“Platone nella Silicon Valley” di Simone Regazzoni: l’intelligenza artificiale può generare nel bello?

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Cosa ci fa Platone nella Silicon Valley? E cosa c’entra con Muhammad Ali, già Cassius Clay? Viviamo nell’epoca che celebra il trionfo dell’IA; è una nuova forma di vita, che rischia di sostituirsi al logos umano. Simone Regazzoni indica una via per recuperare il pensiero a corpo vivo; è questo il punto di incontro tra Platone e Ali, entrambi pugili e filosofi. Regazzoni è un ex allievo di Jacques Derrida; docente universitario, pratica l’arte marziale del Hwa Rang Do.

Platone nella Silicon Valley di Simone Regazzoni
Platone nella Silicon Valley di Simone Regazzoni

Platone nella Silicon Valley (Ponte alle Grazie, 2026, pp. 236) è un saggio di filosofia sull’IA generativa; l’autore si propone di mostrare come tale rivoluzione rischi di cancellare la singolarità vivente.

Il 30 novembre 2022, uno scarno tweet di Sam Altman annuncia il rilascio di ChatGPT; è una novità epocale. Per la prima volta nella storia, una tecnologia non amplifica o riproduce la creatività umana; ChatGPT genera un testo senza scegliere tra risposte già pronte. Con la sua simulazione di vita, la scrittura sfida la filosofia; come anticipato da Altman nel 2015, una new life form ha visto la luce. Culmine di una mutazione antropologica, l’invenzione dell’IA generativa rappresenta altresì il trionfo del discorso capitalista; uomo e macchina entrano in uno spazio di indistinzione. Si impone il pensiero senza corpo e senza inconscio, capace di produrre risultati veloci ed efficienti. Finita l’epoca della riproducibilità tecnica, siamo entrati in quella della generatività tecnica; la nostra specificità di viventi umani viene messa in discussione, insieme alla singolarità del pensiero.

Platone nella Silicon Valley significa questo: sperimentare qui, nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale generativa […] il fuori luogo di una forma di pensiero singolare come pulsione, come forza che infiamma il plesso mente-corpo […]

Altman pensava proprio a Platone; nel 2015, ha consigliato la Repubblica come uno dei testi chiave per i giovani fondatori di start-up. Nel 2025 ha portato ChatGPT nelle scuole greche, mosso da un’intenzione ambiziosa; aprire un nuovo capitolo nella storia dell’educazione, dopo l’Accademia.

Platone è oggi il nome di un fuoco che deve essere riacceso, il nome di una filosofia a corpo vivo in lotta con il tecno-bio-capitalismo dell’IA generativa che si presenta […] come una nuova forma di vita.

Platone nella Silicon Valley affronta il tema del tecno-bio-capitalismo. Esso agisce sulla vita biologica degli umani, in vista della simbiosi o fusione uomo-IA; operando sul logos incarnato in un corpo, spinge verso la sua sostituzione tecnologica con un pensiero senza fatica. Con Platone, la filosofia nasce sotto il segno della philoponia; virtù propria degli spartani, è inscindibile dall’amore per il sapere. Secondo Platone bisogna essere “molto amante della fatica”, perché negli studi difficili ci si stanca più che negli esercizi ginnici; questi rientrano nella formazione del filosofo.

Nel citarli, Platone si riferisce in primo luogo alla lotta; quando parla di amore per la fatica, allude al combattimento. La condizione necessaria per accedere alla filosofia è la nobiltà d’animo; degni sono quelli che non si mostrano zoppi nella philoponia, ma la coltivano sia nella mente che nel corpo. È zoppo chi si cura solo dell’allenamento fisico, disdegnando di studiare; ma lo è anche chi si dedica solo allo studio, senza allenare il corpo. Tutti costoro gettano infamia sull’amore per il sapere.

