Kim Ki-duk: le stringate recensioni di Maurizio Ercolani

Retrospettiva Monografica sul regista Kim Ki-duk

 

“Spring, summer, fall, winter and spring” (“Bom yeoreum gaeul gyeoul geurigo bom“)  di Kim Ki-duk

 La lussuria sveglia la possessività.

E la possessività sveglia gli istinti gli omicidi.
Il maestro.
E il discepolo.
Il pesce.
E la rana.
Il serpente.
E il lago.
Tutti portiamo un sasso al collo.
Non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te.
Non tutto il male può essere ricucito.
Il male che fai ti tornerà indietro.
Il peccato è insito nell’animo umano.
E l’uomo non può prescindere da esso.
L’uomo però può redimersi.

L’uomo sa perdonare.
La pace dei sensi.
E la calma dell’acqua.
Il contrappasso.
E il contrabbasso.
Il sesso.
E il sasso.
Il rispetto.
E la circolarità.
Fine della “recensione”, 23+2.

Voto 8,5

 


“Ferro 3” (“Bin-jip“) di Kim Ki-duk

Prendersi cura di te.

È abbracciarti.
Quando sei triste.
È farti ridere.
Quando stai male.
Fine della “recensione”, silenzi.

Voto 7

 

 

 


“L’arco” (“Hwal“), di Kim Ki-duk

 Con la forza brutale della freccia che scocca.

Con il suono dolce della corda di violino.

Voglio vivere così finchè non muoio.

 L’arco è la storia di un vecchio pescatore che trova una bambina di 6 anni e decide di tenerla con sè in barca per tutta la vita.

Coltivando pian piano l’idea di sposarla, quando avrà compiuto i 17 anni.

La accudisce da padre amorevole, la difende da tutto e da tutti, mentre lentamente passano i giorni.

Il mare, il cielo, l’altalena e il tempo.

Un’altalena sospesa tra il mare e il cielo.

E una bambina che va su e giù.

Lentamente.

Mentre il vecchio scocca tre frecce.

Così si predice il futuro.

Fine della “recensione”, amore e libertà.

Voto 8


“La Samaritana” (“Samaria“) di Kim Ki-duk

 Allora: pensa di avere una figlia non ancora maggiorenne e di scoprire accidentalmente che fa la puttana.

La figlia a cui canti la ninna nanna la sera, la figlia che è tutta la tua vita, la figlia che adori.

Tu che cosa fai?

 Kim Ki Duk decide di rifletterci su un paio di millisecondi e di pestare a sangue i porci che se la scopano.

E poi di prendere la macchina e andare assieme in campagna a visitare la tomba della madre, cenare assieme da un contadino ospitale, dormire assieme in un casolare, e poi ucciderla.

Oppure insegnarle a guidare.

Tre capitoli: Vasumitra, Samaria, Sonata.

Il gioco, la rabbia, l’amore.

Fine della “recensione”, Han Yeo-reum.

Voto 7


“Birdcage Inn” (“Paran daemun“) di Kim Ki-duk

 Non puntare il dito contro chi fa il male, chiediti perché fa il male.

Che cos’è il male?

Birdcage Inn è la storia di un’amicizia tra una bigotta e una puttana.

Di notte soddisfa i clienti, di giorno guarda il mare.

Per Kim Ki Duk non esistono bianco e nero, esistono le sfumature.

E così c’è il pappone innamorato, la pittrice che vende proprio il corpo, il padre protettivo che tradisce la moglie.

Poesia e squallore assieme.

E c’è chi lotta per i suoi ideali di moralità, per poi affogarci dentro.

E incominciare a vivere.

Fine della “recensione”, etichette, giudizi.

Voto 7


“L’isola” (“Seom“) di Kim Ki-duk

 Un altro film malatissimo.

Più di me, a letto da tre giorni.

Nuotare fino a un isolotto di canne.

Che poi è una vagina.

Infilarsi quattro ami in bocca.

Infilarsi quattro ami lì.

Estrarli con le pinze.

Pescare un pesce e tagliuzzarne qualche fetta.

Poi rimetterlo in acqua.

Vivo e sanguinante.

Sensi di colpa.

Feriti.

Ci feriamo.

Fine della “recensione”, pesci.

Voto 7,5


“Soffio” (“Soom“) di Kim Ki-duk

 Una volta sono morto per cinque minuti.

Non è male.

Riempimi la stanza di colori.

Fammi ridere.

Cantami una canzone.

Primavera, Estate, Autunno, Inverno.

Voglio viverle tutte oggi le stagioni.

Specchi.

Fine della “recensione”, respiro.

Voto 8

 

 Kim Ki-duk (Hangŭl: 김기덕 Kim Ki-dŏk; Hanja: 金基德), (Bonghwa , Corea, 20 dicembre 1960) è un regista e sceneggiatore sudcoreano. È considerato come uno dei personaggi più avanguardisti del cinema contemporaneo.

Kim Ki-duk dirige 15 film tra il 1996 e il 2008 e poi scompare per 3 anni. C’è chi dice che è malato, c’è chi dice che è morto. In realtà si è rifugiato in una baracca sulle colline, lontano da tutti e lontano da tutto. Con una videocamera riprende se stesso. Nasce così: Arirang.

 

 

 

 “Arirang” di Kim Ki-duk

 Quando i coreani sono tristi cantano una canzone antica:

Questo mondo scellerato

Amore mio indifferente

Il tuo affetto è rimasto qui

Ma tu te ne vai

Non posso fare a meno di piangere

Sulle colline Arirang

Mandami per favore

È allora che la tua ombra rompe il silenzio, e comincia a farti delle domande.

Fine della “recensione”, Arirang.

Voto 8

Per leggere la Retrospettiva Monografica su Andrej Arsen’evic Tarkovskij clicca QUI.

Per leggere la Retrospettiva Monografica su David Lynch clicca QUI.

Per leggere la Retrospettiva Monografica di Sergio Leone clicca QUI.

Per leggere la Retrospettiva Monografica su Lars von Trier clicca QUI.

Per leggere la Retrospettiva Monografica su Park Chan-wook clicca QUI.

Per leggere la Retrospettiva Monografica su Michael Haneke clicca QUI.

Per leggere la Retrospettiva Monografica su Tetsuya Nakashima clicca QUI.

Facebook di Maurizio Ercolani:

http://www.facebook.com/streamofconsciousnessfanpage


http://youtu.be/VXJLmFBHuyE

 

22 thoughts on “Kim Ki-duk: le stringate recensioni di Maurizio Ercolani

  1. a me quello che ha fatto realmente innamorare di Kim ki-duk è “Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera” (che poi guardando “Arirang” ieri sera sembra che sia anche quello più nel cuore del regista).
    mi mancano i primissimi e l’ultimo “Amen”. provvederò presto ;)
    PS: i miei voti sono più emotivi che tecnici, che poi per quelli tecnici non ne ho le competenze! ^_^

  2. complimenti per le recensioni! Kim Ki Duk rimane il mio regista preferito! ogni suo film mi ha trasmesso qualcosa di forte! Le considero uniche le sue storie d’amore..quasi tutte sporche e malate!..:-D ma così tremendamente profonde!!…film per pochi direi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: