Cinema 2017: da Denis Villeneuve a Stephen Frears, ecco tutte le novità sui film in uscita nelle sale italiane #10

Cinema 2017: da Denis Villeneuve a Stephen Frears, ecco tutte le novità sui film in uscita nelle sale italiane #10

Ott 1, 2017

Ben ritrovati, cari amici e amanti del cinema, con la consueta panoramica che quest’oggi indaga le grandi e piccole produzioni a popolare le sale dello Stivale negli ultimi 3 mesi del 2017: preparatevi a riservare una buona dose di serate in nome di quest’intelligentissima attività culturale.

Cinema ottobre 2017

Proponiamo la rosa completa (dichiarata al 30 settembre, e come tale senza improbabilità suscettibile di rettifica) delle programmazioni che abiteranno le prime settimane a venire; segue quindi mensilmente un pugno di titoli di spicco, selezionato fra i circa 70 resi noti finora.

Nel consigliarvi di tenere d’occhio gli aggiornamenti su questa e altre piattaforme, viste le numerose uscite pianificate senza largo preavviso fra un post e l’altro, vi introduciamo alla scoperta di ciò che potremo gustare a…

Ottobre

2 ottobre: “Ferrante Fever”, di Giacomo Durzi. Indagine sul fenomeno Elena Ferrante che muove dalle parole rilasciate dai collaboratori e colleghi della scrittrice napoletana, fra le 100 persone più influenti al mondo nel 2016 secondo Time.

2 ottobre: “Human Flow”, di Ai Weiwei. Il celebre artista e documentarista pechinese, sulla scorta di un capolavoro come “Human” (Yann Arthus-Bertrand, 2015), riunisce conversazioni riprese in 23 paesi del mondo sull’attualissima e scottante tematica dei flussi migratori. Nomination al Leone d’oro, da vedere.

2 ottobre: “Koudelka fotografa la Terra Santa”, di Gilad Baram. Documentario d’esordio che testimonia il viaggio umanitario compiuto dal fotografo di fama internazionale fra il 2008 e il 2012: l’opera alterna gli splendidi scatti in bianco e nero e riprese ravvicinate, atte a catturare l’evolversi della missione professionale come della sensibilità spirituale di artista e regista.

4 ottobre: “Black Sabbath – The End of the End”, di Dick Carruthers. La fine è quella dell’ultimo tour, quello conclusiva di una pluridecennale carriera, della celeberrima band metal, il cui cavallo di battaglia si è rivelato essere per l’appunto l’album “The End”. Gli appassionati del genere non potranno mancare in sala.

5 ottobre: “120 battiti al minuto”, di Robin Campillo. Negli anni ’90 l’associazione Act-Up Paris manifesta pacificamente per scuotere i cittadini dal torpore dell’indifferenza di fronte il dilagante morbo dell’AIDS. Gran Premio della Giuria a Cannes, titolo scelto dalla Francia in rappresentanza agli Oscar 2018 nella categoria dei film in lingua straniera; da non perdere.

Ammore e malavita

5 ottobre: “Ammore e malavita”, di Antonio e Marco Manetti. Uno dei titoli in concorso per il Leone d’oro di quest’anno più originali nella proposta drammaturgica: un musical di ambientazione napoletana in cui un ex boss mafioso, in cerca di pace al fianco di una cinefila accanita che trova le soluzioni necessarie ad affrontare la vita nei film che vede, non riesce a disancorarsi dal passato turbinoso. È la nuova fatica del duo conosciuto come Manetti Bros. (“Song’e Napule”, 2013), da vedere.

5 ottobre: “Blade Runner 2049”, di Denis Villeneuve. Il regista degli splendidi “Arrival” e “Sicario” (2015) dirige l’imponente sequel (da 2 ore e tre quarti) di uno dei miti immortali della fantascienza, quell’iconico “Blade Runner” che nel 1982 Ridley Scott aveva portato in sala. Il protagonista rimarrà lo stesso, il detective Deckart impersonato da Harrison Ford, naturalmente assai invecchiato dall’ultima avventura, al fianco di Ryan Gosling, Jared Leto e Dave Bautista. Da non perdere.

