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“Il cortile delle sette fate” di Nadia Terranova: una storia ambientata a Palermo durante l’Inquisizione

I grandi autori e le grandi autrici lo sono tout-court, a prescindere se scrivono per bambini o per adulti. Anzi, la cosiddetta letteratura per ragazzi è universalmente valida fino ai novantanove anni.

Il cortile delle sette fate di Nadia Terranova
Il cortile delle sette fate di Nadia Terranova

Se poi la penna è affidata a Nadia Terranova, che da sempre si dedica ad entrambe le forme di scrittura, allora il lettore è in buone mani.

In questi giorni di festa farà sicuramente piacere prendere un libro con una bella copertina e una bella storia, il tutto accompagnato da stupende illustrazioni all’interno.

L’autrice dedica al racconto Il cortile delle sette fate una breve introduzione in cui lascia intendere di proseguire con la sua fantasia un nucleo iniziale secondo cui durante l’Inquisizione, a Palermo, esisteva un cortile “dove di notte si davano appuntamento sette donne misteriose” belle e intente a danzare, cantare, e esibirsi con “altri prodigi”. La piazzetta delle Sette Fate esiste ancora oggi a Palermo e in essa paiono sempre rivivere queste creature mitiche.

La Terranova riprende questa storia e, rielaborandola, la organizza in una serie di capitoli, alternando due voci narranti: quella di una gatta nera espressa in prima persona, e quella di un narratore in terza persona.

Nei capitoli in cui racconta la gatta, i caratteri tipografici sono in corsivo, nei capitoli un cui racconta la terza persona questi sono in tondo.

La gatta racconta le sue vicende, analoghe a quelle di tutte le gatte nere, delle varie vite in cui si è reincarnata, da quelle passate e felici, a quella presente, triste, condotta a Palermo ai tempi dell’Inquisizione.

La voce esterna invece si concentra sulle vicende di Carmen, una bambina diversa dalle altre, costretta a vivere di espedienti, le cui avventure si incontrano con quelle della gatta nera da un lato e con quelle di sei figure femminili che danzano e cantano dall’altro. Il teatro di questo incontro è proprio il cortile di cui parlava la tradizione.

Come accadeva spesso ai tempi dell’Inquisizione, figure del genere, ovvero donne che danzavano cantando e gatte nere che giravano con agilità diventavano vittima di persecuzione, tantopiù se sorprese sul fatto, ovvero durante le loro esibizioni, specie se queste si concludevano con eventi potenzialmente sospetti come uno svenimento.

Nella fattispecie la piccola Carmen si troverà ad essere vittima della persecuzione da parte di uomini a loro volta vittime di un male ancora più grande, l’ignoranza.

Nadia Terranova
Nadia Terranova

Eppure la sorellanza può molto di più: la gatta da un lato e le sei donne, dall’altro, entrando in collaborazione faranno di tutto per salvare Carmen, attraverso un processo di agnizione e attraverso dei riti sacri che solo i maligni possono biasimare come “stregoneria” e che invece non sono altro che l’espressione di un antico, forte, indissolubile legame tra la natura e l’uomo, legame di cui le donne sembrano essere da sempre, le interlocutrici più veritiere, più affidabili, più sapienti.

Del resto anche i nomi dei personaggi risuonano di antichità: e così la gatta, sacra ad Artemide, si chiama Arte, ad indicare un diminutivo di quella che fu la dea della caccia, ovvero della Natura; la bambina, chiamandosi Carmen, rimanda al canto (carmen in latino vuol dire canto), ovvero una delle performance che uniscono uomo e Natura. Tutto ciò ha luogo all’interno di una Religiosità che, aggregando culti pagani e culti cristiani, è oggetto di censura da parte della Religione cattolica dogmatica vigente nel 1500.

Buona lettura! Ad maiora!

 

Written by Filomena Gagliardi

 

Bibliografia

Nadia Terranova, Il cortile delle sette fate, Guanda, Milano 2022, 13 euro, 93 pagine

 

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