Cinema 2017: da Cristi Puiu a Darren Aronofsky, ecco tutte le novità sui film in uscita nelle sale italiane #6

Cinema 2017: da Cristi Puiu a Darren Aronofsky, ecco tutte le novità sui film in uscita nelle sale italiane #6

Giu 1, 2017

Ci affacciamo all’estate, cari amici e amanti del cinema, con la consueta panoramica sulle grandi e piccole produzioni che popoleranno le nostre sale nei prossimi 7 mesi: preparatevi a riservare una buona dose di serate in nome di quest’intelligentissima attività culturale.

Cinema giugno 2017

Proponiamo la rosa completa (dichiarata al 28 maggio 2017, e come tale senza improbabilità suscettibile di rettifica) delle programmazioni che abiteranno le prime settimane a venire; segue quindi mensilmente un sestetto di titoli di spicco, selezionato fra i circa 90 resi noti ad oggi, giusto per stuzzicare la vostra cinefila curiosità.

Nel consigliarvi di tenere d’occhio gli aggiornamenti su questa e altre piattaforme, viste le numerose uscite pianificate senza largo preavviso fra un post e l’altro, vi introduciamo alla scoperta di ciò che potremo gustare a…

Giugno

1 giugno: “Baywatch”, di Seth Gordon. Al regista di “Come ammazzare il capo e vivere felici” (2011) il compito di portare alla ribalta le vicende dei bagnini più seducenti della storia della televisione, indimenticati protagonisti della serie omonima anni ’90. Nel cast spiccano Dwayne Johnson, Zac Efron e… Pamela Anderson.

1 giugno: “Free to Run”, di Pierre Morath. Opera terza del documentarista tutta incentrata sulla corsa, intesa come sport e simbolo di libertà, emblema della parità fra i sessi e anche della labilità delle conquiste umane.

1 giugno: “Nocedicocco – Il piccolo drago”, di Hubert Weiland e Nina Wels. Alla loro terza collaborazione in cabina di regia, registrata in terra tedesca ancora nel corso del 2014, i due registi danno vita ad un piccolo drago che nel tentativo di difendere un vitellino minacciato da alcuni suoi simili provoca un incendio disastroso coinvolgendo anche un particolare tipo di erba, il quale permette alla stirpe alata di sputare fuoco. Consigliabile ad un pubblico d’infanti.

1 giugno: “Quello che so di lei”, di Martin Provost. Dopo “Séraphine” (2008) e “Violette” (2013) giunge da noi un terzo film del cineasta francese, in cui due Catherine (Frot e Deneuve) interpretano rispettivamente un’ostetrica fedele alla sua professione e la compagna che ne ha tempo addietro convinto il padre ad abbandonare la famiglia. Le loro vite si incrociano nuovamente, e forse nuovo potrà essere il modo di entrare in relazione.

1 giugno: “Tavolo N. 19”, di Jeffrey Blitz. È il primo film del regista nominato all’Oscar nel 2003 per il documentario “Spellbound”, pressoché sconosciuto in Italia, ad arrivare dalle nostre parti. Una commedia esilarante in cui Eloise (Anna Kendrick) al pranzo matrimoniale di una coppia, cui doveva fare da damigella prima di rompere col proprio fidanzato, è seduta al tavolo più lontano dai festeggiati assieme agli altri ospiti meno cari. Ha così modo di venire a conoscenza dei molti segreti che i commensali portano con sé. Nel cast anche June Squibb, che più d’uno avrà apprezzato qualche tempo fa in “Nebraska”.

Una vita di Stéphane Brizé

1 giugno: “Una vita”, di Stéphane Brizé. Il settimo lungo del cineasta francese, approdato in terra italiana col notevole “La legge del mercato” (2015), traspone efficacemente il classico omonimo di Guy de Maupassant del 1883, in cui si seguono le vicende della giovane Jeanne, figlia di baroni, data in sposa ad un nobile adultero. Da vedere.

