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Viaggiare in Italia: il Duomo di Modena, un gioiello dell’arte romanica

“La creazione congiunta di Lanfranco e Wiligelmo è un capolavoro del genio creativo umano, in cui. una nuova relazione dialettica tra architettura e scultura si impone nello stile romanico…” – Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, 1997

Duomo di Modena
Duomo di Modena

Capolavoro dell’arte romanica, il Duomo di Modena è testimonianza plastica del rinnovamento che investe l’Italia e l’Europa nel secolo XI.

Un periodo che vede le città emanciparsi dal passato, e rinnovarsi verso un cambiamento che si accompagna ad una ‘rivoluzione’ di carattere economico, mercantile ed artigianale. Nonché alla nascita di nuovi ceti sociali. 

Superato l’anno Mille, si assiste quindi a un momento storico animato da grande dinamismo che si coniuga, grazie a innovazioni tecniche che si sviluppano nel mondo agricolo, ad un’ampia crescita demografica e ad un allungamento della vita media.

Se l’agricoltura è protagonista di un cambiamento senza precedenti, non di meno è il rinnovamento politico e sociale che prende forma con l’affermarsi dei Comuni. I quali, fondati su rapporti e scambi commerciali tra le città, rifiorite dopo il Mille, e il mondo rurale, si dotano di autonomia rispetto al potere centrale. 

Processo di considerevole portata quello delle realtà comunali, il quale coinvolge l’intera Europa, sviluppandosi in quasi tutti i centri urbani; la cui espansione porta a una fioritura civile con caratteristiche comuni fra le diverse località europee. Che in Italia la crescita si configura, soprattutto al Nord, quale fulcro della vita politica e culturale, e il cui impatto sulla quotidianità è sì di ordine sociale ed economico, ma anche etico.

È infatti evidente l’affermazione di nuovi valori che si sviluppano nel segno del Cristianesimo.

Adesso, la ragione non è più antitetica alla fede, ma è strumento di emancipazione spirituale, mentre il mondo materiale è riconosciuto come il luogo in cui si manifesta il divino con benevolenza verso l’uomo.

Il nuovo corso religioso si realizza soprattutto per mano dei monaci benedettini che avviano la nascita di monasteri sul territorio, i quali trovano posto soprattutto in aree agricole.

Ed è in questo processo di cristianizzazione che acquista impulso l’idea dei pellegrinaggi.

Attraverso l’intera Europa si venne a creare una rete di strade durante le quali i viaggiatori incontravano chiese e monasteri dove trovare appoggio e protezione; ed è proprio lungo questi itinerari che si possono rintracciare testimonianze di arte romanica.

Un esempio fra tutti è la via Francigena: percorso che vede i pellegrini raggiungere i principali luoghi di culto.

Una delle mete fra le più importanti e frequentate era il Santuario di Santiago de Compostela, luogo custode dei resti di San Giacomo.

Duomo di Modena - interno
Duomo di Modena – interno

Per proseguire poi, dalle diverse località europee, verso Roma e imbarcarsi dalle coste della Puglia verso la Terra Santa.

Prima di entrare nel vivo di ciò che il Duomo, definito anche la Bibbia di pietra, e importante esempio dell’architettura romanica, ha rappresentato e rappresenta a tutt’oggi, un breve cenno ai principi dell’arte romanica di cui la chiesa è un’eccellente espressione. I cui caratteri, sperimentati soprattutto nella basilica cristiana, si basano sulla memoria di elementi del mondo antico e della tradizione classica romana, interpretando modelli legati al passato.

Tra gli elementi costitutivi del romanico, per quanto concerne l’esterno degli edifici, compaiono fondamenti quali lesene, arcate cieche, archetti pensili che percorrono la gronda.

All’interno, a contraddistinguere la struttura delle basiliche, è la cripta, erede dell’architettura carolingia. Sala di dimensioni contenute dove la presenza di piccole colonne viene coperta dalla volta a crociera. Elemento architettonico strettamente legato all’idea del pellegrinaggio, la cripta è custode di reliquie sacre.

A segnare, più di altri caratteri, la continuità con il mondo romano nell’architettura romanica, è l’arco a pieno centro, in cui la curva dell’arco è una perfetta semicirconferenza.

Inevitabili sono comunque diversità tra regione e regione, a causa delle diverse tendenze artistiche locali. Difficile, quindi, fare un inventario delle soluzioni strutturali appartenenti al romanico in Italia.

“È inoltre uno dei migliori esempi di complesso monumentale in cui i valori religiosi e civici sono accorpati in un contesto urbano medievale.” – Iscrizione alla lista del Patrimonio Mondiale Unesco, 1997

La costruzione del Duomo prende l’avvio nel 1099 sui resti di una basilica paleocristiana di minore estensione rispetto al nuovo edificio, già dotata di cinque navate anziché delle tre di cui viene favorito il Duomo.

Il progetto avviene per opera di Maestro Lanfranco giunto a Modena con maestri comacini e affiancato da Wiligelmo, scultore fra i più eccellenti, e autore delle lastre esterne su cui sono scolpite le storie della Genesi.

Come molte altre città a inizio secolo, anche Modena si emancipa dal potere vescovile.

Tuttavia, il Duomo, oltre che espressione della potenza immaginifica dell’arte romanica è erede del periodo precedente alla fioritura dell’anno Mille, quando il governo della città era amministrato dai vescovi. Dedicato a Santa Maria Assunta e a San Geminiano, il Duomo di Modena, argomento principe di questa speculazione, viene anche definito, come già detto, anche la Bibbia di pietra per il significato simbolico dei fregi scolpiti che ne adornano la facciata. Segni allegorici e simboli legati ancora alle credenze medievali e ai valori dell’uomo medievale, che si contrappongono a quelli del nuovo millennio.

“Tra il XII e il XIII secolo il complesso monumentale ha rappresentato una della principali scuole di un nuovo linguaggio figurativo destinato ad avere una enorme influenza sullo sviluppo dell’arte romanica nella pianura padana…” – Iscrizione alla lista del Patrimonio Mondiale Unesco, 1997

La facciata del Duomo, marcata da bande verticali e arcate cieche manifesta un grande equilibrio compositivo: l’altezza è infatti pari alla sua larghezza.

Suddivisa in tre parti da contrafforti, che corrispondono alle tre navate, è percorsa a metà da una galleria a trifore.

Viaggio a Modena - Duomo
Viaggio a Modena – Duomo

Sempre in facciata è presente un piccolo protiro su cui si innalza un’edicola, che immette al portale principale. È presente, inoltre, un grande rosone e portali laterali risalenti al secolo XII.

Le decorazioni esterne sono state realizzate da Wiligelmo.

Purtroppo, le informazioni su di lui giunte fino ai giorni nostri sono piuttosto scarne. Non è quindi facile descriverne la figura, se non ricordare che in facciata ha realizzato quattro storie della Genesi, le quali raccontano della creazione dell’uomo e del peccato originale.

A cui si aggiungono dei bassorilievi, sempre per mano di Wiligelmo.

Nell’interno del Duomo si osserva una pianta longitudinale priva di transetto con tre navate absidate divise in campate grazie alla presenza di colonne con matronei aperte su di ogni arcata, in aggiunta a pilastri polistili.

Inoltre, l’interno del Duomo è custode di importanti opere, soprattutto dei secoli XV e XVI.

“Il più bel Duomo dell’Emilia e il più famoso libro minato d’Italia si trovano a Modena. Il Duomo di Modena è un’antologia e una miniera della scultura romanica…” Guido Piovene

 

Written by Carolina Colombi

 

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