Vincitori e finalisti del contest letterario “Raccontaci il tuo libro”
“Fa una scelta di buoni autori e contentati di essi per nutrirti del loro genio se vuoi ricavarne insegnamenti che ti rimangano. Voler essere dappertutto è come essere in nessun luogo. Non potendo quindi leggere tutti i libri che puoi avere, contentati di avere quelli che puoi leggere.” – Lucio Anneo Seneca ‒ “Lettere morali a Lucilio”

Si è conclusa il 27 giugno 2026, a mezzanotte, la possibilità di partecipare alla prima edizione del Contest letterario “Raccontaci il tuo libro” promosso da Oubliette Magazine, dalle autrici e dagli autori della seconda edizione delle due antologie gemelle “Poetesse e Scrittrici d’Italia” e “Poeti e Scrittori d’Italia” e dalla casa editrice Tomarchio Editore.
La giuria del contest “Raccontaci il tuo libro” (Alessia Mocci, Franco Carta, Carolina Colombi, Tiziana Topa, Giovanna Fracassi, Rosario Tomarchio ed Aldo Turnu) ha decretato i 14 finalisti dai quali sono stati selezionati i quattro vincitori.
Il premio per ciascuno dei vincitori consiste nell’invio di una copia a scelta fra:
“Poetesse e Scrittrici d’Italia ‒ seconda edizione” delle autrici Annalisa Atzeni, Beatrice Benet, Daniela Balestra, Francesca Santucci, Gabriella Mantovani, Giovanna Fracassi, Marcella Donagemma, Maricà, Marta Beatrice De Lucia, Michela Fanni, Milena Musu, Patrizia Basile, Teresa Stringa e Tiziana Topa; libro edito ad ottobre 2025 da Tomarchio Editore;
“Poeti e Scrittori d’Italia ‒ seconda edizione” degli autori Aldo Turnu, Fabio Soricone, Franco Carta, Jonny Souto, Marcello Comitini, Marco Leonardi, Marco Salvario, Mario Alberto Castoldi, Mattia Airoldi, Rosario Tomarchio, Samuel Fernando Pezzolato e Stefano Gervasoni; libro edito a novembre 2025 da Tomarchio Editore.
Oggi, vi presentiamo tutti i finalisti ed i quattro vincitori ex aequo del Contest “Raccontaci il tuo libro”. Per i finalisti ed i vincitori abbiamo aggiunto due ulteriori riconoscimenti: un attestato personalizzato di riconoscimento di merito ed uno sconto del 50% su tutto il catalogo di Tomarchio Editore (Leggi di più – Spendi di meno).
Tutte le opere partecipanti al Contest letterario “Raccontaci il tuo libro” possono essere lette cliccando QUI.
LIBRI FINALISTI
“Un fiore nell’asfalto” di Marco Salvario
“L’amico di Benito. Una storia di Resistenza” di Ninetta Pierangeli
“Dimensioni parallele” di Francesca Patitucci
“Male Habitus” di Giovanna Masci
“Donne, maghe, dee” di Annalisa Scialpi
“Gli Ultimi” di Saverio Giannini
“Con un dio dentro alle dita. Una storia d’amore tra parole e note” di Elisa Margherita Rossi
“Il Piccolo Mago e la Stadera” di Barbara Anna Gaiardoni
“Il mondo incantato di Alea” di Brigida Forte
“Radici come parole” di Anna Guzzi
“60 Milioni. Kilometri di vita su millimetri di roccia” di Christian Roccati
“Rubiamo la luna. Romanzo a tinte forti” di Cristina Abozzi
“ONGOS” di Tiziana Iannantuoni
“Thomas K. Diario di un assassino di bambini” di Regina Loredana Pozzo
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LIBRI VINCITORI
“Con un dio dentro alle dita. Una storia d’amore tra parole e note” di Elisa Margherita Rossi
Maurizio Vetri Editore
La storia d’amore tra Fryderyk Chopin e George Sand suscitò già nei contemporanei grande attenzione, tanto da divenire oggetto di narrazioni non raramente al limite dell’indiscreto.
Il mio testo ripercorre le tappe della vicenda amorosa tra i due grandi artisti dell’800 da un punto di vista psicologico ed emotivo, seppur strettamente corrispondente alla veridicità storica.
Il testo si apre con un prologo, in cui il lettore viene gettato all’interno di un momento di intensissima emozione per il giovane Fryderyk Chopin: la consegna di una missiva anonima ma passionale, in cui una persona sconosciuta ma che sicuramente lo osserva da tempo gli si dichiara in modo quasi sfrontato.
Il pianista polacco viene sopraffatto da sentimenti contrapposti: da un lato la paura di dover avere a che fare di nuovo con l’Amore, dopo la prostrante delusione per una precedente relazione finita nel peggiore dei modi: l’abbandono inaspettato dell’amata.
Dall’altra parte emerge in lui quello stesso sentimento che il dolore ancora presente sembra impedirgli di veder rinascere: la voglia di tornare a essere desiderato e di proiettarsi in un futuro che non abbia come unica compagna la propria solitudine.
Il giovane pianista intuisce e spera che la mittente della lettera sia proprio quella strana ma seducente signora che si fa chiamare George Sand.
Da questo momento il testo ripercorre le tappe della relazione tra i due, alternando alle loro vicissitudini l’approfondimento delle loro diverse e a tratti contrapposte caratteristiche personali.
Gli stati d’animo descritti nel prologo risultano essere infatti una costante delle rispettive personalità: Chopin schivo e riservato, talentuoso e profondo, appare costantemente gravato da una dolce malinconia. Di ciò è complice la malattia polmonare che lo perseguita fin dalla più giovane età.
George Sand è una donna coraggiosa, forte, determinata, esuberante: sembra non essere interessata ai pregiudizi che pesano sulla sua persona. Divorziata, con due figli, gestisce la propria vita cercando la libertà di esprimere se stessa in un modo del tutto sconosciuto ai salotti parigini dell’epoca, che pur sfacciatamente frequenta.
Mentre la nostalgia per la lontana e irraggiungibile patria e il dolore della malattia diventano motivo di capacità espressiva e di forza in Chopin, Sand può rifugiarsi in lui per coprire la propria maschera di irruenza e farsi scoprire da lui in tutte le sue fragilità.
Dopo l’idillio iniziale dei primi incontri, tale dinamica si rivela durante il burrascoso viaggio a Minorca. La coppia si ritrova in una situazione di grande precarietà, sia perché respinti dagli abitanti dell’isola, sia perché il maltempo causa il drastico peggioramento delle condizioni di salute di Chopin.
L’evolversi drammatico della situazione trova compimento nella capacità dei due di rispecchiarsi l’uno nell’altra: Sand fa di tutto per sollevare lo stato d’animo dell’amato pianista, quest’ultimo sa di essere profondamente capito e supportato durante le prove della vita.
Tra riflessioni dialogate e piccole e grandi scaramucce, nove anni di quotidianità tra due personalità così eccentriche portano però a una rottura, dolorosa, netta, ma definitiva solo se osservata dal punto di vista delle vicende umane: l’arte e l’amore sono infatti condannati a durare per un tempo eterno.
Un tempo scandito da quel “dio dentro alle dita” che divora entrambi: uno nella musica, l’altro nella scrittura.
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“Il mondo incantato di Alea” di Brigida Forte
Pab editrice
La Bambina che credeva di essere una fatina.
Non aveva le ali grandi e lucenti come nelle storie.
Le sue erano piccole, trasparenti, quasi invisibili.
Ma bastava un battito e le cose cambiavano.
Questa fiaba parla di una bambina che non sapeva di essere fatina.
Viveva in un paese dove tutti correvano troppo per accorgersi delle piccole magie: un fiore che nasceva tra le crepe dell’asfalto, una risata che rompeva il silenzio, una parola gentile detta al momento giusto, una mano tesa quando sembrava che nessuno guardasse.
Lei le vedeva.
E senza bacchetta magica, le faceva accadere.
Perché è così che impariamo a gestire i desideri: l’immaginazione prima, poi forse domani anche il desiderio reale.
Nel frattempo aspetti. Prima o poi, forse, arriverà.
Non usava formule, non conosceva incantesimi imparati sui libri. Usava lo sguardo, la pazienza, il coraggio di restare quando tutti andavano via. Ogni volta che aiutava qualcuno, una scintilla le nasceva nel petto e il mondo, per un istante, sembrava più leggero.
Gli adulti le dicevano: “Smettila di sognare, torna coi piedi per terra”.
Ma lei aveva capito che i piedi per terra servono per non volare via, non per smettere di guardare il cielo.
“La bambina fatina” è una storia per chi ha ancora voglia di credere che le cose piccole contano. È per i bambini che non hanno bisogno di spiegazioni, e per gli adulti che hanno bisogno di ricordarsi come si fa.
L’ho scritta perché il mondo ha bisogno di più magie senza bacchetta. Di più persone che scelgono di restare, di ascoltare, di aspettare. Di più desideri coltivati piano, senza pretendere che si avverino subito.
Perché tutti, in fondo, abbiamo un po’ di fata dentro.
Basta smettere di correre per accorgersene.
E quando succede, anche un giorno qualunque può diventare straordinario.
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“Rubiamo la luna. Romanzo a tinte forti” di Cristina Abozzi
Team service Asti, maggio 2025
Rubiamo la Luna, affronta con intensità i temi dell’accettazione e dell’inclusione. Doralice inizialmente non accetta l’orientamento sessuale del figlio Marco. Convinta di proteggerlo da un mondo crudele, finisce invece per allontanarlo, ferendolo proprio nel momento in cui avrebbe avuto più bisogno di essere accolto e amato senza condizioni. Quando Marco fugge di casa, il silenzio che lascia dietro di sé diventa per lei una condanna. È allora che Doralice comprende il peso dei propri errori e decide di affrontare tutto ciò che prima aveva scelto di ignorare: le proprie paure, i propri pregiudizi e un passato mai davvero chiuso. La ricerca del figlio la conduce dentro una congregazione segreta e inquietante, guidata da Leonardo Muniz De Moraes, uomo carismatico e antico amore della sua giovinezza. Dietro l’apparenza di una comunità accogliente si nasconde però un sistema manipolatorio e pericoloso, capace di sedurre e distruggere i più fragili. Il romanzo intreccia dramma, suspense e passione, affrontando temi delicati come il rifiuto, il bisogno di appartenenza, la libertà di essere sé stessi e il coraggio di cambiare. Più che una semplice lotta per salvare un figlio, “Rubiamo la Luna” è il viaggio di una madre verso la consapevolezza, il perdono e l’amore autentico.
Rubiamo la Luna, pubblicato dalla Team Service nel maggio 2025, affronta con intensità i temi dell’accettazione e dell’inclusione. Doralice inizialmente non accetta l’orientamento sessuale del figlio Marco. Convinta di proteggerlo da un mondo crudele, finisce invece per allontanarlo, ferendolo proprio nel momento in cui avrebbe avuto più bisogno di essere accolto e amato senza condizioni. Quando Marco fugge di casa, il silenzio che lascia dietro di sé diventa per lei una condanna. È allora che Doralice comprende il peso dei propri errori e decide di affrontare tutto ciò che prima aveva scelto di ignorare: le proprie paure, i propri pregiudizi e un passato mai davvero chiuso. La ricerca del figlio la conduce dentro una congregazione segreta e inquietante, guidata da Leonardo Muniz De Moraes, uomo carismatico e antico amore della sua giovinezza. Dietro l’apparenza di una comunità accogliente si nasconde però un sistema manipolatorio e pericoloso, capace di sedurre e distruggere i più fragili. Il romanzo intreccia dramma, suspense e passione, affrontando temi delicati come il rifiuto, il bisogno di appartenenza, la libertà di essere sé stessi e il coraggio di cambiare. Più che una semplice lotta per salvare un figlio, “Rubiamo la Luna” è il viaggio di una madre verso la consapevolezza, il perdono e l’amore autentico.
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“ONGOS” di Tiziana Iannantuoni
Cornacchione Editore, febbraio 2026
“Ongos” è una raccolta di racconti ispirata ai quadri di Magritte, 22 dipinti, 22 racconti che appaiono come visioni nello spirito surreale che bandisce dalla mente il già visto e ricerca il non visto. Il titolo riempie l’idea di un’angolazione capovolta di un’immagine: trasposizioni trasversali di dati della realtà con percezioni sensibili, intime in un percorso variabile di fuori e dentro. L’imprevedibilità dell’emozione di fronte un’opera d’arte che ha il potere di trasportare in un altrove infinito, dipendente in modo esclusivo dalla disposizione d’animo dell’osservatore.
La voce narrante della raccolta è la donna dall’abito rosso che è in copertina, la sua postura di spalle indica che c’è ancora molto da rivelare, la sua sospensione in un cielo azzurro tra le nuvole conduce in un’atmosfera onirica. La donna entra in un museo, la mostra con le opere di Magritte le suscita un’intrigante curiosità. Nel silenzio si rivelano storie, ha quasi timore d’inoltrarsi tra i capolavori come se lo sguardo le potesse ribaltare la realtà, privandola del controllo razionale, ma nello stesso tempo un’inquieta sollecitudine la spinge ad addentrarsi in sentieri indefiniti.
ONGOS è un libro insolito: la sua lettura è verticale perché si entra nel museo, si sbircia il catalogo, si sceglie il quadro su cui sostare e si entra nel racconto corrispondente.
È un viaggio di colori, sfumature, sentimenti, ambientazioni che potrebbero sorprendere. È la ricerca di quel pezzo di sé che l’arte è capace di rivelare.
Realtà e sogno in una commistione fantasiosa che già il titolo anticipa.
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I vincitori del volume “Raccontaci il tuo libro” saranno contattati via e-mail per l’invio del premio.
Complimenti ai vincitori, finalisti e partecipanti del Contest “Raccontaci il tuo libro”.
Partecipa al nuovo Contest letterario di poesia e racconto breve “Cronache in versi” cliccando QUI.
