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“Donne di Sardegna”: Emma Fenu incontra Le amiche di Freya, 21 aprile 2017, Sassari

Venerdì 21 aprile 2017, alle ore 18.00, si terrà a Sassari, presso la libreria Le Messaggerie Sarde, in piazza Castello, un evento intitolato “Donne di Sardegna“.

Donne di Sardegna

Verrà presentato “Le dee del miele“, romanzo, edito da Milena Edizioni nel 2016, di Emma Fenu, scrittrice sarda residente a Copenaghen.

Sono nata sul confine fra due mondi, lingua di terra fra un castello che volgeva al declino, lasciando dietro di sé il pudore della memoria, e un torrente che si insinuava, ospite inatteso, fra orde di occhi increduli.

Mi appartengono le parole magiche, sussurrate, in dialetto arcaico, sulla mia fronte febbricitante e i versi di “Come mai”, cantati, con il cuore palpitante, sognando un primo amore; i canti in latino, imparati a memoria per la Prima Comunione, e le voci delle scrittrici della fine del Novecento; il frusciare degli scialli neri, che avvolgono corpi di donne che profumano di incenso, mandorle e miele, e la poca stoffa e la molta storia di una minigonna.

Il mio è un tempo ossimorico in cui si incrociano passato e presente.

La mia infanzia è trascorsa fra racconti, poesie e silenzi assordanti, in cui poche parole erano già troppe e alcune, in realtà, non andavano neppure dette, ma solo capite; fra l’eco, mai udito davvero, dei pianti cadenzati delle prefiche, attorno al corpo di uno sconosciuto; fra i segreti, tramandati da madre in figlia, e i cartoni animati giapponesi che hanno rallegrato i bambini degli anni ‘80.

Io sono l’anello di una catena, quello che ha rischiato di spezzarsi, quello che non ha ceduto. Generata per ripercorrere strade già note, ma cresciuta per attraversare i confini di una patria matrigna, prima di far nuovamente rientro, se pur nel ricordo, laddove soltanto ha senso la parola ‘casa’“.

Si tratta di una saga familiare, ispirata alla realtà, che attraversa tutto il Novecento, in una Sardegna intrisa di mito e memoria. Un universo parallelo di spiriti, fate e demoni in cui spetta al mondo muliebre vegliare sulla vita e sulla morte. Quattro donne protagoniste: Caterina e Lisetta, fanciulle che diverranno consuocere; Marianna, figlia adottiva di Lisetta; Eva, figlia di Marianna. Creature diverse fra loro, per ceto sociale e vissuto, ma legate dai fili del destino fino a divenire parte l’una dell’altra, tramite un cordone ombelicale di sangue, luna, farina, miele, mistero, esoterismo e agnizioni. Eva, l’ultima nata, intenta a riannodare il filo rosso di mestruazioni, parti e aborti delle sue antenate fino a scoprire il vero segreto del “dono” di famiglia.

Una storia, dunque, di Donne. Donne madri, forti come Dee, capaci di rinascere dopo infinite eclissi. Donne mamme, lune piene, dolci come miele. Dee del miele.

Restata sola in casa con i figli più piccoli, Caterina ricordò il passato e vagheggiò l’avvenire, senza concedere al suo viso un sorriso o una lacrima.

Le dee del miele

Prese sonno all’imbrunire e creature fantastiche scesero dal soffitto per sfiorarle il viso con una carezza di vento delicato, adornandole il collo e i lobi delle orecchie con filigrana d’oro e scaldando le spalle con teli di stoffa finemente ricamata, come se fosse ancora una giovane sposa.

Avrebbero potuto essere lucciole, invece erano janas, le piccole fate sarde alate, dalla pelle di luna e dai capelli della notte, che abitavano piccole domus scavate nella roccia, dedicandosi alle arti femminili che tramandavano a poche umane, elette a custodi di un sapere millenario.

Dialogherà con l’autrice Pier Bruno Cosso, scrittore sassarese interessato alla Sardegna e ai personaggi femminili reali e romanzeschi. Parteciperanno membri della FIDAPA BPW Italy, un movimento di opinione indipendente che promuove le iniziative delle donne nel campo delle Arti delle Professioni e degli Affari.

Al termine degli interventi, reading e tavola rotonda, Emma Fenu introdurrà la mostra delle opere de “Le amiche di Freya“, curata da Sara Bachmann, artista danese residente in Sardegna, e Gianni Crobe, architetto logudorese.

Scrive Emma Fenu, in merito alla mostra figurativa: “Dopo aver parlato delle Donne di Sardegna, dopo averne tracciato il profilo del volto, averne sentito il profumo intenso, averne sfiorato la consistenza delle vesti tessute al telaio… Dopo tutto questo magico evocare, le abbiamo viste, le nostre ave, attraverso il ricordo e la parola.

Abbiamo raccontato una storia e ce ne siamo scoperti parte, ascoltandola, questa storia, mentre si raccontava da sola, alla luce del focolare della memoria.

