Presentazione de “Senza dir nulla” di Daniele Vergni, giovedì 1 marzo 2012, Trani

L’associazione Marluna Teatro all’interno della rassegna poetico teatrale I MULINI A VENTO presenta “Senza dir nulla” del poeta Daniele Vergni.

Giovedì 1’ Marzo alle ore 20.00 presso la libreria La Maria Del Porto , via Statuti Marittimi 42, Trani.

Daniele Vergli, 1984, poeta sperimentale abruzzese di origine toscane, vaga da anni per le strade di Roma. Ha pubblicato fin ora quattro libri con vari editori. Scrive anche per riviste come Rvista d’Arte e Scienza Nova e Prospektiva. Oltre alla scrittura porta avanti i suoi progetti musicali “Borderlike” e “Inbetweenneess” e di videoarte, sia individualmente che in colettiva (come la messicana “Entre Tú Y Yo”), come videomaker e vj nel nuovo progetto di Miro Sassolini (S.M.S.) per Black Fading Records.
“Senza dir nulla” è un monologo sull’indicibilità della scelta continua. Una storia a pretesto per cercare di far emergere l’impossibilità della descrizione di una vita nel suo trasformarsi, l’indecifrabilità della volontà, che appare”

Introducono la poetessa Teodora Mastrototaro e l’attrice Maria Elene Germinario.”

Alcuni estratti in anteprima per OublietteMagazine di “Senza dir nulla”:

01.
Io non miro più al cielo, anche perché ho scoperto che non m’interessa per niente, mentre pensavo questo fermo al semaforo, mi accorsi del grande errore: i confini sono troppo labili, giustapposizione o dissolvenza, non puoi scappare. Perché scegliere sempre il male minore? Va bene che come tonalità può essere più accattivante, ma una volta scegliere il male maggiore forse, forse… (da Una dose d’illusione in cambio di una trasfusione di coscienza, ovvero Faust si è perso)

02.
Quel che sentiamo è indecifrabile, ma sentiamo questo bisogno di dirci e dire cosa è. Cerchiamo di tradurlo con un linguaggio incompatibile, quello della razione e da qui nasce l’illusione, ovvero lo scarto che si viene a creare tra desiderio e descrizione: rappresentazione del desiderio (a cui segue poi la sua spettacolarizzazione). Fa parte del gioco sempre improbabile e fittizio quanto estenuante dell’individuo alle prese con se stesso. Cuccioli deviati dalla cultura, dalla psicologia, dalla scienza, dal mercato. Cuccioli troppo abitudinari. (da Quando l’emozione scappa – saggistica)

03.
L’inizio sinceramente non me lo ricordo. Un giorno ti svegli e sei, più o meno, e vai avanti così, con passi sghembi e salti d’acrobata. Cominciato in qualcosa che sfugge per sé, aspetto di vedere il resto di questo film firmato con la croce da uno che non ha tempo per queste cose.
Eppure non dovrebbe essere difficile. Il giardino dell’eden è una metafora. È tutto lì, compreso la mela. Ma non m’interessa il peccato e tantomeno i peccatori, sono di una noia incredibile. M’interessa che tutto sia lì. Le cose sono da cogliere, come le idee, appoggiate nei luoghi più impertinenti nei momenti meno adatti, sempre da afferrare, forse invadere. Probabilmente anche l’opera d’arte è lì, ma io non so più la mia posizione.
A volte riesco a fare la verticale al contrario, è già un inizio. Fine del momento ginnico. (da Un naif ribaltato – monologo)

Info:

http://danielevergni.wordpress.com/ 

http://youtu.be/giwkt3bYB9M

 

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