Per Platone, quella nobiltà assume la forma dinamica di un corpo in movimento; questa immagine adombra la figura dell’atleta-lottatore, che fatica per migliorare sé stesso. Il vero amore per il sapere è combattimento per l’elevazione; parlando di idros eschatos, Platone connota in termini fisici la fatica dell’anima. Idroo, ‘grondo sudore’; la filosofia è aperta a chi accetta di sudare, nell’anima e nel corpo, per elevarsi. Il dialogo platonico è agon; è una lotta tra viventi, coinvolti nella loro unità psico-somatica. Lo scopo non è aumentare il sapere; come spiega Diotima nel Simposio, è “generare secondo il corpo e secondo l’anima”. Generare per riaffermare la vita contro la morte; è una vita intesa come generazione continua.

Simone Regazzoni citazioni Platone nella Silicon Valley
Simone Regazzoni citazioni Platone nella Silicon Valley

La generatività dell’IA è ricombinazione e trasformazione di simboli; quella filosofica è forza creatrice che scaturisce dal conflitto. Il pensiero di Platone è epimeleia eautou, cura di sé come cura dell’essere vivi; il dialogo con l’IA è la negazione dell’eros vitale, fondamento della sua idea di filosofia. Platone nella Silicon Valley riflette sul rischio di una sostituzione disattivante; si potrebbe finire per sottoscrivere pensieri generati dall’IA, senza fatica cioè senza corpo vivente. È in pericolo il nostro stesso essere vivi; secondo Platone, la creatività del pensiero e la generazione della vita formano un unicum. Per rispondere alla sfida, è necessario ridefinire il pensiero umano; occorre partire dalla riattivazione del corpo vivo, tornando all’origine della filosofia. Per Platone, essa ha origine nell’incontro tra il pensatore e l’atleta; rifiuta di essere asservita alla scrittura, pratica che disattiva il corpo. Il modello non è il sapiente, ma l’atleta che si allena e combatte; per pensare nell’epoca dell’IA, le due figure devono tornare a incontrarsi.

Secondo la vulgata, Platone avrebbe tenuto separati anima e corpo; avrebbe privilegiato l’una, disprezzando l’altro. Non è così, ché egli non ama il corpo scisso dalla sua dynamis; per lui la psyché è forza di “movimento vitale”. I viventi sono corpo vivo; secondo Platone deve essere ben allenato, perché sia al “servizio della mente sana”. Egli concepisce il dialogo filosofico come combattimento; conosce il pugilato, da cui trae immagini che rendano tangibili i colpi della parola. Per lui, il logos è un vero e proprio vivente; può dunque agire come tale.

Platone nella Silicon Valley introduce Muhammad Ali, il pugile che pratica il “combattimento con i discorsi”; pugni e parole creano una forma inedita di lotta, che eccede lo spazio del ring. Le parole possono intimorire, indebolire e destabilizzare anche il boxeur più forte; inoltre, la prima forma di potere è decidere cosa si può o non si può dire. Ali usa la parola per combattere una battaglia politica; “Il labbro di Louisville” contro gli Stati Uniti d’America. Dislessico, consegue il diploma per meriti sportivi; non ama la scrittura, non ha mai imparato davvero a leggere.

Platone nella Silicon Valley ci parla dell’amore dei Greci per la bellezza; la coltivano, ne indagano la natura. Tra le idee di cui teorizza l’esistenza, Platone le riserva un posto speciale; luminosa, è la più percepibile dai sensi. Si manifesta nell’aspetto del corpo vivo, in cui si coglie tramite la vista; più che un dono, è l’effetto di un lavoro su di sé. Per arrivare a toccare il Bello, occorre partire dall’amore per i corpi belli; Platone si riferisce a quelli di giovani uomini, che si allenano e combattono nel gymnasion. Il filosofo deve seguire il modello dell’atleta; deve “farsi un corpo”, con la cura di sé e con la fatica.

