“Al cuore dell’Impero” di Alessandra Necci: Napoleone e le sue donne fra sentimento e potere

“Il 15 agosto 1769 Letizia, in stato interessante, si è recata nella cattedrale di Ajaccio a sentire la messa per il giorno dell’Assunta. A un certo punto comincia a provare dolori lancinanti, per cui torna a casa, sostenuta dalla cognata Gertrude. Fa appena in tempo a entrare, si adagia su un divano e in breve dà alla luce un maschietto, chiamato Napoleone…”

Al cuore dell’Impero di Alessandra Necci
Al cuore dell’Impero di Alessandra Necci

Personaggio storico di cui le gesta si sono fissate nella memoria collettiva, Napoleone Bonaparte è il protagonista della biografia Al cuore dell’Impero. Napoleone e le sue donne fra sentimento e potere di Alessandra Necci. Pubblicata da Marsilio editore nel 2020, per la collana Specchi, il saggio dà l’occasione per ricordare i 200 anni dalla morte del generale còrso, avvenuta il 5 maggio 1821 presso l’isola di Sant’Elena (Oceano Atlantico).

È un profilo quanto mai esaustivo e inedito quello tracciato dall’autrice, che riporta il lettore indietro nel tempo. Un tempo appartenuto a un uomo leggendario e alle figure femminili da cui era attorniato. Senza però tralasciare altri personaggi, tra cui i fratelli, di rilievo squisitamente politico, determinanti per segnare il processo storico seguito alla Rivoluzione francese che ha visto salire alla ribalta del potere un condottiero i cui contraccolpi politici ne hanno determinato l’ascesa.

“La famiglia Bonaparte, soprattutto agli esordi, fa fronte comune contro il mondo. Il successo di uno implica l’avanzamento degli altri. All’interno di questo quadro, ciascuno persegue i propri obiettivi…”

Biografia sviluppata in un numero di pagine prossimo alle 400, durante le quali si racconta come le donne che hanno disseminato l’esistenza di Napoleone, in qualche modo, ne hanno condizionato l’operato.

In primis la madre, Letizia Ramolino, a cui è dedicato il primo capitolo. Figura femminile rimasta fedele al proprio figlio fino all’ultimo. A seguire, sette i capitoli a completezza del libro; ciascuno dei quali contempla il ritratto di una donna partecipe, in misura maggiore minore, alle vicende napoleoniche.

Ma, prima di ragguagliare i lettori sul contenuto del saggio, è utile, al fine di integrarne lo scritto, tracciare un breve profilo del grande còrso, che, occupando lo scenario politico europeo per circa vent’anni è, a tutt’oggi, motivo di studio e bagaglio scolastico di rilievo.

“In quegli anni, gli anni del Consolato, Napoleone ha ricostruito, ridato vigore alla Francia esangue e, dopo quasi ogni vittoria, ha fatto accordi di pace…”

Figura di grande spessore storico, Napoleone Bonaparte nasce ad Ajaccio il 15 agosto 1769 da Letizia Ramolino, appartenente alla piccola nobiltà italiana, e da Carlo Maria Buonaparte. Cognome che verrà mutato in Bonaparte, per renderlo più fruibile nella lingua francese. In quell’anno la Corsica è stata aggregata alla Francia, dopo essere stata sotto il controllo della Repubblica di Genova.

La Francia, sollecitata dal pensiero illuminista che diffonde l’idea di un nuovo ordine politico fondato sulla libertà, chiede a gran voce di trasformarsi da monarchia in repubblica.

Metamorfosi che avverrà grazie alla Rivoluzione francese e all’assalto alla Bastiglia, il 14 luglio 1789, simbolo di una nuova era politica.

Caduta la monarchia, nel 1792, viene proclamata la Repubblica, che governa però con il terrore, principalmente incarnato da Robespierre, leader indiscusso di questo periodo.

Nell’anno successivo viene decapitato il re Luigi XVI, personificazione della grave crisi non solo istituzionale, ma soprattutto economica. A seguire, anche Maria Antonietta e alcuni deputati vengono ghigliottinati. A cui aggiungere esecuzioni sommarie dei cosiddetti nemici della rivoluzione.

Esauriti i fuochi rivoluzionari, quelli che hanno visto la Francia investita da un fenomeno sconvolgente e destabilizzante, Napoleone, anch’esso in un primo momento sostenitore della rivoluzione, entra a far parte dell’esercito della neonata Repubblica.

