard. Sarà un reboot dai tratti marcatamente adolescenziali: confidiamo in una carica di nuove ispirate dinamiche. Da vedere.

13 luglio: “The War – Il pianeta delle scimmie”, di Matt Reeves. Dopo “Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie” (2014), il regista torna al mondo fantascientifico in cui umani e primati proprio non riescono a convivere. Nel cast ritroviamo il principe della motion capture Andy Serkis, accanto alle new entry Woody Harrelson e Judy Greer; da vedere.

Agosto

24 agosto: “Cattivissimo Me 3”, di Kyle Balda, Pierre Coffin ed Eric Guillon. La Illumination Entertainment è in breve tempo diventata un esempio imprescindibile di fabbrica dagl’ottimi affari a medio costo; sull’onda del successo del franchise con protagonista l’arcigno Gru, incastonato fra “Minions” (2015) e “Minions 2” (2020) giunge nelle sale di tutto il mondo il terzo capitolo ufficiale. Da vedere.

31 agosto: “Dunkirk”, di Christopher Nolan. Dopo averlo a più riprese accarezzato, il prestigiatore del cinema si tuffa nel cinema di guerra narrando, nel terzo film più rumoreggiato del 2016 secondo Indiewire, l’Operazione di evacuazione navale Dynamo attuata dagli Alleati all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Nel cast troveremo Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance, Harry Styles (ebbene sì) e Kenneth Branagh; da non perdere.

Settembre

Cars 3 di Brian Fee

14 settembre: “Cars 3”, di Brian Fee. Dato il crescente successo della saga, arrivata già ad incassare oltre il miliardo di dollari, la Pixar ha deciso (com’era prevedibile) di donare al suo beniamino Saetta McQueen un terzo capitolo, la cui vicenda è affidata (altra scelta immaginabile) ad un esordiente alla regia nel campo dell’animazione (come già successo per “Il viaggio di Arlo” e “Monsters University”, non a caso fra i lungometraggi meno ambiziosi della casa di produzione). Auspichiamo un po’ di lungimiranza nel miglior spirito dello Studio di Emeryville; comunque da non perdere.

21 settembre: “The Lego Ninjago Movie”, di Charlie Bean, Paul Fisher e Bob Logan. Dopo il successo di “The LEGO Movie” (2014) e quello preannunciato di “LEGO Batman – Il film”, la Warner Bros. Animation prepara una doppietta da giocarsi nel 2017, traendo ispirazione dalle culture sino-nipponiche per le avventure di agguerriti samurai lanciati all’assalto di draghi e uomini serpente.

Ottobre

5 ottobre: “Blade Runner 2049”, di Denis Villeneuve. Operazione tanto pericolosa quanto audace, nonché la più rumoreggiata del 2016 secondo Indiewire, il regista degli splendidi “Arrival” e “Sicario” (2015) dovrebbe avere le spalle abbastanza larghe da sostenere l’onere di dirigere il sequel di uno dei miti immortali della fantascienza, quell’iconico “Blade Runner” che nel 1982 Ridley Scott aveva portato alla luce. Il protagonista rimarrà lo stesso, il detective Deckart impersonato da Harrison Ford, naturalmente assai invecchiato dall’ultima avventura, al fianco di Ryan Gosling e Jared Leto. Da non perdere.

25 ottobre: “Thor: Ragnarock”, di Taika Waititi. Affidata ad un regista già nominato all’Oscar per un cortometraggio, la terza avventura dedicata al supereroe figlio di Odino interpretato da Chris Hemsworth rivestirà un ruolo di grande importanza nell’economia drammaturgica dell’universo Marvel: Thor dovrà niente meno che salvare il proprio regno dall’apocalisse. Da vedere.

Novembre

Insidious 4 di Adam Robitel

9 novembre: “Insidious 4”, di Adam Robitel. Semplicemente, il terzo sequel di una saga horror a bassissimo budget che non accenna a saturare il format: con 16 milioni e mezzo di dollari, se ne sono rastrellati ben 370. Impossibile non perseverare; da vedere.

23 novembre: “The Star”, di Timothy Reckart. Da un regista già nominato all’Oscar per un cortometraggio, una nuova avventura animata targata Sony (“Piovono polpette”, “Hotel Transylvania”…) che mette a fuoco il genere ovino, in cui si nasconde una pecora destinata a salvare il mondo.

Dicembre

15 dicembre: “Star Wars: L’ultimo Jedi”, di Rian Johnson. Al regista di “Looper” (2012) l’arduo compito di mantenere sulla buona rotta gli incrociatori stellari e la figura prodigiosa di Rey, l’eroina in cui la Forza ha ripreso vita non più di un anno fa. Ovviamente da non perdere.

21 dicembre: “Downsizing”, di Alexander Payne. Dal regista di “Nebraska” (2014), “Paradiso amaro” (2011) e “Sideways – In viaggio con Jack” (2004), una commedia con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin e Neil Patrick Harris sulla possibilità, in un futuro non troppo remoto, di rimpicciolire la propria statura corporea al fine di ridurre i consumi energetici del pianeta, senza per questo dover rinunciare al benessere personale.

Detto questo, il prossimo appuntamento è fissato per l’1 marzo, sicuri ci attenda una nuova ondata di entusiasmanti lungometraggi.

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

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