“Memoria del lampo” film di Riccardo Giacconi: l’omicidio brutale di una quattordicenne

CONDIVIDI... CUM GRANO SALIS

Anche quest’anno la redazione di Oubliette Magazine ha la fortuna di vivere direttamente le Giornate degli autori 2026, nell’ambito della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ambientata nella magia della laguna al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026; ed in streaming su MyMoviesOne.

Memoria del lampo film di Riccardo Giacconi
Memoria del lampo film di Riccardo Giacconi

Non smentisce mai la diversità delle pellicole presentate, come nel caso di “Memoria del lampo” di Riccardo Giacconi, regista cinematografico e artista multidisciplinare che con questo film ripercorre una ricostruzione artistica attraverso una ricostruzione del passato.

“Memoria del lampo” è un titolo rivelatore di quello che sviscera il docufilm, la parola memoria indica la funzione cognitiva delle mente per custodire informazioni passate che possono riemergere attraverso oggetti, odori, sensazioni, in particolare la protagonista che nella ricerca della memoria storica dei fatti si avvale di suoni e parole. La seconda parola del titolo è lampo: improvviso bagliore, che sarà presente come le parole e suoni nella sequenza delle immagini di questa narrazione.

Tutti sapevano e nessuno parlava.”

Uno studio radiofonico, Sibilla, giornalista, un attore e la lettura di una lettera, atroce nel suo divenire parola dopo parola, un’atrocità che si amplifica sempre più perché riporta in vita le parole di un carnefice e della cruda brutalità con cui descrive l’avvenimento che tutto ha travolto come in un lampo che avvolge dolore e morte.

Un viaggio verso un piccolo paese del centro Italia, il luogo dei fatti e la ricerca dei fautori degli avvenimenti, oltre che dei luoghi. Un fermo immagine sulla riva di un fiume, la registrazione dei suoni della natura interrotti dal suono di una telefonata che riporta alla realtà la mente della protagonista.

Una strada quella della ricerca della memoria, della crudele verità dei fatti e quella ricerca esistenziale di sé e di un passato che non ci appartiene ma ci appartiene perché determina e ha determinato ciò che si è e che si è vissuto. Il luogo dove tutto ha avuto inizio e dove tutto è finito. Un’alternanza che si presenta abilmente durante la narrazione come un blackout, in cui si è avvolti dall’oscurità che si interrompe con lampi improvvisi.

La protagonista svela di essere la nipote della vittima e nel suo peregrinare incontra uno dei nipoti dei carnefici, che parla della notte dei giganti e del voler riportare in vita questa tradizione venuta meno, inconsapevole del fatto che essendo collegata al caso di cui nessuna parla e di cui nessuno sa si è voluto dimenticare evitando la memoria anche della festa.

L’orribile fatto di cronaca di cui nessuno vuole parlare è l’omicidio brutale di una quattordicenne che ha segnato i destini delle famiglie della vittima, la stessa Sibilla e apparentemente meno quelle dei carnefici che hanno vissuto una cosiddetta vita normale e indenni dalle responsabilità delle loro azioni, perché tutti sapevano e nessuno parlava.

La ricostruzione termina con un montaggio di immagini dei luoghi macchiate del colore delle fiamme o del sangue della vittima per poi riavvolgersi in una sequenza a ritroso che riporta all’immagine iniziale in cui l’attore legge la descrizione dei fatti, fatti privi di giustificazione e giustizia, una giustizia mancata che aumenta il dolore che ha segnato le vite di una famiglia fuggita dal dolore, dalla crudeltà, dall’ingiustizia in una ricerca di una identità spezzata e che fa sprofondare in quel buio che tutto avvolge  e che lascia lo spettatore in quel silenzio che tutto racconta in quell’oscurità che tutto rivela.

 

Written by Simona Trunzo

 

Info

Guarda il film “Memorie del lampo” su MyMoviesOne

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *