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Collezione Gualino: l’allestimento della Galleria Sabauda che illustra l’imprenditore e mecenate Riccardo Gualino

Il 29 novembre 2022, la presentazione del nuovo allestimento della prestigiosa Collezione Gualino all’interno della Manica Nuova di Palazzo Reale a Torino, è stata l’occasione, oltre che per ammirare le opere di grandi maestri del passato, per riportare l’attenzione sulla figura di Riccardo Gualino, uomo dai mille interessi e dalle mille iniziative.

Riccardo Gualino nel 1932 a Parigi
Riccardo Gualino nel 1932 a Parigi

Riccardo Gualino nasce a Biella nel 1879, figlio di ricchi orafi. Si dimostra subito abile oratore, industriale coraggioso e attento a cogliere ogni possibilità offerta dalle situazioni, grande viaggiatore. Nel 1907 sposa la cugina Cesarina, che gli resta accanto tutta la vita e che ne condivide gli interessi artistici. La coppia ha due figli: Lilly, nata non vedente, e Renato.

A inizio Novecento, per soddisfare la domanda di legname delle industrie italiane, Gualino compra un’intera foresta nei Carpazi e in seguito diventa importatore di cemento, materiale improvvisamente richiestissimo dopo la scoperta del cemento armato.

Coinvolto in progetti sempre più ambiziosi che lo portano da Torino a Parigi, da San Pietroburgo a New York, con lo scoppio della Prima guerra mondiale e la Rivoluzione russa vede le sue società sprofondare in un grave dissesto economico. Si riprende grazie all’aiuto dell’amico Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat.

Nel 1917 crea la SNIA, Società di Navigazione Italo Americana, che, grazie a una flotta realizzata dalla Piaggio, fornisce carbone americano al governo e alle industrie italiane. Nei suoi viaggi negli Stati Uniti incontra mecenati come Guggenheim e imprenditori come la già potente famiglia Kennedy.

Investe in banche italiani e francesi, è nominato vicepresidente della Fiat.

Finita la guerra, aggiusta e diversifica i propri affari trasformando la SNIA in SNIA Viscosa e acquisendo la società chimica Rumianca. In Francia compra quote della Peugeot, alcuni bistrot e grandi magazzini; in Canada uno stabilimento per la lavorazione del merluzzo. In Italia fonda la UNICA (Unione Italiana Cioccolato e Affini) e la FIP (Fabbrica Italiana Pianoforti); acquisisce la Florio e la Cinzano.

In questi anni di grande successo, al suo ruolo d’imprenditore di livello mondiale, si affianca quello di mecenate e collezionista. L’interesse per l’arte e per la cultura spazia in molteplici settori, i più famosi nomi del periodo e degli anni successivi entrano in contatto con lui. Nella sua casa di via Galliari fa realizzare un teatro privato e, in via Verdi, il Teatro di Torino.

I contrasti con il fascismo, legati al suo atteggiamento tiepido verso il regime, alla reciproca antipatia tra lui e Mussolini e alla sua appartenenza alla massoneria, ne limitano l’attività. La crisi economica del ’29, l’accusa provata che sostanze usate nella SNIA Viscosa nuocessero alla salute dei lavoratori, il fallimento di un socio francese, gli costano patrimonio e prestigio. Per evitarne il disfacimento, cede allo Stato Italiano la sua preziosa collezione artistica.

Collezione Gualino - Photo by Marco Salvario
Collezione Gualino – Photo by Marco Salvario

Nel 1931 è arrestato e inviato al confino. Nel 1932, grazie anche all’amicizia della moglie con casa Savoia, è liberato e si trasferisce a Parigi. Dopo alcuni mesi è a Portofino e riprende i contatti con il mondo artistico, industriale e politico; nella sua villa sono ospiti tra gli altri: Agnelli, Badoglio, Casorati, Churchill.

Gualino torna a dirigere la Rumianca e nel 1935 fonda la casa cinematografica Lux Film, che produrrà pellicole come Le miserie del signor Travet, Riso amaro, Senso ecc.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, le sue aziende sono confiscate e vengono gravemente danneggiate durante il conflitto. A Torino, entrambi i suoi teatri sono distrutti dai bombardamenti.

Sottobanco, aiuta economicamente alcuni esponenti della resistenza.

Col dopoguerra si trasferisce a Roma e, tramite il figlio, recupera il controllo di parte delle sue aziende. Nel 1964 un ictus lo uccide; la moglie Cesarina continuerà a lungo la sua opera fino alla morte nel 1992.

Torniamo al presente.

Nel nuovo allestimento, dovuto all’opera di Enrica Pagella, Direttrice Musei Reali, di Anna Maria Bava, Responsabile Area Collezioni Arte e Archeologia Musei Reali, e di tante altre appassionate persone, la Collezione Gualino è ospitata in sette rinnovate sale della Galleria Sabauda, cercando di rispettare le idee e le suddivisioni desiderate dal suo creatore. Non tutta la collezione è presente: una parte è a Roma, proprietà della Banca d’Italia, mentre altre opere fanno ormai parte di collezioni pubbliche e private, sparse in tutto il mondo.

Una doverosa segnalazione deve essere fatta per la munifica operosità delle quasi quaranta aziende che hanno dato vita alla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, che dal 1998 anima e sponsorizza molte attività di restauro e recupero.

Tra le 120 opere esposte, moltissimi sono i capolavori. Spiccano una “Venere” del Botticelli, la “Ragazza che si affaccia da una porta” della scuola di Rembrandt, la “Madonna con il Bambino in trono” di Duccio di Buoninsegna, una “Leda” della bottega del Tiziano, un “Piatto con Nereide” proveniente dall’Egitto ma di fabbricazione cartaginese, una “Stele con triade Buddhista” di origine cinese ecc.

Collezione Gualino - Photo by Marco Salvario
Collezione Gualino – Photo by Marco Salvario

Proprio la “Venere” del Botticelli, probabilmente un’opera preparatoria per l’ancora più famosa “La nascita di Venere” conservata nella Galleria degli Uffizi, dove la figura femminile della dea si delinea chiara su sfondo scuro con forza limpida e assoluta, è il simbolo di quanto Riccardo Gualino non sia solo collezionista di capolavori, quanto un raffinato esteta, affascinato ricercatore del bello universale.

A lui il generoso merito di avere sempre voluto che la magnificenza della sua collezione, faticosamente e onerosamente acquisita, fosse resa accessibile a tutti; suo era il progetto, che non ha potuto portare a termine, di realizzare sulla collina torinese una casa-museo, per metà destinata alla vita privata della famiglia Gualino, e per metà museo aperto al pubblico.

 

Written by Marco Salvario

 

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