1 giugno: “Wonder Woman”, di Patty Jenkins. Scelta singolare affidare alla regista di “Monster” (2003) un nuovo impellente capitolo non meramente supereroistico, bensì imperniato sulla riflessione non scontata che Hollywood sta operando circa l’universo di risorse che deriva dall’accostarsi alla feconda sensibilità delle figure femminili coinvolte in immaginarie imprese epocali, in questo caso una guerra mondiale che potrebbe essere salvata dalla principessa delle Amazzoni in persona. Da vedere.

8 giugno: “Un appuntamento per la sposa”, di Rama Burshtein. Un’altra donna (in)felice per la cineasta newyorkese dopo quella de “La sposa promessa” (2012): l’ambientazione resta Israele, si alleggerisce il tono, il risultato parrebbe meno soddisfacente. Intrigante comunque la trama, tutta imperniata sul tentativo disperato della non più giovanissima protagonista di trovare un marito sostitutivo a quello che se l’è filata nel giro di tre settimane, in tempo per festeggiare il matrimonio come previsto.

8 giugno: “Due uomini, quattro donne e una mucca depressa”, di Anna di Francisca. A quasi cinque anni dalla sua presentazione al Torino Film Festival (col titolo di “Como Estrellas Fugaces”) raggiunge le sale una piccola coproduzione italo-spagnola costruita attorno alla figura di un compositore romano anticlericale divorziato, il quale prendendosi una pausa dall’insoddisfacente mondo culturale della capitale raggiunge un amico di vecchia data oltre i Pirenei: lì finirà per dirigere un coro parrocchiale rimasto senza guida.

8 giugno: “Maria per Roma”, di Karen Di Porto. Esordio italiano presentato alla scorsa Festa del Cinema di Roma. È proprio la capitale lo scenario in cui si muove la protagonista, incaricata di accogliere i turisti nei rispettivi appartamenti e girare per le strade visitando amici e parenti; una vita frenetica che però stenta a lasciare un segno profondo nel cuore.

8 giugno: “La mummia”, di Alex Kurtzman. Giunto alla seconda prova dopo “Una famiglia all’improvviso” (2012), il regista losangelino rilancia la tutto sommato fortunata saga americana (oltre 1.200 i milioni incassati in tre manches), già a sua volta rivisitazione di diversi altri film girati fra gli anni ’30 e ’60. Un’antica regina irosa si risveglia dal sonno millenario con l’intento di riappropriarsi del destino sottrattole; primattori Tom Hanks e Russell Crowe.

8 giugno: “Quando un padre”, di Mark Williams. Il lavoro d’esordio per il produttore di “The Accountant” mette in scena il percorso di redenzione vissuto da uno spietato cacciatore di teste per il quale il lavoro è sempre venuto prima della famiglia. Nel cast troveremo Allison Brie, Gerard Butler, Willem Dafoe e Alfred Molina.

Sieranevada di Cristi Puiu

8 giugno: “Sieranevada”, di Cristi Puiu. Punta riconosciuta del cinema rumeno, il regista de “La morte del signor Lazarescu” (2005) e “Aurora” (2010) torna alle lunghe durate cui è abituato con un sontuoso dramma familiare, sullo sfondo l’attentato a Charlie Hebdo e la commemorazione di un padre defunto. Nomination alla Palma d’oro l’anno passato; da vedere.

8 giugno: “Sognare è vivere”, di Natalie Portman. Con sensibile ritardo approda in suolo italiano il non troppo apprezzato debutto alla regia nel lungo per la celeberrima attrice, presentato al Festival di Cannes ancora nel 2015. Adattando il noto romanzo autobiografico “Una storia di amore e di tenebra” di Amos Oz, fa sua l’infanzia vissuta dall’autore nella Gerusalemme fra gli ultimi anni del governatorato britannico in Palestina e i primi del neonato stato d’Israele. La Portman, israeliana naturalizzata statunitense, interpreta la madre dello scrittore; da vedere, anche solo per curiosità.

8 giugno: “Teen Star Academy”, di Cristian Scardigno. Opera seconda, nuovo tentativo di fare capolino nel panorama mediatico per un cineasta italiano poco conosciuto ora espatriato in Inghilterra: una commedia che segue i sogni di 55 talentuosi adolescenti desiderosi di spiccare il volo nel mondo della musica, della danza, della moda.

