“Andrej Sacharov: l’uomo che non aveva paura” di Ksenija Novochat’ko: sulla guerra atomica
“Io sono convinto che il ‘compito sommo’ degli istituti umani, fra cui anche il progresso, sia quello non solo di preservare gli uomini da sofferenze inutili e da morte precoce, ma anche di conservare nell’uomo tutta la sua umanità” ‒ Andrej Sacharov

La storia della bomba atomica è ben nota al grande pubblico e da poco ritornata in auge grazie alla popolarità del film “Oppenheimer” di Christopher Nolan con l’attore Cillian Murphy nei panni del fisico a capo del progetto Manhattan.
In questa scoperta scientifica ci sono protagonisti meno noti, di altre nazionalità che hanno apportato migliorie e ricerche in materia di energia atomica e ne hanno studiato a lungo le applicazioni in campo bellico. Uno di questi scienziati è Andrej Sacharov, nato e vissuto in Russia, ha dedicato parte della sua vita all’innovazione della bomba atomica portando avanti i suoi esperimenti in una delle basi segrete sovietiche.
La sua storia è stata raccontata con parole, immagini, infografiche e fumetti nel libro “Andrej Sacharov: l’uomo che non aveva paura” edito da Caissa Italia nel settembre 2023.
Gli autori Ksenija Novochat’ko ai testi, Evgenija Rojzman, Ol’ga Terechova e Polja Plavinskaja ai disegni, hanno ricostruito la sua vita a partire dalle sue lettere, le sue memorie e tutte le attività che lo hanno portato ad ottenere il Nobel.
Un Nobel che non è arrivato dalla fisica, dalla sua attività principale, ma dal suo attivismo umanitario volto a cercare una mediazione anche scientifica nella regolamentazione degli esperimenti atomici dopo averne visto le cause devastanti sulla popolazione vicino alle basi dove avvenivano. C’è da ricordare che il programma atomico non si chiuse con il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, ma proseguì con nuovi esperimenti e vittime.
Non solo Sacharov si è fatto portatore di pace durante la guerra fredda, periodo di difficile tensione tra Russia e Stati Uniti in cui si poteva innescare una guerra atomica. Da scienziato aveva visto gli effetti del progresso e di come fossero nocive le emissioni nell’aria ad ogni lancio per sperimentare nuovi esiti.
Era un uomo forte e determinato eppure come si evince dal titolo la paura ha attraversato la sua vita, ma di cosa doveva avere paura? A causa della sua battaglia pacifista fu accusato dal regime sovietico di essere una spia, pur continuando a lavorare come fisico venne declassato e osservato continuamente dai servizi segreti, lui e l’intera famiglia non ebbero una vita libera per molto tempo. Il Nobel per la pace del 1975 non fu per lui un’ancora di salvezza, al contrario, ma utilizzò come megafono per farsi portatore del suo messaggio e dei suoi diritti di libero pensatore. Rischiò la sua vita, confinato nella città di Gor’kij, con lo sciopero della fame pur di portare avanti le sue idee, sempre senza usare violenza.
Il volume a lui dedicato si rivolge ad un pubblico dai nove anni in su, da leggere ed osservare per la bellezza delle figure e dei grafici che sintetizzano non solo la vita del personaggio, anche lo scenario storico e sociale nella sua complessità e nella sua evoluzione. Dalla scelta dei colori, il rosso come simbolo del potere all’azzurro quello della pace, c’è un ricco approfondimento che non annoia, anzi l’uso di schemi e fumetti fa sì che la narrazione sia quasi leggera e i testi significativi e d’impatto.
Un libro molto attento sia alla grafica che alla sostanza della narrazione, con disegni espressivi e la grandezza del volume riesce perfettamente a far vedere ogni particolare dei disegni e qualche riesce a far sorridere soprattutto nella prima parte in cui si parla della famiglia di origine.
Una figura storica di enorme rilievo come pensatore, non solo come scienziato. Se ricordiamo la celebre frase di Oppenheimer “Ora sono diventato Morte, il distruttore di mondi”, c’è da ricordare anche la frase di Sacharov “Io sono convinto che il ‘compito sommo’ degli istituti umani, fra cui anche il progresso, sia quello non solo di preservare gli uomini da sofferenze inutili e da morte precoce, ma anche di conservare nell’uomo tutta la sua umanità”: l’umanità come punto fisso del progresso.
Queste ed altre frasi sono nel volume “Andrej Sacharov: l’uomo che non aveva paura” e riescono ad essere attuali e potenti ancora oggi.

L’autrice è riuscita con il suo gruppo di lavoro ad accedere ai testi personali custoditi dalla fondazione Sacharov, ad oggi è stata chiusa per volontà del governo sovietico insieme ad altri sostenitori di pace e di diritti, un lungo elenco alla fine del libro che ci fa pensare.
Ricordare il passato può essere di stimolo agli eventi del nostro tempo in cui purtroppo la libertà è ancora lontana e la pace un punto fermo verso cui arrivare.
Le parole di Andrej Sacharov non sono vecchie e desuete, al contrario necessarie e vive come non mai, anche nella loro riscoperta sta l’importanza di leggere questo volume.
Written by Gloria Rubino
Info
Recensione film “The Act of Killing”
Articolo Bomba Atomica – Hiroshima Nagasaki