5 ottobre: “Come ti ammazzo il bodyguard”, di Patrick Hughes. Dopo “I mercenari 3” (2014), il cineasta australiano non abbandona il genere action facendolo però deragliare verso il buddy movie: mattatori sono Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson, nella vicenda guardia del corpo e sicario costretti a collaborare per portare in gattabuia un potente criminale (Gary Oldman). Nel cast anche Salma Hayek.

5 ottobre: “Renegades – Commando d’assalto”, di Steven Quale. Altro action dove un team di forze speciali della marina americana capitanato da J. K. Simmons tenta la riesumazione di un tesoro decenni nel passato nascosto dai nazisti in fondo ad un lago.

9 ottobre: “Ferrari 312B”, di Andrea Marini. Alla seconda prova dopo l’acclamato “Art of the Prank” (2015) il documentarista toscano osserva a distanza ravvicinata il rientro in pista di un’auto leggendaria, brevettata nel 1970 e portata nuovamente in auge da appassionati competenti.

12 ottobre: “40 sono i nuovi 20”, di Hallie Meyers-Shyer. All’esordio in cabina di regia, la 30enne losangelina ambienta nella propria città natale il ritorno a casa (“Home Again” è infatti il titolo originale), con appresso le due figlie, di una quarantenne (Reese Witherspoon) separata dal marito newyorkese. Dovrà rendersi conto che l’età aumenta per tutti e che mettere nuovamente piede nei luoghi dove si è passata l’infanzia non significa necessariamente appartenere ancora a quei tempi.

12 ottobre: “L’altra metà della storia”, di Ritesh Batra. Jim Broadbent (Premio Oscar per “Iris – Un amore vero”, 2001) veste i panni di un solitario signore ormai anziano che scopre di essere stato designato depositario del diario di un suo vecchio amico dell’età giovanile. Per recuperarlo deve però tornare in contatto con la fidanzata di un tempo (Charlotte Rampling) e prendere coscienza degli errori commessi nei suoi confronti in passato.

12 ottobre: “Dove non ho mai abitato”, di Paolo Franchi. La figliolanza naturale e acquisita, il talento professionale, una villa da ristrutturare avvicinano un uomo e una donna, lui delfino di un noto architetto torinese, lei moglie di un individuo che non la merita.

12 ottobre: “Lego Ninjago – Il film”, di Charlie Bean, Paul Fisher e Bob Logan. Dopo il successo di “The LEGO Movie” (2014) e di “LEGO Batman – Il film”, la Warner Bros. Animation trae ispirazione dalle culture sino-nipponiche per le avventure di agguerriti samurai lanciati all’assalto di draghi e uomini serpente in difesa della propria amata città.

Made in China Napoletano

12 ottobre: “Made in China Napoletano”, di Simone Schettino. Una commedia dell’assurdo in cui un negoziante napoletano (interpretato dallo stesso regista, esordiente), risvegliatosi dopo 4 anni da un coma indotto da una caduta durante un furto con scasso nella bottega di un commerciante cinese che aveva indirettamente ridotto in miseria il protagonista, per sopravvivere alle nuove legiferazioni del mercato imposte dal gigante asiatico a netto sfavore della tipicità culinaria dello Stivale organizza un vero e proprio traffico illecito di prodotti italici spacciandoli per orientali.

12 ottobre: “Nico, 1988”, di Susanna Nicchiarelli. La regista romana vince a Venezia la sezione Orizzonti grazie ad un biopic che ricostruisce gli ultimi anni di vita di quella che un tempo fu la celebre diva di Andy Warhol e voce caratteristica dei Velvet Underground. Da vedere.

12 ottobre: “Nove lune e mezza”, di Michela Andreozzi. Commedia esordiale in qualità di director per la primattrice che divide la scena con Claudia Gerini, impersonando l’una e l’altra due sorelle (Tina e Livia) le quali vivono la vita in maniera diametralmente opposta. L’occasione ad avvicinarle incontrovertibilmente sarà la decisione da parte di Livia di portare avanti una gravidanza in luogo di Tina.

12 ottobre: “Il palazzo del viceré”, di Gurinder Chadha. La regista anglo-keniota di “Sognando Beckham” (2002) e “Matrimoni e pregiudizi” (2004) racconta i mesi nevralgici del passaggio dell’India dallo status di colonia britannica a nazione libera.