13 giugno: “Sword Art Online: Ordinal Scale – The Movie”, di Tomohiko Ito. Dalla serie al film: l’esordio del regista nipponico nel lungo dà nuova linfa alla vicenda incentrata sul gioco di un futuro prossimo basato sulla realtà aumentata in cui chi perde muore. Appuntamento imperdibile per gli appassionati, solo il 13 e il 14 giugno.

15 giugno: “Aspettando il re”, di Tom Tykwer. Il suo curriculum include “Lola corre” (1998), “Profumo –Storia di un assassino” (2006) e “Cloud Atlas” (2012); ora il cineasta tedesco riallaccia i contatti con Tom Hanks affidandogli il ruolo di un uomo d’affari in fuga da un mondo in cui non ha più successo, una volta approdato in Arabia deciso a lasciarsi alla spalle quel che è stato e risalire in un modo o nell’altro la china.

15 giugno: “Botte da Prof.”, di Richie Keen. Esordio sul grande schermo tenuto in piedi da una rissa fra due insegnanti l’uno l’opposto dell’altro (Charlie Day e Ice Cube) da tenersi l’ultimo giorno di scuola terminate le lezioni: sparsasi la voce di corridoio in corridoio, gli spettatori non potranno che essere numerosissimi. Evitabile.

15 giugno: “Una doppia verità”, di Courtney Hunt. A 8 anni dal suo esordio, l’autrice di “Frozen River – Fiume di ghiaccio” (2008) torna dietro la macchina da presa con un legal drama in cui l’avvocato Keanu Reeves deve tentare di dimostrare l’innocenza del giovane Gabriel Basso, trovato coll’arma in mano sulla scena del crimine in cui ha perso la vita il padre. Nel cast anche Renée Zellweger e Jim Belushi; buono per alcuni, “cura garantita per l’insonnia, un abominio [dove] Reeves ha il carisma di una recinzione di fango” per altri.

15 giugno: “Fottute!”, di Jonathan Levine. Il regista di “50 e 50” (2011) e “Warm Bodies” (2013) offre a Goldie Hawn l’opportunità di tornare in sala dopo 15 anni di pensionamento grazie a una commedia leggera, genere in cui ha eccelso particolarmente in giovinezza, che la vede madre apprensiva di una non più freschissima figlia (Amy Schumer) scaricata dal fidanzato e desiderosa di vivere una vacanza esotica. Una volta preso il volo, per la coppia le cose naturalmente prenderanno una piega del tutto inaspettata; per chi cerca una serata disimpegnata.

Io danzerò di Stéphanie Di Giusto

15 giugno: “Io danzerò”, di Stéphanie Di Giusto. In concorso al Festival di Cannes del 2016 nella sezione Un Certain Regard, questo biopic d’esordio conduce alla scoperta della carriera artistica della danzatrice Loïe Fuller, cresciuta col padre in America tirando al lazo, poi trasferitasi presso la madre bigotta che avrebbe voluto soggiogarla, quindi in Europa, dove il suo talento cominciò a fiorire nel pieno della sua grazia anticonvenzionale. Da vedere.

15 giugno: “Lady Macbeth”, di William Oldroyd. In questo riuscito lavoro d’esordio non troviamo il notissimo personaggio shakespeariano, quanto piuttosto, nonostante a sua volta adattato alle esigenze d’ambientazione (la vicenda si svolge nell’Inghilterra settentrionale), quello protagonista della celebre novella di Nikolaj Leskov “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk”, che già aveva ispirato con scandaloso successo il mitico Dmitrij Šostakovič. Protagonista è una dark lady trascurata dal marito entro le mura di un freddo palazzo signorile, la quale si innamora di uno stalliere al punto da decidersi ad eliminare dalla scena chiunque voglia scioglierne la relazione. Da vedere.

15 giugno: “Nerve”, di Henry Joost e Ariel Shulman. Dalla coppia di registi del terzo e del quarto capitolo di “Paranormal Activity”, un thriller discusso, indubbiamente attuale, che descrive una realtà in cui un popolarissimo gioco online ordina agli utenti sfide via via sempre più pericolose. La concomitanza con il fenomeno “Blue Whale” è decisamente calzante.

15 giugno: “Parigi può attendere”, di Eleanor Coppola. La moglie del più noto fra i Coppola si cimenta nel suo primo lungometraggio, un road movie che copre la tratta Cannes-Parigi a bordo di un’auto in cui conversano amabilmente Diane Lane, consorte insoddisfatta del produttore cinematografico Alec Baldwin, e il fidato collega di lui Arnaud Viard.

19 giugno: “Michelangelo – Amore e morte”, di David Bickerstaff. Segue a quelli su Van Gogh, Bosch, Monet, Matisse e Goya, un approfondimento sulla maestosa figura del Buonarroti, ripresa a tutto tondo dalle prime folgoranti prove alle tormentate espressioni più tarde. Solo dal 19 al 21 giugno.

19 giugno: “Robert Doisneu – La lente delle meraviglie”, di Clementine Deroudille. Documentario esordiale che ricorrendo a materiali inediti di gran pregio, fra cui interviste a colleghi e conoscenti oltre che introvabili filmati di repertorio, mette a fuoco l’esistenza, la produzione e l’estetica di uno dei fotografi più noti del Novecento, quel “ritrattista della felicità umana” che portò il nome di Robert Doisneu.

22 giugno: “Civiltà perduta”, di James Gray. Dal regista di “The Yards” (2000), “I padroni della notte” (2007), “Two Lovers” (2008) e “C’era una volta a New York” (2013), un’affascinante epopea avventurosa in cui Charlie Hunnam veste i panni di un colonnello che al sorgere del secolo scorso viene incaricato di cartografare un’area della foresta amazzonica ancora inesplorata. Quando ritiene di aver scovato tracce rilevanti dell’esistenza di una città nascosta, torna in patria e organizza una spedizione di ben altra portata. Nel cast anche Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland e Franco Nero; da vedere.

Girotondo di Tonino Abballe

22 giugno: “Girotondo”, di Tonino Abballe. Dopo lo scarso risultato ottenuto con “Quel venerdì 30 dicembre” (2016), il regista, sceneggiatore ed attore italiano avanza una nuova commedia che riflette sulla fiducia nell’amore di fronte l’incombere delle violenze subite vuoi dai partner, vuoi da volti sconosciuti, dei dolori provocati dalle rotture e dai tradimenti nei rapporti di coppia.

22 giugno: “Transformers – L’ultimo cavaliere”, di Michael Bay. Quinto capitolo della celebre saga miliardaria tutta del “mago dei blockbuster”, in cui Mark Wahlberg sfida nuove potenti minacce per il pianeta e Optimus Prime parte alla ricerca dei creatori della sua razza. Nel cast anche Anthony Hopkins, Stanley Tucci e John Turturro; da vedere.

28 giugno: “Codice criminale”, di Adam Smith. Esordio nel lungo di finzione che narra di una famiglia da generazioni avvezza ad una vita da fuorilegge, in seno alla quale però cresce un figlio (Michael Fassbender) intenzionato a ribellarsi alle leggi truffaldine che, imposte con polso dal patriarca (Brendan Gleeson), regolano il vivere suo e dei propri cari.

29 giugno: “2:22”, di Paul Currie. Al terzo lungo per il cinema nel giro di 18 anni il regista australiano imbastisce un thriller in cui ogni giorno all’ora indicata dal titolo un uomo ormai sul lastrico (Michiel Huisman) vive una serie di eventi inquietanti; senonché, quando s’innamora di una donna che riattiva la sua voglia di vivere (Teresa Palmer), si trova costretto a difenderla dagli stessi accadimenti misteriosi.

29 giugno: “Casa Casinò”, di Andrew Jay Cohen. Commedia d’esordio in cui Will Ferrell e Amy Poehler formano una coppia di genitori messi in ginocchio dalle rette del college frequentato dalla figlia; decisi a risollevare le proprie sorti economiche, aprono nel quartiere un casinò non autorizzato.

29 giugno: “Il tuo ultimo sguardo”, di Sean Penn. Il quinto lungo interamente diretto dal divo (dopo “Lupo solitario”, 1991, “Tre giorni per la verità”, 1995, “La promessa”, 2001, “Into the Wild – Nelle terre selvagge”, 2007) vanta un cast da urlo composto fra gli altri da Javier Bardem, Charlize Theron, Adèle Exarchopoulos e Jean Reno, eppure parrebbe un totale disastro. Una storia d’amore sotto le bombe in Liberia: a questo punto… vedere per credere.

