“Anime galleggianti” film di Maria Giménez Cavallo: la Sardegna e le Metamorfosi di Ovidio

“Prima del mare, della terra e del cielo, unico era il volto della natura in tutto l’universo. Dal cielo si separò la terra, dalla terra il mare. La natura dea di ogni rinnovamento prosegue ad alterare continuamente le forme di ogni cosa. Niente ha forma stabile, tutto è in flusso continuo. Oh Pitagora tu che osservi questa terra e le sue creature, tu che vedi scorre tutto, suona e libera la voce delle pietre, perché cantino la storia del mondo, suona Pitagora il canto di Proserpina, di Aracne, di Euridice ed Orfeo, di Apollo e Dafne, dalle origini del mondo sino ai nostri giorni. Canta del mutare delle forme in corpi nuovi e delle anime in eterna trasmigrazione.” ‒ incipit film “Anime galleggianti”

Anime galleggianti di Maria Giménez Cavallo
Anime galleggianti di Maria Giménez Cavallo

Anime galleggianti” è nella rosa dei cinque film finalisti del Premio Corso Salani all’interno della 36ª edizione del Trieste Film Festival sotto l’eccelsa direzione di Nicoletta Romeo.

La regista Maria Giménez Cavallo esprime nel film questo continuo mutamento intrinseco del sé nel concetto di natura e vita, in uno scenario naturale quale la terra di Sardegna che, sin dalle prime riprese, dona allo spettatore luoghi incontaminati dal progresso dell’uomo, progresso che si traduce in distruzione dell’ambiento a favore di cambiamenti effimeri correlati alla conquista di denaro e potere, riuscendo così a trasportare in una terra contemporanea che ha salvaguardato la sua stessa natura, in una trasposizione di narrazioni mitologiche che rasentano purtroppo un’identità reale e contemporanea, come se ancora l’evoluzione dell’anima dell’uomo non fosse ancora giunta a compimento, in una verità così ancestrale e al contempo attuale ispirata alla metamorfosi di Ovidio.

Le immagini iniziali de “Anime galleggianti” danno luce e valore a quelle che sono le bellezze naturali di una terra incontaminata, forse perché isola, o forse perché forte delle sue radici e del suo popolo, in un continuo trasmutare di queste anime galleggianti, dove forse l’eccellenza è il fatto che la natura sia predominante più che mai nella sua bellezza, mentre l’animo umano si rivela nella debolezza e meschinità ancestrale di cui ha cambiato solo le forme, ma non il contenuto.

Un unico volto, quello della natura, Dea di ogni rinnovamento. Il rinnovamento di ogni cosa, dalla forma, all’anima, alla mente. Un pertinente collegamento tra la trasformazione della crescita spirituale che si muove con il rinnovato pensiero, perché l’universo è in perenne trasformazione, un moto continuo che tutto travolge, in una realtà che non è fissa ma fluttua in un continuo divenire caratterizzando l’essenza stessa della vita.

Vulcano, mare, rocce, monti, spiagge, campi, tutto è sempre in continuo mutamento nel rispetto di madre natura, sino a quando la stessa natura non diviene vittima del consumo sociale espresso in un consumo distruttivo delle risorse del pianeta, che mette a dura prova l’equilibrio stesso della madre terra.

Anime galleggianti citazioni
Anime galleggianti citazioni

Un viaggio in Sardegna che parte dal Giardino Sonoro con Pitagora, la voce e le immagini che introducono in questo viaggio tra mito e leggenda in una reinterpretazione della stessa regista.

Degna di nota Aracne che nell’intreccio della sua trama coinvolge anche l’intreccio dei destini dei protagonisti. E ancora la scelta della registra nei confronti della figura di Aracne, abile tessitrice, per creare un intreccio ben ordito e ricordare la bravura dell’artigianato locale, in particolare la tessitura sarda. Presagi, destino, inganni, purezza dell’animo come quella delle acque cristalline riprese, un continuo alternarsi.

Una trasformazione che va oltre il concetto di materia in un peregrinare di queste anime galleggianti che fluttuano nel loro perpetuo movimento in liberazione, rinascita ed eterno ritorno.

 

Written by Simona Trunzo

 

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