Trieste Film Festival 2026: tutti i film premiati della trentasettesima edizione
“Si conclude un’altra edizione speciale, dove abbiamo incontrato più di 150 ospiti da 36 Paesi, voci e volti provenienti dall’Europa e dal mondo, protagonisti in oltre 150 film, oltre 100 studenti ospitati a Trieste per Academy e Journalism Lab, senza dimenticare gli oltre 700 professionisti dell’industria cinematografica intervenuti a When East Meets West, lungo nove giorni meravigliosi.” ‒ dichiarano Monica Goti, presidente dell’associazione organizzatrice Alpe Adria Cinema, e Nicoletta Romeo, direttrice artistica del Trieste Film Festival

La 37ª edizione del Trieste Film Festival si è conclusa sabato 24 gennaio 2026 con la cerimonia di premiazione al Politeama Rossetti di Trieste chiudendo anche quest’anno il principale appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale.
PREMI 37ª EDIZIONE TRIESTE FILM FESTIVAL
Il Premio Trieste (euro 5.000) è stato assegnato a “Fantasy” (Slovenia, Macedonia del Nord, 2025) della regista slovena Kukla. La giuria composta da Rebecca De Pas, Reta Guetg e Mariëtte Rissenbeek ha motivato il premio: “Un film che intreccia realtà e fantasia con leggerezza e vivacità, che racconta una storia che trasporta il pubblico. Con accuratezza, rispetto ed empatia, esplora le sfide di essere una giovane donna in un ambiente profondamente tradizionale”.
La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale per la miglior regia a Vytautas Katkus a “The Visitor” (Lituania, Norvegia, Svezia, 2025): “Questo film è un viaggio cinematografico che ci riporta da dove veniamo. Il suo ritmo delicato ci lascia il tempo di vivere le esperienze del protagonista ed esplorare le sue domande sulla vita”.
Il Premio Alpe Adria Cinema al Miglior Documentario in concorso offerto dall’Opificio Neirami (euro 2.500) va a “Welded Together” (Francia, Belgio, 2025) diretto da Anastasija Mirošničenko. La giuria composta da Davide Abbatescianni, Vanja Jambrović e Marko Stojiljković, motiva ”Il premio va a una vera e propria lectio cinematografica, capace di raccontare una storia più strana della finzione, abitata da personaggi di straordinaria forza e presenza. Attraverso un approccio documentaristico osservazionale, e realizzato in maniera indipendente senza fondi statali, questo film si impone come un’opera unica, coinvolgente e profondamente toccante. Con questo film, Anastasiya Miroshnichenko si afferma come una nuova voce da seguire con attenzione in futuro”.
La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale ad “Active Vocabulary” (Germania, 2025) diretto da Yulia Lokshina con la seguente motivazione: “Yulia Loshkina affronta un’ampia gamma di temi — personali, aneddotici, sociali e universali — che a una prima lettura possono sembrare tra loro scollegati, ma che nel loro insieme compongono il ritratto di una Russia come Stato totalitario persistente, in cui chi detiene il potere ignora il benessere degli altri. La forma del film-saggio consente alla regista di intrecciare questi diversi livelli, mentre l’uso di tecniche sperimentali mantiene costantemente viva l’attenzione dello spettatore”.
Il Premio TSFF Corti (euro 2.000) offerto dalla Fondazione Osiride Brovedani va a “The Spectacle” (Ungheria, Francia, 2025) diretto da Bálint Kenyeres. La giuria composta da Silvia Carobbio, Oana Ghera ed Eléna Laquatra ha motivato: “Un miracolo silenzioso in una comunità Rom isolata apre una riflessione sulla visibilità e sull’incredulità, in un mondo dove la tecnologia ha spezzato il legame ontologico tra immagine e realtà. Ispirandosi al senso di magia proprio del cinema degli albori, il regista non spiega il meraviglioso, ma lo crea, inquadratura dopo inquadratura. Mettendo a nudo l’eccezionale, il film ricorda che il cinema può ancora farci credere. Vedere diventa così un fragile atto di attenzione verso le vite che restano ai margini dello sguardo”.
La giuria ha assegnato la menzione speciale a “The Road Home” (Romania, 2025) diretto da Marian Fărcuț con la seguente motivazione: “Due solitudini si incontrano e una bizzarra odissea attraverso la Transilvania rurale prende forma, mettendo a nudo le contraddizioni dell’esistenza. Pur raccontando specificità della minoranza ungherese in Romania, il film trascende il proprio perimetro geografico e storico, trasformando una condizione locale in un’esperienza universale: quella di chi vive ai margini, sospeso tra identità, confini e silenzi”.