Luglio

Spider-Man: Homecoming di Jon Watts

6 luglio: “Spider-Man: Homecoming”, di Jon Watts. Col suo terzo lungo per il cinema il regista americano al soldo della Marvel prende le redini della saga multiforme sull’Uomo Ragno precedentemente affidata a Sam Raimi, quindi a Drew Goddard. Sarà un reboot dai tratti marcatamente adolescenziali: confidiamo in una carica di nuove ispirate dinamiche. Da vedere.

7 luglio: “Revenge”, di Walter Hill. Il regista de “I guerrieri della notte” (1979), “48 ore” (1982) e “Danko” (1988) sostanzialmente sperpera il talento di Sigourney Weaver e Michelle Rodriguez, l’una chirurga plastica in cerca di vendetta per suo fratello, l’altra, colpevole dell’omicidio di quest’ultimo, vittima di un’operazione di mutazione sessuale… operata dalla prima. Sacrificabile.

13 luglio: “The War – Il pianeta delle scimmie”, di Matt Reeves. Dopo “Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie” (2014), il regista torna al mondo fantascientifico in cui umani e primati proprio non riescono a convivere. Nel cast ritroviamo il principe della motion capture Andy Serkis, accanto alle new entry Woody Harrelson e Judy Greer; da vedere.

19 luglio: “USS Indianapolis”, di Mario Van Peebles. Dramma bellico che descrive i cinque giorni di terrore vissuti dall’equipaggio dell’incrociatore da cui il titolo sul finire della Seconda Guerra Mondiale: consegnate le bombe atomiche da sganciare su Hiroshima e Nagasaki, la nave è stata silurata dai giapponesi, costringendo i superstiti a resistere senza alcun tipo di rifornimento in acque infestate dagli squali. Protagonista assoluto, Nicolas Cage.

20 luglio: “ChiPS”, di Dax Shepard. Due centauri a Los Angeles fautori del (dis)ordine pubblico (Shepard stesso e Michael Peña), dalla televisione al cinema: il risultato ha deluso l’America, farà altrettanto in terra italiana. Per questo motivo, evitabile.

27 luglio: “Crazy Night – Festa col morto”, di Lucia Aniello. Da una regista americana (ebbene sì) di serie televisive, una commedia tragicomica d’esordio in cui 5 amiche di vecchia data (Jillian Bell, Ilana Glazer, Scarlett Johansson, Zoë Kravitz e Kate McKinnon), lanciate in una notte da sballo a Miami, uccidono per sbaglio uno spogliarellista. Che fare del cadavere? Nel cast anche Demi Moore.

Agosto

Annabelle 2 Creation di David F. Sandberg

10 agosto: “Annabelle 2: Creation”, di David F. Sandberg. Il regista di “Lights Out – Terrore nel buio” (2016) dona un nuovo capitolo, corredato da un nuovo cast, alla saga dedicata alla bambola assassina ritratta in “L’evocazione – The Conjuring” (2013), da non confondere con quella riservata all’altrettanto nota Chucky (1988-2013).

10 agosto: “La torre nera”, di Nikolaj Arcel. Al regista danese dello splendido “Royal Affair” (2012) il compito di dare avvio ad un’attesa serie di prodotti pensati per grande e piccolo schermo sulla scia dei celebri romanzi di Stephen King pubblicati fra il 1982 e il 2012. Nel cast figureranno Idris Elba e Matthew McConaughey.

17 agosto: “Atomica bionda”, di David Leitch. Dal solido ex-stuntman collaboratore di Chad Stahelski (accanto al quale ha girato il primo scoppiettante “John Wick”, 2014), un nuovo intrigante action di spionaggio dove Charlize Theron, fiore all’occhiello dei Servizi Segreti di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, deve consegnare un prezioso dossier nei pressi di una Berlino poco sicura. Qualcosa andrà storto, ma potrà contare sul supporto dell’ufficiale governativo James McAvoy. Nel cast spiccano anche Sofia Boutella, Bill Skarsgård e John Goodman; da vedere.

24 agosto: “Amityville: Il Risveglio”, di Frank Khalfoun. Si aggiunge un 12esimo capitolo all’estesa saga horror al cui centro sta la casa infestata più nota d’America: un reboot che a quasi 40 anni dal capostipite intende ancora una volta fare del found footage la propria tecnica distintiva. Attrazione principale, Jennifer Jason Leigh.

24 agosto: “Cattivissimo Me 3”, di Kyle Balda, Pierre Coffin ed Eric Guillon. La Illumination Entertainment è in breve tempo diventata un esempio imprescindibile di ottimi affari a medio costo; sull’onda del successo del franchise con protagonista l’arcigno Gru, incastonato fra “Minions” (2015) e “Minions 2” (2020) giunge nelle sale di tutto il mondo il terzo capitolo ufficiale. Da vedere.

31 agosto: “Dunkirk”, di Christopher Nolan. Dopo averlo a più riprese accarezzato, il prestigiatore del cinema si tuffa nel cinema di guerra narrando, nel terzo film più rumoreggiato del 2016 secondo Indiewire, l’Operazione di evacuazione navale Dynamo attuata dagli Alleati all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Nel cast troveremo Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance, Harry Styles (ebbene sì) e Kenneth Branagh; da non perdere.

Settembre

Baby Driver – Il genio della fuga di Edgar Wright

7 settembre: “Baby Driver – Il genio della fuga”, di Edgar Wright. Dal regista noto per il sodalizio con Simon Pegg (“L’alba dei morti dementi”, 2004, “Hot Fuzz”, 2007, e “La fine del mondo”, 2013), un nuovo action che segue le peripezie ad alta velocità di un giovane pilota (Ansel Elgort) al soldo di un boss criminale (Jamie Foxx). Nel cast anche Kevin Spacey.

14 settembre: “Cars 3”, di Brian Fee. Dato il crescente successo della saga, arrivata già ad incassare oltre il miliardo di dollari, la Pixar ha deciso (com’era prevedibile) di donare al suo beniamino Saetta McQueen un terzo capitolo, la cui vicenda è affidata (altra scelta immaginabile) ad un esordiente alla regia nel campo dell’animazione (come già successo per “Il viaggio di Arlo” e “Monsters University”, non a caso fra i lungometraggi meno ambiziosi della casa di produzione). Auspichiamo un po’ di lungimiranza nel miglior spirito dello Studio di Emeryville; comunque da non perdere.

14 settembre: “Gifted – Il dono del talento”, di Marc Webb. Posticipato di circa 5 mesi, giungerà finalmente la nuova fatica firmata dal regista dei due “Amazing Spider-Man”: un dramma in cui Chris Evans padre putativo della graziosa e dotatissima nipotina McKenna Grace, rimasta orfana, tenta in ogni modo di farla accedere al percorso di studi cui è destinata.

21 settembre: “American Made”, di Doug Liman. Sotto la direzione del regista di “The Bourne Identity” (2002) ed “Edge of Tomorrow – Senza domani” (2014), Tom Cruise è il trafficante di armi da fuoco e droga Barry Seal, negli anni Ottanta al soldo della CIA. Nel cast troveremo anche Domhnall Gleeson.

21 settembre: “It”, di Andrés Muschietti. Il regista del controverso horror “La madre” (2013) è stato incaricato di far lievitare il best seller di Stephen King dallo status di miniserie televisiva (1990, con protagonista Tim Curry) a quello di lungometraggio per il grande schermo. I panni del clown Pennywise andranno stavolta a Bill Skarsgård. Da vedere.

28 settembre: “Emoji: Accendi le Emozioni”, di Anthony Leondis. Il secondo lungo dell’anno prodotto dalla Sony Animation eleva allo status di protagonisti niente meno che le “faccine” della messaggistica, naturalmente alla ricerca di un riscatto nella loro esistenza mono-emozionale: curiosa testimonianza di come simili linguaggi siano oramai diventati imprescindibili nel panorama contemporaneo.

