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Contest di poesia gratuito “Sul sentiero del Risveglio”

“La notte si prolungava fin lì e le stelle erano alte e fulgide di vento. Trasmettevano echi lontani di vive sinfonie, trapassando l’anima. Mi posi in ascolto…” – tratto da “Vallongimello”

Regolamento:

Contest Sul sentiero del risveglio
Contest Sul sentiero del risveglio

1.Il Contest letterario gratuito di poesia “Sul sentiero del Risveglio” è promosso da Oubliette Magazine e dall’autrice Daniela Balestra. La partecipazione al contest letterario è riservata ai maggiori di 16 anni.

La partecipazione al Contest è gratuita.

Il tema del contest è l’anima e tutte le sue sfaccettature.

 

2. Articolato in una sezione:

A. Poesia (limite 100 versi)

 

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

Le opere senza nome, cognome, e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via e-mail ma nel modo sopra indicato.

Importante: cliccare su Non sono un robot, è un sistema Captcha che ci protegge dallo spam. Per convalidare la partecipazione bisogna cliccare sulla casella.

Ogni concorrente può partecipare con una sola opera.

 

4. Premio:

1° classificato: una copia dei libri “Solange” e “Trasmutazione” dell’autrice Daniela Balestra, inviati con dedica personalizzata

2° e 3° classificato: una copia del libro “Vallongimello” dell’autrice Daniela Balestra, inviato con dedica personalizzata

 

Solange - Trasmutazione - Vallongimello
Solange – Trasmutazione – Vallongimello

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il 15 novembre 2022 a mezzanotte.

 

6. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:

Alessia Mocci (Editor in chief)

Daniela Balestra (Scrittrice)

Alessandra Sorcinelli (Poetessa e scrittrice)

Carolina Colombi (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

Stefano Pioli (Studioso e Collaboratore Oubliette)

Filomena Gagliardi (Poetessa e Collaboratrice Oubliette)

Franco Carta (Poeta)

 

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

 

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

 

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per e-mail: oubliettemagazine@hotmail.it indicando nell’oggetto “Info Contest” (NON si partecipa via e-mail ma direttamente sotto il bando), in alternativa all’email si può comunicare attraverso la pagina di Facebook.

 

10. È possibile seguire l’andamento del Contest ricevendo via e-mail tutte le notifiche con le nuove partecipanti al Contest Letterario; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvertimi via e-mail in caso di risposte al mio commento”.

 

11. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (Gdpr 679/2016). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

 

Buona partecipazione!

 

115 pensieri su “Contest di poesia gratuito “Sul sentiero del Risveglio”

  1. Un fulmine unisce cielo e terra
    come i tuoi occhi uniscono la luce di due stelle
    e il sorriso le scintille del fuoco.
    Un arcobaleno si disegna in cielo
    e le ultime gocce di pioggia
    toccano la terra
    e per ogni tocco
    per la sua gentilezza
    nasce una rosa.

    Rosario Tomarchio accetto il regolamento

  2. ZYKLUS
    (Life On Mars)

    Oggi su Marte mi sfiora
    la tempesta,
    non c’è che un filo d’erba
    a scompigliare nuvole conchiuse
    in granati barattoli di vetro,
    i colori sono pozze di ematite
    solchi nel concavo riflesso
    di rosa acquamarina…
    Cieli di polvere sovrastano
    dissepolte lampide,
    si schiudono ossidate ali
    di rupicole,
    come viluppo di quarzosi cràspedi l’eco di luce
    si raccoglie sui soffitti.
    Cos’era la musica
    se non un tonfo sordo,
    il tinnulo arpeggio di asteri
    sul giglio di mare…
    La vita esplode nel grembo
    della luna sull’orma intatta
    di puntellate valli,
    allo Zénith s’impolvera
    lo storno, la filza di lumache discioglie il brivio di aceraie,
    l’anello della maglia
    incartoccia sulle teste
    i ninnoli di pietra prima che affoghi in dogli di titanio
    la rena di cellulosa.
    Mi parlarono di docili chelonie,
    ocracei ciottoli e spati
    di viandanti, di gerbere
    nel raggio di lanugiosi palmi,
    la diaspora di macine
    e di armenti.
    Era il cinabro pelago
    un nicchio di calille
    nel cielo che s’infosca
    sul piumaccio, dove sopravvive la cocciniglia, e la lantana,
    sotto teche d’eliodoro;
    distinguo dalla specola
    il perno della ruota,
    l’ultimo nome inciso
    nella secca, si vetrifica il lago
    di scarlatti brani
    dove hai colto invaiati pummeli, l’avito gesmino e la catalpa, l’assecchita pieve e l’amaranto.
    Ricadono i pensieri
    come forme di alveari,
    in silico si foggia l’agapanto
    il dismentato stazzo,
    smatassati tomboli
    di romite nebule si sperdono
    in liquate florescenze,
    nella rifusa lacrima
    del Firmamento.

    Thea Matera

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  3. OGNUNO SOSTIENE IL CIELO

    Ognuno sostiene il cielo e non lo sa
    tra quegli spazi e quei tempi
    che porta sulla pelle,
    nei piccoll desideri affidati alle stelle,
    tra i segreti intrecci dei propri affanni,
    in ciò che sedimenta negli strati dei suoi anni.
    Ognuno sostiene il cielo
    perché ha una colonna scolpita dentro
    che lo tiene in piedi anche controvento.
    Ognuno sostiene il cielo e non lo sa
    mentre mastica la pazienza con il pane,
    quando capisce che le sue fatiche quotidiane
    non sono mai la risultante di circostanze vane
    ma racchiudono I’ anima,
    la scintilla dell’ estro
    in questo viaggio che è soltanto nostro.
    Ognuno sostiene il cielo
    ogni volta che nei suoi camminamenti
    accende un fiammifero dopo mille fari spenti.
    Sì, ognuno sostiene il cielo
    quando cammina solo ancora una volta
    ma possiede un frammento di sole che non tramonta,
    e raccoglie le parole
    e le carezze perdute per strada
    per donarle a sé stessso o a chiunque cada.
    Ogni uomo sostiene il cielo come un tetto
    quando il dolore preme sopra al petto,
    ma resiste
    per la voglia di cambiare le carte del destino
    perché siamo fiori d’ un prezioso giardino.
    Ognuno sostiene il cielo
    anche quando la gioia zampilla inaspettata
    spostandoti in alto, ad otto metri sulla testa.
    Ognune sostiene il cielo e non lo sa
    perchè in tutti c’ è una forza che non migra
    anche se in essa più non crediamo:
    te ne accorgi quando sei a terra, sconfortato,
    e le ti offre ancora la sua divina mano.

    Rosita Matera
    accetto il regolamento

  4. DIO È INNAMORATO

    Cosa prova la tua anima, quando dico:
    “I tuoi capelli sono tutti contati”?

    Mentre ti attardi a capirlo,
    con queste Mie dita
    (queste Mie dita che fanno le stelle)
    a uno a uno li carezzo,

    E batte più veloce
    il Mio cuore crocifisso

    Accetto il regolamento

    1. Quindi caro Marco questa volta sei in gara anche tu!
      La tua poesia comunque e’ molto bella,c’e’ finezza e cuore.

    2. Evidente il rimando a Luca 12,7; ma per interpretare e proporre un dio antropomorfo o per celebrare un amore terreno (crocifisso!) e sacro?

      1. Grazie dell’attenzione! Non un Dio antropomorfo ma un Dio incarnato, capace di commozione. La frase “I tuoi capelli sono tutti…” viene spesso letta come: “Attento a Me non sfugge niente!”, a me piace di più pensarla come (spero) suggerisce la poesia.

    3. Veramente, grazie al sangue dei martiri, da un bel po’ di tempo, si può discutere liberamente anche su tutti gli dei, nessuno escluso, senza timore di rappresaglie, intimidazioni, processi, torture e roghi. Eventualmente, non qui, per ovvie ragioni. Ho una pagina fb, se le interessa.

      1. Si, grazie. È sempre un piacere contattare persone interessanti come mi sembra sia Lei.

  5. Cuore d’anima
    acqua e sangue
    dolceamaro.
    Sa di sole e di sale,
    di mare e di pane,
    salvia e rosmarino.
    Sa di abbracci e lacrime,
    di pugni e carezze.
    Cuore d’anima
    di graffi e sorrisi,
    d’amore e di me.

    © Daniela Giorgini – Sezione A – accetto il regolamento

  6. PIOVE LENTO

    Piove lento, adesso, piove piano.
    Foglie rosse gocciolano grandi lacrime,
    un vento leggero agita le fronde,
    un cielo grigio incombe come piombo.

    Piove lento, adesso, piove piano.
    Il piombo del cielo ora grava nel mio petto,
    o forse è dal mio petto che si è trasformato in cielo.
    Pesante il mio respiro gravido d’acqua.

    Piove lento, adesso, piove piano.
    Pesi e lacci si affastellano nella mia pancia,
    mentre il cuore batte un tempo già consumato,
    come di futuro già vissuto e prosciugato.

    Piove lento, adesso, piove piano.
    Combutta dei miei vuoti come per distribuirsi,
    dalla mente al cuore, dal cuore alla mente.
    Posso confortarli, ma non ho di che riempirli.

    Piove lento, adesso, piove piano.
    Forse mi sto sciogliendo.

    Accetto il regolamento

  7. Il selciato della poesia

    Non so se mi sto ammalando
    o sto guarendo dalla vita
    Sono secoli che non mi innamoro
    Ossia mi innamoro
    di tutto quello che non ha nulla da ostentare
    Mi innamoro delle cose fantasma
    o di quelle che mi sono sfuggite
    Sono secoli che non mi innamoro di un uomo
    Oramai mi innamoro di un gesto senza conseguenze
    E poi sento che devo studiare studiare
    Sono così ignorante in materia di innamoramento
    Ho il cuore che mi batte sì
    ma disordinatamente

    Stanotte ho amoreggiato con una poesia
    Me la strappavo dal cuore
    la spalmavo sul lenzuolo cento volte
    La scrivevo col mio inconscio bambino
    che afferrava le parole e ne faceva una torre
    Le parole ululavano si innalzavano
    Poi qualcuno vi soffiava sopra e io morivo

    Accetto il regolamento

    1. E’ sempre un piacere leggere i suoi versi e con essi viaggiare negli abissi che ci sorreggono.

  8. – Se mi chiami…

    Se ti penso
    svio la solitudine.
    Se ti cerco
    affliggo sentieri…
    Se ti scrivo
    ho l’anima in ginocchio.
    Se mi chiami
    tendimi la mano,
    io ti darò il mio cuore
    e la mia vita.

    accetto il regolamento

  9. E’ l’alba
    Il mio moto lento
    dondola i PENSIERI dei miei passeggeri
    che incorniciano
    affetti
    ricordi
    scene di vita vissuta
    scene di vita sognata
    nello splendido quadro
    che dinanzi agli occhi gli si figura…
    …è il mare che la fa da protagonista
    così com’è
    infinito
    profumato
    sfumato dall’intenso blu delle profondità
    all’azzurro in superficie
    e dorato
    lì sull’orizzonte
    su cui il ciel si appoggia leggero
    felice di iniziare un nuovo giorno.
    Ed io attraverso il mare
    irrompo nella quiete
    spacco le acque in due
    lasciandole separate dietro di me
    chissà per quanto resteranno lontane
    risucchiate da un tumulto schiumoso
    che lentamente s’assopirà
    fino a renderle libere di rincontrarsi
    Mi pare di vederli quei pensieri
    come nuvole sui capi attoniti
    di chi osserva la scena a poppa
    separarsi come le acque attraversate
    a destra e poi a sinistra
    i ricordi tristi e quelli felici
    i sogni irrealizzati e quelli conquistati
    gli amori perduti e quelli conosciuti
    …acque e pensieri
    scivolano sui miei fianchi
    fino ad allontanarsi
    sempre più.
    Restano poche
    pochissime parole
    a parlar sono
    la bellezza
    ed il profumo
    ed io mi unisco a loro
    in un tutt’uno di profonda armonia
    Cala la notte
    Continuo il mio moto
    in compagnia
    dei SOGNI
    dei miei viaggiatori
    non più pensieri
    non più ricordi
    sogni
    sogni sereni
    di chi respira un’aria nuova.

    – accetto il regolamento

  10. SUCCEDE

    Ogni tanto succede
    che tu venga a farmi visita
    nella casa di Morfeo.

    Stiamo lì
    in quel luogo d’incanto
    ci guardiamo, parliamo
    una tazza di caffè
    fuma tra il tuo viso e il mio,
    un bicchiere di vino vermiglio
    rotea nelle nostre mani
    e di sbieco i nostri sguardi.

    Stiamo così
    uno di fronte all’altra
    fino alle prime luci dell’alba
    a momenti ridiamo come bimbi felici
    in altri restiamo muti
    con le gambe incrociate seduti.

    Ogni tanto succede così
    le mie palpebre allora si schiudono
    al giorno che si sveglia
    la luce ha il riverbero dei tuoi occhi
    l’aria emana un odore che è il tuo
    ogni suono mi rimanda la tua voce.

    Ed è così che succede
    e tutto resta di coloro
    che sono andati via da tempo
    ma non ci hanno davvero
    mai lasciato col tempo.

    Ebbene così succede
    che ogni cosa rimane
    e tutto diviene per sempre.

    ACHILLE SCHIAVONE

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  11. Per ridere un po’: nel contest precedente una giurata era Tiziana TOPA, in questo c’è Alessandra SORCInelli… Ma i concorsi sono promossi da Oubliette, o da Topolino??

      1. Det-Tori. Siamo una famiglia allargata. Per fortuna!

  12. Angelo Napolitano
    Accetto il regolamento

    TAPPETI VOLANTI
    Stanno arrivando in fila, ad uno ad uno,
    i baci e i pensieri ballerini;
    sono alla porta della tua capanna,
    quella ch’è cielo mio e paradiso.

    Non farli entrare… Un po’ falli aspettare,
    che vedano da fuori il desiderio
    tuo,
    e i fiori che contornano l’altare.

    Tra loro c’è un pensiero appena nato,
    quello di sempre…. sempre generato;
    quello che sa di culla che l’aspetta,
    di braccia aperte e sorridente fiato.

    Non farlo entrare… Un po’ fallo aspettare,
    che veda di lontano il desiderio
    tuo,
    e il pianto che il sorriso t’è costato.

    Spalanca le tue porte consacrate,
    apri la gioia che ti sale in gola,
    ma copri tutto con il tuo pudore
    di donna antica quant’è antico il sale.

    Lasciami entrare, sono quel pensiero
    a somiglianza e immagine forgiato.

    Ed ora scuoti i magici tappeti,
    che volano sull’ampia prateria,
    disposti tutti innanzi al tuo sagrato,
    tra i rotoli delle scritture sacre,

    tra salmi e celesti litanie,
    sostanza e forma vergini del mondo
    tuo.
    Montagna dell’azzurra nostalgia.

  13. Incontri nell’Ade

    Questa notte ti ho lasciata libera di andare
    E ho accettato le tue decisioni
    Ti sei unita agli altri che seguono il mio corpo
    per l’ultimo saluto terreno
    Ti ho riconosciuta tra le pieghe delle lacrime che hanno
    rigato i volti dei pochi presenti
    Ti ho riconosciuta quando ti sei accucciata, per ascoltare il respiro greve
    di chi ha gettato la prima zolla di terra sopra la cassa, in attesa della tumulazione
    Ti ho riconosciuta quando hai scompigliato le ciocche di quella giovane adulta,
    Il cui nome ad oggi mi è ignoto e hai lasciato cadere i petali dei gerani
    che distrattamente lei stringeva
    Ti ho riconosciuta quando ti sei spinta ai confini dell’Ade
    Senza paura e sconforto. Mi è piaciuto il tuo portamento
    Essenza animica, curiosa e ispirata, con gratitudine ti sorreggi,
    memore della voce poetica e di questa dedica, tu che nei sei sorgente
    Certo non sarà il Sommo Poeta a farti da guida, ma Colui
    che governa l’uno e l’altro mondo
    già provvede per te
    Chiara Sardelli
    accetto il regolamento

  14. Mi apro come cielo al vento
    per socializzare il mio tempo
    e trasmettere segnali di vita.
    La mia anima infiammata
    plana fra le emozioni, smarrita
    ed impalpabile sospira
    gli infiniti amori le passioni i baratri
    (se ne avverte il tormento).
    Cerca pace l’anima mia
    e gravita fra gli anfratti,
    cespugli che custodiscono il segreto.
    E vola libera
    come dopo una tempesta
    una rivoluzione.
    S’adagia silente
    a contemplare l’infinito
    ove non prova più smarrimento
    ma solo pace e requie.

