“Pioggia nera” di Georges Simenon: l’incomprensione con una sensibilità straordinaria
Scritto nel 1939 e pubblicato nel 1941, Pioggia nera di Georges Simenon è un romanzo breve che riesce tuttavia a condensare, nelle sue 127 pagine, una vicenda intensa e coinvolgente.

L’ambientazione di Pioggia nera è quella di un piccolo paese della provincia normanna, dominato da una piazza che richiama quella descritta ne Il piccolo libraio di Archangelsk. Su di essa si affaccia l’alloggio in cui vive Jérôme, un bambino di sette anni. È uno scenario triste, grigio e desolato, reso da Simenon con la consueta maestria descrittiva.
L’aspetto più straordinario del romanzo Pioggia nera è, a mio avviso, la capacità dell’autore di mostrare il mondo, gli avvenimenti e le persone attraverso gli occhi di un bambino e il filtro dei suoi ricordi.
Jérôme è temporaneamente lontano dalla scuola, più per volontà della famiglia che per la presunta epidemia di scarlattina addotta come giustificazione. Pur essendo amato, viene spesso lasciato a se stesso dai genitori, troppo assorbiti dal lavoro. La madre gestisce una merceria al piano terra dell’edificio, mentre il padre commercia tessuti spostandosi di fiera in fiera.
Con molto tempo libero a disposizione, Jérôme trascorre le giornate osservando e immaginando la vita di un altro bambino che abita proprio di fronte a lui. Malato e costretto a vivere in isolamento con la nonna, il piccolo sembra condividere la sua stessa solitudine. La parte forse più coinvolgente del libro è proprio l’analisi dello stato d’animo di Jérôme e del suo bisogno d’affetto, che lo porta a costruire una sorta di amicizia immaginaria con quel bambino a cui non ha mai rivolto la parola. Colpiscono la sua sensibilità, il rapporto speciale che a tratti riesce a instaurare con la madre e quelle lacrime che diventano l’espressione più autentica del vuoto che sente dentro di sé.
Tutto procede entro i confini di una quotidianità apparentemente normale finché non compare il classico elemento di rottura: zia Valérie. Grassa, invadente e decisamente antipatica, è una donna resa aspra e malevola dal rancore accumulato negli anni dopo aver perso la casa che spera ancora di recuperare.
«Così come, tre giorni dopo che zia Valérie era arrivata a casa nostra, ho capito che mi odiava, forse potrei persino precisare di che genere di odio si trattava», pensa Jérôme.
Costretto a cederle la propria stanza e a condividere con lei gran parte delle giornate, il bambino si trova a convivere con una presenza ostile che finirà per condizionare profondamente il suo equilibrio.
L’arrivo della zia coincide inoltre con l’acuirsi delle tensioni sociali e politiche che agitano la regione. Scioperi, sospetti e paure si diffondono anche nel piccolo paese, mentre i gendarmi sono alla ricerca di un uomo che sembra essersi rifugiato proprio nei dintorni. Da questo momento la vicenda assume toni sempre più inquieti e la tensione cresce progressivamente, sia all’esterno sia all’interno delle mura domestiche.

Nel frattempo continua a piovere. La pioggia non contribuisce soltanto a creare un’atmosfera plumbea e opprimente, ma diventa quasi una presenza costante che accompagna gli stati d’animo dei personaggi e avvolge la storia in un’ombra sempre più scura. Simenon costruisce con grande abilità un clima di attesa e di minaccia latente che si prolunga fino alle ultime pagine. Come spesso accade nei suoi romans durs, l’autore crea una sospensione continua, la sensazione che qualcosa di decisivo stia per accadere senza mai affrettare gli eventi. L’ambientazione è perfetta e le descrizioni sono così vive da far percepire il rumore della pioggia e l’umidità che sembra insinuarsi ovunque.
Ma ciò che più affascina è la finezza dell’analisi psicologica. Attraverso Jérôme, Simenon racconta la solitudine, il bisogno d’amore, la paura e l’incomprensione con una sensibilità straordinaria. In Pioggia nera, più che l’intreccio in sé, resta impressa la capacità dell’autore di trasformare una piccola vicenda di provincia in un intenso dramma interiore osservato attraverso gli occhi di un bambino. Ed è proprio questa prospettiva a rendere il romanzo così memorabile.
Written by Algo Ferrari
Bibliografia
Georges Simenon, Pioggia nera, Adelphi, 2002