Ottobre

Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve

5 ottobre: “Blade Runner 2049”, di Denis Villeneuve. Operazione tanto pericolosa quanto audace, nonché la più rumoreggiata del 2016 secondo Indiewire, il regista degli splendidi “Arrival” e “Sicario” (2015) dovrebbe avere le spalle abbastanza larghe da sostenere l’onere di dirigere il sequel di uno dei miti immortali della fantascienza, quell’iconico “Blade Runner” che nel 1982 Ridley Scott aveva portato alla luce. Il protagonista rimarrà lo stesso, il detective Deckart impersonato da Harrison Ford, naturalmente assai invecchiato dall’ultima avventura, al fianco di Ryan Gosling e Jared Leto. Da non perdere.

12 ottobre: “L’uomo di neve”, di Tomas Alfredson. Dall’acclamato svedese dell’horror “Lasciami entrare” (2008) e dello spy movie “La talpa” (2011), un dramma in cui Michael Fassbender interpreta un detective della Oslo contemporanea cui viene affidato il caso di una donna scomparsa: unica traccia da seguire, una sciarpa rosa che avvolge un pupazzo di neve. Nel cast anche Rebecca Ferguson, Val Kilmer, J. K. Simmons, Charlotte Gainsbourg e Toby Jones; da vedere.

19 ottobre: “The Mountain Between Us”, di Hany Abu-Assad. Dal regista di “Paradise Now” (2005), “Omar” (2013) e “The Idol” (2015), un film di amore e sopravvivenza in cui spiccano da protagonisti assoluti Kate Winslet, scrittrice in procinto di sposarsi, e Idris Elba, medico di ritorno da una conferenza, entrambi usciti vivi da un disastro aereo.

25 ottobre: “Thor: Ragnarok”, di Taika Waititi. Affidata ad un regista già nominato all’Oscar per un cortometraggio, la terza avventura dedicata al supereroe figlio di Odino interpretato da Chris Hemsworth rivestirà un ruolo di grande importanza nell’economia drammaturgica dell’universo Marvel: Thor dovrà niente meno che salvare il proprio regno dall’apocalisse. Da vedere.

26 ottobre: “Il Vangelo secondo Mattei”, di Antonio Andrisani e Pascal Zullino. Due cineasti esordienti riflettono sulla loro identità culturale dirigendo e interpretando una commedia ambientata a Matera, comune paese d’origine, cui un regista di dubbio valore fa ritorno per mettere in piedi un documentario che riscatti la sua carriera: al centro del progetto un vecchio signore che aveva fatto la comparsa nel celebre film di Pasolini, girato in quelle stesse terre nel 1964.

26 ottobre: “Victoria and Abdul”, di Stephen Frears. L’acclamato regista di “Florence” (2016), “Philomena” (2013), “The Queen – La regina” (2006), “Alta fedeltà” (2000) e “Le relazioni pericolose” (1988) racconta la storia vera del confidente più intimo (Ali Fazal) della regina Vittoria (Judi Dench) negli ultimi anni di regno. Da vedere.

Novembre

Capitan Mutanda di David Soren

1 novembre: “Capitan Mutanda”, di David Soren. Posticipato di circa 5 mesi (da noi), il 35esimo film per il cinema della Dreamworks Animation segue a pochi mesi di distanza il 34esimo (“Baby Boss”, in arrivo ad aprile), dando vita sotto la guida del regista di “Turbo” (2013) al supereroe in brache nato dalla fantasia a fumetti di due amici dispettosi. Da vedere.

2 novembre: “Mother!”, di Darren Aronofsky. Dall’iconico regista di “Requiem for a Dream” (2000), “The Wrestler” (2008) e “Il cigno nero” (2010), un dramma di cui ancora poco si sa a livello di trama (una coppia viene messa a dura prova dall’arrivo inaspettato di alcuni ospiti), ma che si rivela già intrigante anche solo constatando le energie creative coinvolte: la giovane mattatrice Jennifer Lawrence sarà affiancata da pezzi da novanta come Javier Bardem, Ed Harris e Michelle Pfeiffer, e ancora Kristen Wiig, Domhnall e Brian Gleeson. Da vedere.