12 ottobre: “L’uomo di neve”, di Tomas Alfredson. Dall’acclamato svedese dell’horror “Lasciami entrare” (2008) e dello spy movie “La talpa” (2011), un dramma in cui Michael Fassbender interpreta un detective della Oslo contemporanea cui viene affidato il caso di una donna scomparsa: unica traccia da seguire, una sciarpa rosa che avvolge un pupazzo di neve. Ad aggravare la faccenda stanno gli indizi che il ricercato dissemina per giocare con le forze dell’ordine. Nel cast anche Rebecca Ferguson, Val Kilmer, J. K. Simmons, Charlotte Gainsbourg e Toby Jones; da vedere.

16 ottobre: “Loving Vincent”, di Dorota Kobiela e Hugh Welchman. Semplicemente il primo lungometraggio interamente dipinto su tela, nello stile del celeberrimo pittore olandese per raccontarne la vita. Solo dal 16 al 18 ottobre, da non perdere.

19 ottobre: “La battaglia dei sessi”, di Jonathan Dayton e Valerie Faris. È lo scontro che realmente avvenne nel 1973 fra l’ex campione di tennis Bobby Riggs (Steve Carell) e l’astro radioso Billie Jean King (Emma Stone), narrato ossequiando i ritmi e le poetiche della commedia. Da vedere.

Brutti e cattivi di Cosimo Gomez

19 ottobre: “Brutti e cattivi”, di Cosimo Gomez. Uno scenografo tenta con successo la prova registica mettendo a punto una dark comedy che esordisce con l’audace colpo in banca compiuto da una banda di sgangherati menomati (un paraplegico, una donna senza braccia, un tossico e un nano) ai danni di un boss cinese. Gli affari si complicano dopo poco… In concorso a Venezia nella sezione Orizzonti, da vedere.

19 ottobre: “Una donna fantastica”, di Sebastian Lelio. Una donna, morto il compagno di mezza età alla vigilia del compleanno di lei, viene invitata a tenersi a debita distanza dalle esequie e dai cari di lui in quanto transgender. Nomination all’Orso d’oro (come la precedente fatica dell’autore cileno “Gloria”, 2013), Orso d’argento per la miglior sceneggiatura; acclamatissimo dalla stampa straniera, da non perdere.

19 ottobre: “It”, di Andrés Muschietti. Si è rivelato un successo globale di pubblico e critica incaricare il regista del controverso horror “La madre” (2013) di far lievitare il best seller di Stephen King dallo status di miniserie televisiva (1990, con protagonista Tim Curry) a quello di lungometraggio per il grande schermo. Bill Skarsgård alias Pennywise ha sfondato la barriera dei 500 milioni di dollari di incasso, trovandosi primattore nell’horror più fruttuoso della storia. Da vedere.

19 ottobre: “Monster Family”, di Holger Tappe. Coproduzione anglo-tedesca che s’inventa una famiglia in crisi trasformata dalla strega Baba Yaga nei personaggi sotto le cui spoglie si presenta ad una festa in maschera (un vampiro, Frankenstein, una mummia e un lupo mannaro): la missione da compiersi è tornare allo stato originario costringendo il malefico essere a conceder loro la grazia.

19 ottobre: “Nemesi”, di Walter Hill. Il regista de “I guerrieri della notte” (1979), “48 ore” (1982) e “Danko” (1988) sostanzialmente sperpera il talento di Sigourney Weaver e Michelle Rodriguez, l’una chirurga plastica in cerca di vendetta per suo fratello, l’altra, colpevole dell’omicidio di quest’ultimo, vittima di un’operazione di mutazione sessuale… operata dalla prima. Sacrificabile.

19 ottobre: “Ritorno in Borgogna”, di Cédric Klapisch. Il decesso di un padre proprietario di un vigneto nel cuore della Francia riunisce i tre figli, uno dei quali distante dalla famiglia da ormai 10 anni. La delicata cessione dei poderi li occuperà non poco, rinsaldando legami consumati.

19 ottobre: “Vita da giungla alla riscossa! – Il film”, di David Alaux. Un nuovo caso di serie d’animazione di successo che genera un episodio speciale lungo un film. Un koala impazzito vuole distruggere l’habitat (più o meno) naturale del manipolo di protagonisti, ai quali spetterà il compito di osteggiarlo.

