Le métier de la critique: Giambattista Tiepolo, ultimo pittore dell’espressività barocca

“G. B. Tiepolo, ora di gran nome, gli è stato discepolo del Lazzerini quantunque si dipartisse dalla di lui maniera diligente, giacché tutto spirito e foco, ne abbracciò una spedita e risoluta maniera…”

Giambattista Tiepolo - 1750 circa
Giambattista Tiepolo – 1750 circa

A 250 anni dalla sua morte, avvenuta a Madrid nel 1770, l’attività di Giambattista Tiepolo è a tutt’oggi fonte di investigazione oltre che di ispirazione.

Nato a Venezia nel 1696, la caratteristica che più gli corrisponde è quella di essere l’ultimo rappresentante della corrente pittorica barocca.

Con Tiepolo, autore di una brillante sintesi della tradizione pittorica veneta, si chiude, in un senso ampio, il ciclo storico della pittura italiana. Ultimo pittore barocco, si diceva.

Movimento artistico in cui il Tiepolo entra a pieno titolo, quale illustre rappresentante, si distingue per il tocco della sua pennellata, lieve, quasi trasparente. Che si presta a un’attenta misura delle intensità luminose oltre che ad un’ampia gradazione di toni, accompagnati da un’esecuzione rapida e dinamica.

“Egli è fecondissimo d’ingegno, perciò intagliatori e copiatori cercano d’intagliarne le opere, di averne le invenzioni e le bizzarrie di pensieri; e già di lui i disegni sono in tanta estimazione, che ne spedì de’ libri a’ più lontani paesi…”

Ma, per avere una visione d’insieme delle creazioni del Tiepolo è importante conoscere, anche se non minuziosamente, il Barocco, periodo che affonda le sue radici nel Manierismo, precedente momento pittorico. Perché è proprio dalla crisi del Manierismo, fine Cinquecento, che prende il via il Barocco, per approdare poi, agli inizi del Settecento, verso la diffusione del Rococò.

A differenza del Manierismo, che vede nel Tintoretto uno dei suoi massimi esponenti, e il cui riferimento sono i classici del Rinascimento, soprattutto Raffaello, Leonardo e Michelangelo, il Barocco si caratterizza per un’evidente rottura col passato.

Ma, per dare inizio a questa trattazione è utile sapere l’origine del termine Barocco. Espressione che trova la sua provenienza nella definizione spagnola barrueco, la quale indica una perla di forma irregolare. Da qui, il significato di bizzarro e irregolare.

Da un punto di vista temporale, è il Seicento il secolo del Barocco. Secolo, il cui contesto storico e sociale presenta aspetti di forti contraddizioni e criticità. Passato alla storia come il periodo d’oro, grazie allo splendore artistico e culturale di cui è ricco, e per la sontuosità esibita presso le corti europee, il Seicento è segnato da eventi che ne danno un’immagine fortemente negativa. Carestie, epidemie, guerre, fatti questi che peggiorano le già difficili condizioni di vita della maggior parte della popolazione europea.

Il Seicento è dunque una stagione all’insegna del disordine e dell’instabilità, accompagnata da una decrescita economica e da un acceso divario tra poveri e ricchi.

Caduta degli angeli ribelli - Giambattista Tiepolo
Caduta degli angeli ribelli – Giambattista Tiepolo

Accanto a processi geopolitici che disegnano un diverso assetto del mondo, a causa anche del fenomeno della colonizzazione, nel Seicento, convivono sul piano culturale svariate forme di manifestazioni scientifiche, letterarie e artistiche animate da un pensiero di stampo già moderno.

Anche l’Italia è attraversata da un periodo di crisi economica e sociale. Ma, nonostante l’autoritarismo della Chiesa della controriforma, la penisola presenta elementi di grande vivacità sia in campo culturale come artistico.

Ma, per tornare al Barocco, e inquadrarlo in funzione dello spazio e del tempo in cui si sviluppa, è opportuno precisare quali sono i principi su cui si fonda l’estetica barocca.

La sua nascita viene collocata nel 1630 in Roma; aspetti che lo contraddistinguono sono un’accentuata espressività, in primis, grazie a una matura libertà immaginativa, che va dal gusto della teatralità a quello per il dinamismo, rimandi questi associati ad un’assidua ricerca delle novità. Elementi, che concorrono a un coinvolgimento emotivo dello spettatore, inteso non solo come fruitore dell’opera, ma come il fine principale di essa. Perché nel Barocco il virtuosismo, il decorativismo, la grandiosità delle forme mirano a suscitare nello spettatore stupore e curiosità. Grazie anche a un sistema di allegorie e metafore comprese nelle opere di questo periodo.

