“Poetesse e Scrittrici d’Italia ‒ Seconda Edizione”: un viaggio al femminile tra poesia, voce e visione
“La poesia e la narrativa breve sono luoghi in cui l’autrice si specchia, si racconta e a volte si reinventa.”

“Poetesse e Scrittrici d’Italia ‒ Seconda Edizione”, antologia edita da Tomarchio Editore nel 2025, raccoglie poetesse e scrittrici provenienti da tutta Italia, ognuna con il proprio universo emotivo e la propria chiave interpretativa del reale.
Il risultato è un’opera corale che non si limita a raccogliere testi, ma compone un viaggio: un cammino fatto di emozioni, sguardi, memorie, ribellioni, fragilità e rinascite.
Leggerla significa ascoltare un coro femminile che vibra all’unisono pur conservando le sue infinite sfumature.
Sin dall’inizio, le parole prendono vita. Beatrice Benet, con Caleidoscopio, trasforma la brevità in intensità: le sue storie non si limitano a essere lette, si avvertono sulla pelle. Ogni frammento è un’immagine che cambia forma, un’emozione che prima graffia e poi avvolge. Benet dimostra come poche righe possano bastare per aprire un mondo.
Daniela Balestra, in Viaggiatore della vita, costruisce un testo che sembra parlare con molte voci contemporaneamente. È come se le sue parole fossero eco, memorie, riflessi di persone incontrate e di luoghi interiori attraversati. C’è una polifonia naturale che rende la lettura dinamica e quasi musicale.
Con Scritti d’arte, Francesca Santucci compie un gesto raro: riesce a far entrare il lettore dentro le opere d’arte. Non si limita a descriverle, ma le apre come fossero porte, facendo emergere ciò che spesso sfugge allo sguardo. La sensazione è quella di tornare sui banchi di scuola, ma con una maturità nuova: non siamo più spettatori, siamo parte del quadro, parte della storia.
In Metamorfosi, Gabriella Mantovani esplora il cambiamento come un viaggio personale e necessario. Le sue parole mostrano una donna che prova a superare ostacoli invisibili, muri interiori costruiti con paure e convinzioni radicate. La sua protagonista inciampa, riflette, si rialza, trova un sentiero e alla fine impara la cosa più difficile: darsi una possibilità. È una scrittura che accompagna, sostiene, comprensiva e forte allo stesso tempo.
Giovanna Fracassi, con Il secondo sesso, della filosofia francese Simone de Beauvoir, porta all’interno dell’antologia un frammento potentissimo di contemporaneità. Il suo sguardo è lucido, sociale, urgente. Racconta ciò che molte donne vivono ancora oggi e lo fa con una maturità critica che non ha bisogno di alzare la voce: la forza sta nella verità.
Le matite rotte di Maricà è un tuffo dentro la parte più intima di sé. Le sue parole sono dirette, a volte taglienti, a volte vulnerabili: sembrano appunti rubati a un pensiero che non ha paura di mostrarsi. In Vetrine, invece, la scrittura diventa immagine: scene che scorrono veloci, come diapositive che fermano attimi di vita quotidiana e li trasformano in riflessioni profonde.
In Pensieri, Teresa Stringa fa della poesia un vento: leggero quando accarezza, potente quando si fa improvviso. Le sue immagini sono limpide, i sentimenti sinceri; c’è un equilibrio naturale tra delicatezza e impeto che rende la lettura fluida, quasi respirata.
Tiziana Topa, con Perché io viva per sempre, invita a una rilettura attenta. Le sue parole hanno bisogno di sedimentare, come quelle verità che non si svelano subito. Una volta compreso il cuore del testo, però, si apre una profondità emotiva che ripaga del tempo dedicato.
I racconti brevi di Annalisa Atzeni, raccolti in Sisini nel cuore, portano nella pagina la vita reale: semplice, concreta, fatta di dettagli che spesso passano inosservati ma che, sotto la sua penna, diventano preziosi. La sua è una scrittura che racconta la quotidianità con sincerità e calore.
In Fuga tra le ombre, Marta Beatrice De Lucia propone una scrittura incisiva, che non teme la parte più scura della realtà e dell’animo umano. Le sue parole “invadono”, smuovono e ragguagliano, lasciando un senso di consapevolezza dopo la lettura.
Marcella Donnagemma, con Luce inversa, possiede un’energia narrativa travolgente. Il suo testo è un turbine di emozioni, difficile da contenere ma impossibile da ignorare. Ha il dono di far incontrare al lettore gioie, smarrimenti, intensità interiori che si sovrappongono. Leggerla significa entrare in un vortice, ma uscirne più lucidi.
Con L’abitudine di agire, Milena Musu dona alla raccolta una voce cruda, diretta, che non teme la realtà così com’è. La forza del suo testo sta nella sincerità: non c’è artificio, solo verità narrata con coraggio e una sorprendente saggezza.
Patrizia Basile, in Diamanti, racconta l’amore intenso, folle e luminoso. Il suo linguaggio è delicato ma deciso, capace di far risplendere emozioni che spesso vengono trattate con superficialità altrove.
Tra le autrici, trova spazio anche la mia voce con Capriole sull’arcobaleno: testi nati d’istinto, con la pancia e con il cuore. Piccoli slanci emotivi che cercano di cogliere la vita nei suoi passaggi più immediati, senza filtri. È un onore vederli dialogare con parole così diverse e così vive.

A chiudere il volume, un omaggio raffinato a Jane Austen e un estratto da Parte di Un inganno spudorato, quasi un ponte ideale tra la tradizione letteraria femminile e le voci contemporanee presenti nell’antologia. Un finale che ricorda come la scrittura delle donne sia un fiume che attraversa epoche, stili e generazioni.
“Non c’è piacere paragonabile a quello di leggere.” ‒ Jane Austen
Sfogliare “Poetesse e Scrittrici d’Italia ‒ Seconda Edizione” significa entrare in una stanza piena di voci che non competono: convivono, si ascoltano, si potenziano. È un viaggio attraverso l’universo femminile nella sua interezza ‒ molteplice, vulnerabile, coraggioso, reale.
Ed essere parte di questo viaggio mi ha fatto sentire, per una volta, parte della Storia.
Written by Michela Fanni
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