La casa dei Tarocchi #2: la gestazione della Papessa

Scrive Giordano Berti nella prefazione al libro che senza dubbio “nelle arti tutto si rinnova sistematicamente a partire da ciò che preesiste: nella musica, nella danza, nelle arti visive, nella letteratura. Tra gli esempi più mirabili di questo continuo rinnovarsi, il Gioco dei Tarocchi è assolutamente emblematico”, e rimescolando le carte comprendiamo il Gioco della Vita. ­­­­– (“Vit(amor)te. Poesie per arcani maggiori”, Miraggi Edizioni)

La casa dei tarocchi 2 - La Papessa
La casa dei tarocchi 2 – La Papessa

Sua è la testa sopra la quale tutti i confini del mondo sono giunti, e le palpebre sono un poco stanche.” ­­­

Della bellezza “lavorata dall’interno” di una Monnalisa è Walter Horatio Pater a scrivere, vivificando il “sedimento, depositato cellula per cellula, di strani pensieri e fantastici sogni, e passioni squisite.

E ancora: “Lei, più vecchia delle rocce tra le quali siede; come il vampiro è stata morta tante volte, ha imparato i segreti del sepolcro; ed è stata un palombaro in mari profondi, e porta i loro giorni perduti con sé.

Così come la nostra Papessa cova tra le rughe del volto e tra le righe del suo libro una Grande Opera in fieri, anche la Gioconda in quel sorriso storto porta trame di saggezza, le bozze della Storia, il filo della tela di Penelope, il seme di una pianta, la scintilla del fuoco vitale, lo spermatozoo del Tempo. Si fa Spazio, si fa Vaso, la Papessa-Monnalisa, per accogliere nel ventre gravido – utero in Anima Mundi – il senso del futuro da rinnovare a partire dal passato.

La Regina incinta, immagine simbolica del femminile nei testi alchemici,si sottopone a una specie di trattamento psicoterapeuticoscrive Carl Gustav Jung, e “la sua coscienza si arricchisce di una certa conoscenza dell’inconscio collettivo”. Possiamo vedere la Regina Papessa, una sovrana ben diversa dalla seducente Imperatrice, ripiegata nel silenzio dell’attesa.

Ecco che la carta numero due sta nel Due, sosta, sospesa, sempre più consapevole del “conflitto interiore che oppone la sua natura ctonia a quella spirituale”: per sanare il conflitto, Papessa e Imperatrice dovranno confrontarsi.

Claudio Widmann riporta l’aforisma di Maria Prophetissa, “l’Uno origina il Due“, che a sua volta richiama il Tao te Ching – “l’uno genera il due“.

Forse è un po’ stanca, la nostra Papessa, o almeno così parrebbe, a giudicare dall’iconografia classica dei Tarocchi. Il lavoro del Bagatto che la precede ha portato a svelare una nuova immagine. L’Uno, come abbiamo visto, dà l’avvio alle operazioni nel laboratorio alchemico delle carte, e saprà un giorno ritrovare e rinnovare la Forza, cosicché anche l’antica Dama dei Giorni, Papessa, potrà bere e mangiare alla tavola della rinascita – basta arrivare all’undicesimo passaggio, vedrete!

La ritroveremo decisamente ringiovanita, questa Madre voce tra le Voci del femminile, la nostra Giunone Regina.

L’importante è saper gestire la gestazione: che si tratti del libro sacro, del grimorio segreto, del diario lungo una vita, la nostra attenzione va alla nascita della Parola.

Papessa è sacerdotessa, lievito madre del futuro e potrebbe, come la Monnalisa già citata “ergersi come l’incarnazione di una antica fantasia, il simbolo dell’idea moderna.

Tra le mie scrittrici preferite, Anaïs Nin è stata Imperatrice di cuori ma anche, armonicamente, Papessa in arte, in un quotidiano impegno e godimento, cura attenta della scrittura, un’attività durata più di trent’anni. La vita della donna è dell’autrice è tutta contenuta nei “Diari”.

Anaïs comincia la stesura del libro-calderone a Louveciennes. Cuoce parole ogni giorno, scrive e riflette, vomita immagini e incide semi che diventeranno piante in racconti e romanzi, cuce affetti e passioni. Non passa un momento senza che la sua penna, in inchiostro erotico e animico, racconti le storie immaginali e quelle in carne e ossa sulla carta dei quaderni. L’amore per Henry Miller, l’amicizia con Antonin Artaud, l’esperienza analitica, l’idea per una storia.

Il Diario è il Libro Magico. Il grimorio del Sacro Ordine della Scrittura.

La Papessa - Tarocchi Pierpont Morgan
La Papessa – Tarocchi Pierpont Morgan

La Papessa scrive la propria autobiografia: “In teoria dovrei scrivere un racconto poliziesco ma con l’impulso tipico dello scrittore a scrivere qualsiasi cosa pur che non sia quello che deve, sento sorgere in me, del tutto inaspettato, il desiderio di scrivere la mia autobiografia.