Fin da subito, il giovane denota un chiaro talento militare che si manifesta durante l’assedio di Tolone, durante il quale fa rientrare nei ranghi la protesta dei monarchici che avrebbero voluto annientare gli ideali rivoluzionari. È uno dei suoi primi successi militari che gli procura la fama di ottimo stratega; in conseguenza del quale, a soli 26 anni, viene nominato generale di brigata.

Nel 1794 il governo guidato da Maximilian Robespierre si trasforma nel Direttorio, e l’artefice di tante decapitazioni viene a sua volta decapitato.

Napoleone nel suo gabinetto di lavoro - Painting by Jacques Louis David - 1812
Napoleone nel suo gabinetto di lavoro – Painting by Jacques Louis David – 1812

Ed è nel 1795 che a Napoleone viene affidato l’incarico di reprimere i rivoltosi, realisti che auspicano un ritorno della monarchia. Circostanza che gli procura la nomina a comandante di corpo d’armata.

L’anno successivo raggiunge il fronte italiano per schiacciare le truppe austriache che minacciano i confini francesi e dare il via alla Campagna d’Italia che lo vedrà vincitore di più di una battaglia sul territorio italiano. Vicende belliche in cui Napoleone si conferma come un lungimirante generale.

Tornato in patria, è accolto dei francesi come un grande condottiero.  

È il 1798 l’anno che lo vede impegnato con la campagna d’Egitto, durante la quale sconfigge i Mamelucchi, milizie turche che governano il paese. In tale contesto bellico è famosa la battaglia delle Piramidi, il cui durissimo scontro bellico con Orazio Nelson vede distrutta la flotta francese e Napoleone bloccato sulla terraferma. In tale contesto, va dato merito al Bonaparte di aver sollevato grande interesse per la moderna egittologia, materia di studio all’epoca di cui si aveva poco padronanza.

Nonostante la sconfitta, tornato in Francia, il generale è accolto trionfalmente e acclamato dal popolo come salvatore della patria.

Ma, dopo aver dato spazio per breve tempo alle istituzioni repubblicane, Napoleone mostra le sue vere intenzioni che si coniugano con un’insaziabile sete di conquista.

All’apice del potere, per accentrare ogni forma di autoritarismo nelle sue mani, attua una serie di riforme rivelandosi per quello che è: un vero e proprio dittatore. Come confermato dal colpo di stato messo in atto nel novembre 1799.

Il Codice napoleonico di cui si fa promulgatore è di sicura innovazione, tuttavia è orientato a salvaguardare gli interessi della borghesia. Se da una parte la società borghese è ancora basata su principi illuministici, dall’altra viene vietata la libertà di stampa, e ogni forma di opposizione al nuovo governo viene punita.

È il 1804 quando Napoleone, nella cattedrale di Notre Dame, si incorona Imperatore di Francia, pronunciando la famosa frase.

“Dio me l’ha data e guai a chi me la tocca”

Sull’onda del successo le sue ambizioni militari sono sconfinate, così come i suoi propositi di occupare nuovi territori.

Dopo ogni vittoria, come ogni vincitore che si rispetti, pone sul territorio conquistato un suo uomo di fiducia o un suo parente strettissimo.

Marengo, Austerlitz, Ulma sono nomi di battaglie memorabili che vedono Napoleone impegnato ad affermare la sua volontà di assoggettare terre e di genti.

Una sete di conquista che pare fagocitarlo in un vortice sempre più irrefrenabile, la quale lo spinge a varcare i confini dell’Impero russo, territorio immenso e di difficile penetrazione. Ma i russi, intuendo le sue intenzioni predatorie, anticipano le sue mosse e gli fanno intorno ‘terra bruciata’. Distruggono e incendiano campi e città attirandolo in una ‘trappola’, in modo che si addentri nel cuore della regione. In mezzo al nulla, nella steppa imbiancata, i suoi uomini sottoposti a temperature bassissime, Napoleone è costretto alla ritirata, durante la quale soccombe gran parte del suo esercito estremamente provato.

Una sconfitta rimasta celebre nella storia è la battaglia di Lipsia del 1813, in seguito del quale Napoleone viene confinato all’isola d’Elba. Vanificando così i miglioramenti sociali e politici, costati un grande spargimento di sangue, e ottenuti grazie alla Rivoluzione.

Ma non è l’isola d’Elba la destinazione ultima di Napoleone, perché fugge dall’isola con il proposito di riprendere il potere. Ma i giorni su cui aveva puntato ancora il suo desiderio di gloria, si esauriscono in breve, nel breve spazio di 100 giorni, e il suo ritorno sul suolo francese si risolve con un nulla di fatto.

A determinare la sua fine sarà la sconfitta della battaglia di Waterloo, che spegne in lui le restanti ambizioni di conquista.

La statua di Napoleone abbattuta dai comunardi il 16 maggio 1871
La statua di Napoleone abbattuta dai comunardi il 16 maggio 1871

Relegato a Sant’Elena, isola nel bel mezzo dell’Atlantico, l’uomo che ha cambiato il corso della storia conclude la sua esistenza il 5 maggio 1821.

“Con la battaglia di Lipsia dell’ottobre del 1813, la caduta di Bonaparte è quasi certa, anche perché la successiva ipotesi di una pace che riporti la Francia ai confini naturali non viene da lui accettata…”

Ma per tornare al libro di Alessandra Necci, di trattazione impegnativa ma assolutamente godibile e avvincente come un romanzo, e non per questo meno apprezzabile da un punto di vista storiografico, un breve excursus sulle figure femminili inserite nel saggio.

Dalla già citata Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che lei affettuosamente battezza Nabulio, ed è personaggio centrale nella sua vita, descritta come una donna bellissima e oltremodo determinata a guidare la numerosa famiglia. Per passare poi ad illustrare la figura di Elisa, sorella del generale, scaltra e avvezza agli intrighi politici. Ancora, Carolina, tormentata anch’essa, come il fratello, dall’ambizione del potere. Quindi, Paolina, bella e dedita ad amori transitori, ma fedele al fratello.

Donne che, con i loro compagni di vita hanno saputo fare buon uso della condizione di potere del loro parente, approfittando dei vantaggi economici che sono venuti loro dalle sue condizioni di uomo di potere, che non ha esitato a beneficiarle economicamente.

Il libro si snocciola poi soffermandosi su Giuseppina Beauharnais donna che, da un punto di vista sentimentale, ha fatto letteralmente perdere la testa a Napoleone in virtù anche della sua sensualità.

E, insieme a lui, è stata incoronata imperatrice.  

La contessa polacca Maria Walewska, donna che si lega a Napoleone dedicandogli con generosità il suo amore. Che però, per motivi di alleanze politiche Napoleone non esita a unirsi in matrimonio con Maria Luisa d’Austria che gli darà l’unico erede legittimo, morto in giovane età. E che, a differenza di Maria Walewska si mostrerà tiepida, dimenticando in fretta il Bonaparte nel momento in cui, esiliato, gli sarebbe stato necessario il suo conforto.

Stendhal ha affermato, come riportato da Alessandra Necci, che per Napoleone sarebbe stato meglio non avere famiglia. Vedendo forse nei rapporti parentali e sentimentali uno dei motivi che ne hanno determinato la rovinosa caduta. Ciò, probabilmente è vero. Almeno in parte.

Basti ricordare che il destino del generale fu segnato dalla presenza dei suoi familiari, cui lui aveva dato molto, in termini soprattutto economici; ma che sono stati pronti ad abbandonarlo nel momento del bisogno. Dimostrando così, che la fitta trama con cui Napoleone ha intessuto i suoi rapporti familiari e coniugali è stata così articolata, perché fondata su interessi economici e intrighi politici, che l’hanno reso più fragile, minandone anche l’integrità militare.

Alessandra Necci
Alessandra Necci

Grazie al suo saggio, Alessandra Necci ha fatto, con notevole sensibilità storica, un lavoro di esplorazione all’interno della storia europea degli anni napoleonici, offrendo così al lettore l’opportunità di approfondire un pezzo di storia che ha portato l’Europa a intraprendere un processo evolutivo, il quale ha posto le basi dell’Europa odierna. Basti pensare al codice Napoleonico, che con tutte le sue discrepanze, per ciò che concerne il diritto civile è in uso ancora oggi.

Sviluppato come un testo di approfondimento, la biografia di Alessandra Necci, che non ha bisogno di presentazioni, perché già autrice di biografie storiche di ottimo livello, è testimonianza di un passato che ha lasciato tracce importanti nell’età moderna.

Un saggio, in cui s’intrecciano fatti privati e pubblici, in un insieme armonico e appassionante, e realizzato con una ricchezza di linguaggio che ne fa una lettura davvero avvincente.

Tanto da offrire al lettore una panoramica di vicende complesse, in cui anche un non addetto ai lavori può attingere per rispolverare avvenimenti studiati sui banchi di scuola, e probabilmente andati sepolti dal tempo e dalla dimenticanza.

“Vista dal mare, Sant’Elena rivela un aspetto che non ha nulla in comune con quello delle altre isole da me visitate, e bisogna ammettere che non è per niente invitante. È uno scoglio dai fianchi scoscesi, quasi verticali, che emerge dalle acque…”

 

Written by Carolina Colombi

 

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