Ora il filo rosso che tutti ci unisce diventa visibile tratto di pennello in una mostra di estremo interesse che raccoglie per una settimana, a partire da oggi, le opere di Sara Bachmann, nata ad Aarhus, vicino alla Copenaghen che mi ospita, e trasferitasi con il marito, sardo, presso Olbia.

Sara è un’artista poliedrica formatasi fra Copenaghen e Firenze.

Gianni Crobe, suo marito, è un architetto con una formazione classica: ha elaborato progetti di industrial design e, parallelamente, di progettazione urbana.

Anche dietro queste immagini si nascondo e si scoprono, in un gioco di simboli svelati e celati, mille storie. Tutto ebbe inizio alcuni anni fa, quando Sara intratteneva la sua bimba, Freya, disegnando per lei sirene e principesse delle terre del nord.

E poi queste principesse si vestirono dei costumi riccamente lavorati della nostra isola: del rosso del sangue e del fuoco, del bianco della luna e del pane, del nero della notte, del mistero, della morte.

Emma Fenu – Le amiche di Freya

Sono divenute “Le amiche di Freya“, la piccola nata dall’unione di due culture solo all’apparenza troppo distanti.

Ed eccoli, questi volti naif, con occhi allungati da Mille e una notte e volti tondi, a simulare il ventre e i seni delle Veneri preistoriche, prime figlie della luna.

Sono disegni dai tratti morbidi, che appartengono al mondo magico dell’infanzia, quel mondo che non ha età, perché ad esso appartiene il sempre, reiterato del tempo imperfetto del C’era una volta.

Sono figure piccole e intense, dalle labbra rosse di ciliegia, non bambole ma creature rubate al mito, dee della vita che esorcizzano la paura della morte, promettendo un abbraccio che culla.

Sono janas, le fate alate dalla pelle bianchissima che tessono su minuscoli telai d’oro; sono donne madri, regine della famiglia e delle generazioni; sono artiste, consapevoli di essere custodi di un sapere millenario che dalla tradizione porta all’interpretazione personale, non perdendo mai il legame con l’attualità.

Le fiabe sono una cosa seria, non sono solo un gioco: sono gli archetipi della nostra storia. Nascondono tabù, paure, speranze. Raccontano eventi e insegnano le leggi della vita. Raccontano una storia, la nostra. Osservate gli occhi delle figure delle amiche di Freya. Osservatele ancora. Sono specchi: in essi vi ritroverete.

 

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Visione ufficiale di “Onde Rod”, un film di Mario Pischedda, 19 settembre 2013, Sassari

Sarà giovedì 19 settembre 2013, la prima presentazione ufficiale del primo film del poliedrico Mario Pischedda.

 

Onde Rod” sarà proiettato  presso il Palazzo di Città, a Sassari alle 20:45, all’interno del programma di “Nature Concréte”, una  rassegna di non cinema v-art con la tematica “Uomo, Natura, Tecnologia”.

In passato Mario, si è cimentato in opere video di breve durata ma è da otto anni che lavora al lungometraggio “Onde Rod”.  Il 24 settembre 2010 alle ore 22:40 Mario pubblicava sulla sua pagina facebook un frammento di quello che sarebbe diventato il suo primo libro “Cafè Bizarre”:

“… il peso del ricordo troppo gravoso, domenica sarò a Ghilarza, lunedì dai burattinari, dai Ciprì e Maresco dell’Anglona, speriamo finalmente di mettere mano ad onde rod, giace lì, in attesa di un nostro schizointervento, voglio uno smontaggio meravigliao, un qualcosa che scorre veloce, tutto all’interno, tutto nella capsula, tutto nei sedili, tutto nella strada, la nostra vita è al strada, è il suv, vediamo il mondo dal parabrezza e dagli specchietti retrovisori, …” da Youporn

È di sicuro è complesso presentare un autore come Mario Pischedda. È sardo e proviene dal nord, con le sue opere stabilisce un nesso con l’istante, visto forse come momento massimo artistico. Potrei presentarlo come fotografo e scrittore, ricordando con piacere il libretto nero “Cafè Bizarre” ed il libretto rosso “Tap Roul”.

Entrambe le pubblicazioni non si possono più acquistare. Ed in realtà non le si poteva acquistare in principio perché Mario Pischedda le scambiava con altri oggetti. Sì, perché il libro è un oggetto, è un veicolo di cultura, di pensieri, di connessioni fra le menti umane. Un oggetto prezioso dunque.

Nel 2012, in una presentazione di “Tap Roul” a Cagliari, Mario spiegò che la sua scelta ha determinato il suo conoscere l’ubicazione di ogni copia, ed è raro nell’editoria. La definisce: distribuzione casalinga.

I suoi libri, come tesori, vengono custoditi da coloro che sono riuscita a barattarli in tempo. Un baratto che dal produttore si muove verso il distributore, potrei metaforizzare Mario nella montagna che va da Maometto.