Premi del Pubblico:
Miglior Lungometraggio: “Brat” (Polonia, 2025) di Maciej Sobieszczański
Miglior Documentario: “Militantropos” (Ucraina, Austria, Francia, 2025) di Yelizaveta Smith, Alina Gorlova, Simon Mozgovyi
Miglior Cortometraggio: “Found & Lost” (Austria, 2025) di Reza Rasouli
Il Premio CEI (Central European Initiative; 3.000 euro) va a “Electing Ms Santa” (Moldavia, 2025) diretto da Raisa Răzmeriță. Motivazione: “Al contempo intimo e universale, Electing Ms Santa è un’emozionante esplorazione di identità, ambizione, scoperta di sé ed empowerment femminile. Il film d’esordio della regista Raisa Răzmeriță, ambientato nella Moldavia rurale, è una testimonianza basata sull’osservazione paziente e prolungata, che indaga i ruoli di genere e l’umanità degli eroi quotidiani impegnati a trasformare le proprie comunità.”
Il Premio Corso Salani 2026 (euro 2.000) va a “Nella colonia penale” (Italia, 2025) diretto da Gaetano Crivaro, Alberto Diana, Silvia Perra e Ferruccio Goia. La giuria composta da Maurizio Di Rienzo, Renata Santoro e Giuditta Tarantelli motiva con queste parole: “Per il rigore non soltanto formale nel dare senso di attualità al racconto di luoghi carcerari retaggi del passato in cui i detenuti lavorano con terra e animali, inquadrati senza forzature drammatiche, anzi con momenti di paradossale ironia. Rimarchevole l’impatto del sonoro e della fotografia”.
Il Premio Eastern Star 2026 premia la cineasta ungherese Ildikó Enyedi, ospite del festival. Dichiara Nicoletta Romeo: “Ildikó Enyedi è una delle voci più originali del cinema contemporaneo ungherese, e fin dal suo esordio ha indagato il posto delle donne nel mondo, coniugando scienza, storia, arte e femminismo, per portarci in un viaggio all’alba del modernismo”.
Il Premio Cinema Warrior 2026 è stato assegnato a U Cinemittu, il cinema più piccolo d’Italia: il premio riconosce l’ostinazione, il sacrificio e la follia di quei “guerrieri” siano essi singoli, associazioni o festival che lavorano ‒ o meglio: combattono ‒ dietro le quinte per il Cinema.
Il premio assegnato dal Centro Antiviolenza G.O.A.P di Trieste, In direzione Donna (euro 2.000), va a “White Lies” (Italia, Belgio 2025) diretto da Alba Zari. Motivazione: “Per aver saputo raccontare esperienze intime e personali conducendo lo spettatore, con un linguaggio cinematografico non didascalico, a percepire emotivamente le conseguenze profonde del giudizio sociale sulle scelte delle donne, siano esse orientate all’affermazione della propria libertà o al desiderio di appartenenza a un modello familiare tradizionale”.
Il Premio Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa al miglior documentario in concorso è stato assegnato a “The Kartli Kingdom” (Georgia, Francia, Qatar, 2025) diretto da Tamar Kalandadze e Julien Pebrel. Motivazione: “Perché mettendo al centro la storia di una piccola comunità abbandonata a sé stessa per 30 anni, si trasforma in una denuncia del regime politico sempre più autoritario che l’ha resa invisibile. Perché, intrecciando memoria e resistenza, ci ricorda che il nazionalismo venera gli eroi ma dimentica i sopravvissuti. Perché ci mostra che la guerra resta dentro alle persone e il trauma riemerge anche di fronte alla sofferenza altrui. Ma soprattutto perché, mentre ci racconta l’amarezza di chi vive sospeso nell’attesa, ci svela una storia di speranza e di lotta e ci mostra come, anche in condizioni di emarginazione, costruendo legami di solidarietà, è possibile essere felici”.
Il Premio Cineuropa, al miglior lungometraggio in concorso, va a “Fantasy” (Slovenia, Macedonia del Nord, 2025) di Kukla. Motivazione della giuria: “Per il modo delicato in cui il film racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, con quesiti riguardanti i sogni, l’amicizia, l’amore, le relazioni intergenerazionali, e presentando allo stesso tempo in maniera moderna e nostalgica un mosaico balcanico di lingue, religioni e culture. Per la musica elettronica gorgogliante, anticonformista e malinconica, che rafforza il senso estetico del film. Per la fotografia onirica, che accompagna la pellicola con luci misteriose, inquadrature fugaci, notti orfiche, lune gigantesche, mistici uccelli dorati. Per il rapporto esoterico e libertario che intreccia morte come passaggio e transizione di genere. Per le location architettoniche presentate come vividi personaggi a sé stanti”.
Il Premio Giuria Giovani PAG – Progetto Area Giovani del Comune di Trieste, al miglior cortometraggio in concorso, va a “Coldness” (Polonia, 2025) diretto da Lena Jaworska. Assegnato da una giuria di giovani tra i 18 e i 35 anni con la seguente motivazione: “per la sua maturità registica ed emotiva nel trattare, con sguardo attento, tematiche sociali attuali, e la coesione tra piano creativo e narrativo”.

La seconda edizione del Premio Oubliette Magazine al miglior film del Premio Corso Salani va a “White Lies” (Italia, Belgio, 2025) diretto da Alba Zari. La giuria, composta da Alessia Mocci, Aldo Turnu, Carolina Colombi e Simona Trunzo, motiverà la scelta con un articolo dedicato in pubblicazione mercoledì 28 gennaio 2026.
Il Premio SNCCI al Miglior Film della Critica 2025 va a “Una battaglia dopo l’altra” diretto da Paul Thomas Anderson mentre il Premio SNCCI al Miglior Film Italiano 2025 va a “Le città di pianura” diretto da Francesco Sossai.
This is it è la sezione dedicata ai lungometraggi di finzione e opere ibride che si presenta con due riconoscimenti importanti. Il Laser Film Award (euro 10.000) va a “Death has no Master” (Venezuela, Canada, Italy, Luxembourg) diretto da Jorge Thielen Armand. Motivazione: “per aver creato immagini pittoresche ed aver combinato attualità politica con un approccio di genere”. L’M74 Award va a “Everytime” (Austria, Germania) diretto da Sandra Wollner. Motivazione: “per la sua capacità straordinaria di trascinarci, con un piano sequenza lunghissimo, in un mondo di vitalità disperata, di giovinezza perduta, di voli e cadute, di giovani vite in frantumi”. La giuria internazionale composta da Amaury Auge, Sabrina Baracetti e Núria Palenzuela Camon ha deciso di assegnare una menzione speciale a “Prima della guerra” (Francia, Italia) diretto da Tommaso Usberti per “una rappresentazione audace e allarmante della mascolinità e la violenza”.
La giuria internazionale di Last Stop Trieste, sezione dedicata ai documentari rough cut, assegna il premio Film Centre of Montenegro Award (euro 2.000) a “Sacred Songs” (Georgia) diretto da Nona Giunashvili e Mariam Bitsadze. La giuria composta da Marko Eraković, Anne-Laure Negrin e Meike Statema ha motivato: “un progetto che ci ha incantato tutti con il suo linguaggio visivo sia potente che contenuto. Ci siamo sentiti privilegiati di essere testimoni di un mondo sul punto di sparire. Ammiriamo l’impegno del regista, volto a preservare l’eco di queste voci nelle nostre menti”.
Last Stop Trieste assegna anche il premio HBO Europe Award (euro 1.000) a “Birdie” (Polonia) di Aneta Ptak con la seguente motivazione: “vogliamo premiare questo progetto per la sua decisione coraggiosa di rivolgere la telecamera verso l’interno e di trasformare la vulnerabilità in forza. Grazie al suo talento narrativo, la regista ci presenta quanto da lei girato in un modo autentico e onesto”.
“Ancora una volta il pubblico triestino e internazionale, dai più giovani ai tanti appassionati di cinema che ci seguono, ha riempito le sale: ogni anno aumentano i titoli che i nostri spettatori possono vedere qui per primi, film che arriveranno presto nelle sale italiane, grazie alle distribuzioni nazionali che hanno accolto il nostro invito. Grazie a chi ci ha seguito da vicino e lontano, a tutto lo staff, a chi ha contribuito a rendere possibile tutti gli eventi del festival. Alla prossima edizione!” ‒ dichiarano Monica Gatti e Nicoletta Romeo
Info
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