    Francesco Paolo Catanzaro
    Accetto il regolamento

  15. SOSPESA
    Sospesa in una bolla, in questo tempo
    e in questo spazio, con la cruda realtà
    che mi spezza il fiato e non dà scampo.
    Travolge, sconvolge, ferisce la sua slealtà.
    Il silenzio avvolge la mia anima
    il vuoto la riempie e poi trabocca,
    così diviene la nemica acerrima
    che lascia un gusto acre, nella bocca.
    Lo sguardo attonito è nel vuoto perso
    incredulo, dinnanzi a questa vita beffarda.
    Attorno a me tutto, ora, viene sommerso
    resto ammaliata, lo so bene, sei bugiarda.
    Nessun fruscio, questa quiete è assordante,
    ritrovo la pace. Ella è elegante ma irriverente.
    Mi tiene compagnia lo sconforto. Agonizzante
    ritrovo la forza, scrollo e mi rialzo prepotente.

    Manuela Orru’
    Accetto il regolamento

  16. Casablanca
    Questi giorni di stasi e di attese
    notti di sonni convulsi e difese
    voglia di scoprire
    Apro il sipario sui mondi paralleli
    tra patatine fritte e birre popolari,
    scovo che mi guarda
    dietro lo schermo piatto
    ma Tu lo sai Tu lo sai che a Casablanca
    ci sono farfalle filigrane in vetri di Murano ?
    Come da un altro mondo
    la sua vocina aliena che chiama
    “Amor, Né mai sì dolci baci
    Da quella bocca havrai”
    Accartoccio speranze e delusioni
    in plico sigillato destinatario sconosciuto
    umetto la linguetta di chiusura
    mai sigillo negato fu così disperato
    ma Tu lo sai eh lo sai che a Casablanca
    ci sono farfalle filigrane in vetri di Murano ?
    Sconfino nel banale lì dove
    un notiziario intitola
    che non c’è festa non c’è festa
    nella bruma di Casablanca .
    Spiaccicata scandalosa memoria,
    non più brillo d’entusiasmi,
    contro me stesso, trucido pirata
    alla ruota della tortura,
    vorrò un saldo tra passioni e delusioni,
    gemme e tempeste, inganni, fin quando
    in sconveniente epilogo
    la folle apoteosi della mia poesia
    sarà farfalla ma solo a Casablanca
    mentre dalla bruma comincia il volo
    della lontananza.

    Giuseppe Cataldi (Capodiluce)

    1. Avevo promesso (a me stesso in primis) di non commentare, dato che partecipo al contest. Poi ho visto l’ora in cui hai inviato la tua opera e ti chiedo: insonnia o la poesia è un’amante tanto meravigliosa da tenere svegli?

  17. Ines Zanotti
    9 Ottobre 2022
    Accetto il Regolamento

    SENSAZIONE
    “Anima,
    d’ animo silente ed assente:
    pur sazia di eterea presenza
    e lungimirante d’ eternità…”

  18. Accetto regolamento
    CUORE E CORAGGIO
    “Nel silenzio dolce, l’anima si quieta. Il mio spirito brilla nei tuoi occhi, riflesso di luna che irradia infinitamente la vita, fatta di stelle, in notte muta.
    La mia dolce esistenza trova compimento in momenti scossi divenuti poi sorrisi.
    Mi compiaccio scoprire lo spirito di vita venuto in mio soccorso.
    Non so come, con quale mio quesito, tante risposte hanno trovato utilità.
    Te, centro del mio tutto ; anima mia gemella in me.
    Ti ringrazio di avermi contattato nel momento giusto. Ora ! Sento riempire il vuoto che forava in tutto, per tutto il mio mondo.
    Oggi sono Coraggio, cuore che brilla, che dona agli altri tanto e non chiede nulla. Silenzio dolce, esistenza, scintilla.

  19. Accetto il regolamento

    Pastore di sillabe

    Quando le giornate si fanno buio
    l’ombra diserta i confini
    fa voce d’eguale
    mette i raggi al cielo
    perché pedali più in fretta

    Così tu dici
    quante parole restano sospese
    a lacrimare di solitudine
    come nuvole
    da ultimo si dissolvono
    se non fanno gregge

    Mi spingi
    a diventare pastore
    a riunire le sillabe disperse
    a farne corpo
    per assecondare la luce
    salvare con la bellezza il mondo

  20. Come donna innamorata
    (Breve sintesi di un amore impossibile fra Dante e Beatrice)

    Come donna innamorata
    io ti vidi frastornata
    dopo un bacio frettoloso
    al finir della giornata.

    Sui capelli e sulle guance
    rosso arancio si compose,
    il color dell’incarnato in un attimo mutò,
    sulle braccia e sulla bocca
    il mio nome si diffuse.

    Ma, guardando verso il cielo
    luna rossa si mostrò,
    come fosse un frutto denso
    dolcemente mi chiamò.

    Non potrò mai più guardarti
    donna bella e immacolata,
    nei pensieri miei storditi
    tu rimani immaginata,
    solamente un tuo sorriso
    lievemente mi svegliò.

    Ora vivo di ricordi
    dei tuoi occhi verdi e belli,
    dei tuoi seni bianchi e sodi
    che natura ti creò.

    Non lasciarmi più da solo
    mia bellissima Beatrice,
    ogni notte torna qui
    nel mio letto arroventato,
    dammi solo una carezza
    per lasciarmi addormentato.
    Accetto il regolamento

  21. Io nella vita ho sbagliato tutto,
    sono certo di aver sbagliato;
    e se non ho sbagliato allora,
    sto sbagliando ora
    che sono certo
    di aver sbagliato ancora.

    Lo so, lo so, io erro sempre,
    un cavaliere errante sono,
    senza elmo né cavallo,
    un cavaliere prono
    con l’anima in panne
    e il cuore allo stallo.

    E sono certo
    che è tutto sbagliato
    nella mia
    e nella vostra vita,
    e sbagliata
    anche l’entrata.

    Sbaglio
    mi sbaraglio
    e provo ancora
    cercando la Titina
    ed una via d’uscita,
    o una battaglia
    che valga la partita,
    ma qui intorno
    non vivono giganti
    o mulini a vento,
    né sento gli sbuffi del drago
    o gli incantesimi del mago.

    Perché, uffffff,
    qui tutto è sbagliato,
    e se non è sbagliato,
    sbaglio io a percepire
    tutto sbagliato
    e sentirmi satollo
    e distrutto
    di ogni cosa
    e di tutto.

    O quasi tutto,
    perché io
    un errante
    forse nemmeno
    cavaliere sono,
    e me ne vanto
    mentre mi avanzo
    contro vento
    e di versi m’ammanto.

    Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori,
    le cortesie, l’audaci imprese non conto,
    ma se apro la bocca canto a squarciagola
    che son contento,
    anche se marcio controvento
    e sbaglio, mi sbaraglio o mi sbarbaglio
    ancora.

    Provare, riprovare,
    provare ancora.

    Sbagliare, sbaragliare,
    sbagliare ora,
    sbagliare ancora,
    sbagliare meglio,
    sbagliare
    fino al punto
    di ricominciare.

    ACCETTO IL REGOLAMENTO
    Gaetano Vergara

    1. Scusami, ma è giusto “… le audaci imprese non conto” o è: “… non canto?” (comunque davvero bella, trascinante)

    2. Rinnovo la richiesta di chiarimento: “… le audaci imprese non CONTO o non CANTO? Cambia tutto!

  22. QUANTO DURA?
    Fino a quanto
    si può sopportare un dolore?
    In bilico sulla soglia del baratro
    impotente per non ammattire
    quanto puoi stare?
    Fin dove può penetrare il dolore,
    rifugiarsi dentro i tuoi anfratti
    e quatto quatto in agguato
    replicarsi e annientarti?
    Quanto un dolore può crescere
    dentro i silenzi, la rabbia e la disperazione?
    Fino a quando qualcuno ti prende per mano
    ti accompagna dinanzi a uno specchio
    e ti mostra un’ombra che ti fa vomitare
    Finché qualcuno ti toglie l’anestetico
    dal piano terapeutico
    e uno spiraglio di luce fioca
    ti abbaglia e ti ridesta dal torpore.
    Finché esplode un improvvisa intuizione
    e di colpo riesci a sterzare,
    e tagliata a pezzi la vita
    le prime tessere a posto
    cominci a sistemare.
    Finché realizzi che tempo ne hai
    ne hai a sufficienza anche alla fine
    per raccogliere i frutti della potatura
    che ti ha inflitto nel cuore,
    tanto puoi sopportare un dolore.
    Fino a che d’improvviso lo guardi negli occhi
    lo accetti e lo accogli e sottobraccio
    cammini con esso per quel tratto di strada
    Dura fino ad arrivare all’osso
    un dolore
    finché non intacca
    il midollo dell’amore.