Importante: Mario non rifiuta nessun lettore, ma le copie sono sempre pochissime dunque chi  prima arriva prende, per i ritardatari non ci saranno ristampe.

Mario, potei presentarlo come fotografo, scrittore ed ora come filmmaker.

Nessun’altra anticipazione su “Onde Rod”, ci vediamo alle 20:45

 

N.B.: L’indomani, il 20 settembre 2013, la rassegna “Nature Concréte” continua con la proiezione di “Il Rosa Nudo” del regista Giovanni Coda,  presso il Palazzo di Città a Sassari alle 20:45.

Ingresso 5 euro

 

 

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One Bilion Rising: Flash Mob contro la violenza sulle donne, 14 febbraio 2013, Sassari

Il movimento Donne in Carrelas e la Rete delle donne di Sassari invitano le donne e gli uomini a partecipare al Flash Mob, One Billion Rising, contro la violenza sulle donne, il 14 febbraio alle 16.00  in piazza Monica Moretti, a Sassari. Aderisce all’iniziativa la Commissione Pari Opportunità del Comune di Sassari.

Il 14 febbraio 2013, la campagna internazionale contro la violenza sulle donne “One Billion Rising” vuole che il mondo apra gli occhi sulla forza delle donne, su quante siamo, sulla solidarietà di cui siamo capaci al di là dei confini georgrafici, invitando le donne e gli uomini di tutto il mondo a sollevarsi ed a danzare contro la violenza sulle donne.

Per questo anche la Convenzione “No More!” contro la violenza maschile sulle donne – femminicidio, aderisce all’iniziativa di “One Billion Rising” ed annuncia che il 14 febbraio ballerà e si solleverà per riaffermare il diritto delle donne alla loro libertà ed alla loro incolumità ovunque nel mondo.

Un miliardo di donne violate è un’atrocità. Un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione” (Eve Ensler)
Invitiamo invitiamo le migliaia di donne ed uomini che hanno aderito in questi mesi alla Convenzione “No More!”, a sostenere questa campagna ed a danzare tutti insieme il 14 febbraio in tutte le piazze d’Italia.

One Billion Rising è un’azione globale a cui parteciperanno un miliardo di donne ed uomini per rispondere alla violenza con la danza.
Il 14 febbraio in ben 190 paesi (soltanto in otto mancano all’appello) si danzerà per fermare le violenze e rilanciare i diritti delle donne, calpestati in troppe aree del mondo.

Fondamentale l’attività di Donne in Carrelas sul web, e principalmente su un gruppo facebook che discute sulla scarsa presenza delle donne nella toponomastica delle città e dei comuni italiani (< 5%) riflette la posizione marginale della donna nella Società.

Scopo del gruppo è quello di:
Sollecitare le Amministrazioni al Dovere della Memoria, promuovendo quella Visibilità alle Donne che finora è mancata nella toponomastica della propria Città.
Contribuire al riequilibrio Culturale e Storico del ruolo della Donna nella Società.
– Restituire il Diritto alla memoria delle Donne come passo indispensabile per una società equilibrata, capace di gestire i conflitti, equa.

Ogni membro del gruppo può proporre il nome di una donna locale, nazionale o internazionale che debba essere ricordata dedicandole una via, una Piazza, una Rotonda.  Oltre al nome deve motivarne la scelta e produrre una breve biografia (meglio se corredata di foto).

Prove aperte

c/o Associazione Naven, Via Ortobene 160 (S. Orsola Nord):
giovedì 31 gennaio ore 19- martedi 5 febbraio ore 19
giovedì 7 febbraio ore 19 – martedì 12 febbraio ore 19.

c/o Associazioe Estemporada, Via Venezia, 7 (sopra il concessionario)
sabato 2 febbraio ore 15
sabato 9 febbraio ore 15

 

 

Info

3333335386

donneincarrelas@gmail.com

Gruppo facebook

 

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VII° edizione del “Sardinia Film Festival”, dal 25 al 30 giugno 2012, Sassari

È scaduto il 1 Marzo il bando per partecipare al Sardinia Film Festival. Pervenute circa 1.000 opere tra animazioni, documentari, fiction, sperimentali, videoarte, scuola, Vetrina Sardegna e Italia. Presenti 58 Nazioni, 16 i cineclub Fedic partecipi con loro autori per 35 film.

La manifestazione è ideata ed organizzata dal Cineclub Sassari (presidente Carlo Dessì), circolo affiliato FEDIC (Federazione Italiana Cineclub) con la collaborazione di Enti Pubblici e Privati. Il Sardiniafilmfestival è tra i festival italiani che costituiscono la base delle preselezioni dei corti-nastri d`argento organizzato da SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) La Direzione Artistica è affidata ad Antonio Maciocco. La Presidenza del festival è di Angelo Tantaro.