23 ottobre: “Manifesto”, di Julian Rosefeldt. Un’operazione quanto meno originale quella di affidare a Cate Blanchett 12 monologhi da recitare in 12 contesti differenti, in riferimento a 12 testi di capitale importanza nella storia socio-politico-culturale recente e passata. Da vedere.

My Name is Adil

24 ottobre: “My Name is Adil”, di Adil Azzab, Andrea Pellizzer e Magda Rezene. Coproduzione italo-marocchina che mette in scena il viaggio di un 13enne, il quale dalla terra natia, dove campa da maltrattato guardiano di greggi, lascia la madre per raggiungere il padre in Italia, da anni dedito all’invio di proventi alla famiglia. L’integrazione non sarà facile.

24 ottobre: “La forma della voce”, di Naoko Yamada. Recensendolo quando si trovava il maggio passato in concorso al Future Film Festival di Bologna scrivevamo: “[nel] terzo e più fortunato lungometraggio firmato dalla giovanissima Naoko Yamada, classe 1984, […] Shoya Ishida è un bulletto irrispettoso; non risparmia nessuno, men che meno la nuova compagna di classe, Shoko Nishimiya, che non riesce proprio a sopportare nella sua ostentata gentilezza. Come non bastasse, questa ha una menomazione a suo modo di vedere “inquietante”: è sorda. […] La Yamada supera nuovamente la prova, confezionando una storia piacevole pur nella sua notevole estensione, delicata nel delineare i risvolti inaspettati che contornano due esistenze prima stridenti e in seguito concilianti”. Solo il 24 e 25 ottobre.

25 ottobre: “Thor: Ragnarok”, di Taika Waititi. Affidata ad un regista già nominato all’Oscar per un cortometraggio, la terza avventura dedicata al supereroe figlio di Odino interpretato da Chris Hemsworth rivestirà un ruolo di grande importanza nell’economia drammaturgica dell’universo Marvel: Thor dovrà niente meno che salvare il proprio regno dall’apocalisse. Nel cast anche Benedict Cumberbatch (Doctor Strange), Idris Elba (Heimdall), Cate Blanchett (Hela), Tom Hiddleston (Loki), Anthony Hopkins (Odino), Mark Ruffalo (Bruce Banner/Hulk); da vedere.

26 ottobre: “Cure a domicilio”, di Slávek Horák. Dopo un lungo tour festivaliero arriva in Italia una coproduzione ceco-slovacca che narra dell’inversione di rotta cui si trova costretta ad adattarsi un’infermiera a domicilio, improvvisamente bisognosa lei stessa di assistenza.

26 ottobre: “Good Time”, di Benny e Joshua Safdie. Robert Pattinson impersona un rapinatore che durante un colpo si ritrova arrestato il fratello ritardato (uno dei due registi): da quel momento progetta parallelamente di accumulare la somma necessaria alla cauzione e di attuare una soluzione alternativa. Nomination alla Palma d’oro e inaspettatamente ben fatto, da vedere.

26 ottobre: “Mr. Ove”, di Hannes Holm. Approda finalmente in terra italica il titolo con cui la Svezia il febbraio passato ha concorso agli Oscar in due categorie (film straniero e trucco e acconciatura). La storia è quella di un burbero “guardiano di quartiere” non autorizzato che viene addolcito nella sua condotta integerrima dalla nuova vicina di casa, un’iraniana. Da vedere.

26 ottobre: “Nothingwood Party”, di Sonia Kronlund. Allegro documentario sul cinema indie a cui ha dedicato una vita il tuttofare afgano Salim Shaheen; nomination alla Caméra d’or alla miglior opera prima a Cannes.

26 ottobre: “La ragazza nella nebbia”, di Donato Carrisi. Un thriller impreziosito da nomi del calibro di Toni Servillo, Jean Reno, Greta Scacchi, Alessio Boni: paziente e psichiatra intraprendono un viaggio alla scoperta della verità celata in una strada di montagna avvolta da una coltre nebulosa, dove è scomparsa una sedicenne rutila tempo addietro.

Una scomoda verità 2

26 ottobre: “Una scomoda verità 2”, di Bonni Cohen e Jon Shenk. A 11 anni dal predecessore diretto da Davis Guggenheim, premiato con due Oscar (miglior documentario e miglior canzone), il Premio Nobel per la pace Al Gore torna a schierarsi in difesa dell’ambiente. Da vedere.