    GRAZIA MASTROMARCO
    Accetto il regolamento

  23. Accetto il regolamento
    “Anime le nostre”

    La bellezza della vita
    adesso il tempo accompagna la mia vita
    oltre quella luce
    la bellezza dell’anima
    scorre nei ricordi con trucchi e nostalgie
    Lune piene danzeranno su mille profumi
    di questi immaginari giardini
    scatole i miei desideri
    diverranno appuntamenti solitari

  24. Dentro di me

    Dentro di me
    sento palpitare
    un sentimento che vuole
    saltar via
    forse è un oasi d’amore
    o un fiume di emozioni
    che travolge il mio destino.
    Io ignaro di quello che
    domani accadrà
    trovo nel mio ego la giusta indicazione
    del sentiero in cui camminare
    quello che indica l’amore
    e se questo fosse una salita
    con più grinta lo percorrerò
    perché la fatica per un mondo migliore
    rende di più di una discesa
    che ahimè porta all’oblio.
    Alessio Asuni
    Accetto il regolamento

  25. Accetto il Regolamento
    Poesia
    Titolo
    “L’Anima mia”
    L’Anima mia
    adagiata al sole,
    nel tramestio d’antiche mura,
    allo sventolio del grano già maturo,
    accetta il senso dell’Eterno.
    L’Anima mia
    stella di un precoce mattino,
    osserva il vento
    agitare le foglie, cariche di neve.
    La sento sospirare.
    Catturare la luce di un sogno.
    Vivere prudente all’armonia di onde.
    Essa benedice
    la pace e la luce.
    La mia esistenza felice
    e quel torsolo di tempo
    che percorre l’ombra!

  26. IL NULLA E IL SUO DOLORE
    Non sento nulla,
    non un filo di voce,
    neppure un sussurro.
    Nessun respiro,
    nessuna speranza.
    Urlo il mio dolore
    al cuore altrove,
    senza più suono
    e senza più amore.
    Vedo nebbia polverosa
    di giorno e di notte,
    senza differenza,
    sempre più
    viva d’assenza.
    L’anima
    incatena immagini,
    l’uomo,
    questo uomo,
    libera senza peso
    il senso
    e i suoi ricordi.

    Maurizio Alberto Molinari
    Accetto il regolamento

  27. LA MIA ANIMA

    I colori
    l’accecano.
    L’allegria
    la ferisce.
    Le parole
    la sferzano.

    Non turbatela più!

    Lasciatela così,
    rannicchiata
    nel buio
    a contrastare
    il dolore.

    Non la sfiorate.

    Adesso,
    persino
    una carezza
    le farebbe male.

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  28. Bisogna che cerchi quiete nella stanza,
    se rovistare intento nei cassetti
    serve a portare pace.

    O dovrò farne a meno?

    Correre il rischio che gli affetti persi
    tornino vivi tutti in una volta
    forse non mi conviene.

    Le vecchie aspettative

    tornano a frotte a chiedermi del conto
    che non ho mai pagato per furbizia,
    ma la furbizia inganna.

    Allora, con le mani nei cassetti,
    mi si spalanca dentro il mondo intero
    e tento di scostarlo.

    Non sempre voglio farlo,
    non sempre riesce di trovare un senso.

    Mario Badino

    Accetto il regolamento.

  29. LA DECADENZA DELL’ANIMA

    Sono qui
    ad invocare
    ancora una volta
    il mio mare.
    È la decadenza
    dell’anima
    che ritorna
    da un lungo viaggio.
    Quanto scavare
    in questa trappola della storia,
    eppure dentro
    le correnti
    risuonano preghiere,
    quando le parole
    inganno la voce.
    C’è troppo vento
    nel cuore e nel sangue,
    un ruolo di sbandamento
    dove la sete
    rimuove la terra,
    e porta
    alle albe gelate
    il fragore delle ali.

    accetto il regolamento

  30. Cosa vuoi dire

    Cosa dici quando muovi la spalla
    e la schiena si incurva piegando di lato,
    quando l’oscillazione delle spighe al vento
    è il moto delle tue gambe al passo,
    quando fermi gli arti
    in silenzio sembra che ascolti,
    quando ti allontani
    ed è come se la pelle fosse la guaina
    di un’anima di cedro.

    So poco è certo
    ma spesso capire non serve
    il canto però si aggiunge ai fatti
    e forse può aiutare il corpo
    senza la parola.

    Accetto il regolamento

  31. TI PERDONO
    Così sono
    le assenze repentine

    non pronunciano ne anche una parola

    hanno sulle labbra
    il sapore amaro
    di un finale
    senza addio

    Nessuno vidi
    nessuno ascoltò
    non si è nemmeno percepito
    lo sbiadire della tua figura
    dietro la porta

    Così sono le tombe
    degli affetti scomparsi

    dopo che sono stati
    condannati a morte

    C’è gente che preferisce
    tenerli in vita
    diluiti negli angoli cupi
    dei ricordi
    e non hanno il coraggio
    di lasciarli andare

    Oggi

    a volte

    la tua assenza
    bussa alla mia porta

    mi chiama con la voce che
    gli è mancata allora

    I tuoi passi
    non hanno più una casa

    Sono germogliati
    dei fiori sul tuo sepolcro
    dove io

    con il mio pianto

    trasformato in sorrisi

    ti perdono

    Accetto il regolamento

  32. Distanze
    Ci sono distanze
    che graffiano la pelle
    s’infiltrano in ogni crepa
    e la fanno sanguinare,
    distanze mute
    coricate di fianco
    nello stesso letto
    a congelare le ossa,
    e poi ci son quelle distanze
    legate da fili invisibili,
    indissolubili,
    così vicine che le senti,
    e si sfiorano
    come carezze leggere
    di vento,
    come il lago
    che con le sue acque
    lambisce i piedi della rupe
    ma non arriva al cuore
    fermando il battito.

    Sez.a
    accetto il regolamento

  33. INCANTO ETERNO

    Ch’io fui ora non so
    s’è perso
    nella notte dei tempi

    sbocciavano le primule
    nell’abbraccio del sole

    le stelle si tuffavano
    nel mare argenteo
    baciato dalla luna

    un altro colore
    negli occhi solcati
    il tempo non concede

    lo stesso amore
    lo stesso odio
    gli stessi gemiti

    come petali nel vento
    si radunano in pensieri
    e si fermano

    dove si scioglie il nodo
    e la pioggia straripa

    nella sponda dell’anima
    seppellita da ciottoli di rena

    in un nebuloso volo
    che ha ingabbiato un arcobaleno
    nel pozzo dell’eternità.
    Antonella Vara – accetto il regolamento

  34. Nostalgia

    Nostalgia di te.
    Dei tuoi baci e dei tuoi abbracci.
    Degli sguardi languidi.
    Delle tue carezze che sciolgono il corpo
    come neve al sole.
    Di dolci promesse
    che fanno sognare
    il cuore innamorato.
    Nostalgia del tempo
    trascorso insieme,
    tra una risata e una passeggiata,
    in un campo di girasoli.
    Nostalgia per un tempo
    che fu e che mai tornerà
    a riempire i giorni miei.

    – accetto il regolamento

  35. E’ così grande l’universo
    ed io un giorno là andrò.
    Vivrò con il vento
    sarò una melodia d’amore dentro il vento
    sarò il vento
    e
    guarderò giù
    senza rimpianti.

    Accetto il regolamento

  36. Il fiore di loto

    Plasmi la sabbia
    come fosse una creta benedetta.
    Le tue statue del Buddha e di Mahavir
    hanno il colore della luna
    che tu sognasti una notte d’estate
    riflessa nel mare.
    Quell’immagine ti penetrò il cuore
    e non smettesti mai
    di ricomporne il mosaico
    nello sguardo frantumato della gente.
    Una bellezza inaudita
    disfatta dalle onde
    ma di nuovo raccolta dalle tue mani
    e ancora disciolta dalle acque.
    Eppure, il profumo delle tue statue
    nonostante il gioco eterno di creare e distruggere, di vivere e morire,
    quel profumo sublime d’incenso s’è aperto
    fino a toccare i miei occhi.
    Ne hai fatto argilla e sabbia che svaniranno
    in un lieve fruscio,
    come uccelli marini di cui resta
    dopo il volo nell’aria
    un dolce umidore.
    Accetto il regolamento.

  37. La mia Anima

    Ti avevo messo nell’angolo più
    oscuro.
    Non uno spicchio di luce riflessa.
    Tu, solinga e tremula.

    Ti avevo messo con la solitudine
    per proteggerti
    dal dolore: paura di soffrire.

    Ti avevo messo nell’azzurro specchio
    del mare
    del cielo…
    Con l’effluvio del vivere che scorre
    con gaudio.

    Ti avevo messo nel palpito del cuor,
    del mio cuore,
    dove scopristi amore.

    Anima mia
    ti ho rinchiuso ed ingannato nel mio
    costato…
    Tu, mi hai liberato ed amato.

    Alessio Romanini
    Accetto il Regolamento

  38. “a piedi nudi”
    A piedi nudi,
    Passi lenti,
    Nella natura,
    Intatta,
    Unica,
    A contare i passi ;
    Immensurabile vita,
    In discesa
    E in salita.

    A piedi nudi,
    Lasciando
    Le orme
    Indelebili,
    Indelebilmente ;
    Nel tempo,
    Segnando
    Il proprio percorso,
    Una traccia,
    La propria anima.

    – accetto il regolamento

  39. Anime liquide

    Danzavano nell’aere
    senza tempo
    le loro anime:
    un turbinare leggiadro,
    solitario, distante
    di tristi foglie d’autunno …

    Si sfiorarono con la poesia,
    si scelsero,
    e si unirono fluide,
    liquide, nella deriva
    di un pelago di sensi
    ove non vi era fine alcuna …

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  40. Non farti mai sconfiggere,
    non fare che vincano loro,
    resisti
    e non farli esultare…
    Alzati,
    ti hanno fatto sedere
    dicendoti di aspettare
    il cadavere di un nemico
    che non è mai passato.
    E ricorda che un fiume
    è solo acqua
    e la riva
    è fatta per pescare
    e non c’è nessuno
    da aspettare…
    Alzati
    perché c’è ancora una donna
    che attende
    e lei
    si aspetta che torni.
    Alzati,
    corri
    e scordati
    di chi continua a dirti
    di star seduto
    sulla riva del fiume
    ad aspettare il tuo nemico
    che passa…

    © Carlo Zanutto 2014

    Accetto il regolamento

  41. anima fragile

    Anima fragile
    Tu che celi la paura
    con il tuo dolce
    sorriso
    ti svegli e ti vesti
    di falso coraggio
    mi guardi con occhi
    che brillano al sole
    e scaldano il cuore
    ha chi ha perso
    l’amore
    Tu
    anima fragile
    hai scelto la
    strada della
    malinconia
    tendendo la mano
    a chi si è perso
    per strada
    Arriva la notte
    ti sento tremare
    ti stringo
    ti abbraccio
    ti tengo per mano
    ascolto in silenzio
    il tuo corto respiro
    con dolci parole
    ti cullo cantando
    una vecchia canzone
    che parla di te
    piccola e dolce
    anima fragile…
    Mi guardi
    con occhi
    colmi di gioia
    perché c’è
    sempre un
    porto sicuro
    dove approdano
    sempre le
    fragili anime…

    accetto il regolamento
    @Teresa Argiolas
    19/10/2022

  42. LEMBO DI LENZUOLO

    Pagine scritte sul tessuto della pelle,
    di vene violacee dipinta,
    di incisioni e ricami, di fratture d’ossa
    e di dolori, colori, valori
    sparsi sul profilo della mia anima
    vestita di fragilità e fragole di bosco,
    di umida terra e odori di mare,
    io madre, moglie e figlia di un vuoto.
    Non mi riconosco più allo specchio
    ma più mi riconosco in questo spazio
    di vita vissuta, racchiusa in un bozzolo
    di tempo che sfugge via,
    granello di sabbia che scivola dalle mani.
    E poi, pagine bianche ancora da scrivere
    su un lembo di lenzuolo di vita
    ancora da vivere.

    Tania Scavolini sezione A accetto il regolamento
    foto da pinterest

  43. La luna di Barranquilla

    Una notte verrò a prenderti
    Perché non sarai più tu.
    Mi vedrai arrivare da lontano,
    talmente rapido da mescolarmi con la luna.
    Una notte smetterai di sognarmi,
    perché sarò proprio lì, di fronte a te,
    e allora stringerai la mia mano,
    perché non sarai più tu.
    Forse, penserai che sia un sogno,
    ma sarà solo la luna.
    Questa luna di Barranquilla
    che mi ha cullato tanto,
    perché è la mia stessa luna.
    Piena di segreti,
    rivelerà la verità del mio amore,
    e tu allora le crederai.
    Perché non sarai più tu.
    E io che ti ho amato così tanto,
    con quell’amore così forte,
    tipico da film.
    Io che venendo dal nulla,
    come un vulcano,
    ti ho dato tutto il mio cuore,
    tutto il mio amore,
    tutta la mia anima.
    Tutto di tutto di me.
    Resterò li con te, sotto la luna.
    Come un guerriero che getta l’ascia,
    continuando ad essere ciò che è.
    Resterò sotto quella luna, con te,
    tutte le volte,
    che la vita ti riporterà da me.
    O tutte le volte,
    che colmerò lo spazio all’interno del tuo cuore.
    E succederà, perché ti conosco.
    Tu solo cerca quella luna,
    e sarò con te,
    con tutto il mio amore.
    Per sempre tuo.
    Tu cerca sempre,
    quella stessa luna di Barranquilla
    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  44. “Gli occhi dell’anima”

    Due mani, due menti e il cielo da sfondo,
    Si sfiorano le nostre carni come il fiume sfiora l’argine.

    Eccomi mi son persa
    tra la vetta dell’anima e il sentiero, triste e in salita
    del viottolo di campagna
    Questo cerco, non il tuo consenso, ma,
    il tuo sentimento, il tuo sorriso: mia anima.

    Nella fusione della luce diurna
    e l’imminente buio notturno,
    fra i riflessi di un tramonto,
    Mi stringo delicata nel nostro amore.

    Emani calore..
    Una lucciola, eccola,
    la vedi è viva, saluta alla vita?

    Nella fragilità dell’essere la verità del nostro io
    piccolo, iroso e vuoto
    senza la pienezza del nostro cammino insieme
    Ti avevo smarrito…
    Mi avevi scelto,
    le tue Ali trasparenti dentro
    e intanto faccio volo sul mondo..

    Circolare scorre questo tempo,
    senza amore resta tormento

    @Valerika&Piera

    – accetto il regolamento

  45. Scusate una questione pratica: l’ultima poesia che leggo è “Gli occhi dell’anima” di Piera Pistilli e Valerika del 18. È corretto?

  46. ANIME
    Io incontrai te.
    Presto Tu fosti in me.
    Tu incontrasti me.
    Ed anch’io fui in te.
    Trasparente lo sguardo tuo,
    accogliente il sorriso mio.
    Non più due anime.
    Un solo respiro: Noi.

    – Dichiaro di accettare il regolamento.

  47. Risposta alla risposta di Gaetano di oggi:

    Grazie a te!
    Non era pignoleria,
    la domanda mia:
    ma se il diavolo nei particolari si nasconde
    (E ne nascono infinite baraonde),
    è negli stessi che il Mistero si manifesta.

    E mi piace cercarlo, lancia in resta
    e trovatolo fare una gran festa…
    possibilmente (da buon ciellino)
    con buoni amici e miglior vino!

  48. 6/9/22 MIO FIGLIO CORRE IN MEZZO AL NIENTE
    Bisogna avere un paese
    Una strada
    Mio figlio ha una strada per correre
    Ma non trova il suo paese
    Con le sue scarpe da running: quarantaquattro e mezzo – quarantacinque
    Mio figlio corre quasi ogni sera
    Un’ora o più
    Ha un grande fiato: non si stanca.
    Mio figlio corre solo
    Suona la tastiera –ad orecchio- che è un
    Piacere ascoltarlo di nascosto.
    Mio figlio suona
    Solo
    Con le sue dita lunghe e sottili.
    Mio figlio accarezza il gatto
    Fa le coccole al breton
    Sorride appena nel vederli inseguirsi e giocare e annusarsi.
    Quando era piccolo piccolo e poi per anni
    Mio figlio ogni giorno
    Uscendo da scuola
    Si illuminava il viso nel vedermi dalle scale.
    Mio figlio non si illumina più
    Come un bellissimo albero di natale
    Con le lucine rotte.
    Però suona –ad orecchio-
    E accarezza il gatto
    E coccola il cane
    E corre quasi ogni giorno
    Un’ora o più.
    Non smette di correre
    Anche se a volte
    -mi sembra-
    È in mezzo al niente.
    Mio figlio suona e corre
    (e ama gli animali)
    E se ci penso
    Ora
    Mio figlio è una poesia.