Scrive “La mia vita” come Agatha Christie.

Scrive “La Quercia” di Orlando, il romanzo nel romanzo di Virginia Woolf, una storia che dura da quattrocento anni e attraversa le epoche nonché i sessi, come l’albero omonimo che attraversa le stagioni primavera estate autunno inverno e poi di nuovo il germoglio: “Pure, per quanto avesse molto viaggiato, e corso avventure senza numero, e avesse profondamente meditato, volgendosi ora a un ordine di idee, ora all’altro, ella si trovava ancora in via di elaborazione.”

La Papessa cuoce a fuoco lento, Mater Alchimia che si ritroverà Temperanza al quattordicesimo passaggio – “Per cento e cinquanta notti ella languì e per altrettanti giorni rimase nell’afflizione”, trasformando la personalità a partire dall’interno.

La Papessa di Jodorowsky cela un uovo sotto di sé.

Cova, alla giusta temperatura.

La Papessa nelle carte delle Corti racconta invece storie di mobili donne spedite in convento a trovare il senso della vita e una certa autonomia, forse un’idea di amore per un Cristo morente, per un corpo trivellato dal dolore, una sofferenza da proiettare sulla Croce, là dove – per gli junghiani – saper stare nella crocifissione è l’arte della gestazione di coscienza. Senza timore del patire, un patibolo spirituale come accadrà al nostro Appeso, numero dodici della favola arcana.

Papessa è per me un po’ Badessa. È anche donna di potere. È una che ha qualcosa da dare e da dire; possiede e dispensa cultura, ha l’occasione per leggere il mondo oltre la clausura medioevale. In tutta Europa, l’abadessa Papessa è responsabile e guida spirituale delle monache, nonché dei fedeli che abitano nel territorio amministrato dal monastero.

Spesso nobile feudataria, la Badessa è chiamata a occuparsi dell’amministrazione dei feudi soggetti al proprio monastero, con conseguenze giuridiche ed economiche. Agisce come una Regina anche a livello civile e penale, assiste ai sinodi e firma i testi dei concili ai quali partecipa. Non è un ruolo per tutte, ma come rappresentante del suo tempo, la Badessa dirige anche la vita culturale del suo centro, con sguardo attento all’arte della vita.

Ad alcuni, tra i quali lo stesso Widmann, piace ricordare, tra le possibilità di amplificazione offerte dall’archetipo della Papessa, la leggenda di quella Giovanna che salì al trono di Pietro, e la sua tragica vicenda, ambientata nell’anno 885, narrata da Marianus Scotia Minorita. In questo caso, la gestazione condusse alla morte, il ventre scoperto fu causa di rovina.

La mia Papessa, io l’ho dipinta a colori naturali, donna serena che nasconde il capo, perché come la donna alchemica ha forse un piccolo albero in nuce in rango nascente.

Nell’immagine di un manoscritto ermetico, il Codex Ashburnham del secolo XIV*, c’è una pianta che fuoriesce dal caput di una fanciulla, a indicare lo sviluppo del pensiero. Forse mi sono ispirata a quella figura. Ai lati della carta, ho messo due colonne-alberi, a simboleggiare il passaggio delle stagioni, i fogli-foglie, i figli di carta e penna della nostra animica scrittura.

La Papessa di Valeria Bianchi Mian – Arcani Vit(amor)te
La Papessa di Valeria Bianchi Mian – Arcani Vit(amor)te

Pensiero, diario dei giorni vissuti.

Logos che la penna traccia in parola: oggi io lo so che la Papessa quel libro lo scrive. Non è una lettrice. Non solo, per lo meno.

Scrive tessendo, lei legge scrivendo, interroga, traccia stagioni.

La Papessa ascolta i sussurri, non solo le grida, e scorge piccoli spunti, impronte di passi, passaggi.

La Papessa non si agita, non trema, piuttosto… trama.

La sua scrittura è seriale, patisce con gioia l’attesa della Parola adatta, perché attendere è occasione per vedere che cosa offre il domani.

La Papessa è un ragno che fila la tela, una nuova Penelope che fa e non disfa, che mira l’orizzonte e ricama l’arazzo nel quale Ulisse, prima o poi, giungerà alla storia della Storia.

La Papessa è l’arte delle Parche.

 

Written by Valeria Bianchi Mian

 

Bibliografia

Carl Gustav Jung, Mysterium Coniunctionis

Alejandro Jodorowsky, La via dei Tarocchi

Anaïs Nin, I Diari

Claudio Widmann, Gli arcani della vita

 

Info

Rubrica La casa dei Tarocchi

Le métier de la critique: incontrare Agatha Christie, un’infanzia vittoriana verso dove… fino a quando

 

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