26 ottobre: “Terapia di coppia per amanti”, di Alessio Maria Federici. Dal contestato regista romano di “Stai lontana da me” (2013), una commedia leggera su due amanti che fuggono dalle rispettive vite di coppia e si rivolgono ad un analista per uscire d’impaccio.

26 ottobre: “Vampiretto”, di Richard Claus e Karsten Kiilerich. Avventura animata sull’amicizia fra un giovane succhia-sangue e un umano che darà al primo la possibilità di salvare la sua famiglia dalle minacce di uno spietato cacciatore.

26 ottobre: “Il Vangelo secondo Mattei”, di Antonio Andrisani e Pascal Zullino. Due cineasti esordienti riflettono sulla loro identità culturale dirigendo e interpretando una commedia ambientata a Matera, comune paese d’origine, cui un regista di dubbio valore fa ritorno per mettere in piedi un documentario che riscatti la sua carriera: al centro del progetto un vecchio signore che aveva fatto la comparsa nel celebre film di Pasolini, girato in quelle stesse terre nel 1964.

26 ottobre: “Vittoria e Abdul”, di Stephen Frears. L’acclamato regista di “Florence” (2016), “Philomena” (2013), “The Queen – La regina” (2006), “Alta fedeltà” (2000) e “Le relazioni pericolose” (1988) racconta la storia vera del confidente più intimo (Ali Fazal) della regina Vittoria (Judi Dench) negli ultimi anni di regno. Da vedere.

30 ottobre: “Earth – Un giorno straordinario”, di Richard Dale e Peter Webber. Il sequel del fortunato “Earth – La nostra terra” (2007) cambia team di registi ma non l’obiettivo di base: mostrare le meraviglie del nostro pianeta, esplorandolo in lungo e in largo durante l’arco programmato di una singola giornata.

30 ottobre: “Le meraviglie del mare”, di Jean-Michel Cousteau e Jean-Jacques Mantello. Dopo “Oceani 3D” (2009) i due documentaristi tornano a collaborare per la realizzazione di un’opera che scandaglia ulteriormente le profondità acquatiche.

31 ottobre: “Finché c’è prosecco c’è speranza”, di Antonio Padovan. Il regista veneziano abbandona i corti per misurarsi con una produzione di più ampio respiro, al cui centro si muove un impacciato ispettore (Giuseppe Battiston) cui viene affidato un caso di suicidio che puzza di assassinio premeditato. Variazione sul tema è l’ambientazione, le colline venete, nonché la ragione stessa del gesto efferato, che affonda le proprie radici nelle cantine, nelle osterie, nei vigneti.

31 ottobre: “Mazinga Z Infinity”, di Junji Shimizu. Il robottone combatte contro il perfido Dottor Hell, mentre il suo padrone Koji è indeciso se mantenere la tuta del ricercatore o rientrare in campo. Per gli appassionati.

31 ottobre: “Mistero a Crooked House”, di Gilles Paquet-Brenner. L’amante della nipote di un ricchissimo possidente morto per avvelenamento viene convinto dalla sua bella a mettersi sulle tracce del colpevole. Nel cast spicca Glenn Close.

31 ottobre: “Saw – Legacy”, di Michael e Peter Spierig. A 7 anni dall’ultimo episodio della saga horror (“Saw 3D – Il capitolo finale”, 2010), il truce personaggio di Jigsaw torna a mietere vittime. Che i talentuosi registi di “Predestination” (2014) siano capaci di donare linfa nuova ad un franchise ormai apparentemente affondato?

Novembre

Capitan Mutanda

1 novembre: “Capitan Mutanda”, di David Soren. Posticipato di circa 5 mesi (da noi), il 35esimo film per il cinema della Dreamworks Animation segue a pochi mesi di distanza il 34esimo (“Baby Boss”, in arrivo ad aprile), dando vita sotto la guida del regista di “Turbo” (2013) al supereroe in brache nato dalla fantasia a fumetti di due amici dispettosi.

1 novembre: “Gifted – Il dono del talento”, di Marc Webb. Posticipato di circa 5 mesi, giungerà finalmente la nuova fatica firmata dal regista dei due “Amazing Spider-Man”: un dramma in cui Chris Evans padre putativo della graziosa e dotatissima nipotina McKenna Grace, rimasta orfana, tenta in ogni modo di farla accedere al percorso di studi cui è destinata.