Nell’ambito del SardiniaFilmFestival si svolgerà, tra i vari eventi, un importante convegno: “L’associazionismo culturale agli albori del XXI secolo. L’impegno dell’operatore culturale e il rogo della cultura” a cui sono invitati, tra i relatori, i Presidenti delle nove associazioni riconosciute dal MIBAC e altri importanti protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo. Il meeting avverrà nei giorni 29 e 30 giugno e si svolgerà presso l’Università di Sassari.

PRIMA GIORNATA:

Sassari. Inizia lunedì 25 giugno alle 17.30 con la proiezione dei primi 21 cortometraggi tra i 183 in concorso. Nell’aula Rossa (internazionali) e in quella Verde (nazionali) del Quadrilatero (viale Mancini 5), il pubblico potrà assistere a una selezione di opere appartenenti alle sette categorie in gara: Fiction internazionale, Fiction nazionale, Documentario, Sperimentale, Animazione, Videoarte, Vetrina Sardegna.

Tra i corti internazionali, da non perdere l’animazione Keha mälu (Body memory) di Ulo Pikkov dall’Estonia; la video-arte Coucoune dell’israeliano Golan Shimrit; le fiction Recycling del croato Branko Istvancic e quella che arriva dalla Germania Apele tac (silent river) di Anca Miruna Lazarescu.

Tra i cortometraggi italiani, sono da segnalare l’originale fiction musicale Gianni Schicchi del regista Francesco Visco, con personaggi che cantano in stile barocco; il documentario Midnight Bingo di Antonio Longo sulla leggendaria arte di arrangiarsi dei napoletani; il corto di animazione Neoseme di Alex Ledda per la categoria Vetrina Sardegna.

L’apertura ufficiale del festival è alle 21 nel cortile del Quadrilatero. Dopo i saluti del presidente della manifestazione, Angelo Tantaro, e del presidente del Cineclub Sassari, Carlo Dessì, verranno proposti al pubblico tre documentari in concorso. Per il primo, Amanar Tamasheq, sarà presente il regista, lo spagnolo Lluis Escartin. Il documentario segue le giornate di una tribù Tuareg per raccontare la condizione dei nomadi del deserto come popolo senza stato, spesso costretto a vivere nei campi profughi, guardato con sospetto dal mondo occidentale. Il film anticipa la giornata “Focus Africa” (mercoledì 27).

Anche il giornalista e critico cinematografico Sergio Naitza e i produttori del suo Per noi il cinema era “Proibito”-secondo film in proiezione- parteciperanno alla serata inaugurale. Il documentario di Naitza raccoglie testimonianze e aneddoti delle comparse che lavorarono nel film di Mario Monicelli Proibito, adattamento del romanzo “La madre” di Grazia Deledda, realizzato nel 1954 sui set naturali di Tissi, Aggius e altri luoghi della Gallura.

Il terzo e ultimo cortometraggio della serata, Fra due mondi. Ritratto di Maria Giacobbe di Francesco Satta, è un omaggio alla scrittrice nuorese autrice di numerose opere tra le quali “Diario di una maestrina” e “Arcipelaghi”. Satta ne racconta esperienze e scelte di vita, soprattutto la decisione, a metà degli anni Cinquanta, di lasciare la Sardegna e l’Italia per trasferirsi in Danimarca dove attualmente vive.

SECONDA GIORNATA:

Doppio evento speciale per la seconda giornata del Sardinia Film Festival, martedì 26 giugno. Il primo appuntamento, in collaborazione con Nuovo Circolo del Cinema, è alle 10 nell’aula Portogallo, con l’introduzione da parte di Lorenzo Saglio del documentario Buio in sala (2011) di Riccardo Marchesini. Attraverso le testimonianze di attori (Ivano Marescotti), registi (Pupi Avati), personaggi dello spettacolo (Gianni Morandi, Biagio Antonacci), il film ripercorre un decennio di crisi culturale e cinematografica in Italia. Dal 2000 nel nostro Paese hanno abbassato le saracinesche 616 sale cinematografiche. La maggior parte di queste erano sale storiche delle nostre città, luoghi amati dalle persone che li frequentavano non solo per vedere i film ma anche per socializzare, innamorarsi, discutere di politica.

Protagonista del secondo evento speciale, realizzato in collaborazione con Associazione Norberto Bobbio-Sassari, è il regista Massimiliano Mazzotta che arriva al Quadrilatero (18.30, aula Spagna) per condividere con il pubblico la visione del suo documentario Oil. La forza devastante del petrolio, la dignità del popolo sardo.

Oil, realizzato nel 2009 dopo un lungo lavoro di documentazione e una serie accurata di interviste, è una denuncia dei danni provocati da più di quattro decenni di industria petrolchimica -la Saras di Angelo Moratti-  sulla salute degli abitanti di Sarroch, ex paradiso naturale sulla costa sud-orientale della Sardegna. Dopo la proiezione, insieme al regista animeranno il dibattito la giornalista Stefania Divertito,  il magistrato Guido Vecchione, il medico Salvatore Brianda.

