“Amore Positivo” monologo di Alessio Palumbo: stigma e speranza

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“Amore Positivo” è un monologo scritto, diretto e interpretato da Alessio Palumbo, andato in scena il 6, 7 e 8 febbraio 2026 al Teatro Serra di Napoli. Finalista del Premio Serra 2024, lo spettacolo ha portato sul palco una realtà crudele e soffocante: quella di chi, alla soglia dei trent’anni, contrae inaspettatamente il virus dell’HIV.

Amore positivo di Alessio Palumbo
Amore positivo di Alessio Palumbo

“Amore Positivo” è un racconto crudo, cinico e a tratti sorprendentemente romantico, che indaga il modo in cui una malattia può stravolgere il senso stesso dell’esistenza. Ma ciò che più terrorizza nella parola “malato” non è tanto la presenza del virus nel corpo, quanto il peso doloroso dello stigma che lo accompagna.

Palumbo è solo in scena, seduto su una sedia di plastica in un ambulatorio, mentre attende l’esito delle analisi della donna che ama. Il dolore di essere infetti, forse, supera quello di essere malati: non si tratta solo di soffrire per sé, ma di soffrire perché si potrebbe essere diventati la causa del male di qualcun altro, la cui unica colpa è stata quella di amare.

La scenografia è attraversata da funi di kevlar, una delle quali legata al polso del protagonista. Una scelta tutt’altro che casuale: il kevlar è un materiale estremamente resistente, ma al tempo stesso leggero e flessibile. Diventa così metafora del legame con la persona amata, costretta a sottoporsi alle analisi e forse fragile davanti alla possibilità della malattia, ma sostenuta da un amore capace di resistere e non spezzarsi.

L’HIV diventa il pretesto per ripercorrere a ritroso tutto il cammino percorso per giungere fin lì, a quella fredda e anonima sedia di un ospedale. Il protagonista si svela al suo pubblico, che diventa testimone silenzioso della sua disfatta e della sua speranza. Il monologo diventa confessione, il dolore da personale diventa universale.

E così lo spettatore viene immerso in un crescendo di paradossi e sofferenze fin troppo familiari. Dall’infanzia trascorsa in una famiglia cattolica al trasferimento a Milano, città in cui la frenesia diventa l’unità di misura delle giornate e la perdizione la sola possibile conseguenza.

La trasgressione si rivela l’unico mezzo di evasione efficace per fuggire da una realtà soffocante: vivere sembra avere senso solo se lo si fa al massimo, nel lavoro, nei locali, nei rapporti, nel sesso. Spingersi sempre un po’ più in là appare allora necessario, quasi catartico, come se fermarsi equivalesse a soccombere.

Ma Milano, a un certo punto, diventa troppo. È così che il protagonista sceglie Napoli, città paragonata “all’amore della tua vita”, di cui bisogna accettare anche i lati più scomodi. Qui sembra finalmente possibile ricominciare, eppure arriva la notizia della malattia, che porta con sé alienazione, confusione e paura.

La vera malattia, però, sembra essere il giudizio degli altri: una società imbevuta di moralità che separa rigorosamente i corpi sani da quelli malati, il giusto dallo sbagliato, senza lasciare spazio all’empatia. Ciò che resta è lo stigma, più violento del virus stesso. Al protagonista non rimane che la speranza: quella di non dover condividere questo atroce iter con la donna che ama, intrappolata, suo malgrado, nella possibilità di provare un dolore così forte.

Amore Positivo è la confessione di un percorso che non conduce necessariamente a una destinazione, ma lascia sospesi, proprio come resta sospeso l’animo di chi racconta il proprio calvario. Il monologo è una testimonianza sensibile di un’esperienza che milioni di persone vivono ogni giorno sulla propria pelle, ma di cui raramente si parla.

È una lotta silenziosa e invisibile, contro se stessi e contro il mondo, alla costante ricerca di un’assoluzione e di una speranza. Ma Amore Positivo è anche informazione. Vuole farsi megafono di una rivoluzione silenziosa: quella della consapevolezza. Informarsi sulle malattie sessualmente trasmissibili, controllarsi, prendersi cura di sé e degli altri, per evitare di continuare a diffondere nel mondo questa terribile esperienza.

Ad accompagnare lo spettacolo ci sono state le illustrazioni dei Conigli Bianchi, associazione culturale bolognese impegnata nella sensibilizzazione sull’HIV; le poesie di Ilenia Sicignano, che esplorano il rapporto tra dolore e corpo; il banchetto informativo sul teatro civile de La Nuova Comune, associazione culturale produttrice del monologo; e le musiche composte dallo stesso Alessio Palumbo, artista poliedrico che spazia tra diverse forme d’arte.

Amore Positivo, dunque, non è stato soltanto uno spettacolo, ma un’esperienza immersiva di consapevolezza ed empatia. Un invito al pubblico a interrogarsi, a ritrovarsi, a mettere in discussione le proprie certezze e ad osservarle da una nuova prospettiva.

 

Written by Ilenia Sicignano

 

Info

Leggi un’intervista ad Alessio Palumbo

 

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