9 novembre: “Auguri per la tua morte”, di Christopher Landon. Sceneggiati tre “Paranormal Activity” e direttone un mediocre spin-off (“Il segnato”, 2014), il cineasta losangelino ci avvicina ad una collegiale che rivive senza posa il giorno in cui è stata assassinata, intenzionata a scoprire il responsabile della sua morte.

9 novembre: “Paddington 2”, di Paul King. Lo stesso cineasta dell’acclamato primo capitolo prende le redini del secondo, raccontando le indagini del dolce orsetto londinese sulle tracce del ladro che gli ha rubato un bel libro acquistato presso un negozio di antiquariato per la centenaria zia Lucy. Evidentemente, il volume nasconde qualche segreto fra le sue pagine; da vedere.

9 novembre: “La signora dello zoo di Varsavia”, di Niki Caro. Tratto da “The Zookeeper’s Wife” di Diane Ackerman, giunge posticipato di ben 7 mesi il nuovo film dell’indimenticata regista neozelandese de “La ragazza delle balene” (2002) a raccontare delle attività filantropiche di Jan Zabinski e della moglie Antonina (Johan Heldenbergh e Jessica Chastain) attuate a favore di moltissime persone e animali durante l’invasione della Polonia da parte dei nazisti. Nel cast anche Daniel Brühl; da vedere.

16 novembre: “Happy End”, di Michael Haneke. La famiglia Laurent (Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Mathieu Kassovitz, Fantine Harduin e Franz Rogowski) alle prese con una morte sospetta in azienda, tensioni sviluppate all’interno della parentela e nei meandri del mondo esterno. Di questo parla l’iconico cineasta di “Funny Games” (1997 e 2007), “La pianista” (2001), “Il nastro bianco” (2009) e “Amour” (2012). La vicenda, presentata dall’Austria agli Oscar 2018 per la sezione dedicata ai film stranieri, auspichiamo non incorra nella medesima squalifica che si abbatté su “Niente da nascondere” (2005), capolavoro dello stesso regista che fu escluso dalla competizione in quanto il francese, lingua in cui era recitato (così come è per “Happy End”), venne contestato in quanto non predominante nel Paese di provenienza. In concorso lo scorso maggio a Cannes, da non perdere.

16 novembre: “Justice League”, di Zack Snyder. Dal regista de “L’alba dei morti viventi” (2004), “300” (2006), “L’uomo d’acciaio” (2013) e “Batman V Superman: Dawn of Justice” (2016), ecco il capitolo supereroistico che lancia, alle spalle film corali come “The Avengers” e il suo sequel, i paladini della DC uniti contro le forze del male. Accanto ai volti noti di Henry Cavill/Superman, Ben Affleck/Batman, Gal Gadot/Wonder Woman, troveremo Amy Adams, J. K. Simmons, Willem Dafoe e Jeremy Irons. Da vedere.

23 novembre: “Nut Job 2 – Tutto molto divertente”, di Cal Brunker. Affidato al non eccessivamente apprezzato regista di “Fuga dal Pianeta Terra” (2013), arriva il sequel di “Nut Job – Operazione noccioline” (2014), dove lo scoiattolo Spocchia combatte assieme ai suoi amici per salvare il proprio parco dai piani del sindaco che lo vuole trasformare in un luna park. Inutile dire che il titolo italiano (e fino a qualche settimana fa suonava “Andiamo a comandare”) ha ben poco a che fare con quello originale…

Il domani tra di noi

23 novembre: “Il domani tra di noi”, di Hany Abu-Assad. Dal regista di “Paradise Now” (2005), “Omar” (2013) e “The Idol” (2015), un film di amore e sopravvivenza in cui spiccano da protagonisti assoluti Kate Winslet, scrittrice in procinto di sposarsi, e Idris Elba, medico di ritorno da una conferenza, entrambi usciti vivi da un disastro aereo.

30 novembre: “Gli eroi del Natale”, di Timothy Reckart. Da un regista già nominato all’Oscar per un cortometraggio, ennesima avventura animata targata Sony che mette a fuoco la storia della Natività così come la videro gli animali di Betlemme.

Dicembre

6 dicembre: “Assassinio sull’Orient Express”, di Kenneth Branagh. Dopo il celebre adattamento del 1974 firmato per il grande schermo da Sidney Lumet, i panni dell’amatissimo investigatore passano dal pensionato Albert Finney a Branagh stesso, spalleggiato da Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer e Daisy Ridley: un cast a dir poco da urlo, che si dovrà necessariamente confrontare con quello capitanato 40 anni or sono da Lauren Bacall, Ingrid Bergman (premiata con l’Oscar), Jacqueline Bisset, Sean Connery, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave e Micheal York. Da non perdere.

7 dicembre: “Due sotto il burqa”, di Sou Abadi. Coraggiosa commedia francese in cui due giovani innamorati divisi dal fratello estremista di lei escogitano un piano per vedersi ugualmente: l’amante si presenterà fingendo di essere Sheherazade, fanciulla con i soli occhi scoperti e molto altro da nascondere. Da vedere.

13 dicembre: “Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi”, di Rian Johnson. Al regista di “Looper” (2012) l’arduo compito di mantenere sulla buona rotta gli incrociatori stellari e la figura prodigiosa di Rey, l’eroina in cui la Forza ha ripreso vita non più di un anno fa. Ovviamente da non perdere.

14 dicembre: “Natale da chef”, di Neri Parenti. È tempo di cinepanettone e per l’occasione torna Massimo Boldi a capitanare un branco di improbabili maghi della cucina. Chi può, si salvi.

14 dicembre: “Poveri ma ricchissimi”, di Fausto Brizzi. A un anno esatto dal primo capitolo arriva il sequel del piccolo campione delle vacanze di Natale passate: confermata la presenza di Christian De Sica ed Enrico Brignano, oltre che di Lodovica Comello, Anna Mazzamauro e Lucia Ocone.

Suburbicon

14 dicembre: “Suburbicon”, di George Clooney. Il sesto lungo diretto dal divo due volte Premio Oscar, scritto in collaborazione coi fratelli Coen, ci porterà sul finire degli anni ’50 in una tranquilla realtà di periferia, pronta ad essere scossa da un avvenimento che getterà nel caos famiglia dopo famiglia. Nel cast spiccano Matt Damon, Oscar Isaac e Julianne Moore. In concorso a Venezia, da vedere.

21 dicembre: “Downsizing”, di Alexander Payne. Dal regista di “Nebraska” (2014), “Paradiso amaro” (2011) e “Sideways – In viaggio con Jack” (2004), una commedia con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin e Neil Patrick Harris sulla possibilità, in un futuro non troppo remoto, di rimpicciolire la propria statura corporea al fine di ridurre i consumi energetici del pianeta, senza per questo dover rinunciare al benessere personale. In concorso a Venezia, da vedere.

21 dicembre: “Il toro Ferdinando”, di Carlos Saldanha. La Blue Sky (“L’era glaciale”, “Rio”) progetta col suo 12esimo lungometraggio un’espansione del corto “Ferdinando il toro” (1938), l’unico a vincere l’Oscar nella decade a non rientrare nelle “Silly Symphonies” disneyane. Il protagonista è il più grosso della mandria e quelli come lui non tardano a finire nell’arena… Da vedere.

21 dicembre: “Coco”, di Lee Unkrich e Adrian Molina. Il 19esimo lungometraggio targato Pixar si preannuncia più solido di quanto non si sia dimostrato “Cars 3” nei recenti mesi trascorsi e pure ben più agguerrito all’appressarsi della competizione degli Academy Awards. Beniamino della vicenda è il giovane Miguel, il cui sogno osteggiato dalla famiglia è divenire un musicista. Un giorno si ritrova catapultato nel regno dei morti: è lì, con l’aiuto dei propri avi, che troverà la strada per tornare alla vita reale e realizzare i suoi desideri. Da vedere.

28 dicembre: “Wonder”, di Stephen Chbosky. L’autore del fortunato “Noi siamo infinito” torna a dirigere storie dal profilo schiettamente umano, affidando al talentuoso Jacob Tremblay (il co-protagonista di “Room”) il ruolo di un bambino piagato da un’anomalia facciale che lo isola dalla società. Assieme ai genitori (Owen Wilson e Julia Roberts), tenterà una progressiva, difficile integrazione.

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

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