    Accetto il regolamento.
    Michela Lopez

    1. Mi è piaciuta subito. Il titolo è provocatorio, perché figli come quelli da lei descritti non corrono “in mezzo al niente”, il che è confermato dal bellissimo ultimo verso (“Mio figlio è una poesia”). Che questi figli abbiano mille difficoltà… è scontato; anche i padri ne hanno avuto, e i nonni e così via a ritroso. Dire, pensare, che oggi le difficoltà siano più gravose, forse è un “vezzo” di tutti i genitori: guardiamo tutto dal nostro “punto di arrivo” che, per loro, è solo un “punto di partenza”. Noi siamo le radici; loro sono le ali.

  49. PERDONAMI
    Quando ti cerco e non ti trovo
    non si quieta l’anima mia.
    Ti chiamo e t’imploro
    ma tu lasci cader nel vuoto
    le parole della mia supplica.
    Sento il tuo silenzio e il tuo sguardo su di me,
    mi giro e mi rigiro, non dormo e non mi arrendo, e non avrò pace finché tu non rispondi al mio lamento.
    Ti supplico dammi la forza,
    perdonami.
    Filippo Piazza
    Accetto il regolamento

    1. Altra poesia notturna, come quella di Capodiluce dell’ 8. La domanda che mi nasce è identica.

  50. Dentro il sogno liberato dal mattino

    Ho pensato di trovarti ancora
    nei morbidi sussurri del mattino,
    dentro albe scolorite dal passato,
    nelle vene senza linfa né radici.
    Ho pensato di cercarti nell’aurora
    di giornate bombardate dalla luce
    mentre stanca attendevo che la notte
    regalasse ritmi e respiri alla mia pelle.
    Ho pensato di vederti quando vesto
    la mia sera e mi cambio senza filtri
    al chiarore delle stelle
    e la luna senza veli
    si riposa come sposa al primo incontro.
    Ho sognato le tue forme dentro il tempo
    quando infuria prepotente la tempesta
    e la spuma è come furia dentro il vento.
    Ti ho rivisto veleggiare senza meta
    come faro vacillante
    al mutar delle maree,
    come barca che rivive
    la tragedia nella storia
    e si perde dietro il fumo degli eventi.
    Ti ho dipinto sulla tela
    già sfumata dei ricordi,
    rimestando verdi foglie
    sui giacigli stropicciati dalle fate,
    mentre morbida magia
    inventava un’altra storia
    e memoria risorgeva come acqua
    dentro il sogno liberato dal mattino.

  51. ACCETTO IL REGOLAMENTO

    ERA DI MAGGIO

    Era di maggio
    e ti ho portato una rosa,
    sentivo il respiro e ti vedevo dormire,
    io che rubavo di giorno
    i tuoi parchi sorrisi,
    per fare più lieti i miei sogni infantili,
    ansiosa di te e di un tuo bacio.
    Come roccia inviolata dal tempo
    tenevi salde le mura,
    e ora ti guardo impotente e sconfitta
    tra bianche lenzuola e una flebo,
    il respiro affannoso,
    la mente tra i fumi dell’anestesia.
    D’un tratto tremante sospiri “ho freddo”
    e con le mani t’involgo le gote.
    E dormi. E non ti svegli.
    Allora ripenso a noi due,
    ali distorte dello stesso gabbiano,
    e tu non sapevi, e io non sapevo,
    rinata nei sogni che vedesti fuggire,
    quanto la vita si facesse beffe di me.
    Carezze negate, bramate,
    come arida terra agogna la pioggia,
    e nessuna capiva che tu mi fuggivi
    perché dentro i miei occhi
    c’era il riflesso di te.
    Adesso la pace mi lacera l’anima,
    e tormenta i miei sogni
    quel grido d’amore mancato,
    lasciato nell’ala di un gabbiano ferito.
    Portasti con te un desiderio
    rimasto incompiuto,
    sognavi di Roma,
    magari in un giorno di maggio,
    ma nessuno ti ha udito,
    nessuno ti ha offerto il biglietto del viaggio,
    e io qui,
    mentre sento la tua nave partire
    e il cuore che finalmente riposa,
    mamma, ti ho portato una rosa.

  52. Il mio chiaroscuro
    Langue la mia vita
    abbandonata in una vecchia chiatta,
    miseramente ormeggiata
    sbatte mesta
    nel porticciolo dei ricordi.
    Guizza un pesce iridescente
    dà l’abbrivio alla mia passione temeraria
    che a poco a poco
    ombreggia ed annoia,
    mentre la tediosa ragione
    impasta una nuova luce.

    – accetto il regolamento

  53. RUMORE
    La vita
    è la mia cosa più forte.
    E’ caduta appena
    per questo mondo
    d’una mia luce breve,
    e mi solleva da terra.
    La vita è così bella
    perchè fa un rumore.
    Un rumore che conosco
    nel fiore dischiuso
    nella mano di Dio
    nell’amore amato e coincidente
    nel cerchio della mia pietà
    Il rumore che conosco di tutti i treni
    di tutte le stazioni con gli orologi fermi
    di tutti i passanti nel vento
    Questo rumore
    che va bene per tutte le stanze,
    per le stanze della mia casa
    dove, da sempre,
    ricordo il rumore.
    Il rumore di cui parlo,
    il rumore che ti fa sentire le cose
    qualcosa già prima
    per ogni mia lacrima
    Perchè ho pianto, in gioventù.
    E nel cammino verde
    della piccola strada
    sento adesso la via
    così a metà della mia vita.
    Vita, mia vita,
    vita mia,
    immenso dolcissimo rumore
    di tutto il mio vivere.
    Rimani ancora qualcosa.
    Tu che sei la meravigliosa luce
    e la ragione commovente
    delle mie farfalle.

    Antonio Blunda – Dichiaro di accettare il regolamento

    1. Altra poesia notturna, o meglio antelucana (però d’ora in poi non le segnalo più, altrimenti fate apposta a inviarle a quelle ore!) A parte gli scherzi e i giudizi sulle opere in sé, ribadisco la mia commozione nel vedere che lo scrivere diventa davvero, a volte, un daimon che ci “possiede”
      Buona serata a tutti!

  54. Segnati sul corpo, cicatrici indelebili
    si irradiano sin dentro l’anima.

    E se fossi un foglio
    vorresti solo una gomma
    per cancellare via il suo ricordo

    e spazzare via il dolore
    per tornare a vivere.

    Antonella Chiego – Accetto il regolamento

  55. Siamo fuoco e scintille ardenti
    tempesta viva 
    sotto un cielo stellato. Siamo mare. 
    Metamorfosi continue
    alla ricerca di disperata bellezza
    mutevolezza lenta 
    ma radicata. Siamo anche coraggio!
    Desiderio che resti
    costante la gioia 
    anziché, qualche sprazzo di luce
    di tanto in tanto, qui e là.
    Inevitabilmente si sa
    scende anche il sipario.
    Pervasi così 
    da uno stato confusionale
    come vecchi ubriachi 
    distratti dal mondo. 
    Pregare il ritorno di un tempo migliore
    restando svegli per ore la notte. Ma 
    prima che ogni speranza sia andata
    dietro la lunga coltre di fumo
    un timido uomo si è fatto giorno. 
    Non nel parto
    ma nella vita stessa
    si nasce.

    Patrizia Baglione
    Accetto il regolamento

  56. GEOMETRIA SACRA

    Voglio una vita fatta
    di lati positivi,
    linee aperte, intrecciate,
    non spezzate. La voglio
    d’angoli retti e acuti,
    la cui somma assicuri
    sempre i giusti gradi
    per non dover patire
    il caldo né il freddo.
    E i cui spigoli esterni
    sappiano combaciare
    con le segrete forme
    dell’Inconoscibile.
    La base deve essere
    tale da permettermi
    di giungere ai vertici
    della Coscienza prima,
    lungo le altezze dello
    Spirito e dell’Anima.
    Voglio che il perimetro
    sia sempre sorvegliato
    da Consapevolezza
    e vigile Presenza,
    affinché l’area interna
    sia sicura e inviolata.
    Voglio che i turbamenti
    viaggino su linee
    parallele a quelle che
    disegnano il mio spazio,
    che invece desidero
    intersecato dalle
    diagonali della più
    sublime Trascendenza.

