“La città delle ossa” di Michael Connelly: un thriller con l’anima?

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Una storia di orrore si stava dipanando davanti ai loro occhi.

La città delle ossa di Michael Connelly
La città delle ossa di Michael Connelly

Michael Connelly è stato un giornalista di cronaca nera del Los Angeles Times e lo si nota, perché i suoi scritti sono chiari, non riportano strafalcioni. Anche nell’invenzione c’è la correttezza dei ruoli reali.

Ne “La città delle ossa” troviamo il detective Harry Bosch che viene chiamato per il ritrovamento in un bosco di ossa appartenenti a un bambino.

Gli era capitato il peggior caso possibile, l’omicidio di un bambino.

Il suo partner è il detective Edgar che, però, tende sempre ad escludere dalle indagini. Bosch è uno tutto istinto che, quando segue una pista, parte in quarta, senza se e senza ma. Spesso tagliando fuori gli altri dal suo operato.

Bellissima questa descrizione dei due:Una cosa che avevano in comune era la capacità di condividere lunghi silenzi”.

È un uomo solitario, però ci si affeziona al suo modo di essere.

Accade anche a una poliziotta, Julia, con la quale ha una breve avventura. Non che si sarebbe fermata lì, nonostante il regolamento non preveda che un superiore vada a letto con una matricola, forse la loro storia si sarebbe potuta evolvere… ma il destino così non ha voluto.

Sul luogo del ritrovamento viene interpellata la patologa con la quale Harry aveva avuto in passato una storia: “… I loro incontri erano piacevoli quanto una visita dal dentista”.

Scopriamo così che la griglia di scavo per estrarre quanto è stato seppellito viene chiamata “Città delle ossa”, anche se, continuando a leggere, vedremo che il termine viene usato anche in modo più ampio.

Dopo aver dato la notizia del ritrovamento cominciano le indagini, prima di tutto per capire a chi appartengono; quindi per trovare il colpevole che, anni prima, ha ucciso quel povero bambino.

Fin da subito si comprende che il piccolo non ha avuto vita facile, perché, nel suo passato di bambino vivo vengono “Individuate 44 diverse lesioni”.

Una signora telefona alla polizia, pensa che il cadavere possa appartenere al suo fratellino, scomparso anni prima.

Infatti! È proprio il corpo di Arthur Delacroix di dieci anni, morto vent’anni prima.

Una storia di orrori sarebbe emersa dal terreno smosso.

E allora si comincia a indagare sulla famiglia, la madre che se ne è andata di casa. Il padre alcolista… i vicini di casa. Quelli che abitano accanto al bosco dove è stato rinvenuto il corpo… eccolo! C’è un tizio che negli anni era stato accusato di pedofilia… la stampa gli butta fango addosso e quello si suicida… ma no, non è lui il colpevole!

E questa frase quanto la trovo perfetta per ciò che accade troppo spesso: “Al mondo c’era decisamente troppa gente che credeva a tutto quello che vedeva in televisione”.

E le morti per questo caso cominciano a diventare due.

Michael Connelly citazioni La città delle ossa
Michael Connelly citazioni La città delle ossa

Le indagini durano appena poco meno di una quindicina di giorni, ma alla fine si arriverà alla soluzione del caso.

Non la fine che avrebbe auspicato Bosch, lui che come me crede nella giustizia vera e non nella vendetta. Ma si arriva alla fine, accompagnati dalla tristezza di un bravo poliziotto.

Era stata una giornata confusa, alla fine di una settimana altrettanta confusa.

Già, ma alla fine si comprende tutto con chiarezza ne “La città delle ossa”.

Bosch viene promosso, ma questa notizia porterà a un finale diverso da quello che ci si aspetta.

Come ha scritto Carlo Lucarelli: “Quelli di Connelly sono thriller con l’anima”.

 

© 2003 Edizioni Piemme
ISBN 88-384-7216-5
Pag. 392
€ 18,90

 

Written by Miriam Ballerini

 

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