“Smisurata preghiera” di Fabrizio De André: Álvaro Mutis e la dignità dei perdenti

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“[…] Sullo scandalo metallico di armi in uso e in disuso/ A guidare la colonna di dolore e di fumo/ Che lascia le infinite battaglie al calar della sera/ La maggioranza sta, la maggioranza sta/ Recitando un rosario di ambizioni meschine/ Di millenarie paure, di inesauribili astuzie/ Coltivando tranquilla l’orribile varietà/ Delle proprie superbie, la maggioranza sta/ Come una malattia/ Come una sfortuna/ Come un’anestesia/ Come un’abitudine/ […]” ‒ “Smisurata preghiera”

Fabrizio De André citazioni Smisurata Preghiera
Fabrizio De André citazioni Smisurata Preghiera

Così cominciò l’amicizia tra Fabrizio De André e lo scrittore colombiano, naturalizzato messicano, Álvaro Mutis: grazie a un regalo letterario.

Nel 1991 l’editore Vittorio Bo regalò a De André il romanzo La neve dell’ammiraglio di Mutis. Il cantautore genovese ebbe una vera e propria folgorazione. Lo stile narrativo e il personaggio di Maqroll il Gabbiere lo affascinarono a tal punto che divorò l’intera produzione dello scrittore.

La raccolta di poesie “Summa di Maqroll il Gabbiere” lo spinse a contattarlo di persona per chiedergli il permesso di utilizzare i suoi testi per una canzone. Dalla conseguente unione artistica nacque “Smisurata preghiera”, il brano di chiusura dell’album scritto con Ivano Fossati, coautore e “regista musicale” dell’intero “Anime salve” pubblicato nel 1996.

Ma per comprendere meglio le ragioni di questo illustre e poetico sodalizio occorre approfondire la figura di Maqroll il Gabbiere. Il personaggio di Maqroll non ha patria, non ha leggi e non cerca il successo economico. Vive per il viaggio in sé, collezionando fallimenti sentimentali e commerciali.

Chi conosce e ammira la poetica di De André sa bene che, per il cantautore ligure, Maqroll è l’incarnazione perfetta dell’anarchico e dell’emarginato. Non è un malfattore, ma un uomo che rifiuta le regole della società borghese e del “branco” per preservare la propria totale libertà spirituale.

Nella poesia “Preghiera di Maqroll”, il Gabbiere si rivolge a Dio non per chiedere la salvezza, bensì una fine dignitosa, degna di un perdente quale lui è. Egli rivendica il diritto di spegnersi in un bordello o in una locanda di infimo ordine, il luogo in cui ha vissuto davvero.

Desidera avere come unico tetto il cielo aperto, rifiutando i confini imposti dalla società, e chiede a Dio di rivolgergli lo sguardo pietoso destinato ai dimenticati e a tutti quelli che hanno vissuto in direzione “ostinata e contraria”.

È proprio la dignità con la quale il personaggio si presenta a Dio a colpire De André, che decide di restituirla nei versi di “Smisurata preghiera”: “Ricorda, Signore, questi servi disobbedienti alle leggi del branco… coltivano l’insulto di un fango d’altri tempi”.

L’andamento solenne del brano è opera di Ivano Fossati: fu sua l’idea di dare alla canzone un tempo di marcia lenta e maestosa, quasi una processione laica, che procede con crescente intensità, creando una tensione emotiva destinata a esplodere nel finale orchestrale.

A differenza di altri brani dell’album, come “Prinçesa” o la title-track “Anime salve”, dove De André e Fossati duettano, in “Smisurata preghiera” Fossati decise deliberatamente di fare un passo indietro e non cantare. Capì che quella preghiera finale doveva essere un monologo assoluto, lasciando a De André l’intera scena vocale per impersonare Maqroll.

È pacifico, però, che senza il sensibile contributo di Ivano Fossati e il denso materiale letterario di Álvaro Mutis, il brano non avrebbe trovato quella forma sonora così potente e immortale.

Quando Mutis ascoltò il brano, a lavori conclusi di “Anime salve”, ne rimase estasiato. Dichiarò pubblicamente che De André era riuscito nell’impresa impossibile di riassumere la disperazione e la grandezza di Maqroll in soli sei minuti di musica, offrendo al personaggio una straordinaria “seconda vita” nella cultura europea.

Finché nel mondo si continuerà a misurare il valore degli esseri umani in termini di successo, appartenenza e obbedienza, “Smisurata preghiera” conserverà intatta la sua forza. La voce di De André, attraverso Maqroll, ci ricorderà che esiste una dignità anche nella sconfitta, nella marginalità, nella scelta di procedere in direzione ostinata e contraria.

“Smisurata preghiera”

“Alta sui naufragi, dai belvedere delle torri
China e distante sugli elementi del disastro
Dalle cose che accattono al di sopra delle parole
Celebrative del nulla, lungo un facile vento
Di sazietà, di impunità
Sullo scandalo metallico di armi in uso e in disuso
A guidare la colonna di dolore e di fumo
Che lascia le infinite battaglie al calar della sera
La maggioranza sta, la maggioranza sta
Recitando un rosario di ambizioni meschine
Di millenarie paure, di inesauribili astuzie
Coltivando tranquilla l’orribile varietà
Delle proprie superbie, la maggioranza sta
Come una malattia
Come una sfortuna
Come un’anestesia
Come un’abitudine
Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
Col suo marchio speciale, di speciale disperazione
E tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
Per consegnare alla morte una goccia di splendore
Di umanità, di verità
Per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
E seminò il suo passaggio di gelosia devastatrici e di figli
Con improbabili nomi di cantanti di tango
In un vasto programma di eternità
Ricorda, Signore, questi servi disobbedienti
Alle leggi del branco
Non dimenticare il loro volto che dopo tanto sbandare
È appena giusto che la fortuna li aiuti
Come una svista
Come un’anomalia
Come una distrazione
Come un dovere”

 

Written by Cinzia Milite

 

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