Ai principi rinascimentali di ordine, sobrietà, armonia e proporzione, l’arte barocca preferisce opere animate da una appassionante vena espressiva in cui l’inventiva, la platealità e la vitalità sono elementi dominanti.

Per infondere nello spettatore interesse e stupore, l’artista barocco effettua la realizzazione delle sue opere con drammatici effetti di chiaroscuro, di policromia, di virtuosismi tecnici, oltre a far uso del decorativismo, dell’illusionismo, della maestosità delle forme, espedienti questi che fanno parte del bagaglio artistico proprio del Barocco.

Da aggiungere, l’originalità che offre ampio spazio alla fantasia, principio imprescindibile dell’estetismo barocco; e che al contempo favorisce la ricerca di inedite modalità espressive, con soluzioni a tema in aperta rottura con la tradizione.

Secondo il giudizio negativo, attribuito nel Settecento alle espressioni artistiche barocche, e che pesa sull’arte del Seicento, il Barocco indica qualcosa di tronfio, ampolloso ed esagerato, sovraccarico di ornamenti e teso a sorprendere con stravaganti originalità.

Opinione adoperata in maniera dispregiativa, con l’intento di sottolinearne i tratti di cattivo gusto, bizzarria ed eccessi. Che seguono il capriccio dell’artista.

La critica moderna, invece, ha rivalutato l’arte barocca riconoscendone un valore positivo e analizzandone il rapporto dialettico con l’arte rinascimentale. Infine, mentre il Barocco, per una sorta di stanchezza delle esagerazioni si esaurisce, attraverso il conseguente richiamo a una maggior sobrietà ed equilibrio avanza il Settecento.

Il martirio di sant'Agata - Giambattista Tiepolo - Apparizione dell'angelo a Sara
Il martirio di sant’Agata – Giambattista Tiepolo – Apparizione dell’angelo a Sara

Ed è il secolo che vede Giambattista Tiepolo fra i protagonisti dell’espressione artistica del suo tempo. Anche il Settecento è un periodo degno di nota, perché testimone di grandi sconvolgimenti sociali: l’ascesa della borghesia, per esempio, intesa come nuova classe dirigente.

Sconvolgimenti, da interpretarsi come inevitabile esigenza per una radicale revisione dei tradizionali principi ideologici, economici e politici in base al quale era organizzata la società dell’epoca.

Il Settecento è ricordato come un secolo di riforme e trasformazioni in tutti i campi, il cui esempio eclatante è l’epilogo, a fine secolo, con la Rivoluzione francese. Momento storico di alta drammaticità che segna la fine della stagione dei vecchi ordinamenti e la presa di potere da parte della borghesia.

Ma non solo eventi negativi animano il Settecento. Peculiarità propria di questo secolo è lo sviluppo della cultura illuministica, la quale rappresenta un’importante sollecitazione per dissipare le tenebre dell’ignoranza e della superstizione grazie ai lumi della ragione.

Le tendenze artistiche del Seicento continuano a evolversi assumendo di volta in volta il significato di reazione all’accademismo, al classicismo tardo barocco, al linguaggio e ai temi del Rococò, nuovo protagonista del Settecento in campo artistico. Che ha una sua diffusione in diversi ambiti dell’arte; la pittura, l’architettura e la decorazione fra questi.

Il contesto storico e culturale in cui si sviluppa il Rococò è compreso nel periodo che va dalla fine del 1700 al 1750. E indica uno stile ornamentale caratterizzato da contorni movimentati e asimmetrici, linee ondulate e accartocciate, che pur derivando dalla decorazione barocca se ne differenziano per spirito e forma.

Alle concezioni monumentali del Barocco si contrappongono le forme del Rococò, che manifestano una concezione più agile e frivola, in cui predomina il gusto per le piccole dimensioni e i particolari minuti.

Come il Barocco, anche il Rococò viene giudicato negativamente dalla critica tardo settecentesca, che lo considera una degenerazione del Barocco, periodo già tanto inviso, anche perché espressione artistica del potere monarchico e cattolico.

Il trapasso graduale dalle forme barocche al gusto più leggiadro e grazioso del Rococò avviene senza brusche fratture e contrapposizioni. Ed è la pittura veneziana nel particolare a presentare i risultati di questo passaggio. L’arte italiana, infatti, nel contesto europeo, ha rilievo solo come pittura veneziana, la quale meglio rappresenta il Rococò in Italia.

