Meditazioni Metafisiche #13: i Tarocchi in quattro note

“Comprendi, nel giro del Matto, il legame assoluto tra concreto e astratto…”

Uno. Il gioco e i Tarocchi

Valeria Bianchi Mian - Photo by Maura Banfo
Valeria Bianchi Mian – Photo by Maura Banfo

A. Compongo una filastrocca qui e ora per te

Mescola le carte e prendine tre: una per il Diavolo, una per la Temperanza, una per la Morte – ed è abbastanza.

Balla la tua Totentanz finché la Torre è pronta.

Se, a questo punto, versi l’acqua in coppa di Luna, esci a riveder la Stella sulla Ruota della fortuna.

Porta con te il lume del saggio Eremita, lampada che è Sole tra gli astri terreni, luce di vita (ambisce l’alchimista all’oro ma non è che il riverbero del celeste coro).

Scopriti Appeso ma liberati al giusto momento perché l’Imperatrice ti ha dato alla luce tra gioia e tormento.

Comprendi, nel giro del Matto, il legame assoluto tra concreto e astratto: gioca il gioco del Mondo in 22 giorni, ché eri partito ma adesso ritorni (per poi ripartire, ora e ancora).

 

B. Con le carte dei Tarocchi e con le parole puoi sperimentare

Ci vuole poco. Ti occorre: quella voglia di libertà che è tutta umana, il desiderio gioioso che è funzione della vita stessa, e poi ci vuole un mazzo che faccia per te. Naturalmente, mi sento di suggerirti i 22 passaggi disegnati da me.

Si chiamano Vit[amor]te e sono immagini nate per illustrare la silloge poetica omonima uscita con Miraggi Edizioni.

Con questi ingredienti ti sarà possibile entrare nello spirito creativo dei Trionfi, altrimenti detti Lame, Arcani, Tarocchi. Per come li intendo io, si tratta di strumenti creativi. Operare con i Tarocchi è per me un modus vivendi che richiama il concetto di gioco come elemento costante in tutte le culture, perché giocare è davvero ‘fare cultura’. Siamo creature ludiche e felici, creative e costruttive. Per lo storico olandese Johan Huizinga, l’homo ludens merita un posto accanto all’homo faber. Da molto tempo sono sempre più saldamente convinto che la civiltà umana sorge e si sviluppa nel gioco, come gioco.[1]

 

Due. Tutto parte dal sogno

I Tarocchi, io li ho sognati. C’era la Luna nel cielo ed era crescente. C’era il Sole che la guardava innamorato dal lato opposto dello spazio per tessere con lei un incontro a distanza. Sospesa nel sonno, io ero Temperanza, mediatrice intenta a cogliere il Mondo che mi si prospettava Matto e saggio, denso di opposti da cogliere in Grande Opera.

“I Tarocchi, li ho presi in mano da ragazzina. Tra le dita ho danzato il tempo e lo spazio in ventidue trionfi con il primo mazzo, ed è stato un ballo rinascimentale. Oro, incenso e antiche pietre. Incedere lungo i corridoi del palazzo con passi uguali ai passi di una nobile estense. Sognare arazzi e velluti, ricami preziosi. Quelle carte mi hanno accompagnata insieme a sempre nuove versioni degli arcani maggiori e dei loro compagni minori fino alla più tarda giovinezza e oltre. Oggi possiedo tanti altri mazzi, ma è anche possibile che siano le carte a possedere me in un rapporto di reciproca benevolenza e orientamento, come bussola onirica e poetica.

Immagini prodigiose, contenitori delle memorie. Ecco che imperatrici e papesse si fanno portatrici del sentimento che collega il passato al presente nella tensione verso un futuro in continuo rimescolamento dentro l’athanor della psiche.

Verso Dove,

fino a Quando.”[2] – “Vit[amor}te”

 

Tre. La sincronicità, il dono

Arcano 21 Mondo - Painting by Valeria Bianchi Mian
Arcano 21 Mondo – Painting by Valeria Bianchi Mian

A. Come avviene la magia, per quel che mi riguarda, o ‘della sincronicità’

Una carta a testa, estrazione casuale di figure, ed ecco che il nostro racconto corale nasce, si sviluppa, prende vita nello spazio del gruppo.

È il gruppo stesso, un piccolo insieme di donne e uomini dentro una libreria torinese, ad auto-guidarsi attraverso le immagini. Il gruppo va alla scoperta di un punto di vista comune, si mette in ascolto, formula domande sul senso della Vita – l’Arcano degli Arcani – e della Morte. È il gruppo a fare il Mondo: ognuno si diverte e crea insieme agli altri.

Un Imperatore incontra il Bagatto e ne nasce una conversazione. Una Stella antica si lascia coccolare dal giovane Appeso. Sono tante e sono divertenti le storie che nascono dagli Arcani Viventi.

Ho cominciato ad avviare i giochi una quindicina di anni fa: sperimentare come se si fosse una compagnia teatrale o una corte di cavalieri e dame intorno a un tavolo. Racconti corali, filastrocche, quadri attivi prendevano forma hic et nunc, sul momento, improvvisati eppure così emozionanti da rivelarsi antichi.

Che cos’è il percorso delle Lame se non un tessuto di Arcane Storie? Ruoli perfetti per le fiabe e le rime, versi e dialoghi teatrali: con le carte mi piace fare di tutto.

“Il narrare fiabe in gruppo, l’inventare storie corali e poesie con i tarocchi (o con altre immagini che si prestano come proiettivi): tutto ciò è senza dubbio un arricchimento nei laboratori espressivi. Si tratta in primo luogo di un’esperienza divertente, di un modo per attivare l’immaginazione con i simboli della vita, dell’amore e della morte. È un gioco ma è anche un dono per la mente, nonché uno stimolo per facilitare la nascita di un buon clima tra i partecipanti. È il momento ludico perfetto per dare l’avvio all’incontro, ma ‘il rimescolar le carte’ non si limita a questo livello. La narrazione corale connette le persone, accende l’anima alla ricezione di nessi a-causali. La sincronicità è il sistema che traccia e connette fili di senso.” – “Vit[amor}te”

 

B. I nomi delle ventidue figure su carta raccontano la storia della creatura creativa

Ci riguarda tutte e tutti, la via della coscienza: si parte intonsi, innocenti, folli – si parte come il Matto – si fa la giravolta tra i ruoli _ ci si crede Imperatrice o magari Imperatore – si fa la riverenza al Papa e alla Giustizia – si segue la via da soli – l’Eremita – fino al bivio e all’impasse – l’Appeso – si salta su se stessi un due tre – si cede finalmente alla Morte – si ritorna a guardare il cielo pieno di luci – la Stella, la Luna, il Sole – insomma si nasce a ciò che è vivo (e a ciò che è morto si muore). Si acquista una certa dosa di Giudizio e infine, come niente, si abbraccia il Mondo. Tutti giù per terra, tutti figli della Terra.

E poi?

Si ricomincia da capo, un po’ più coscienti, un po’ più ‘iniziati’.

 

Quattro. La traccia, il disegno, la poesia

Meditazioni Metafisiche 13 - Tarocchi
Meditazioni Metafisiche 13 – Tarocchi

Ho sempre pensato, da quel sogno di Luna e Sole (1991), che un giorno avrei disegnato i miei arcani. Una necessità, forse, o un vizio.

Negli anni tra il ’95 e il 2000, mi sono innamorata di due mazzi, soprattutto. Entrambi dipinti da donne.

Prediligo senza dubbio gli arcani emersi dallo spirito della Golden Dawn. Pamela Colman Smith fu artista sensibile e attenta ai dettagli. I Rider-Waite-Smith sono per me il capolavoro assoluto tra i tarocchi del Novecento. Ne apprezzo i colori intensi, il tratto deciso delle figure snelle e sinuose che danzano sopra i cartoncini. La creazione di questa pittrice fa coppia con le immagini scaturite dalla mano di Frieda Harris, realizzatrice del mondo esoterico che Aleister Crowley aveva in mente ma che non riusciva a formalizzare da solo.

Queste due donne, Pamela e Frieda, abitano dietro e dentro i tarocchi che amo e mi emozionano; le loro storie di vita, a tratti drammatiche ed entrambe potenti, mi sollecitano evocazioni fiabesche, letterarie, giocose e meditative. Ho trovato il nesso tra le splendide immagini del Rinascimento e i Tarocchi più moderni soffermandomi a lungo sui lavori di queste due autrici.

Due anni fa ho cominciato a lavorare al mio percorso espressivo personale, concludendo il mazzo di 22 immagini nell’estate del 2019. Una prima volta – ma non è detto sia l’ultima. Ho già in mente un mazzo fotografico che intendo realizzare, prima o poi, perché il gioco mi chiama al gioco, alla danza dal Matto al Mondo, ed è una sorta di ritmica opus alla quale mi sento invitata.

Scrive Giordano Berti, a proposito di Vit[amor]te: “Credo sia utile mettere in evidenza, almeno con un tratto veloce, la varietà di “fili multicolori” che da un lontano passato sono arrivati alla Bianchi Mian seguendo strade diverse.

Da un lato, quei giochi di Corte che vedevano nelle immagini dei 22 Trionfi l’ispirazione per brevi sonetti in rima da attribuire a questo o quel giocatore, con un mix di satira e seduzione che costituiva il vero motivo del divertimento. Su un altro versante, quel genere di giochi, vere e proprie drammatizzazioni teatrali, messi in atto da alcuni psicologi per esplorare emozioni e vissuti personali dei partecipanti. Un po’ come estrarre la Pietra filosofale, o la Pietra della follia, dalla testa dei pazienti, per portare alla luce i barlumi di una consapevolezza sepolta nelle profondità della psiche.”Un altro spunto per te.

Partendo dai Tarocchi, puoi fare esercizi di visualizzazione molto emozionanti e svelare i misteri della sincronicità trovando nessi arricchenti. Nuovi significati bussano alla porta dell’immaginario umano, collegano il passato al presente, e tendono al futuro.

Si procede con calma, un po’ come di fronte ai quadri di una bella mostra, quando ci si lascia coinvolgere da quel che si vede. Si sviluppa un senso della vista e del sentire non ancora esplorato, solleticando l’anima.

Questo è un tipo di lavoro che mi coinvolge e che porto spesso nei gruppi operativi e nel salotto creativo che, un sabato al mese, trova spazio alla Libreria Trebisonda di Torino, così come nei miei corsi.

 

Written by Valeria Bianchi Mian

Psicologa Psicoterapeuta Scrittrice

 

Note

[1] Johan Huizinga, Homo Ludens, Piccola Biblioteca Einaudi

[2] Valeria Bianchi Mian, Vit[amor}te. Poesie per arcani maggiori, Miraggi Edizioni, 2020

 

Info

Rubrica Meditazioni Metafisiche

 

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