    Luisa Casetta
    Accetto il regolamento

  57. L’ANIMA VINCE

    Tremo nella percezione
    dell’esistenza profonda.
    L’aurora è una cascata di petali
    a coprire fessure di memorie arcane
    mentre restano fossili di premure
    accaldate da risposte scadute
    con chiodi dorati a saldare le ferite.
    Il respiro è una tela, la soffice lama,
    mosaico a tenda esteso quanto la vita,
    una trama di molecole abbaglianti,
    il lancio alla rinfusa di un sacchetto
    di biglie su villaggi di sabbia,
    colla sui baci bugiardi a tappare
    bocche mai mute. La rabbia è
    difesa inutile a reprimere il flusso
    benefico dell’energia in circolo
    tra la stasi e il movimento.
    Anima sono io.

    Sogno l’amore.
    Non importa la forma:
    il tempo graffia, ritaglia
    riformula mentre
    invariabile è l’anima.
    Attende la mia anima di essere
    una preziosa perla cullata
    in occhi profondi, attenti, morbidi,
    circondata da una voce aperta, oltre
    ogni muro e confine, al confronto.
    L’amore è un veliero dalle grandi ali
    a sorvolare le onde in burrasca,
    arcobaleno a colorare la tristezza,
    o anima tu vinci il furore dei lampi.

    Sono stato prigioniero delle paure,
    pipistrelli e vipere nascoste
    tra le belle edere, bloccato nel passo
    dai sensi di colpa ma ora basta.
    O anima tu sei il cavaliere.
    Con forza alzo la spada, a brandire
    gli astri, le carte degli eventi,
    a spezzare ogni legame dannoso,
    getto la zavorra, brucio la malerba.
    Mi cibo per curare il cuore
    della realtà intangibile, interiore,
    oasi e giardini dalle meraviglie
    da cogliere ed assorbire durante
    la fatica di questo viaggio limitato.
    L’anima è la saggezza senza tempo.

    Nell’anima tanta pace, raggiunta
    con umiliazioni e sacrifici.
    Trattengo quanto più posso,
    mentre felice rinato torno
    tra i grovigli del quotidiano.

    Lucio Felice
    Accetto il regolamento

  58. SOLO CINQUE ANNI FA
    Pioggia leggera
    su una Leopoli malinconica
    che ripensa il suo passato
    tra esperienze imperiali
    e piccole glorie
    nel mezzo di uno scacchiere
    sempre più complicato
    ma sempre uguale
    nell’essenza
    degli odi nazionali.
    Leopoli, Caffè Viennese, 22.9.2017

    Antonio Della Rocca
    Accetto il regolamento.

  59. Una proposta: perché non pubblicare le poesie più belle, a giudizio della giuria? Magari chiedendo ad ogni autore un commento della propria opera.

  60. Accetto il regolamento
    Paola Cuneo

    ANIMA
    Soffio antico
    del profondo cuore,
    evapora la luce,
    nel tramonto d’oro.
    Vita dei corpi,
    che negli occhi si specchia,
    fugace parvenza.
    Sogno dell’anima,
    ombra che sale
    nella tenera sera.
    Luce del sole,
    macchia che svapora,
    nel mormorio di una preghiera.

    1. Michele, mi hai appena fregato il premio per la poesia più breve! (ah, non c’è?)

  61. È COSÌ CHE MUOIO
    (Angelo Bonanno)

    È così che muoio –
    quando l’autunno fiacco
    soffoca quest’animo silenziato,
    quando non posso più
    dire ciò che solo io vedo
    come nessun altro vede.

    È così che muoio –
    quando il mare impetuoso
    lascia spazio al silenzio tonante,
    quando non posso più
    inventare nuovi mondi
    ove musicare il rumore dei sassi.

    Nulla più a consolarmi,
    solo un nuovo stupore può ridestare il mio cuore,
    inclino ad un febbrile sonno,
    di questo luogo e sensi
    e desideri e speranze.

    (Accetto il regolamento)

  62. SPECCHIO DELL’ANIMA
    Occhi scrutano in silenzio
    Osservano
    Indagano
    Scavano nel profondo
    ed infinito
    specchio dell’anima
    Alla ricerca dell’essenza
    di un io
    Che privo dei suoi veli
    messo a nudo
    Senza più maschere
    cerca di sfuggire
    alla realtà
    Per poi nascondersi
    dietro la coscienza
    d’una vita
    ormai vissuta

    GIAMPIERO FENU
    Accetto il regolamento.

  63. la polvere ha invaso
    ogni cosa, il silenzio
    ha preso cuore e cervello
    non c’è posto per noi
    le strade sono vuote
    il buio non finisce
    torniamo a casa terra
    di nessuno

    Matteo Piergigli
    accetto il regolamento

  64. LA FORMA DELL’ANIMA

    E’ così lieve dell’anima la forma
    che non ha confini da cingere con reti
    non ha mura e non ha cancelli chiusi
    e neppure grate a difenderne i tesori

    ha solo fori che la fanno trasparente
    agli occhi di chi non ne vede i segni
    ha i non-limiti del tutto e del niente
    e spesso li trascura nel suo andare,

    è l’oltre il suo destino inesistente
    che ci dona il pensiero e la ragione,
    è forse ragnatela, un filo che cattura
    la nostra ignara in-determinazione

    e non si perde nell’incuria di un’idea
    che lascia all’uomo una sola condizione
    per vivere o morire senza la paura
    che la scelta sia del niente che la crea.
    (così lieve è la sua forma che alla fine vola …)

    Italo Zingoni
    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  65. Virginia

    110 e lode è un bel risultato.
    Gli studi dell’Università sono per alcuni dei mattoni.
    Come un muratore che costruisce la sua casa.
    Non pensa agli anni che ci metterà per finirla.
    Deve essere come la desidera.
    Con tanto tempo e pazienza
    ce la metti tutta.
    Alcuni non riescono a finire gli studi mollano tutto.
    Buttano i mattoni in aria.
    Pesano tanto.
    Ci vuole una certa capacità di studiare.
    Nel tuo percorso si vedono i risultati.
    La voglia di finire l’università è tanta.
    Hai raggiunto la opera a 360 gradi nel settore sportivo.
    Questo mio pensiero cinge la tua testa come se fosse la corona dell’alloro.

    – accetto il regolamento

  66. Anima sofferente …

    Nel foglio bianco cerco silente
    la tua anima sofferente
    per offrigli pace e amore
    tra i versi che sgorgano
    dal mio cuore

    Accetto il regolamento

  67. Cosa cerco quando mi cerco

    Cosa cerco quando mi cerco, cosa guardo
    quando mi guardo, quale linea, in quale corsia
    mi perdo e dove trattengo il passo e dove
    invece la luce appare, in quale padre
    mi riconosco, in quale moltitudine ravviso
    tracce di somiglianza, sintomi di una radice
    che giunge fino a farmi germogliare,
    a quale impeto, a quale rigurgito e suono
    e strumento che fa rabbrividire i flussi
    e stringere le cime, ottundere le strade
    che risalgono, che giungono, come posso
    riconoscermi, ritrovarmi lungo le linee
    che s’intrecciano, si fondono, e a tratti
    divergono. Eccole le infinite
    direttrici che mi portano qui, per
    poi scomparire e ricomparire altrove,
    sotto forma di un altro ormai,
    un me che inseguo
    e continuo a cercare ancora.

    – accetto il regolamento

  68. Come di foglie secche

    Morde la schiena la bramosia del vento
    contro le crepe del muro a sfarinare
    sfianca il mio nome gemente alla catena
    forse spezzarla darebbe ali alle braccia?

    Urlando il canto di demoni di tufo
    in bui, angusti buchi a dilaniare
    tutta una vita schiantata in un istante
    crolla l’assurda vetrata in retroscena.

    La testa non capisce e si compiace
    d’aria soffritta frapposta nei pensieri
    in giorni lunghi e oziosi a dilagare
    accrocchiati, come di foglie secche.

    Accetto il regolamento

  69. Piove.
    Restano ammainate le vele
    che ci porteranno altrove.
    Crepita un focolare di convivio
    e c’è un odore
    in questa casa,
    di legno e brina,
    di speranza che ritorni.
    Crepa lontano il picchiare
    delle gocce sulle tettoie,
    si coprono le stelle
    e si scuriscono le rocce.

