Carrie di Stephen King: il bullismo in stile horror

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La guardavano sempre.

Carrie di Stephen King
Carrie di Stephen King

Carrie è il primo libro pubblicato da Stephen King, rischiando, così come è poi accaduto, di essere incasellato col titolo di scrittore dell’orrore.

Per chi ama King e lo segue, sa benissimo che King è molto più di questo: nei suoi romanzi c’è un mondo che, scontrandosi con horror e strane realtà, ci narra di quotidianità, di problemi sociali, con una psicologia sottile che sa attraversare tutti i suoi personaggi.

Carrie ha una trama ben congegnata; già troviamo il riferimento al bullismo, tema ricorrente che lo scrittore ripresenta, quasi, in ogni suo libro quale messaggio sociale.

L’atmosfera è tesa, racconta, si addensa e si dipana intorno all’argomento protagonista: la telecinesi, cioè la capacità di spostare gli oggetti con la mente.

Carrie è una giovane ragazza, cresciuta da una madre ossessionata dal peccato, che la costringe a un modo di vivere assurdo e represso, chiuso in una bolla di terrore psicologico.

Ci viene riferito che una pioggia di pietre è caduta da un cielo perfettamente sereno su Carlin Street… La signora White, vedova, abita nella casa di Carlin Street con la figlioletta di tre anni, Carrie.

Fin da piccola, la ragazza è vittima di scherzi feroci da parte dei compagni e l’ultimo scherzo, fattole in età adolescenziale, sarà fatale a chiunque si troverà nel raggio d’azione del potere di Carrie, finora trattenuto.

È un libro che tratta di problemi al femminile, eppure, nonostante sia scritto da un uomo, vi si ritrova una delicatezza e una psicologia ben dosata.

Tutto ha inizio quando Carrie ha il primo ciclo all’uscita dalle docce della scuola. Qui, tutta la crudeltà delle altre ragazze le piomba addosso con una durezza incredibile: lei non sa cosa le sta accadendo e ne è terrorizzata, ma loro… loro riescono solo a sfotterla: “Carrie sembrava così stupida, impalata lì in mezzo, ignara di quel che le stava succedendo.

Si soffre con Carrie, si condivide con lei la sua pena e, infine, non si può fare a meno di scusare e giustificare l’orrore da lei prodotto.

In particolare sono alcuni dei ragazzi a volerla umiliare nel più profondo: “Ma che cosa si può dire di Chris Hargensen? A me pare che fin dal primo momento il suo unico scopo sia stata la distruzione totale di Carrie White”.

Nonostante sia un libro datato, sa ancora essere di grande attualità e resta un romanzo accattivante. Lo dimostrano le innumerevoli riedizioni.

Quello che manca è proprio la lunghezza che solo King sa dare, senza stancare il lettore, ma appassionandolo ad ogni riga.

Stephen King citazioni Carrie
Stephen King citazioni Carrie

Da questo bestseller fu tratto il film Carrie. Lo sguardo di Satana diretto da Brian De Palma che, a mio parere, seppe rimarcare solo l’aspetto orrorifico del libro, quando, invece, avrebbe potuto esaltarne la sua umanità e il messaggio in esso contenuto.

Le vittime, quelle morte in seguito all’implosione della disperazione di Carrie, le si vedono solo come effetti collaterali e Carrie, la povera Carrie, resta il solo agnello davvero macellato: “Carrie la goffa, la diversa, l’innocente e disarmata Carrie, userà il suo potere e sarà ovunque orrore, distruzione e morte”.

Si potrebbe pensare che Carrie agisca così per vendetta, ma, in realtà la sua è solo disperazione e l’impossibilità di uscire da quel cerchio distorto dove gli altri l’hanno rinchiusa. Ecco cosa la spingerà a usare quel potere che, per sua madre, era solo un dono del diavolo.

 

© 1974 Stephen King – VII edizione

Bompiani

 

Written by Miriam Ballerini

 

 

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