“Nella colonia penale” docufilm di Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia ed Alberto Diana: un insolito regime carcerario

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Magistralmente diretto da Nicoletta Romeo il Trieste Film Festival 2026 non è solo un appuntamento con l’Europa centro orientale ma un ventaglio di eventi unici che potranno incantare i visitatori. Dal 16 al 24 gennaio 2026 si potranno guardare, a Trieste, pellicole coinvolgenti come in questa occasione “Nella colonia penale”.

Nella colonia penale docufilm Sardegna
Nella colonia penale docufilm Sardegna

La pellicola di Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia, Alberto Diana, film vincitore del Premio Marco Zucchi alla Semaine de la Critique del festival di Locarno 2025, partecipa all’interno della sezione Premio Corso Salani; la proiezione per il pubblico è fissata per sabato 24 gennaio 2026.

“Nella colonia penale” si apre con una inquadratura che determina subito l’argomento trattato, un gruppo di galeotti seduti all’interno di un pulmino che apre la visuale alla luce del vetro frontale del mezzo, un fascio di luce in contrasto con le figure in ombra all’interno del mezzo.

Un docufilm che riporta e analizza la testimonianza di un regime carcerario insolito, che propone un’alternativa al sovraffollamento degli istituti contemporanei. Le colonie penali in Europa sono quasi scomparse, le fondamenta di questa tipologia di colonia si basa sull’isolamento, non solo fisico e strutturale ma anche psicologico.

Si possono ritrovare in Sardegna tre di queste strutture: Isili, Mamona e Is Arenas. Una contrapposizione tra quiete e caos, la quiete degli spazi chiusi e fatiscenti in cui vivono e gli spazi naturali in cui offrono le loro prestazioni, in ambienti in cui il tempo sembra si sia fermato in uno stato quasi irreale e innaturale dove il tutto sembra una realtà lontana, opposta alla vita frenetica di cittadine dove tutto scorre senza tempo e freni.

Così i prescelti approdano in questi luoghi predestinati, luoghi in cui la detenzione si svolge all’aperto, tra lavoro agricolo, sorveglianza costante e isolamento geografico, un confine tra realtà e riabilitazione, tra umano e animale, tra isolamento e natura.

Questa alternanza è ben definita dal susseguirsi delle immagini che alternano momenti di quotidianità incentrata sul rapporto uomo ambiente che segue i ritmi naturali delle stagioni e delle alternanze, effetto accentuato anche dalle riprese statiche da un punto fisso.

Il tutto sempre sotto il controllo e monitoraggio di una telecamera che tutto osserva e a cui nulla sfugge, in una continuità infinita del susseguirsi perpetuo di minuti, giorni che sembrano tutti uguali e cambia solo lo scenario delle stagioni, con un paesaggio coperto da un velo di neve immacolato, freddo, rigido, immobile alle giornate di primavera soleggiate in cui tutto si riapre alla vita e alla rinascita pronti per affrontare un nuovo ciclo.

Una colonia penale dove spazio imprecisato e tempo indefinito sacrificano e consumano l’espiazione di una colpa commessa, in un vortice che si contorce in se stesso, tra umiliazione, sacrificio, solitudine, in un sistema poco noto, ricco di incognite, in un esilio metamorfico, dal ruolo investigativo e introspettivo al contempo.

Premio Oubliette Magazine al miglior film del Premio Corso Salani
Premio Oubliette Magazine al miglior film del Premio Corso Salani

La pellicola “Nella colonia penale” inizia con un gregge di pecore, dal doppio significato simbolico, ovvero colui che si è allontanato dal gregge perdendo la retta via, determinato da scelte individuali o cause esterne come l’inadeguatezza del pastore, che non riesce a mantenere l’unione uniforme di una comunità, comunità che deve anche essere in grado di ascoltare la guida, ma questa guida dev’essere in grado di tutelare da nemici esterni e disuguaglianze.

Per chiudere con una mandria di cavalli, che da sempre rappresentano la libertà e l’indipendenza, di forza e coraggio, liberi da costrizioni e sottomissioni e, al contempo rappresentano anch’essi una struttura sociale, un gruppo coeso per la sopravvivenza.

Un elemento di collegamento tra conscio e inconscio, pronti a dominare le proprie passioni per una libertà che contraddistingue la vita.

 

Written by Simona Trunzo

 

Info

Oubliette Magazine conferirà per il secondo anno uno speciale Premio al miglior film del Premio Corso Salani (Giuria: Alessia Mocci, Aldo TurnuCarolina Colombi e Simona Trunzo)

Programma 37ª edizione del Trieste Film Festival

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