“La figlia del peccato” di Emily Gunnis: le crudeltà commesse nel convento di Saint Margaret

“Ivy fece una pausa, tentando di controllarsi in modo che la penna che teneva in mano smettesse di tremare e lei potesse scrivere. Si guardò intorno nel grande asciugatoio in cui si era nascosta. Dal soffitto pendevano gli enormi stendibiancheria stipati di lenzuola, salviette, strofinacci, che erano stati miracolosamente lavati dalle mani screpolate e gonfie delle ragazze incinte nella lavanderia di Saint Margaret…”

La figlia del peccato di Emily Gunnis
La figlia del peccato di Emily Gunnis

Romanzo d’esordio della scrittrice inglese Emily Gunnis, La figlia del peccato si fa portavoce di vicende, purtroppo drammatiche, accadute in Irlanda tra il XVIII e XX secolo.

Anche se romanzata, la questione su cui si sofferma l’autrice è di assoluta attendibilità, grazie al fatto che ha attinto a vicende realmente accadute.

Pubblicato da Garzanti editore nel 2020 La figlia del peccato è narrazione suggestiva, e capace di catturare completamente l’attenzione del lettore.

“Ivy trasalì quando la serratura dell’asciugatoio, dove lei ed Elvira avevano trascorso tante ore insieme, scattò all’improvviso e suor Angelica spalancò la porta…”

Luogo d’ambientazione dei fatti narrati è il convento di Saint Margaret, mentre l’anno in cui il racconto è collocato è il 1956.

Romanzo dal contenuto ‘forte’ La figlia del peccato è testo che tratteggia, con buon scandaglio psicologico, lo stato d’animo di una madre disposta a sacrificarsi pur di rintracciare il figlioletto.

A dare il via all’intreccio narrativo è una lettera di Ivy, uno dei personaggi che anima il romanzo, la quale apre uno scenario di cui la stessa non aveva consapevolezza, nel momento in cui ha sviscerato il proprio universo emotivo attraverso parole e frasi. Uno scenario inaspettato sulle crudeltà commesse e custodite dalle possenti mura del convento.

È dunque una storia da raccontarsi, quella di cui una giornalista viene a conoscenza.

Samantha è una cronista freelance che fortuitamente, viene in possesso della lettera scritta da Ivy in anni precedenti alla narrazione attuale.

Da allora sono trascorsi sessant’anni e casualmente, quella testimonianza scritta è in mano alla giornalista. Che, in aiuto, le viene il suo intuito di cronista, motivo per cui in quella vicenda Samantha ‘fiuta’ odore di scoop, e si sente in dovere di approfondire i fatti di cui viene a conoscenza.

La verità di cui Samantha conosce l’ampiezza è drammatica, e per fare chiarezza e restituire a Ivy la dignità che le è stata sottratta, oltre che riconoscerle la sua voglia di riscatto, cerca di ricostruire la veridicità degli eventi.

A un certo punto delle vicende il desiderio di affermarsi professionalmente passa in secondo piano, rispetto al turbamento emotivo che colpisce Samantha, e rimane coinvolta nella triste realtà di Saint Margaret, che va oltre la sua voglia di fare chiarezza nei fatti.

È talmente trascinata dentro la storia di cui si sente parte, che ha l’impressione di udire un grido d’aiuto e di dolore provenire dalle mura del convento. Un grido soffocato dallo squallore dell’istituto in cui le ragazze madri venivano ‘ospitate’.

“Immaginò la scalinata scintillante, le ragazze agli ultimi mesi di gravidanza che la lucidavano con olio di gomito mentre le suore le sorvegliavano. Suore che rappresentavano il famigerato volto delle case d’accoglienza per mamme e bambini e offrivano un servizio alle famiglie cattoliche che volevano ignorare cosa accadeva al loro interno…”

Il convento di Saint Margaret era una casa di accoglienza per ragazze madri spinte da un’urgente necessità, e perciò costrette a fare una scelta estrema come quella di dare in adozione, al momento della nascita, il proprio figlio.

Dopo affannose ricerche, perché il convento sta per essere demolito, per Samantha quel luogo è diventato un posto che nasconde storie di sofferenza, di cui all’epoca nessun abitante della zona sapeva nulla.

Fuggire da lì era difficilissimo, e con tutte le sue forze, nonostante il suo stato di estrema vulnerabilità, a suo tempo Ivy andò oltre le sue possibilità, affinché le venisse restituito ciò che le era stato sottratto.

Emily Gunnis
Emily Gunnis

“Dopo aver regolarizzato il respiro, recuperò la risolutezza. Desiderò che procedessero più veloci, così sarebbe finita prima. Guardò l’orologio, erano passate le undici…”

Entrata in possesso di segreti che andrebbero svelati, Samantha è perplessa e dubbiosa, incerta se pubblicarli o no, in quanto potrebbero contenere rivelazioni controproducenti anche per la sua persona.

“Nel momento in cui fece una pausa per rileggere quanto aveva appena digitato, Sam cambiò posizione sulla sedia e si massaggiò le tempie…”

Ricco di colpi di scena, e di una tensione palpabile e necessaria per fare del libro un bestseller, La figlia del peccato ha suscitato grande interesse da parte di critica e di pubblico, occupando a lungo le classifiche di vendita. Ed è un valore aggiunto a conferma dell’assoluta godibilità della narrazione. Un intreccio di vicende che danno vita a un racconto pungente in grado di appagare un’ampia platea.

Realizzato attraverso una scrittura scorrevole e lucida, La figlia del peccato è romanzo che scandaglia l’animo umano fino a raggiungere i suoi più oscuri meandri, restituendo infine al lettore un quadro d’insieme di vicissitudini che si sono consumate in un remoto angolo di mondo: quello   dell’Irlanda del XIX secolo.

“Le dita sospese sui tasti ebbero un tremito. Tutt’intorno a lei le file di monitor risplendevano come le luci di una pista che, attraversando il pavimento, portavano alle enormi lettere nere sulla parete bianca: ‘TIMES’…”

 

Written by Carolina Colombi

 

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