Platone nella Silicon Valley torna a Muhammad Ali; dal 1956 al 1960 frequenta la Central High School di Louisville, con un rendimento pessimo. Intanto lavora su di sé, allenandosi ogni giorno; nel 1960 vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma. Si impegna per raggiungere l’eccellenza, in un modo nuovo; la sua scelta è sportiva, esistenziale e filosofica. Finita la scuola, dal 1960 si trasferisce a Miami; qui si allena con Angelo Dundee, presso la 5th Street Gym.

All’epoca di Socrate e Platone, la parola askesis significa ‘esercizio e allenamento del corpo’; deriva dal verbo askeo, che in Omero indica un fare di tipo artistico-artigianale. Come askesis, la filosofia richiede l’allenamento del soggetto nella sua unità psico-somatica; il fine non è creare un grande atleta, ma un uomo virtuoso il più possibile. Nel cammino verso l’eccellenza, l’esercizio sportivo è indispensabile; tuttavia occorre che anima e corpo si allenino insieme. Platone nella Silicon Valley riprende la vicenda di Ali; il 24 gennaio 1963 il Bello batte la Bestia.

Nell’imminenza dell’incontro, il pugile stesso aveva scelto tale titolo per pubblicizzarlo; dopo il match, il suo commento non riguarda analisi tecniche. “Sono così bello!”; tutt’altro che frivole, queste parole rientrano nella sua lucida costruzione di sé. Il mondo della boxe gli impone di adeguarsi a un modello di atleta; deve essere una bestia feroce senza intelletto, che combatte per compiacere spettatori bianchi. Ali non si adeguerà mai; nel perseguire una strategia di contro-potere, lavora alla creazione di un’inedita figura di pugile. Per Platone la cura di sé è quella che ci rende migliori; in primo luogo, pensa alla ginnastica. L’allenamento del corpo si lega intimamente alla virtù e al bene; per indicare l’eccellenza fisica e morale, i Greci coniano la formula kalos kai agathos. Per loro, l’unione di bellezza e bontà rappresenta l’ideale cui l’uomo deve aspirare.

Nella filosofia platonica, la cura di sé è un’operazione antropoplasta; è il corpo vivo a plasmare sé stesso. Perché il vivente possa essere bello nel suo insieme, è necessario un equilibrio tra i suoi due elementi; nell’unione armonica di anima e corpo, si realizza lo spettacolo della bellezza legata all’eros. La kaloskagathia è una virtù legata alla volontà di primeggiare in una competizione; è atletismo del corpo e dello spirito, dunque della vita; è l’atleta stesso.

Nel 1975 Norman Mailer scrive Il combattimento; è evidente il richiamo ai testi poetici di Pindaro, dedicati agli atleti dell’antica Grecia. Mailer definisce Ali “il più Grande” e “il più Bello”, quasi incarnazione contemporanea dell’ideale del kaloskagathos. Secondo Platone, il fine ultimo dell’allenamento fisico è risvegliare lo thymos; corrispettivo delle fortitudo, è la parte mediana dell’animo. Se viene a mancare, il soggetto è un combattente debole; perché sia forte, deve allenare la “muscolarità psichica”, rappresentata dallo thymos.

Platone nella Silicon Valley torna su Ali; appena conquistato il titolo di pesi massimi, il 26 febbraio 1964 rilascia una dichiarazione. Sono libero di essere ciò che voglio”; è una sfida etico-politica all’America bianca. Una sfida radicale, perché ontologica; uomo timotico, Ali presenta la sua libertà come processo di soggettivazione. È la creazione di sé; il contrario della cancellazione di Sé, in atto nel co-pensiero con l’IA. Con la rivendicazione della propria bellezza, Ali intende minare i codici condivisi della società bianca; nel definire sé stesso “bello e cattivo”, riscrive il binomio kalos kai agathos. La sua bellezza ha una portata etica, seppure guerriera; è un valoroso combattente nero, in lotta con il potere bianco. La dimensione estetica non riguarda solo la costruzione di sé; Ali si offre come spettacolo. Attraverso il suo esempio, uomini e donne di colore imparano a piacersi; la bellezza diventa un’arma di lotta politica.