Pittore e incisore della Repubblica di Venezia, la formazione artistica del Tiepolo avviene nella sua città. Ed il suo stile, grandioso, sofisticato e disinvolto, così tipicamente settecentesco, rappresenta l’ultimo atto dell’evoluzione della tradizione veneziana.

Martirio di San Bartolomeo - Giambattista Tiepolo
Martirio di San Bartolomeo – Giambattista Tiepolo

Le sue eleganti raffigurazioni sono penetrate da una sottile ironia e da un senso di entusiasmo per la libertà espressiva offerti dal mezzo pittorico.

Pittore di grande versatilità, il Tiepolo passa con facilità dal grande affresco, suo principale mezzo espressivo, ai quadri di cavalletto: tele, pale d’altare, ritratti; per arrivare al quadro di piccole dimensioni, grazie al quale asseconda le richieste di una committenza aristocratica. Che non è solo veneta e italiana, ma anche europea.

Il Tiepolo è infatti conosciuto e famoso in tutta Europa.

Grande interprete di dipinti religiosi, lungo l’arco della sua vita realizza straordinari capolavori. Le ragioni del suo successo stanno nell’uso rivoluzionario del colore.

Venuta meno la drammaticità del chiaroscuro, la luce diviene elemento che unifica e pervade l’intero dipinto riflettendosi delicatamente su figure e oggetti.

È la luminosità del giorno, di una tonalità argentea, che rende la trasparenza e i valori tonali delle ombre nella pittura del Tiepolo. Al fine di ottenere una luce inconfondibile, propria del grande artista, utilizza colori freddi che armonizza grazie al contrapposto (schema compositivo basato sull’opposta torsione delle parti del corpo: busto, bacino, testa), e che stende a pennellate rapide ed energiche le quali conferiscono all’immagine intensità, esuberanza e freschezza.

Da ricordare anche l’attività del Tiepolo come ritrattista e acquafortista, oltre che per i suoi piccoli quadri e bozzetti conservati in vari musei e collezioni private.

Dopo gli inizi, che vedono i suoi lavori svolgersi in tonalità piuttosto cupe, come il Martirio di San Bartolomeo (1722), il Tiepolo raggiunge il proprio linguaggio pittorico negli affreschi del Palazzo Arcivescovile di Udine, con soggetti tratti dalla vita dei Patriarchi ispirati al libro della Genesi. In questi affreschi emerge l’elemento teatrale che caratterizzerà la sua successiva opera.

La composizione dell’affresco è suggestiva: a ogni personaggio viene affidato un ruolo e i rapporti tra loro sono dimostrati grazie a una studiata regia del colore.

Le scene sono inserite in scenografie di luminosi paesaggi e in situazioni di vita quotidiana che, manifestando un’accesa fantasia il tema biblico dell’episodio passa in secondo piano.

Dopo il 1737 l’attività del Tiepolo si rivolge a grandi cicli decorativi.

Ricordarli tutti meriterebbe maggior spazio.

È quindi corretto menzionarne uno per tutti: le decorazioni di Palazzo Labia.

Banchetto di Antonio e Cleopatra - Giambattista Tiepolo
Banchetto di Antonio e Cleopatra – Giambattista Tiepolo

Sulle pareti sono state realizzate le due scene principali: l’Incontro tra Antonio e Cleopatra e il banchetto di Cleopatra, collocandole entro una struttura architettonica illusionistica di gusto barocco, realizzata da Girolamo Mengozzi, fedele collaboratore del Tiepolo. Che dà all’insieme un magico effetto e un potente illusionismo.

Fino a quando, chiamato alla corte di Carlo VIII per decorare le sale del nuovo Palazzo Reale, Giambattista Tiepolo raggiunge Madrid dove si spegne nel 1770 all’età di 74 anni. La sua eredità è stata raccolta da due dei suoi dieci figli: Giandomenico e Lorenzo, anch’essi valenti pittori.

Molto ancora ci sarebbe da raccontare dell’ampia produzione del Tiepolo; ma andare oltre non sarebbe opportuno, perché le opere del Tiepolo sono così ricche di dettagli che per esaurirne la conoscenza occorrerebbe un intero testo.

“Giambattista Tiepolo, che pure è stato discepolo del Lazzarini, è un giovane al quale nulla manca in questa sua età né di franchezza ne di colorito, ne di nuova invenzione, avendo uno spirito sì franco e pittoresco in ogni lavoro, che da gelosia a quanti pittori possono lavorare col più buon gusto moderno”.

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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