Intervista di Filomena Gagliardi a Monica Maggi: con i libri le periferie diventano giardini

“Vieni dal ciel profondo o l’abisso t’esprime/ Bellezza?” Charles Baudelaire

Monica Maggi
Monica Maggi

La scorsa estate ho avuto modo, girando su Twitter, di imbattermi in un profilo accattivante dal nome “Poesia nella foresta”, corrispondente alla persona di Monica Maggi.

In uno dei suoi post Monica chiedeva se c’erano volontari disponibili ad aiutarla nella gestione del gruppo di lettura da lei organizzato insieme agli anziani di Tor Bella Monica a Roma.

Incuriosita dal messaggio ho chiesto se, pur non essendo di Roma, potevo contribuire in qualche modo alla sua meritoria attività, magari inviando dei libri per arricchire la “biblioteca” dei suoi amici. Lei ha accolto la mia proposta e ne sono felice: sono infatti convinta che donare un libro non mi impoverisca, bensì mi arricchisca in quanto mi rende “proprietaria” di un bene condiviso.

Le ho anche chiesto se potevo intervistarla sulla sua attività da pubblicare poi su Oubliette Magazine.  L’intervista risale alla scorsa estate, ma quanto Monica racconta è ancora valido e attuale; tuttavia, seguendo il profilo di Monica, noto una costante attività per la nostra amica, pur riprendendo le iniziative già descritte nella mia intervista, le amplia: si tratta sempre di impegni nel sociale, tesi a portare al centro dell’attenzione le periferie e i suoi abitanti mediante la promozione culturale.

Quello del recupero di libri destinato al macero e degli incontri di lettura con gli anziani  sono quindi solo due degli innumerevoli progetti volti al recupero e alla ricondivisione di tutti quei beni che non hanno ancora smesso di dire qualcosa; tali progetti possono essere letti, poeticamente, come delle metafore adatte a comunicare il messaggio che quanto è datato ha una storia da raccontarci e, pertanto, ha un futuro in cui vivere (quello del racconto); analogamente, il bene più prezioso che abbiamo, le persone, hanno ancora tanto da dirci anche se sono anziane: anzi proprio perché anziane, hanno molto da trasmetterci.

Una società ha dignità nella misura in cui prevede anche per loro un futuro da vivere fatto della soddisfazione di ogni tipologia di bisogni, da quelli materiali a quelli morali e spirituali.

Non mi resta quindi che riportare l’intervista in cui Monica ha davvero dato tutte le risposte alle mie domande, anche quelle implicite.

 

F.G.: Tu sei presidente di Libra dal 2010. Lo sei ancora? Prova a spiegare cos’è questa associazione.

Gruppo lettura - Tor Bella Monica
Gruppo lettura – Tor Bella Monaca

Monica Maggi: Lo sono ancora. Libra rappresenta la mia idea di cultura: contaminazione, itineranza, lavoro incessante per affermare la cultura come origine della nostra vita. Il cibo, la lingua, la parola scritta e parlata, il vestiario, le relazioni. Tutto è cultura, cioè Formazione della nostra identità. Libra fa proprio questo: utilizza la quotidianità per “fare cultura”.

 

F.G.: Come si passa dall’idea di salvare i libri dal macero (tema ultimamente molto caro agli esperti del settore) a quella di organizzare, come fai tu, gruppi di lettura con gli anziani del quartiere romano di Tor Bella Monaca?

Monica Maggi: Il concetto è sempre lo stesso: la nostra cultura è la nostra identità e quindi la nostra memoria. Buttare un libro solo perché è vecchio, superato, rovinato vuol dire ignorare il valore che quel libro ha avuto, magari per molte persone e per l’epoca in cui è stato utilizzato. Gli anziani sono come libri vecchi, dimenticati, superati e non usati per questa nostra smania di avere cose nuove.

 

F.G.: Quando è partita l’iniziativa con gli anziani e quali sono state le motivazioni per cui l’hai ideata?

Monica Maggi: Perché salvare i libri dal macero può essere un’operazione abbastanza comprensibile; invece organizzare gruppi di lettura con persone anziane penso sia un’iniziativa bellissima di per sé, ma magari più difficile, nel senso che si tratta di persone per cui spesso si pensano altre attività in grado di mantenere giovani (ballo, carte), ma effettivamente leggere e condividere un libro è tra quelle che tengono alta la concentrazione. La mia idea nasce nel 2016, grazie al Bando IO LEGGO (seconda edizione), che Libra ha vinto, aggiudicandosi il massimo punteggio. Ho proposto letture ad alta voce nel Centro Anziani Esquilino. La proposta ha avuto un seguito inaspettato: gli anziani correvano a prendere i primi posti nel pomeriggio di lettura. Quindi ho capito che la lettura condivisa era una necessità. L’anziano in questo modo si sente protagonista, utile e soprattutto sente che la sua storia e la sua vita servono a qualcosa, a qualcuno che lo ascolta con attenzione.

 

F.G.: Dove si svolgono gli incontri? Con quale cadenza? Qualcuno la affianca? Chi propone i libri?  Quando li discutete come organizzate il dibattito? Che risposta ha la sua attività in termini numerici?

Monica Maggi: Gli incontri si tengono settimanalmente in una casa convivenza a Tor Bella Monaca che ospita tre anziani disabili, una badante albanese e un ragazzo del Cameroun. Con loro iniziamo l’incontro semplicemente, portando cornetti e bevendo un caffè. Poi cominciamo a parlare cercando di sollecitare ricordi. E ci riusciamo sempre. La lettura viene fatta da noi, e loro aggiungono commenti, memorie, ricordi. Anche cantando.

 

F.G.: Qual è la valenza sociale del tuo progetto? Vedi riscontro? Come si collega la tua attività con la realtà delle periferie? Porta bellezza?

Gruppo lettura - Tor Bella Monica
Gruppo lettura – Tor Bella Monaca

Monica Maggi: Vedo riscontro, loro ci aspettando con gioia e attesa ogni settimana, orologio alla mano. Ridiamo molto, giochiamo, rendiamo quella mattina diversa dalle altre. Credo che questa sia la Bellezza.

 

F.G.: Chi ci sta leggendo come può contribuire per aiutare a migliorare il tuo nobilissimo impegno? Donazioni, disponibilità, invio di libri e altro che reputi utile?

Monica Maggi: Donazioni, anche piccole e simboliche. Noi riceviamo un sostegno di 100 euro mensili dal gruppo Multisolidarietà con sede a Torino. Con questi 100 euro (siamo in due, quindi 50 a persona) sosteniamo 4 incontri al mese. Solo la benzina per arrivare fin lì supera questa spesa. Compriamo cornetti, libri, abbiamo anche il lavoro di sbobinamento dei racconti che registriamo. Abbiamo bisogno, ovviamente, di donazioni. Ma anche di volontari.

 

F.G.: Infine. Nascono amicizie tra i lettori e tra te e i lettori? Organizzate altre occasioni di ritrovo?

Monica Maggi: Sì, ci sono rapporti bellissimi sia a Tor Bella Monaca che altrove. Diventiamo come grandi amici e a volte (considerando la differenza di età) anche un po’ nipoti. Per il momento siamo stanziali a Tor Bella Monaca, ma dall’autunno vorremmo occuparci di altre periferie: Torre Maura, Torre Angela, Casal Bruciato.

 

F.G.: Davvero l’ultima, una curiosità mia: nel tuo profilo twitter tu ti firmi “Poesia nella foresta”. C’è qualche legame o rinvio alla tua attività?

Monica Maggi: Il mio account twitter Poesia nella foresta ha un significato preciso. Attingendo dalla tradizione giapponese dello Shirin Yoku (immersione nella natura) con una mia amica appassionata di boschi e sciamanesimo, abbiamo creato Utatoki, poesie e immersione nel bosco. Perché siamo profondamente convinte del muto e silenzioso linguaggio degli alberi, e della assoluta necessità di tornare al contatto e salvezza del nostro essere animali. La poesia è, infatti, il primo approccio di espressione con il mondo intorno a noi (i bardi).

 

Con questa bella chiusa sui boschi, vi invito ad andare su Twitter e cercare l’account predetto: vi stupirete per la vitalità di questa donna che interpreta, nel valore proprio del termine, il senso dell’essere cittadina, consistente nell’occuparsi della città, così come nel mondo greco il polites non era solo il magistrato che governava la polis, ma anche ogni cittadino che se ne occupava nella misura in cui poteva.

Considerando poi che il lavoro di Monica avviene in una realtà così complessa come quella di Roma e delle sue periferie, mi piace pensare a Poesia nella foresta anche come ad un programma desideroso di portare Bellezza (la Poesia dei libri) nella solitudine di una periferia (Foresta).

Ribadendo che questo articolo ha trattato solo di una delle infinite iniziative realizzate da Monica, prometto di continuare a monitorare i progetti presenti e futuri di questa “eroina” dei tempi moderni, magari con un’altra intervista, sempre su Oubliette.

In bocca al lupo alla nostra Monica e ad maiora!

 

Written by Filomena Gagliardi

 

 

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