Nel Protagora Platone parla dell’origine della filosofia; pratica antichissima, sarebbe nata nell’ambito dell’educazione atletico-marziale spartana. Di questa paideia, egli apprezza due principi cardine; la formazione totale del soggetto e l’attenzione all’allenamento fisico, che includerà nel suo modello politico ideale. Platone e Ali non amano la scrittura; conservano la oralist mind, secondo l’espressione di Eric A. Havelock. Si tratta della mente orale, distinta dalla mente alfabetica; sono due diversi modi di pensare, legati a diverse posture e tecniche del corpo. Il dispositivo dell’alfabetizzazione educa il soggetto a stare seduto; la cultura greca non ama tale postura, propria degli schiavi. Secondo Platone, la scrittura è tracciata nell’anima come discorso vivente; secondo Ali, il proprio corpo in movimento è scrittura viva. Nel 1964 aumenta il coinvolgimento statunitense nella guerra del Vietnam; per due volte, Ali risulta non idoneo per il servizio attivo. Riclassificato idoneo all’inizio del 1966, si schiera per la disobbedienza civile; diventa un osservato speciale dell’FBI, contro di lui si scatena l’odio della maggioranza bianca. Il 17 aprile 1967, la Corte Suprema rigetta la richiesta di bloccare il suo reclutamento; presentatosi alla cerimonia, rifiuta di arruolarsi. Spogliato del titolo dei pesi massimi, si vede sospesa la licenza per combattere; ma non accetta compromessi. Il 29 giugno 1971, la Corte Suprema annulla la condanna; Muhammad Ali sconfigge gli Usa, diventando simbolo universale di lotta per i diritti. Torna sul ring; vuole riprendersi il titolo di cui lo ha privato la forza della legge. È più lento, più pesante, più vecchio; accetta di affrontare George Foreman, giovane e fortissimo. A Kinshasa, il 30 ottobre 1974 tutto è pronto; alle quattro del mattino inizia The Rumble in the Jungle.

Ottavo round; ora o mai più.

Platone nella Silicon Valley di Simone Regazzoni Photo by Tiziana Topa
Platone nella Silicon Valley di Simone Regazzoni Photo by Tiziana Topa

Siamo abituati a concepire la filosofia entro uno spazio privilegiato, quello bidimensionale della pagina; troviamo ovvio che si esprima attraverso il dispositivo dell’alfabetizzazione, entro cui si muove anche l’IA generativa. Platone nella Silicon Valley offre un modo inedito di guardare alla filosofia; è una prospettiva necessaria, oggi che la malakia rischia di prevalere sullo thymos. Nel mondo attuale, la mollezza è una scelta più allettante dell’impeto combattivo; è utile liberare Platone dall’immagine polverosa ereditata dalla tradizione accademica; è doveroso restituirgli la sua fisicità potente, che è nel nome stesso. Nato Aristocle, la Storia lo conosce come Platone; platys significa ‘ampio di spalle’. Egli parla a ognuno di noi, uomini e donne del 2026; la sua voce risuona nell’ingiunzione di Socrate, nell’Alcibiade I. “In primo luogo, allenati!”.

Ci esorta ad alzarci in piedi; questa è la postura degli uomini liberi.

Da schiavo a uomo libero; Cassius Clay si alza in piedi, per essere Muhammad Ali.

Il filosofo e il pugile ci indicano il modello; l’immagine plastica è Il pensatore di Rodin, che pensa con la mente e con i muscoli del corpo.

Platone e Ali ci chiamano a riscoprire la philoponia, bistrattata nella società dell’hic et nunc; a fare nostro il loro scopo.

Essere migliori, il più possibile”.

 

Written by Tiziana Topa

 

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