9 novembre: “Nut Job – Andiamo a comandare”, di Cal Brunker. Affidato al non eccessivamente apprezzato regista di “Fuga dal Pianeta Terra” (2013), arriva il sequel di “Nut Job – Operazione noccioline” (2014), dove lo scoiattolo Spocchia combatte assieme ai suoi amici per salvare il proprio parco dai piani del sindaco che lo vuole trasformare in un luna park. Inutile dire che il titolo italiano ha ben poco a che fare con quello originale…

16 novembre: “Justice League”, di Zack Snyder. Dal regista de “L’alba dei morti viventi” (2004), “300” (2006), “L’uomo d’acciaio” (2013) e “Batman V Superman: Dawn of Justice” (2016), ecco il capitolo supereroistico che lancia, alle spalle film corali come “The Avengers” e il suo sequel, i paladini della DC uniti contro le forze del male. Accanto ai volti noti di Henry Cavill/Superman, Ben Affleck/Batman, Gal Gadot/Wonder Woman, troveremo Amy Adams, J. K. Simmons, Willem Dafoe e Jeremy Irons. Da vedere.

22 novembre: “Let It Snow”, di Luke Snellin. Commedia che intreccia le vicende di diversi personaggi durante la vigilia di Natale: c’è chi rimane bloccato su un treno a causa di una tempesta di neve e festeggia assieme ad uno sconosciuto, chi scopre il vero amore in vecchie amicizie, chi riflette con malinconia sulla fine di una relazione coccolando il proprio maialino nano.

30 novembre: “Gli eroi del Natale”, di Timothy Reckart. Da un regista già nominato all’Oscar per un cortometraggio, ennesima avventura animata targata Sony che mette a fuoco la storia della Natività così come la videro gli animali di Betlemme.

Dicembre

Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh

7 dicembre: “Assassinio sull’Orient Express”, di Kenneth Branagh. Dopo il celebre adattamento del 1974 firmato per il grande schermo da Sidney Lumet, i panni dell’amatissimo investigatore passano dal pensionato Albert Finney a Branagh stesso, spalleggiato da Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer e Daisy Ridley: un cast a dir poco da urlo, che si dovrà necessariamente confrontare con quello capitanato 40 anni or sono da Lauren Bacall, Ingrid Bergman (premiata con l’Oscar), Jacqueline Bisset, Sean Connery, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave e Micheal York. Da non perdere.

10 dicembre: “Lego Ninjago – Il film”, di Charlie Bean, Paul Fisher e Bob Logan. Dopo il successo di “The LEGO Movie” (2014) e quello preannunciato di “LEGO Batman – Il film”, la Warner Bros. Animation prepara una doppietta da giocarsi nel 2017, traendo ispirazione dalle culture sino-nipponiche per le avventure di agguerriti samurai lanciati all’assalto di draghi e uomini serpente.

13 dicembre: “Star Wars: Gli ultimi Jedi”, di Rian Johnson. Al regista di “Looper” (2012) l’arduo compito di mantenere sulla buona rotta gli incrociatori stellari e la figura prodigiosa di Rey, l’eroina in cui la Forza ha ripreso vita non più di un anno fa. Ovviamente da non perdere.

14 dicembre: “Poveri ma ricchi 2”, di Fausto Brizzi. A un anno esatto dal primo capitolo arriva il sequel del piccolo campione delle vacanze di Natale passate: confermata la presenza di Christian De Sica ed Enrico Brignano, oltre che di Lodovica Comello, Anna Mazzamauro e Lucia Ocone.

21 dicembre: “Downsizing”, di Alexander Payne. Dal regista di “Nebraska” (2014), “Paradiso amaro” (2011) e “Sideways – In viaggio con Jack” (2004), una commedia con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin e Neil Patrick Harris sulla possibilità, in un futuro non troppo remoto, di rimpicciolire la propria statura corporea al fine di ridurre i consumi energetici del pianeta, senza per questo dover rinunciare al benessere personale.

21 dicembre: “Il toro Ferdinando”, di Carlos Saldanha. La Blue Sky (“L’era glaciale”, “Rio”) progetta col suo 12esimo lungometraggio un’espansione del corto “Ferdinando il toro” (1938), l’unico a vincere l’Oscar nella decade a non rientrare nelle “Silly Symphonies” disneyane. Il protagonista è il più grosso della mandria e quelli come lui non tardano a finire nell’arena… Da vedere.

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

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