Anna Kingsford: l’autoguarigione tra medicina olistica e percorso mistico
“Ho trovato il mio inferno qui, alla facoltà di medicina di Parigi. È come se tutti i laboratori di tortura della cristianità si fossero spalancati davanti a me, con tutte le loro agonie inenarrabili. In quel momento ho pregato di trovare la forza e il coraggio di lavorare in modo efficace per l’abolizione di un’ingiustizia così vile, perché l’unico crimine che non si può perdonare è la crudeltà…” ‒ Anna Kingsford

Donna di grande carisma e determinazione, Anna Kingsford è stata, ed è tutt’oggi, una figura alquanto controversa. Medico, scrittrice, mistica e molto altro ancora, la Kingsford nasce in Gran Bretagna il 16 settembre 1846.
La sua vivace intelligenza si manifesta fin da giovanissima, con uno sguardo rivolto al mondo spirituale. Ed è in nome del suo spiccato acume che viene ammessa alla London School of Medicine For Women, fra le prime donne a frequentare il corso di studi in medicina: disciplina in cui la studiosa scopre una stretta connessione con la spiritualità.
Convinta che le disfunzioni fisiche siano il risultato di un mancato equilibrio fra corpo e mente, la Kingsford afferma che la guarigione dalle malattie a cui l’uomo è soggetto, la si può ottenere soltanto in stretta sinergia fra corpo, mente e spirito.
Convinzioni che la portano ad essere una delle prime sostenitrici della cosiddetta medicina olistica. Che altro non è che una visione in cui l’essere umano, entità alquanto complessa, trova armonia tra corpo e spirito, senza i quali, fisicamente e psicologicamente, non può dirsi un essere completo.
Complice è anche l’interazione dell’uomo con il suo ambiente, senza escludere le relazioni che stabilisce con i suoi simili.
La prospettiva olistica avvalorata dalla Kingsford, da un punto di vista medico, è tesa a promuovere il benessere generale dell’individuo, e a favorire l’interconnessione tra tutti gli aspetti dell’essere umano al fine di un risanamento che sia fisico, emotivo, mentale e spirituale.
Il corpo, infatti, secondo la teoria olistica, racchiude in sé un’innata capacità di autoguarigione, rintracciabile attraverso un insieme simmetrico, al fine di raggiungere una forma completa di salute.
“Ci sono troppi uomini e donne ma c’è poca umanità.”
Dopo la laurea in medicina Anna Kingsford si specializza in ostetricia, diventando la prima donna a insegnare tale disciplina presso l’ospedale di Londra. Disciplina in stretta relazione con il mondo femminile, attraverso cui la studiosa pone particolare attenzione alle condizioni delle donne e al processo riproduttivo del loro corpo.
Attenta sostenitrice dei diritti delle donne, che nella sua idea di uguaglianza dovevano essere pari a quelli degli uomini, e non limitati dalle convenzioni sociali dell’epoca vittoriana in cui è vissuta, la Kingsford è un’attenta osservatrice anche del mondo animale.
Rimasta inorridita dei trattamenti riservati agli animali durante la vivisezione, si batte allo stremo perché tale trattamento venga soppresso.
Quale naturale conseguenza dei suoi principi è fondare la società vegetariana del Regno Unito, che prevede la necessità di un netto rifiuto del consumo di carne da parte dell’individuo per il proprio sostentamento alimentare, volgendo uno sguardo alla pratica del vegetarianismo. Che la porta ad essere un’antesignana di tale visione, dichiarando l’incompatibilità fra l’amore per gli animali e la natura.
Idea questa, che si sposa con il suo dichiararsi pacifista, e che la spinge a rifiutare la visione per cui guerra sia la soluzione dei conflitti, promuovendo l’ideale di pace e lavorando anche per il dialogo e la comprensione fra i popoli.
La Kingsford si dichiara inoltre convinta che anche la vita vegetale abbia una propria dignità, convinzione che trova sbocco in principi filosofici che la portano a sviluppare il ‘cosmismo’, in cui sostiene l’importanza di proteggere ogni forma di vita, non escluse quelle del mondo vegetale.
Importante figura del movimento spirituale teosofico, la Kingsford è descritta come una donna dotata di poteri paranormali e di visioni profetiche. Si racconta che molte delle sue riflessioni di natura mistica, poi elaborate nei suoi scritti, le suggerisse ai suoi collaboratori in stato di trance o trascritte dopo alcune visioni ricevute in sogno.
Lungo il corso della sua carriera, la studiosa scrisse numerosi articoli e libri sulla pratica medica. Alcuni in collaborazione con Edward Maitland, teosofo e suo stretto amico, in cui esplora la natura della divinità e il significato della vita umana.
Per le sue idee, da potersi definire per l’epoca rivoluzionarie, la Kingsford fu attaccata da più parti. Soggetta a forti critiche, il suo pensiero le costò il biasimo sia della comunità medica come di quella religiosa. Ma la Kingsford, ben determinata a non scendere a compromessi, diede prova di grande onestà intellettuale. Ampiamente persuasa delle proprie convinzioni, continuò a promulgare le sue idee e a lavorare per il benessere collettivo.
Fino al giorno in cui, nell’anno 1888, a soli 41 anni, Anna Kingsford muore premuratamene lasciando un’ampia eredità di pensiero raccolta da Edward Maitland, suo amico fidato.
In seguito sarà la psicologa di scuola junghiana Aniela Jaffé, voce importante nel campo della psicologia a raccogliere il suo testamento. Nata a Berlino nel 1903, Aniela Jaffé fu intima collaboratrice di Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia analitica, e redasse alcuni libri esplorando le connessioni tra la psicologia junghiana e il mondo della mitologia.
Interessata a studiare e ad approfondire gli scritti di Anna Kingsford, la Jaffé ha contribuito a portare maggiormente alla luce il pensiero della scrittrice e l’importanza che ha ricoperto in vari campi dello scibile.
“L’uomo non è né carnivoro, né erbivoro. Se consideriamo i vari organi, dobbiamo concludere che per origine e natura sia frugivoro, come le grandi scimmie.”
La Kingsford fu inoltre coinvolta ne ‘Il caso Cudworth’, storia piuttosto scabrosa e controversa, che ne mise in discussione la credibilità.
Accadde che la Kingsford e Edward Maitland si recarono presso Cudworth da un tale di nome Richard Field, che si era rivolto ai due in cerca di un aiuto medico perché affetto da problemi di salute. Ma durante il loro soggiorno l’uomo si aggravò e morì.
Furono sollevati molti sospetti a proposito della causa di morte di Field, cui seguì un processo durante il quale furono portate prove per accusare la Kingsford e Maitland, ma non sufficienti a dimostrare la colpevolezza dei due. L’uomo non era stato avvelenato volontariamente, come ipotizzato in un primo momento, motivo per cui le accuse rivolte ai due furono ritirate.

Tuttavia, la credibilità della Kingsford fu messa in dubbio, seppur in molti sostennero la sua innocenza.
La studiosa, comunque, continuò la sua attività nel campo della medicina olistica e della filosofia spirituale, come in quella di scrittrice, portando avanti le sue convinzioni, ritenute anche piuttosto singolari.
Tuttavia, si può affermare che la Kingsford fu una donna di grandezza di spirito, che ha aperto nuove frontiere in diversi ambiti della conoscenza.
“Finché gli uomini si ciberanno come le tigri essi manterranno la natura della tigre.”
Written by Carolina Colombi