    Noi, in una camera
    fatta di un letto
    con le coperte esauste,
    le nostre membra riarse,
    le mie labbra del rosso
    del tuo sangue.
    In questa stanza
    piena di parole
    non serve il Sole.
    Scuro il cielo,
    neri i tuoi occhi,
    perdo la rotta,
    il mondo continua
    chi sa dove, altrove.
    Qui dentro le tue braccia
    il tempo non si sente,
    come i campanili dei paesi
    dove non abita più gente.
    E altro rumore che noi
    non v’è, ugualmente,
    come nei cortili delle scuole
    prima che venga Settembre.

    Mentre piove e piove:
    sopra il bosco,
    sulle scuri lasciate
    a farsi ruggine,
    sulle cataste di faggi
    presto già fuliggine.
    Sopra le onde rosse di sangue
    di chi non arriverà
    né potrà tornare.
    Potrà mai
    questa pioggia senza sale
    addolcire tutto il mare?

    Ci copre la marea.
    Ma ti tengo stretta,
    non lascio che ti porti via,
    o saresti un’altra bottiglia
    alla furia dei flutti,
    dove si spingono solo marinai
    che non temono i tuoi occhi.
    A loro non potrei mai lasciarti,
    tu sei sirena per cui io solo
    vorrei morire dei tuoi canti.

    Roberto Gaidolfi

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  70. INTONA UN CANTO …
    Intona un canto il mio spettro
    in cerca di tana, senza misura né colore,
    ove malurioso rannicchiare
    nella quiete dei giorni di neve.

    Di nebbia sazia, ardo tuttavia
    nella notte stellante, tremulo lume,
    quasi fiore maligno a soffocar germogli,
    la corteccia che screpolata scricchia.

    Domani berrò rugiada d’aurora
    dal cesio grembo di perenne giovinezza,
    spargerò droga di speme sul tempo,
    infinito, passato su di me e sulle cose.

    Di certo, mio caro, amabile lamenterò
    sulla tua pietra, pervasa da tenerezza,
    ma quale carezza darai al segreto cruccio,
    alla realtà priva di fine, priva d’inizio.

    Sento sfuggirmi l’anima, tantalica,
    cerca un balsamo al bruciore delle ferite
    che non sia il mio poetante magro con-
    forto,
    che sia la pace dello spirito stanco.

    Accetto il regolamento.

  71. LA LIBERTA’ dELL’ANIMA
    La dolce armonia di un’anima,
    che assapora felice la sua libertà,
    una libertà innata, consapevole.
    che nessuno potrà mai tener rinchiusa.

    Per lei, non ci saranno muri insuperabili,
    grosse catene d’acciaio, sbarre alle finestre.
    Per lei, non potranno esserci costrizioni,
    ne imposizioni o barriere invalicabili,
    andrà felice, librandosi in cieli limpidi,
    correndo lungo i sentieri impervi dei monti,
    fino a giungere, alle più alte cime innevate,
    poi giù, veloce fino al mare, immergendosi,
    sfiorando l’onda, che cerca d’abbracciarla.

    Lei, non sarà prigioniera di un corpo,
    che come delicata sfera la protegge,
    anima, che nessuna forza può fermare,
    ama la libertà, che è la sua vera essenza.
    Così come crisalide sboccerà dal bozzolo,
    tramutandosi in colorata, leggiadra farfalla,
    che inseguirà la luce di un’altra dimensione,
    la sua libertà è il simbolo d’ogni prigione.
    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  72. TRIANGOLO DELL’ANIMA
    IO VOGLIO guarda con implorazione IO POSSO
    che è immobilizzato
    nel vedere IO DEVO indifferente.
    Sembra facile,
    sembra facile essere tutte e tre..
    IO VOGLIO,
    IO POSSO,
    IO DEVO..
    Ma per stringerle in amicizia
    devono vibrare alla stessa frequenza,
    bisogna incastrarle in una sequenza
    come fa un compositore
    quando scrive canzoni
    e si immerge nelle emozioni.
    Cosa sogna “IO VOGLIO” ?
    Cosa accetta “IO POSSO”?
    Cosa fa “ IO DEVO” ?
    Se continui a metterle contro
    non essere sorpresa se non arriva quell’incontro,
    prendile per mano,
    guardale in faccia,
    sono in te ,
    con loro ci puoi bere anche un caffè,
    le puoi conoscere
    come delle amiche vere,
    insieme diventerete guerriere.
    IO VOGLIO tende la mano ,
    IO POSSO accetta quest’alleanza
    IO DEVO verso loro avanza…
    L’anima dalla sua invisibile stanza
    sta riuscendo a far sentire questa sorellanza.
    In te si fondono ,
    falla danzare quella bacchetta,
    tu sei il direttore d’orchestra,
    continua a resistere e vivere
    come una solare ginestra.

    Simona Grammatico, accetto il regolamento

  73. IL CRUCCIO DEL CONGEDO

    “Spesso una voce incognita / mi dice: o giovinetto,
    perché dolente hai l’anima, / e pallido l’aspetto?
    Di desiderii inutili, / oh, non ascolta il grido;
    l’aura che vien dagli uomini, / amico, è un verbo infido![…]”
    Emilio Praga: “Per cominciare”

    Vede doppio, il poeta? Come l’ubriacone,
    steso sulle parole da tacere assolutamente.
    Perché han dentro il rancore, la rabbia
    e la miseria del silenzio e il cruccio del congedo.

    Dopo la poesia mal scritta, il lucido, sudato poeta
    resterà senza dondolii di rose, scricchiolii
    di pennini, fruscii di carte, cartoni, pergamene.
    Non ricordando dove ha lasciato le chiavi
    di casa, avrà scordato pure la sete, confidando
    ciecamente solo su chi lo tiene per mano
    perché non rotoli distante, senza alibi né tregue.
    E nel gran vento si sente gorgogliare la luna nel pozzo.

    Bruno Centomo
    Accetto il regolamento del contest letterario

  74. ANIMA
    Avrei potuto indossare
    una corazza d’argento,
    per far scudo
    alla tristezza.
    Avrei potuto chiudere
    in una gabbia dorata
    l’anima mia,
    per evitare
    notti insonni,
    nell’aria,
    nel tormento
    di vuoti dentro.
    Avrei dovuto tener conto
    del dolore
    metter l’anima
    lacera il cuore.
    Avrei potuto
    non amarti
    per preservarmi…
    MARY IBBA
    SEZIONE A
    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  75. Eddai, giuria/ un premio speciale per Mary Ibba, che ha scritto l’ultima poesia, e per Rosario Tomarchio/ che per primo ha lasciato nel contest il suo marchio!

    1. Ahahahah
      Mary Ibba ha aspettato gli ultimi 10 minuti del Contest per partecipare!
      Brucialeone, però, non diamo premi in più… facciamo contest ogni mese, diventerebbe complesso andare oltre al bando. Tra qualche giorno pubblicheremo il bando della Seconda edizione del Contest “Natale con Tomarchio Editore”. :)

      1. Immagino… altrimenti quello per il partecipante più scemo lo vincerei a mani basse!

  76. FINALISTI

    Lucia Lo Bianco con “Dentro il sogno liberato dal mattino”
    Roberto Marzano con “Come di foglie secche”
    Bruno Centomo con “Il cruccio del congedo”
    Maria Rosa Oneto con “L’Anima mia”
    Ines Zanotti con “Sensazione”
    Giancarlo Stoccoro con “Pastore di sillabe”
    Paolo Polvani con “Cosa cerco quando mi cerco”

  77. Ho riletto le poesie dei finalisti (e tra queste dei vincitori), davvero belle, complimenti! E complimenti anche alla giuria, non credo sia stato facile scieglierle.

    1. Non è mai semplice fare una scelta di questo tipo, intervengono ovviamente preferenze soggettive.
      I partecipanti, poi, sono sempre tantissimi, e scegliere solo 7 finalisti è complesso, tanti restano fuori da questa rosa anche se sono meritevoli. Però capita, è questo il bello (ed il brutto) dei Contest!

      Link diretto con le opere vincitrici: https://oubliettemagazine.com/2022/11/28/vincitori-e-finalisti-del-contest-letterario-sul-sentiero-del-risveglio/

      Il prossimo contest sarà online il primo dicembre :)

  78. Sarebbe stato interessante vedere una classifica almeno a metà, a prescindere dai primi 7:)

  79. A me piacerebbe di più sapere il metodo usato: ognuno dei giurati ha dato dei voti e la somma ha determinato i finalisti e vincitori? O c’è stato un momento di confronto tra di loro? (lo chiedo perché siamo stati chiamati, io e un gruppo di amici, a giudicare un po’ di racconti, e mi chiedevo qual è il metodo migliore?)

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