Le proiezioni pomeridiane dei cortometraggi in concorso iniziano alle 17.30 nelle aule Verde (internazionali) e Rossa (nazionali). Da non perdere la fiction tedesca Der Philatelist di Jan-Gerrit Seyler, insieme alle italiane Black out di Daniele Riccioni interpretata da Marco Messeri, Il numero di Sharon di Roberto Gagnor, Il sospetto di Giovanni Meola con Massimo Dapporto e a una video-arte che arriva da Taiwan The Art-Qaeda Project di  Ho Wei Ming.

Tra i corti in programma la sera (dalle 21 nel cortile del Quadrilatero), spiccano il bellissimo When the kid was a kid, toccante fotografia della condizione della donna in Iran, paese natale della regista Anahita Azvinizadeh, e la fiction brillante The promotion del francese Manu Joucla che racconta rapporti di forza ed equilibri precari nel mondo del lavoro.

TERZA GIORNATA

La terza giornata del Sardinia Film Festival, mercoledì 27 giugno, è “Focus Africa”: una full immersion nel grande continente raccontato da dieci registi attraverso i generi del documentario e della fiction. Dalla mattina alle 10.30 (aula Portogallo) e poi per tutto il pomeriggio (17.30 Aula Verde) e la sera (alle 21 nel cortile del Quadrilatero), gli spettatori entreranno in un mondo coinvolgente, a volte drammatico a volte capace di  gesti sorprendenti. L’evento è idealmente dedicato a Russella Urru e a tutti i cooperanti nelle mani dei rapitori che, come lei, aspettano ancora di tornare a casa.

Da non perdere tre corti in proiezione di sera. Il primo, la fiction Bruleurs del francese di origini algerine Farid Bentoumi, è una sorta di film nel film.  Un gruppo di giovani migranti documenta con una videocamera il proprio viaggio: dall’imbarco in Algeria alla traversata su una carretta del mare, fino all’arrivo in Spagna immaginata come un nuovo Eldorado.

Il bellissimo El somriure amagat (Il sorriso segreto) del regista catalano Ventura Durall è la storia di un bambino etiope di 10 anni che, dopo essere scappato di casa per raggiungere Addis Abeba, entra a far parte di un gruppo di minorenni che vivono per strada come una micro-società unita e solidale.

Lo svizzero Rolando Colla in Einspruch VI (Obiezione VI) racconta la vicenda drammatica della deportazione di un richiedente asilo politico. Il corto è girato in soggettiva, in modo da far coincidere lo sguardo dello spettatore con quello del protagonista in un crescendo di tensione e partecipazione emotiva.

Oltre alle proiezioni di “Focus Africa”, mercoledì pomeriggio gli spettatori del festival potranno vedere 10 corti italiani dalle 17.30 in Aula Rossa.

Da segnalare, il documentario Gabanì-due volte campione di Riccardo Salvetti, dedicato al campione di ciclismo Arnaldo Pambianco; La penna di Hemingway di Renzo Carbonera con un cast dove spiccano i nomi di Christiane Filangieri, Sergio Rubini, Cosimo Cinieri; Polvere di Andrea D’Asaro recitato in siciliano con sottotitoli in italiano.

 

Info:

http://www.sardiniafilmfestival.it

 

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Menotrentuno: “Giovane Violenza”, 400 immagini in mostra a Sassari, sino al 26 febbraio 2012

Lo sguardo dei giovani sull’Europa che cambia. In mostra a Sassari 400 immagini.

 

L’età contemporanea raccontata da chi la vive in tutta la sua pienezza, dai contemporanei per eccellenza: i giovani.

Venti fotografi provenienti da ogni parte d’Europa chiamati dall’associazione Su Palatu a confrontarsi su uno dei temi più scottanti del nostro tempo, la violenza.

Ma forse è solo un gioco linguistico, una provocazione, la traccia – «Giovane Violenza», appunto – scelta dai curatori Salvatore Ligios e Sonia Borsato come filo conduttore della terza biennale di fotografia Menotrentuno.

Perché per i venti protagonisti (tutti sotto i trentun anni) della rassegna aperta il 13 gennaio 2012 alle 18 nel Museo del Novecento e del Contemporaneo di Sassari, «Giovane Violenza» non significa necessariamente violenza giovanile.

Sì, in qualche caso, ma il senso che molti hanno dato ai propri reportage è nel titolo del saggio di Sonia Borsato, «I want to break free», dal brano cantato da Freddie Mercury, quasi un inno liberatorio: voglio irrompere libero.

«Uno strappo – scrive la curatrice – nella cortina di una realtà preconfezionata, la doverosa ribellione dei figli verso i padri».

Giovane Violenza” sarà visitabile  sino al 26 febbraio 2012 (apre dalle 16 alle 20, chiusura domenica e lunedì).

Sono quattrocento le immagini al centro di Menotrentuno, venti per ciascun fotografo. Gli autori sono Mikel Bastida (Spagna), Anna Fabricius (Ungheria), Alexandra Demenkova (Russia), il duo Max Pinckers e Quinten De Bruyn (Belgio), Raffaele Fasiello (Italia), Andrea Gjestvang (Norvegia), Nikola Mihov (Bulgaria), Joao Pina (Portogallo), Andreas Laszlo Konrath (Gran Bretagna), Bieke Depoorter (Belgio), Darko Stanimirovic (Serbia), Casper Hedberg (Svezia), Agnes Eva Molnar (Ungheria), Marin Hock (Belgio), Johan Bavman (Svezia), gli italiani Lorenzo Maccotta, Marcello Fauci, Paolo Marchi e Silvia Pazzola. Chiude il Gruppo Prospekt, composto ancora da cinque italiani (Barbara Baiocchi, Luca Ferrari, Francesca Mancini, Francesco Merlini e Michele Palazzi).

«Giovane Violenza» chiude il cerchio della terza biennale di fotografia Menotrentuno. Come nelle precedenti edizioni, si tratta della mostra che presenta i migliori lavori già visti singolarmente a partire dalla scorsa estate in venti centri dell’isola.

La novità è che non è più Villanova Monteleone, e precisamente Su Palatu, a ospitare l’esposizione conclusiva.

Le ragioni sono note: tra l’associazione omonima che ha guidato il centro d’eccellenza per la fotografia e l’amministrazione comunale non ci sono più le condizioni per portare avanti una collaborazione durata dieci anni.

Quali che siano le ragioni, resta il fatto che Su Palatu – intesa ora come associazione, non più come luogo fisico – non ha avuto difficoltà a trovare ospitalità da altre parti. Ed è successo in breve tempo, grazie alla Provincia di Sassari e alla presidente Alessandra Giudici, in uno spazio prestigioso qual è l’ex convento del Carmelo, nel luogo che diventerà il Museo del Novecento e del Contemporaneo.

«Siamo orgogliosi di aver collaborato a questo progetto, che rafforza la nostra intenzione di creare a Sassari un polo per le arti», ha detto ieri la Giudici. Per Ligios l’esperienza di Villanova è ormai alle spalle: «Dieci anni fa mi fu chiesto di dare vita a un progetto culturale che attirasse l’attenzione sul paese. Proposi un centro per la fotografia. I risultati sono arrivati. Se il nostro aiuto non serve più non ne facciamo un dramma».

Per la cronaca, l’allestimento della mostra è costato appena seimila euro.

 

Fonte

La nuova Sardegna

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“Poubelle.5 – Il bello della spazzatura”, dal 28 dicembre al 3 gennaio, Alghero

Siamo giunti alla quinta edizione della mostra d’arte contemporanea dedicata alla spazzatura, al vecchio, all’abbandonato, al dimenticato, al gettato, all’inquinato…che ritrova dignità, si rinnova e rivive attraverso l’arte. L’arte riusa e dona bellezza.

Poubelle

La mostra “Poubelle.5 – il bello della spazzatura” inizierà mercoledì 28 dicembre 2011 e terminerà il 3 gennaio, presso il Mercato Civico in Piazza Pino Piras sul Parcheggio di via Lo Frasso ad Alghero in privincia di Sassari.

FOTOGRAFIA – INSTALLAZIONI – STREET ART

In occasione dell’inaugurazione Claudia Aru Carreras presenterà il suo progetto musicale “Alighendi”, letteralmente “spazzaturando”, un viaggio sonoro fatto di musiche, suoni, voci di strada e ricordi del passato in cui tutto si ricicla e diventa “canzone”.

FOTOGRAFI: Antonio Mannu – Margherita Staglianò – Paola Rizzu – Vittoria Perrone – Fabio Piccioni – Fabio Petretto – Costantino Idini

STREET ARTIST: Alessio Carta – Federico Carta – Salvatore Angius – Daniele Sanna – Manuel Riu

con la partecipazione di:

Chiara Demelio – testi e critica

Giovanni Pala – installazioni

organizzazione Dea Madre
con il sostegno della Fondazione META, del Comune di Alghero, di Europol e di AlgheroInCentro.

L’ultimo giorno dell’anno era più o meno diffusa in Italia l’usanza di gettare le cose vecchie (mobili, elettrodomestici etc.) e in generale si nutre la speranza che l’arrivo del nuovo anno cancelli le “scorie” e porti “novità”.

Il Capodanno viene vissuto “ritualmente” come momento di passaggio e celebrato proprio con l’intento di esorcizzare la sfortuna e salutare simbolicamente il passato.

Questo è ciò che lega Poubelle al Cap d’Any ormai da 5 anni!

 

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Sardegna: scrittori e librai insieme per continuare

A Sassari l’inedita mobilitazione a sostegno della editoria indipendente. Un orgia letteraria, di quelle mai viste e consumate prima che farà vibrare più di una emozione alle centinaia di lettori e appassionati che vi hanno partecipato.

 

Tutti insieme in un afflato non solo umanistico ma anche e soprattutto vitale per continuare ad esistere.

Un sostegno determinante non solo per Odradek, la libreria indipendente di Sassari in difficoltà, rappresentante una ampia filiera professionale e culturale seriamente a rischio estinzione.

La maratona letteraria, messa in campo da Michela Murgia alla quale ha aderito unanimemente l’ampia e rigogliosa vigna della letteratura sarda e non solo, si è svolta venerdì 28 ottobre alla sala Sassu.

Insieme per sostenere una lotta a dir poco impari che sull’altare dei profitti come prassi normalizzata, vede soccombere il piccolo esercente rispetto alla grande distribuzione commerciale. Anche il libro non declina questo processo divenendo un prodotto da scaffale, quando non semplice aggiunta ad un “carrello” virtuale nei ribassi telematici delle vetrine online. Se i nuovi mercati globalizzati eliminano tout court la presenza dei piccoli librai indipendenti, la risposta unitaria e straordinaria di questi ultimi è giunta forte e chiara.

Agli sconti praticati dai grandi editori, forti di un vero dumping legalizzato, concretizzatosi nei giorni scorsi con il lancio di Rizzoli per l’ultimo volume di Gianrico Carofiglio (scontato nel prezzo di copertina del 25%), dall’isola si è mobilitato il fronte per l’indipendenza del libro. Guidato dall’ALSI (Associazione Librari Sardi Indipendenti) con la sezione sarda dei Bibliotecari Italiani e le principali case editrici isolane.

L’assessorato alla Cultura del comune sassarese ha patrocinato l’iniziativa, il popolo dei lettori ha fatto il resto. Per una serata storica, possiamo dire, che ha riconosciuto in Michela Murgia non la “madrina” dell’evento mondano, bensì la testa di un corpo articolato e ricco di energie. La romanziera di Cabras, in mattinata aveva già illuminato gli studenti sassaresi, riuniti al teatro ferroviario insieme al regista teatrale Pierpaolo Conconi e all’assessore provinciale delegato alla scuola Rosario Musmeci.

La stessa scrittrice vincitrice del Campiello 2010 con Accabadora, aveva già dato fuoco alle polveri con un accorato editoriale nelle pagine cultura de “La Repubblica” dello scorso 20 ottobre dal titolo eloquente: “Le grandi virtù dei piccoli librai”, che è stato anche il mantra dell’adunata sassarese. Un filo rosso che lega reading letterari e contributi vari offerti dai tanti autori che si alternano in ribalta.

Dopo una struggente prefazione sonora di Gavino Murgia che anticipa al sax i toni ancestrali dell’isola, è il decano Salvatore Mannuzzu ad inaugurare il ciclo di letture. Il magistrato di Pitigliano declama “Dora Markus”, poesia di Montale letta da un suo affezionato volume, acquistato nel 1947 da Sedda, antico librario indipendente a Sassari. Ad ogni cambio di oratore, le scrittrici assiepate sul palco si alzano e camminano cambiando postazione, in una sorta di moto creativo inarrestabile. Michela Murgia, determinante nelle visioni antropologiche, accomuna il valore sapienziale della nonna analfabeta alla crescita fisica della natura (l’oliveto di famiglia destinato alla vendita) con quello primario della personalità.

Così la risposta della vecchietta che nella sua povertà non le fa mancare un libro, rimane un aforisma per la vita: “Lì crescono le olive, qui invece cresci tu”. Il germoglio autoctono sarà ripreso più avanti con un aneddoto popolare dagli “inviati” dal continente: Domenico Starnone, napoletano come Diego De Silva, narra il suo approccio ai primi libri esplorati, logori e sbrindellati sulle bancarelle di Corso Garibaldi. Frasi e titoli “rubati” per una formazione di strada, sino all’incontro con il capolavoro che lo folgora nel ’61, “Ferito a morte” del concittadino Raffaele La Capria. Quando un libraio “talent scout” gli affida in prestito per pochi giorni libri nuovi da leggere, imponedogli di maneggiarli con estrema cura, la sua crescente curiosità circa l’esclusivo privilegio, trova l’ovvia risposta scolpita nel dialetto: “Si liegge, po’ te l’accatt’” – se leggi poi te li compri – una primordiale forma d’investimento, rimarca Starnone, fra le risate in platea.

Diversi sono gli autori assenti giustificati che non fanno mancare il loro contributo in video messaggio. E’ il caso di Francesco Abate, trattenuto a Cagliari per ritirare il premio Alziator per il romanzo “Chiedo scusa”. Il giornalista del’Unione Sarda trova le parole giuste per ricordare il suicidio di Gianfranco Cocco, storico libraio cagliaritano. Così Teresa Porcedda, autrice per l’infanzia e fra i promotori del Festival di Gavoi, come Marcello Fois e Flavio Soriga, collegati anche loro in differita tramite video. La stessa Dacia Maraini, affida la sua adesione in un saluto letto dalla Murgia. Paolo Maccioni trae dal suo ultimo romanzo “Buenos Aires troppo tardi”, il fermento letterario di cui non abbiamo riscontro in Italia, crescente nella nuova Argentina come efficace “presidio intorno alla povertà”. Giorgio Todde, ambasciatore della casa editrice sarda Il Maestrale affronta con realismo la norma legislativa che avalla di fatto l’estinzione dei librai indipendenti.

“Diffido dei medici e dei giuristi dilettanti” ed in questa frase ammette il ricorso ai giudici, l’univa via da tentare con tutto il non prevedibile che ne può scaturire. È problematico citare tutti gli autori, editori, agenti che aggiungono il proprio appello: Alberto Capitta, Silvia Sanna e Luana Scanu, Andrea Pusceddu, Daniele Pinna, Simona Tilocca e Milena Agus in chiusura. Tanti altri giovani scrittori e poeti sardi, uniti per saldare il cerchio magico fra autori, librai e lettori. I primi continueranno a fornire emozioni solo se i secondi potranno avere la possibilità di orientarli sulle giuste frequenze dei terzi. Che potranno ancora scegliere negli orizzonti dell’universo umano piuttosto che nelle serie di scaffali pre selezionati da una produzione senza volto dalla trama cellophanata.

 

Written by Luigi Coppola

 

Fonte:

Agoravox

 

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"Moto d’immagini", esposizione fotografica, 20 settembre – 3 ottobre, Sassari

Martedì 20 settembre alle ore 18:00 presso la Sala della Frumentaria a Sassari si avrà la prima serata dell’esposizione fotografica “Moto d’immagini”  presentata dall’associazione Mastros de Lughe. La mostra termina il 3 ottobre, orario: 20.00.

Moto d’Immagini” è un lavoro espositivo legato alla promozione della fotografia contemporanea in Sardegna.
Fotografia come espressione della memoria, del passato e dell’esperienza che divengono i tasselli per costruire il puzzle che compone il senso dell’esistenza e osservare il presente in un’analisi retrospettiva e soggettiva.

Un fermo immagine di frammenti di tempo che scorre, troppo veloce per afferrarlo e metabolizzarlo, ma nell’istante della cattura , lo si può osservare e diventa reale, tangibile e utilizzabile per una ricerca di senso, per comprendere la frattura del flusso continuo in cui l’uomo è immerso.

Cosi i tre giovani artisti ci propongono con i loro lavori uno sguardo interiore di autoanalisi e del loro rapporto con l’esterno.

I Fotografi presenti sono:

Alessandro Murgia nasce a San Gavino nel 1979. Ha frequentato un master in Comunicazione Visiva e uno in Reportage presso la John Kaverdash School di Milano. Nel 2007 espone alla galleria ‘S’umbra’ di Cagliari per un progetto a due teste intitolato ‘Intima[mente]’ e nel 2010 è stato vincitore del primo premio per la fotografia nel concorso ‘ArtistiCAmente 2010’.
La sua attenzione è rivolta a una ricerca di fotografia emotiva e concettuale. Ultimamente il suo progetto “La percezione del resto” sta destando molto interesse.

Giusy Calia, nata a Nuoro, vive e lavora tra Sassari e Siena. È laureata in Lettere moderne e
ha frequentato un Master Professionale di fotografia alla John Kaverdash School di Milano, specializzandosi in Moda, Reportage, Still life, Mack up, Camera Oscura, Fotoritocco, Comunicazione Visiva. A luglio del 2007 ha concluso il Corso Alta Definizione Cinematografica della New York Film Academy. Attualmente in fase di discussione della tesi del Dottorato di Ricerca in “Logos e rappresentazione” – Sez. “Comparatistica: letteratura, teatro, cinema” presso l’Università degli Studi di Siena (sede di Arezzo) sul rapporto tra immagine e parola nella storia della rappresentazione della follia. Ha varie collaborazioni con registi e poeti.
Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private. Attualmente espone alla Biennale di Venezia e collabora con il Museo di arte contemporanea Man di Nuoro.

Massimiliano Perasso nasce a Genova nel 1980. Dopo aver studiato presso l’università La Sapienza di Roma decide di dedicarsi completamente alla fotografia. Nel 2009 completa gli studi presso la Scuola Romana di Fotografia (masterclass di reportage). La sua attenzione è rivolta principalmente alla realizzazione di progetti di introspezione e di natura personale.

 

Intervista ad Alessandro Murgia:

http://oubliettemagazine.com/2011/09/06/intervista-di-alessia-mocci-ad-alessandro-murgia-ed-al-suo-progetto-la-percezione-del-resto/