Vincitori e Finalisti del Contest di poesia “Quello che so del mare”
Si è conclusa il 9 agosto 2021, a mezzanotte, la possibilità di partecipare al Contest letterario di poesia “Quello che so del mare” promosso da noi di Oubliette Magazine, dall’autore Carlo Zanutto e dalla casa editrice Tomarchio Editore.

Una competizione a suon di versi che ha visto più di 80 opere partecipanti.
La giuria del contest (Alessia Mocci, Carlo Zanutto, Carolina Colombi, Rosario Tomarchio, Filomena Gagliardi, Daniela De Tommasi, Stefano Pioli) ha decretato i sette finalisti dai quali sono stati selezionati tre vincitori.
Oggi, vi presentiamo i tre vincitori del Contest che riceveranno a casa una copia del libro “Quello che so del mare” di Carlo Zanutto.
Tutte le opere partecipanti al Contest possono essere lette cliccando QUI.
FINALISTI
Sez. A – Poesia
“Guardando il mare” di Marina Bergamo
“Sfumature d’estate” di Sara Francucci
“Ciglia sulla spiaggia” di Mario Fucile
“Vorrei una vita vista mare” di Grazia Mastromarco
“Il fuoco dell’Etna” di Giovanna Li Volti Guzzardi
“Bramavano dissetarsi di libertà” di Marco Astegiano
“Marco il marinaio” di Maurizio Cecchele
VINCITORI
Sez. A – Poesia
“Guardando il mare” di Marina Bergamo
Sussurro del mare
L’incresparsi dell’onda
Miriadi di punti luminosi
Il buio della notte
Fan brillar l’onda
lampare di pescatori
L’occhio del mare
fende le tenebre
Nell’osservar il mio sguardo
Il lontano orizzonte
il mio pensier
fa viaggiar nell’infinito
Vibra nell’aria
Una dolce musica
Da un lontano hotel
note entrano nel cuor
mentre il profumo del mare
ti inebria di pace.
“Vorrei una vita vista mare” di Grazia Mastromarco

Vorrei una vita vista mare
dove acqua e cielo si confondono
e le barche d’un tratto prendono il volo.
Vorrei una vita vista mare
acque placide a perdita d’occhio
dove il cuore si consola
se ti immergi coi tuoi pensieri asfittici
e li ritrovi distesi e ossigenati
se in superficie risali.
Vorrei una vita vista mare
che copre le cose collise
sotto l’azzurra distesa
mantello di un mago che
ti distrae con un trucco,
ingoia la paura e ti illude con la pace.
Vorrei una vita vista mare
in cui gli occhi si saziano d’infinito
ogni volta che ricomincia il giorno.
“Marco il marinaio” di Maurizio Cecchele
In ambigua e maledetta nave
m’imbarcai io, ingenuo marinaio,
infausto un giorno d’aprile.
Ora disertar è fatto si grave,
ma cercar io devo da questo guaio
fuggir nascosto in quel barile.
Da questa buia cella rinchiuso,
stretto, ma passerò da quella finestra,
pria che diman, com’è d’uso,
penda io dall’albero di maestra.
Che con diversi occhi
il mar io vedo
dal Capitano, dai suoi pidocchi,
il suo secondo e tutto il loro credo.
Di loro solcati i volti dall’operar duro,
unico credo, son ben io sicuro,
a cieco cuore e rinnegata fede;
ed in bocca vuote parole e fuori sede,
l’uman intelletto bestemmiano dementi,
sorda la mente e monchi sentimenti,
già sterili anime inaridiscono
che di depredar in mare
altro non capiscono.
Più d’appresso all’animal regno
degradante branco fanno
nel riso, di selvagge fiere il segno
che di propria e altrui vita
la compagnia è di danno.
Mentr’io al gabbiano rimirar assorto
nel tuffo pescar il suo pesce,
quando del tonno accorto,
faticar io cattura se dalla rete esce.
E della balena respirar notturno il canto
che negli abissi il pensier mio trasporta.
Del mar regina e materno vanto,
che ima pena al cor mio infligge
dall’arpion vederla morta.
Mai più lo stesso mar navigar intendo
con sì fatta ciurma su nave che barcolla,
e mia la libertà riprendo
come il naufrago l’ignoto
dell’isola sua s’accolla.
Da spartir cos’ho io
con codesta sporca gente
che d’abbondar di fornicazioni
e lazzi, altro non importa niente?
D’altra razza sono
e ad altri lidi destinato,
che decider io della vita mia,
né all’uomo, né al cielo,
codesta infamia schiaffeggia reato.
I vincitori saranno contattati via e-mail per l’invio del premio.
Complimenti ai vincitori, finalisti e partecipanti!
